Nataku Son è un bambino di 11 anni, soggetto di esperimenti presso un centro di sviluppo delle capacità di Haijima, e un pirocineta di terza generazione capace di emettere fiamme contaminate da radioattività, nonché uno dei portatori di Adolla Burst conosciuto come “Sesto Pilastro”.
Nome: Nataku Son
Soprannome: “Takkun”
Sesso: Maschio
Età: 11 anni
Altezza: 142 cm
Data di nascita: 9 luglio
Gruppo sanguigno: AB
Doppiatore originale: Mutsumi Tamura
Nataku Son è un bambino cresciuto in una famiglia di medici, scelto come soggetto per gli esperimenti di sviluppo delle capacità presso gli stabilimenti di ricerca della Haijima Heavy Industries.
Durante questi esperimenti, la sua pirocinesi è stata forzatamente risvegliata attraverso l’uso degli insetti di Rekka Hoshimiya, segnando l’inizio della sua vita come esperimento vivente.
In seguito all’intervento del gruppo di Predicatori, Nataku si risveglia come portatore di Adolla Burst, riconosciuto come il “Sesto Pilastro”.
A causa di ciò, viene rapito dalla fazione dei Predicatori e diventa il bersaglio di continui conflitti tra Haijima e le forze esterne.
Nel corso di una battaglia che coinvolge la Ottava Brigata, Kurono Yuuichirou e Charon, Nataku viene infine salvato dal Grande Infernale in cui era stato intrappolato.
Dopo il salvataggio, inizia a ottenere un maggiore controllo sulle sue capacità distruttive.
La sua frase simbolo, che esprime la rabbia e la pressione che prova, è: “Che voi tutti soffochiate insieme alla vostra speranza!”.
In condizioni normali, l’iride degli occhi di Nataku appare come un semplice cerchio vuoto.
Quando utilizza i suoi poteri, all’interno del cerchio appare un simbolo a forma di segnale di radiazione, e talvolta emerge anche una stella simile all’iride di Rekka Hoshimiya.
Il suo aspetto infantile contrasta fortemente con la natura catastrofica dei suoi poteri.
Questo contrasto sottolinea quanto sia tragico il fatto che un bambino così piccolo porti sulle spalle un potenziale distruttivo su scala nazionale.
Nataku è un pirocineta di terza generazione in grado di manipolare e lanciare fiamme contenenti radiazioni.
In origine possedeva una semplice capacità di generare fuoco, ma in seguito al suo risveglio come Sesto Pilastro la sua pirocinesi si è trasformata in un potere su scala apocalittica.
Le sue fiamme sono contaminate da radioattività, e per una persona priva di poteri il limite di sicurezza è di circa 200 metri dal punto di emissione.
Questo significa che chiunque si avvicini troppo mentre Nataku combatte rischia un’esposizione letale, anche senza essere colpito direttamente dal fuoco.
Il massimo raggio di distruzione teorico della sua tecnica più potente raggiunge un diametro di circa 500 km, cioè quasi un quinto della superficie del Giappone.
Per questo motivo, Nataku è considerato una delle armi più pericolose tra i portatori di Adolla Burst.
Tecnica: “Immaginazione Contaminata”
Con la tecnica chiamata “Immaginazione Contaminata”, Nataku fa apparire attorno a sé numerosi simboli fluttuanti simili al segnale di radiazione.
Da questi, egli può scatenare intensi raggi di fiamma contaminata da radioattività, capaci di devastare un’area enorme in pochissimo tempo.
Questa abilità rappresenta una fusione tra la sua immaginazione infantile e l’energia anomala dell’Adolla Burst.
Il nome “Immaginazione Contaminata” riflette il fatto che persino la sua capacità di immaginare è stata corrotta dagli esperimenti e dai traumi subiti.
Come Sesto Pilastro, Nataku è uno dei pochi individui al mondo capaci di utilizzare l’Adolla Burst, una fiamma pura proveniente da un piano sovrannaturale noto come Adolla.
Il suo risveglio come Pilastro avviene dopo che viene inglobato in un Grande Infernale creato dalla strega Ritsu.
La mente di Nataku viene ulteriormente destabilizzata dall’intervento psichico di Haumea, che utilizza il suo potere di controllo elettrico e plasmatico per interferire direttamente nel suo cervello.
Sotto questa pressione, il suo Adolla Burst si manifesta in modo violento e incontrollabile.
In questo stato, Nataku diventa contemporaneamente pedina e bomba vivente per la fazione dei Predicatori.
Il suo potere, combinato con la sua fragilità mentale, lo rende facile da manipolare ma estremamente difficile da contenere.
Nataku viene tenuto presso un centro di sviluppo delle capacità della Haijima, dove viene costretto a ripetuti test di combattimento.
In queste prove affronta regolarmente Kurono Yuuichirou, un esperto combattente che lo sottopone a uno stress brutale per spingerlo a superare i suoi limiti.
Questi “allenamenti” non hanno nulla di educativo o protettivo: sono veri e propri esperimenti sulla sua resistenza fisica e mentale.
La paura costante di Kurono e l’aspettativa di risultati da parte di Haijima alimentano ulteriormente le ansie già presenti nella mente di Nataku.
La sua esistenza, all’interno della struttura, è quella di un’arma in via di perfezionamento piuttosto che di un bambino.
Ogni miglioramento delle sue capacità corrisponde a un aumento dei suoi traumi.
Dopo il suo risveglio come Sesto Pilastro, Nataku viene preso di mira dalla fazione dei Predicatori.
Ritsu, utilizzando la sua stregoneria, crea un gigantesco Grande Infernale e lo ingloba al suo interno, trasformandolo in un nucleo vivente dell’entità.
Intrappolato nel corpo del Grande Infernale, Nataku perde quasi completamente il controllo di sé, mentre le sue fiamme radioattive alimentano la creatura.
Haumea interviene anche sul piano mentale, confondendo ulteriormente la sua percezione della realtà.
Nel conflitto che segue, la Ottava Brigata si allea temporaneamente con Charon e altri nemici comuni per impedire la catastrofe.
Al termine di questa durissima battaglia, Nataku viene estratto dal Grande Infernale e recuperato ancora vivo.
Questo salvataggio segna l’inizio di un percorso in cui egli prova a riconquistare un barlume di controllo sui propri poteri e sulla propria vita.
Nonostante ciò, i traumi accumulati non scompaiono, e continuano a condizionare fortemente il suo carattere.
Nataku nasce in una famiglia in cui il padre è un medico affermato e la madre ripone grandissime aspettative su di lui.
Fin da piccolo, gli viene fatto pesare in modo implicito e esplicito che il suo destino “naturale” è quello di diventare medico, proprio come loro.
La madre gli chiede spesso: “Ce la farai, vero?”, e Nataku impara a rispondere sempre e solo “Sì, ce la farò”.
Dirle “non posso” o “non voglio” diventa, per lui, qualcosa di proibito, quasi impensabile.
Quando una volta non riesce a prendere il punteggio pieno in un test scolastico, la madre si mostra profondamente delusa.
Il padre, vedendo la scena, rimprovera duramente la madre, ma per Nataku il danno psicologico è già fatto: l’idea di “fallire” lo terrorizza.
In questo contesto di pressione costante, l’incontro con Rekka Hoshimiya e il successivo risveglio della sua pirocinesi provocano una vera esplosione mentale.
La combinazione tra l’educazione repressiva della famiglia e l’influenza distorta di Rekka segna il punto di non ritorno per la sua fragile psiche.
Rekka Hoshimiya è per Nataku una figura tanto carismatica quanto devastante.
Pur essendo un fanatico e un criminale, Rekka si presenta a lui come una sorta di mentore iper-positivo, ripetendo senza sosta frasi motivazionali.
Dopo la morte di Rekka, il ricordo delle sue parole continua a tormentare Nataku.
Nella sua mente, Rekka sopravvive come una sorta di “fantasma” che continua a incitarlo: “Tu puoi farcela!”.
Per un bambino che non ha mai potuto dire “non ce la faccio”, questo incoraggiamento forzato diventa un vero inferno mentale.
Il fantasma psicologico di Rekka si fonde con il senso di colpa e la paura di deludere gli adulti, spingendo Nataku sempre più verso la rottura.
Questa pressione mentale, sommata alle manipolazioni di Haumea e agli esperimenti di Haijima, crea un clima interiore costante di panico.
Il grido di Nataku, “Che voi tutti soffochiate insieme alla vostra speranza!”, è il risultato di anni di aspettative e slogan motivazionali trasformati in odio e disperazione.
Con Kurono Yuuichirou, Nataku ha un rapporto profondamente ambiguo.
Da un lato lo teme e lo detesta per la crudeltà con cui lo spinge oltre i limiti; dall’altro, finisce per riconoscerlo come una presenza fissa e quasi inevitabile nella sua vita quotidiana.
Con Charon, Nataku viene trattato più come un “oggetto da proteggere” della fazione dei Predicatori che come un bambino.
Nonostante ciò, Charon mostra un certo grado di protezione verso di lui durante i conflitti con la Ottava Brigata.
La Ottava Brigata, pur essendo all’inizio solo un’altra forza che lo bracca, diventa per Nataku un gruppo che tenta di salvarlo più che di sfruttarlo.
Questa differenza di approccio getta le basi per un possibile cambiamento nel modo in cui Nataku percepisce gli adulti e le autorità.
Nel complesso, quasi tutti i rapporti di Nataku con gli adulti sono segnati dall’uso e dalla manipolazione.
Questo rende ancora più evidente quanto sia difficile per lui fidarsi di qualcuno e quanto sia grande il peso che porta, nonostante la sua giovane età.
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