Deathpierce è un cavaliere sacro umano del regno di Liones, membro degli “Sei Stelle del Cielo Azzurro”, famoso per la sua magia “Melodia” e in seguito per essere diventato il re rancoroso del regno caduto di Edinburgo nella saga di The Seven Deadly Sins.
Nome: Deathpierce
Specie: Umano
Sesso: Maschile
Età: 35 anni
Altezza: 179 cm
Peso: 75 kg
Regno d’origine: Edinburgo, regno caduto
Compleanno: 8 gennaio
Livello di combattimento: 1690
Rango di cavaliere sacro: Diamante (Gold)
Affiliazioni principali:
Cavaliere sacro di Liones
Membro degli “Sei Stelle del Cielo Azzurro”
In seguito, re di Edinburgo
Doppiatore (voce originale): Yohei Azakami
Deathpierce è il cavaliere sacro più potente dei “Sei Stelle del Cielo Azzurro” dopo Denzel Liones, che funge da suo superiore e modello.
È riflessivo, stratega e disposto a usare piani complessi per proteggere il regno e cambiare l’opinione dei cavalieri sacri.
La sua fiducia negli altri viene però gravemente incrinata dagli eventi della guerra contro i demoni e le dee.
Questo lo porta a sviluppare un forte odio verso le razze non umane, in particolare i demoni e la razza delle dee.
Magia: “Melodia”
La magia di Deathpierce si chiama “Melodia” (旋律).
Questa abilità manipola il “ritmo” insito nei movimenti e nelle azioni dell’avversario.
Deathpierce è in grado di disturbare e alterare il ritmo dei gesti, della pronuncia delle formule magiche o di qualsiasi azione che abbia una sequenza “armonica”.
In questo modo può interferire con il lancio di incantesimi, con movimenti coordinati o con tecniche che richiedono una certa cadenza.
La magia “Melodia” agisce sulle tecniche magiche e sul loro “livello” o “altezza”, ma non ha effetto contro attacchi puramente fisici o scontri corpo a corpo.
Per questo Deathpierce è particolarmente pericoloso contro maghi e incantatori, ma meno efficace contro combattenti che usano soltanto la forza bruta.
Denzel Liones
Denzel Liones, il vice-capitano dei cavalieri sacri e capo delle “Sei Stelle del Cielo Azzurro”, è la figura che Deathpierce rispetta più di tutti.
Deathpierce lo supporta spesso in battaglia e in strategia, fino al punto di rischiare la propria vita.
Quando Denzel sacrifica la propria vita per incarnare la dea Nerobasta e viene poi brutalmente ucciso dalla demone Derieri, la fiducia di Deathpierce nelle razze non umane crolla definitivamente.
La fuga e l’atteggiamento di Nerobasta, che tenta di arrendersi e scappare invece di combattere, lo segnano profondamente.
Dogedo
Deathpierce si confronta con Dogedo in un duello che fa parte di un piano.
Attraverso questo scontro, Deathpierce cerca di dissipare la sfiducia dei cavalieri sacri nei confronti di Meliodas, dimostrando con i fatti che Meliodas non è il nemico che molti pensano.
Dreyfus
In un altro episodio, Deathpierce partecipa a un piano per intrappolare Dreyfus.
Durante questa operazione, sostiene Denzel con la sua magia, ma l’intervento del demone dei comandamenti Grayroad manda in fumo la loro strategia.
Fairy “Invisible”
Deathpierce ha un amico unico e molto particolare: la piccola fata Invisible, che solo lui è in grado di vedere.
Invisible lo accompagna fin dall’infanzia ed è il suo unico e insostituibile amico d’infanzia.
Questo legame, tenero e al tempo stesso inquietante dal punto di vista degli altri, sottolinea quanto Deathpierce sia una persona solitaria e incompresa.
La presenza di Invisible lo ha aiutato a sopportare le perdite e le tragedie, ma non è bastata a impedirgli di scivolare nell’odio.
Odio verso demoni e dee
Deathpierce vive in prima persona la devastazione causata dalla guerra tra demoni e dee.
Durante questi scontri perde i compagni Denzel e Dogedo e viene lui stesso manipolato da Ludociel, uno dei comandanti della razza delle dee.
Essere usato come un semplice pedone da Ludociel e vedere il sacrificio di Denzel vanificato dall’egoismo e dalla viltà di Nerobasta lo porta a considerare sia i demoni sia le dee come mostri.
Nella sua mente, questi esseri sovrannaturali non sono dei salvatori, ma solo creature che giocano con le vite umane.
Questo trauma spiega il suo successivo rifiuto di accettare un regno governato da Meliodas (capo della razza dei demoni) ed Elizabeth Liones (legata alla razza delle dee).
Per lui, affidare il futuro degli umani a queste entità è un errore imperdonabile.
Come cavaliere sacro di Liones e membro delle “Sei Stelle del Cielo Azzurro”, Deathpierce è inizialmente un difensore del regno.
Si distingue per il suo potere, secondo solo a Denzel, e per la capacità di pianificare strategie complesse.
Partecipa a diverse operazioni contro il Clan dei Demoni, tra cui l’imboscata a Dreyfus/Fraudrin e le azioni legate alla battaglia per Liones.
Il susseguirsi di fallimenti e la morte dei compagni alimentano in lui la convinzione che gli umani siano solo pedine nelle mani delle altre razze.
Quando Meliodas e Elizabeth Liones assumono il ruolo di re e regina del regno di Liones, Deathpierce non accetta questa nuova monarchia.
Decide che non ha più alcun dovere di servire una nazione guidata da rappresentanti delle razze che odia.
Assieme agli altri sopravvissuti delle “Sei Stelle del Cielo Azzurro”, abbandona Liones con l’obiettivo di ricostruire Edinburgo e creare un regno solo per gli umani.
Questo segna la sua transizione da cavaliere leale a potenziale antagonista, mosso da rancore e fanatismo.
Nella storia collegata “Il Rancore di Edinburgo”, Deathpierce ricompare come antagonista.
In questa fase è ormai diventato il re di Edinburgo, ma regna su un castello vuoto, senza veri sudditi.
Consumando dal rancore verso tutte le altre razze che hanno ferito lui e il suo popolo, ordina ai suoi seguaci di rapire membri di altre specie in tutta Britannia.
Queste vittime vengono poi fuse in abominevoli creature, a testimonianza di quanto lontano si sia spinto nella sua ossessione per un regno “puro” di soli umani.
Il suo progetto di stato umano puro finisce per allontanare anche i compagni che lo avevano seguito da Liones.
Col passare del tempo, questi si rendono conto che Deathpierce è andato troppo oltre e si separano da lui, lasciandolo sempre più isolato.
Scontro con Tristan e Lancelot
Per vendicarsi delle sofferenze causate da demoni e dee, Deathpierce arriva a prendersela direttamente con i loro “eredi”.
Considera Elizabeth Liones come la massima rappresentante della razza delle dee e Meliodas come capo dei demoni, e per ferirli decide di colpire chi è loro caro.
Deathpierce lancia quindi una maledizione su Elizabeth, nel tentativo di far soffrire lei e Meliodas.
Quando Tristan Liones, figlio di Meliodas ed Elizabeth, e Lancelot (figlio di Ban e Elaine) arrivano al castello di Edinburgo, li affronta in battaglia.
All’interno del castello, Deathpierce combatte Tristan e Lancelot, dimostrando ancora una volta la pericolosità di “Melodia”.
Quando la situazione si volge a suo sfavore anche grazie all’intervento dei Seven Deadly Sins, decide di fuggire.
Inseguito da Tristan e Lancelot, ingaggia con loro un secondo scontro.
In questa fase Deathpierce assume una forma mostruosa, frutto del suo legame con poteri oscuri, e mette seriamente in difficoltà i due giovani eroi.
Tuttavia, Tristan libera il potere demoniaco ereditato da Meliodas e, sfruttando appieno le sue capacità, riesce infine a sconfiggere Deathpierce.
La sconfitta segna il crollo del suo sogno distorto di un regno di soli umani e mostra il contrasto tra il suo odio e il desiderio di pace della nuova generazione.
Influenza di Arthur Pendragon
In seguito emerge che tutta questa catena di eventi a Edinburgo non è nata solo dall’odio personale di Deathpierce.
Viene rivelato che è stato in parte istigato da Arthur Pendragon, che sta forgiando un nuovo ordine del mondo legato al potere del Caos.
Il bastone utilizzato da Deathpierce a Edinburgo è con tutta probabilità un bastone del Caos, cosa che suggerisce un’alleanza con Arthur.
Questo legame è in linea con gli sviluppi narrativi mostrati anche in “I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse”, dove la trama del Caos e di Arthur continua a evolversi.
L’influenza di Arthur fa capire che Deathpierce, pur agendo per motivazioni personali, è stato anche manipolato come pedina in un gioco più grande.
Il suo rancore, combinato con il potere del Caos, lo ha trasformato da cavaliere sacro ferito in un sovrano pericoloso ed estremista.
Deathpierce incarna le conseguenze psicologiche e morali della guerra.
Non è semplicemente “malvagio”, ma un uomo distrutto che ha perso la fede in tutto ciò che non è umano.
Il suo percorso mostra come il dolore e il tradimento possano trasformare un difensore del regno in un antagonista pronto a sacrificare qualsiasi valore pur di ottenere vendetta.
Il legame con la fata Invisible e il rispetto iniziale per Denzel contrastano con la crudeltà che mostra in seguito, rendendolo un personaggio tragico e complesso.
Attraverso Deathpierce, la storia esplora il confine sottile tra giustizia e vendetta, e il rischio di cercare “purezza” etnica o razziale in un mondo dove la convivenza tra specie è l’unica vera via per la pace.
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