Masayoshi Kimura è uno studente maschio della Classe 3-E della Scuola Media Kunugigaoka. È noto per i suoi capelli neri corti e spettinati e il suo fisico minuto, oltre che per essere il più veloce della classe. Ex membro del club di atletica, vanta un incredibile tempo di 11 secondi netti nei 100 metri. Masayoshi porta però un enorme complesso riguardo al suo nome particolarmente vistoso, dato dai suoi genitori poliziotti che volevano trasmettere valori di giustizia. Nonostante il disagio personale che questo gli causa, specialmente quando il suo vero nome viene annunciato in pubblico, riesce nel corso della storia ad affrontare e in parte superare questo problema. Come poliziotto dopo sette anni, sembra aver fatto pace con la sua identità.
Aspetto
Masayoshi Kimura ha capelli neri così spettinati che è difficile non notarli, ed è uno dei più bassi tra i ragazzi nella 3-E, solo Nagisa Shiota e poi anche Itona Horibe dopo il suo arrivo sono più bassi di lui. Portamento semplice, abbigliamento comune, perciò passa spesso inosservato tra gli altri studenti. Nonostante ciò, il suo aspetto non corrisponde alla "forza" evocata dal suo nome.
Personalità
È generalmente riservato e, a causa del suo nome particolare, spesso si sente a disagio quando si tratta di presentarsi o di essere chiamato per intero in pubblico, come accade in ospedale. Sebbene sia aperto e disponibile con i compagni, mostra una certa insicurezza legata al suo passato e al giudizio che riceve per il proprio nome. Non prova sentimenti romantici particolari verso Toka Yada, nonostante vengano spesso messi in coppia insieme.
Contesto
Entrato nella classe 3-E a causa della sua situazione scolastica, Masayoshi ha rapidamente trovato spazio grazie alle sue eccezionali capacità atletiche. Nato da due genitori poliziotti, il suo nome esprimeva le alte aspettative e l'entusiasmo della famiglia, anche se lui ne porta il peso sotto forma di complesso.
Abilità
Ex corridore del club di atletica, è il più veloce della classe: 100 metri in 11 secondi netti. Viene spesso scelto come primo battitore nelle gare di baseball o come esca durante le missioni di gruppo grazie alla sua velocità. Alla fine del secondo semestre si è classificato primo nelle "abilità assassine in movimento/stealth" e quinto nei "cecchini in movimento".
Relazioni
Ha rapporti cordiali con la maggior parte della classe 3-E. Con Toka Yada forma spesso un duo operativo, ma ciò dipende più dalla fortuna che da altro. Non sembra provare risentimento verso chi lo chiama "Masayoshi", anzi, lo definisce un atto di misericordia. Con Korosensei trova finalmente una spalla su cui confrontarsi riguardo al proprio nome.
Curiosità
- Nonostante il nome "giapponese" Masayoshi, il suo vero nome si legge "Justice", pronunciato all'inglese.
- Il fratello minore si chiama "Brave" (in inglese), ma al contrario del nome, è molto timido.
- Solo all'ospedale viene chiamato per intero, cosa che lo blocca completamente quando sente la parola "ospedale".
- I genitori non provano alcun rimorso per aver scelto nomi così particolari.
- Nel corso della storia quasi tutti i compagni sanno la verità sul suo nome, ma per rispetto non ne parlano.
Una velocità impressionante
Masayoshi viene notato subito nella classe 3-E per la sua incredibile velocità, che lo rende il più veloce tra tutti gli studenti. Usa queste capacità sia nelle attività sportive che in quelle più serie dedicate all'assassinio, diventando spesso il primo ad agire o a fare da diversivo grazie alla rapidità dei movimenti.
Il peso di un nome “giustiziere”
Masayoshi soffre molto per il suo nome, che ritiene troppo vistoso e strano a causa dell’entusiasmo dei suoi genitori poliziotti: lo hanno infatti chiamato “Justice” (all’inglese), nome che considera fonte d’imbarazzo e di innumerevoli prese in giro. Espone il suo disagio soprattutto quando si trova in luoghi pubblici, come quando all’ospedale viene chiamato con nome e cognome.
Il supporto della classe e di Korosensei
Quando il segreto del suo vero nome viene scoperto dai compagni, tutti decidono per un giorno di darsi un “codename” da usare invece del proprio nome reale, per solidarizzare con lui. Ironia della sorte, quello che riceve è comunque “Justice”. Korosensei gli spiega che cambiare nome in Giappone è una procedura relativamente semplice, ma gli lascia anche la libertà di scegliere se affrontare il mondo col suo nome unico o meno.
Superare l’imbarazzo e accettare se stesso
Dopo una serie di eventi, e grazie anche alle parole del suo insegnante e all’affetto dei suoi compagni, Masayoshi arriva a comprendere che ciò che conta non è il nome che porta, ma quello che fa con esso. Col tempo riesce così a superare in parte il suo complesso.
Futuro da poliziotto
Sette anni dopo il diploma, Masayoshi ha seguito le orme dei genitori ed è diventato poliziotto, simbolo del fatto che è riuscito ad accettare sé stesso e il proprio nome, unendo ideali e azione concreta.
- Il suo nome sul registro compare scritto con caratteri più piccoli rispetto agli altri, segnale della delicatezza con cui viene trattato il suo caso dal resto della classe.
- Nonostante la sua ordinaria apparenza, il suo passato e il percorso di crescita sono tra i più singolari della classe 3-E.
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