Miyo Saimori è la protagonista femminile di Watashi no Shiawase na Kekkon, una giovane di 19 anni costretta da un matrimonio combinato a lasciare la sua famiglia che l’ha sempre maltrattata. Figlia maggiore della decadente famiglia Saimori, è stata privata di amore ed educazione poiché ritenuta priva di poteri soprannaturali. Dopo anni di abusi, viene inviata come sposa al freddo ma gentile Kiyoka Kudō, trovando finalmente uno spiraglio di felicità e iniziando un percorso di riscatto e crescita personale. Sotto la sua modestia e gentilezza si cela una forza straordinaria e un retaggio segreto che avrà un ruolo importante nella storia.
Miyo Saimori ha lunghi capelli neri lisci e un piccolo neo sotto l’occhio sinistro.
Il suo aspetto richiama quello della madre: una bellezza pulita e delicata, poco valorizzata a causa dei continui maltrattamenti subiti nella casa dei Saimori.
Non ha mai avuto accesso a occasioni sociali o cosmetici, portando a non accorgersi davvero del suo fascino fino all’arrivo nella casa dei Kudō.
Secondo Keiko, Miyo è “come una gemma grezza dal potenziale infinito: se ben curata, diventerà una bellezza che non sfigurerebbe accanto al giovane padrone Kudō.”
Anche Kiyoka Kudō la considera bella, pur non essendo mai stata vanitosa riguardo il proprio aspetto.
La personalità di Miyo si distingue per nobiltà d’animo, gentilezza e una forte empatia verso gli altri.
Nonostante le crudeltà subite, Miyo mantiene una bontà e una sensibilità speciale per il dolore altrui. È umile, anche troppo, tanto da chiedere spesso “mi scusi” come riflesso degli abusi familiari.
Al suo arrivo dai Kudō, la sua umiltà viene vista come modestia e grazia, conquistando simpatia e rispetto.
Esperta nei lavori domestici, sa cucire, cucinare ottimi piatti e occuparsi della casa con grande abilità.
Privata da giovane dell’istruzione da dama, compensa con determinazione e naturale intelligenza.
Inizialmente molto insicura e incline a pensare di non avere valore; crescendo al fianco di Kiyoka, ritrova fiducia in se stessa.
Miyo nasce nella famiglia Saimori, discendendo da una stirpe di individui dotati di poteri soprannaturali, gli “abili”.
Su di lei, tuttavia, non si manifestano tali capacità e viene quindi trattata come un peso, serva nella propria casa, dopo la morte della vera madre, Usuba Sumi.
La matrigna Kanoko e la sorellastra Kaya la umiliano, sottraggono cibo e vestiti, la isolano, la privano dell’eredità materna e la assoggettano a lavori pesanti.
Il padre Shinichi, indifferente, non interviene mai in sua difesa, peggiorando i rapporti in famiglia.
Di fatto, Miyo cresce priva di qualsiasi affetto, salvo le rare attenzioni di pochi servitori e del suo amico d’infanzia Kōji Tatsuishi.
Sebbene ritenuta priva di poteri, Miyo possiede inconsciamente l’abilità più temuta ed eccezionale del casato Usuba:
il “Potere della Visione Onirica” (Yumemi no Chikara), trasmissibile solo tra donne e fonte di enorme potere.
Questa capacità le consente di entrare nei sogni altrui, manipolarne la mente, forzare il sonno e, con l’addestramento, persino vedere eventi di passato, presente e futuro.
Dapprima sigillata dalla madre per proteggerla, l’abilità emerge gradualmente dopo l’uscita da casa Saimori.
L’utilizzo di questo potere provoca a Miyo notevole stanchezza fisica, ma è impreziosito dal sostegno del cugino Arata Tsuruki e del gruppo Usuba.
Famiglia Saimori
- Shinichi Saimori (padre):
Totalmente indifferente a Miyo, non le dimostra affetto né si interessa al destino della figlia poiché priva di poteri. Rifiuta le richieste di emancipazione di Miyo e nega qualsiasi supporto.
- Kanoko Saimori (matrigna):
Odia Miyo a causa della rivalità con la madre Sumi. La chiama solo “quella lì” e la tratta con aggressioni fisiche e psicologiche, toglie cibo, vestiti e oggetti personali.
- Kaya Saimori (sorellastra):
Coccolata dai genitori, cresce arrogante e infantile. Si allea con la madre per umiliare Miyo, ritenendola inferiore e chiamandola “l’inutile sorella maggiore”.
Servitù e Supporto
Qualche domestico ha provato ad aiutare Miyo, ma per paura di punizioni era difficile offrire vero supporto.
Una donna di nome Hana era tra le poche ad aiutarla sinceramente; dopo l’allontanamento forzato di Hana, Miyo si ritrova ancora più sola.
Un’altra serva, prima di lasciare il servizio, le chiede scusa piangendo per non averla difesa e le dona un pettine, suo unico bene prezioso quando lascia la famiglia.
Kudō e Nuova Famiglia
Miyo viene promessa in sposa a Kiyoka Kudō, capo di una delle famiglie di abili più potenti.
All’inizio intimidita dalla rigida reputazione di Kiyoka, scopre presto la sua gentilezza.
Con il tempo, si integra nella famiglia del marito, stringe amicizia con la cognata Hazuki Kudō e trova finalmente appoggio e affetto.
Altri Personaggi
Amico d’infanzia e unico supporto emotivo di Miyo nella casa paterna. Lui la salva insieme a Kudō durante il rapimento.
- Arata Tsuruki:
Cugino del ramo materno Usuba, la guida nella scoperta dei poteri onirici.
Un’infanzia Segnata dalla Sofferenza
Miyo nasce nella casa Saimori, un tempo nobile, ma caduta in disgrazia.
La madre muore quando Miyo ha due anni e la matrigna Kanoko prende il suo posto, scaricando tutto l’odio verso Sumi sulla bambina.
Miyo cresce priva di amore, trattata come serva dalla matrigna, dalla sorellastra Kaya e ignorata dal padre Shinichi.
Le vengono ripetutamente inflitte violenze, privazioni di cibo, vestiti e educazione, vivendo di elemosina e vecchi abiti dei servitori.
Il Matrimonio con Kiyoka Kudō
Quando Kaya si fidanza con Kōji Tatsuishi, Miyo perde anche l’unico amico.
Kanoko approfitta della richiesta di matrimonio dal potente casato Kudō per sbarazzarsi di Miyo, affidandole solo un abito nuovo e cacciandola via senza alcun seguito o dote degna.
Miyo raggiunge la nuova casa da sola, piena di paura per la reputazione temuta del marito promesso.
Sorpresa dalla gentilezza di Kiyoka Kudō e dei suoi servitori, Miyo inizia a ritrovare una vita più dignitosa, mentre la sua riservatezza viene accolta come virtù.
Crescita e Riscoperta di Sé
Nonostante i timori iniziali, Miyo si impegna per essere all’altezza delle aspettative come futura sposa.
Grazie all’aiuto di Hazuki Kudō si dedica allo studio degli usi e costumi da nobildonna, mostrando una sorprendente intelligenza e forza di volontà.
Da ragazza insicura, fatta prigioniera dalle umiliazioni, diventa una donna più sicura di sé, amata e accettata dalla nuova famiglia.
Persino nella nuova casa, però, deve imparare ad affrontare il passato che la opprime e lottare contro i demoni interiori.
Il Rapimento e la Ribellione
Quando ormai ha trovato la serenità, Kaya e il padre la fanno rapire assieme agli uomini di Minoru Tatsuishi.
Chiusa di nuovo nel magazzino, Miyo subisce nuove violenze e minacce dalla matrigna e dalla sorellastra, che pretendono la rottura del suo fidanzamento.
Questa volta, però, non cede più: dichiara la propria volontà di non lasciar mai Kudō Kiyoka, ribellandosi per la prima volta.
Kiyoka e Kōji riescono a salvarla, e dopo un malore grave dovuto ai traumi, Miyo si riprende grazie alle cure e all’affetto dei Kudō.
La Scoperta dei Poteri e la Rinascita
Con l’aiuto di Arata Tsuruki, Miyo scopre la sua vera eredità: la Visione Onirica degli Usuba, in grado di manipolare sogni e memoria, esercitata fin da piccola in modo inconscio.
Si avvia così un percorso di addestramento che la porta a utilizzare i poteri per salvare se stessa e gli altri.
Infine, dopo aver celebrato il tanto atteso matrimonio, Miyo riflette sulle cicatrici lasciate dalla sua famiglia ma affrontando il futuro con forza, determinata a vivere felice accanto al marito.
La dote di Miyo al matrimonio consiste solo in un kimono nuovo e pochi vecchi abiti: un’umiliazione per una figlia di casa nobile.
Layette e accompagnamento al matrimonio sono minimi, suscitando sospetti e scandalo nella casa Kudō.
Il potere della Visione Onirica è considerato il più temibile tra quelli degli abili, tanto da aver portato la famiglia Usuba a segretezza e isolamento per generazioni.
Nonostante tutto il dolore, Miyo sogna sempre la felicità per coloro che le hanno mostrato anche una sola gentilezza.
Non ha mai incontrato nessun membro della famiglia Usuba durante la sua infanzia fino agli eventi della storia.
“Non so se potrò mai perdonare Kaya per ciò che mi ha fatto, né dimenticare gli anni rubati da mio padre e dalla matrigna… Ma ora so che posso andare avanti e sono cambiata, finalmente.”
- La storia è ambientata in un periodo simile al Giappone Meiji o Taishō, dove le figlie delle famiglie nobili venivano educate e dotate con larghi corredi al momento delle nozze.
- La famiglia Saimori, ignorando queste usanze, umilia deliberatamente Miyo davanti alla casa Kudō con un corredo misero.
- Dopo essersi sposata con Kiyoka Kudō, viene formalmente chiamata Kudō Miyo.
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