Azusa Kannawa è un personaggio femminile della serie My Awkward Senpai, una giovane impiegata dall’aria fredda e capace, ma in realtà goffa nei rapporti umani e dotata di una grande sensibilità e senso di responsabilità.
Nome: Azusa Kannawa
Genere: Femmina
Età: 27 anni
Altezza: 163 cm
Luogo di nascita: Prefettura di Ōita (Giappone)
Hobby: Videogiochi (in particolare la serie Final Fantasy)
Doppiatrice (CV): Lynn
Non sopporta i pomodori, regge poco l’alcol e cerca di darsi un’aria adulta bevendo caffè nero, che in realtà non le piace affatto.
Azusa è una lavoratrice estremamente competente, precisa e affidabile.
Tuttavia ha serie difficoltà di comunicazione e tende a irrigidirsi quando deve interagire con gli altri.
Per mantenere il ruolo di “senpai perfetta” davanti al collega più giovane Yū Kamegawa, finisce spesso per usare un tono duro o brusco.
Questo la fa sembrare severa e fredda, anche se dentro è molto più fragile e gentile di quanto dia a vedere.
È facilmente fraintendibile: le sue parole possono suonare spigolose, ma nascono quasi sempre dalla preoccupazione per gli altri.
Si prende seriamente sia il lavoro sia la crescita dei suoi sottoposti e cerca di proteggerli, anche a costo di farsi odiare.
Quando si agita o perde il controllo, le sfugge la parlata tipica della sua terra natale, la prefettura di Ōita.
Questo contrasto tra il suo atteggiarsi da adulta fredda e i modi di dire locali che le scappano la rende in parte comica e più umana.
Fisicamente, nel manga le sue forme sono descritte come “nella media ma leggermente prosperosa”.
Nell’adattamento animato, invece, il suo seno è stato rappresentato visibilmente più grande, tanto da dare l’impressione che sia stato accentuato rispetto al materiale originale.
Azusa è la responsabile della formazione del collega più giovane Yū Kamegawa.
In ufficio è considerata una senpai affidabile sul piano professionale, ma intimidatoria sul piano umano.
Durante il lavoro controlla spesso la salute e la stanchezza di Yū, anche se tende a farlo in modo goffo e poco diretto.
Quando pensa che lui stia esagerando, lo rimprovera duramente, ma solo perché teme che possa logorarsi.
In un episodio del manga, Yū è di ottimo umore perché il suo modello in plastica preferito sta per essere ristampato.
Azusa, spiazzata da quell’entusiasmo infantile, gli risponde seccamente che è troppo grande per dire cose così “da bambino”, ferendolo senza volerlo.
Più tardi, però, rivela di aver avuto anche lei una fase in cui era appassionata a un famoso robot televisivo chiamato “Yōkaiser”.
Questo dettaglio mostra che la sua durezza verso gli hobby altrui è in parte una difesa verso le proprie passioni represse.
Azusa ammira profondamente la sua collega più anziana Ritsu Kankaiji.
La ironia è che proprio Ritsu, che lei considera un modello, è una grande appassionata di Gundam e di modellini di Gunpla, riavvicinatasi a questo hobby grazie a un incontro con una liceale.
Azusa ha un rapporto complesso con le occasioni sociali sul lavoro.
Durante le cene aziendali, molti colleghi sono riluttanti a invitarla perché la percepiscono come difficile da avvicinare.
In un capitolo del manga, Azusa spiega a Yū che non partecipa alle bevute aziendali.
Per lei, l’alcol è buono solo se condiviso con persone di cui ci si fida davvero, non per pura formalità.
Questa scelta alimenta ulteriormente la sua immagine di persona fredda e distaccata.
In realtà è solo diffidente verso i rapporti superficiali e preferisce legami più sinceri e profondi.
Non sa cucinare quasi per niente, il che le crea un certo imbarazzo nella vita quotidiana.
Dopo aver conosciuto Yuki Kamegawa, la sorella minore di Yū, finirà per frequentare con lei un corso di cucina, arrivando persino a chiamarla affettuosamente “Yuki-chan”.
Nel privato, Azusa è molto diversa dall’immagine rigida che dà in ufficio.
È una grande appassionata di videogiochi, con un debole particolare per la saga di Final Fantasy.
Ci tiene però a mantenere un’immagine adulta e professionale, motivo per cui beve caffè nero anche se lo trova amaro e sgradevole.
Fa spesso finta che le piaccia per non rovinare questa facciata “cool”.
Non tollera i pomodori, che considera il suo cibo nemico.
Per quanto riguarda l’alcol, lo regge poco e non ama ubriacarsi, preferendo bere solo in situazioni intime e rilassate.
La madre di Azusa è una donna sorprendentemente giovanile, al punto che potrebbe essere scambiata per la sorella maggiore della figlia.
È una madre affettuosa ma anche piuttosto invadente, soprattutto per quanto riguarda la vita sentimentale di Azusa.
Un giorno, in pieno orario di lavoro, la madre la chiama per raccontarle che il nipote dei vicini è appena nato.
Azusa si irrita per il fatto che la chiami in orario d’ufficio, ma la vera bomba arriva subito dopo.
La madre, con tono apparentemente casuale, le chiede se al momento stia frequentando qualcuno.
Azusa intuisce immediatamente che, se rispondesse di no, la madre le combinerebbe un incontro matrimoniale.
Pres presa dal panico, Azusa mente e sostiene di avere già un fidanzato, nella speranza di chiudere lì il discorso.
La madre non solo le crede, ma rilancia dicendo che in quel momento si trova davanti a casa sua e vorrebbe cenare con lei e questo presunto fidanzato.
Azusa resta sconvolta e intrappolata nella propria bugia.
Non può più tirarsi indietro, e la situazione sfocia rapidamente in un caos comico e imbarazzante.
Per uscire dall’impasse, Yū Kamegawa le propone di fingersi lui il fidanzato di Azusa per la serata.
Azusa, non vedendo altra via d’uscita, accetta con riluttanza.
Quando finalmente si incontrano, Yū scopre che la madre di Azusa è incredibilmente giovane e distinta, quasi una sorella maggiore.
La donna osserva Yū con occhio critico ma non ostile, cercando di capire chi sia davvero il “ragazzo” della figlia.
Durante la cena, Yū si sforza di interpretare al meglio il ruolo del fidanzato premuroso.
Arriva persino a chiamarla “Azusa-san”, un modo di rivolgersi a lei così rispettoso e dolce da far sobbalzare il cuore della stessa Azusa.
Proprio mentre l’atmosfera si sta facendo più tenera, Azusa deve allontanarsi per una telefonata di lavoro da un suo cliente.
Rimasto solo con la madre, Yū si ritrova improvvisamente al centro di un vero e proprio interrogatorio.
La madre di Azusa mette subito in chiaro una sua grande preoccupazione.
Dice a Yū che, essendo la figlia una donna molto bella ma con gravi difficoltà nei rapporti umani, teme che possa essere ingannata o ferita.
Dopo aver tempestato Yū di domande per assicurarsi che non sia un approfittatore, lentamente si rilassa e inizia a parlare della giovinezza di Azusa.
Racconta che da bambina era semplicemente molto timida e introversa, ma che lei, come madre, non voleva costringerla a cambiare.
Secondo la madre, non sarebbe stato giusto dirle di essere più estroversa a tutti i costi.
Considerava la sua riservatezza come una parte preziosa della sua personalità, e per questo preferì non opporre pressione.
Il problema nacque alle elementari, quando gli insegnanti nominarono Azusa rappresentante di classe a causa dei suoi ottimi voti.
La decisione, forse poco ponderata, la mise in una posizione per la quale non era pronta.
Azusa cercò comunque di fare del suo meglio e di adempiere al ruolo di leader.
Ma le cose non andarono per il verso giusto, e la situazione le sfuggì di mano.
Durante le prove per un evento scolastico, alcuni compagni iniziarono a fare i buffoni e uno di loro finì per farsi male.
La piccola Azusa si sentì subito terribilmente responsabile per l’incidente.
Temendo che altri potessero farsi male, prese una decisione drastica.
Alzò la voce per richiamare all’ordine i compagni, cosa totalmente fuori dal suo carattere abitualmente timido.
Gridò ai compagni di comportarsi come si deve e di smetterla di fare sciocchezze.
L’atmosfera si congelò all’istante e nella stanza calò un silenzio pesante.
La madre spiega che quello sfogo era il modo goffo e disperato di Azusa per proteggere gli altri.
Era pronta a farsi odiare pur di evitare nuovi incidenti, convinta che fosse suo dovere mantenere tutti al sicuro.
Questa esperienza contribuì a consolidare il suo modo di parlare duro e tagliente.
La sua “durezza” era, paradossalmente, un’espressione di gentilezza mal compresa.
La madre confessa a Yū che, ancora oggi, teme che quell’indole goffa e severa renda difficile alla figlia legare con i colleghi.
Gli chiede quindi, quasi supplicando, di non odiarla, neppure se a volte sembra eccessivamente rigida.
Di fronte a questo racconto, Yū risponde con fermezza che non potrebbe mai odiare Azusa.
Ammette che il suo modo di parlare è spesso brusco e che alcuni colleghi la trovano spaventosa.
Tuttavia, spiega alla madre che lui ha capito cosa si nasconde dietro quella facciata.
Sa che ogni richiamo severo è in realtà un tentativo di impedirgli di commettere errori o di farsi male, sia professionalmente che umanamente.
Yū sottolinea che, quando fa qualcosa per bene, Azusa lo elogia senza riserve.
Per lui, questa è la prova che lei non è affatto una persona fredda, ma una che si preoccupa sinceramente degli altri.
Chiude il suo discorso affermando che, al di là di tutto, lui sa benissimo quanto Azusa sia gentile.
Questa consapevolezza gli impedisce di vederla come qualcuno da temere o da respingere.
Azusa ascolta di nascosto le parole di Yū, senza che lui se ne accorga.
Profondamente toccata, arriva quasi alle lacrime e mormora un semplice “grazie”, riconoscendo che finalmente qualcuno ha davvero capito il suo modo di essere.
In quell’istante, però, la recita del “fidanzato finto” viene di fatto smascherata.
Il modo in cui Yū la chiama “senpai” tradisce la loro reale relazione di colleghi, incrinando la credibilità della farsa davanti alla madre.
Nel manga, Azusa è rappresentata con un fisico equilibrato, leggermente prosperoso ma comunque realistico.
L’anime, invece, accentua il suo seno in modo evidente, al punto che molti fan notano la differenza come se fosse “stato aumentato”.
È spesso vista con un’espressione seria e concentrata, che contribuisce alla sua immagine di “donna in carriera”.
Quando però si lascia andare, soprattutto in contesti privati o familiari, appare molto più spontanea e vulnerabile.
L’amore per i videogiochi, specie per la serie Final Fantasy, è uno dei suoi tratti più moderni e riconoscibili.
In contrasto con questo, il suo passato di fan del programma robotico Yōkaiser emerge come un lato nostalgico e infantile che cerca di tenere nascosto.
Nonostante faccia fatica a socializzare, quando si affeziona a qualcuno può essere sorprendentemente calorosa.
Il legame che sviluppa con Yuki Kamegawa, accettando di andare con lei a lezioni di cucina, è un esempio di come, dietro la corazza, sia in realtà una persona che desidera condividere tempo e imparare insieme agli altri.
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