Suzu Kamoto è una giovane pattinatrice artistica su ghiaccio, considerata una delle protagoniste della cosiddetta “generazione Kamisaki” e allieva di spicco del club di pattinaggio Rengetea FSC, nota per il suo carattere narcisista, la parlantina in dialetto di Kyoto e l’ossessione dichiarata per la “massima carineria”.
Nome completo: Suzu Kamoto
Genere: Femmina
Età: 10 anni alla prima apparizione, 11 anni all’All Japan
Data di nascita: 3 marzo (segno zodiacale: Pesci)
Gruppo sanguigno: B
Luogo di nascita: Prefettura di Kyoto, Giappone
Altezza: 140 cm (prima apparizione), 144 cm (All Japan)
Club di appartenenza: Rengetea FSC
Soprannomi: “Suzu-nee”, “Principessa Suzu”
Hobby: Cura della bellezza, skincare, massaggi estetici
Cibo preferito: Dolci al wasambon (zucchero raffinato tradizionale giapponese)
Cibo odiato: Surströmming (aringhe fermentate)
Salto preferito: Triplo flip
Doppiatrice originale: Ayasa Itō
Suzu Kamoto appare nell’opera di pattinaggio artistico “Medalist” come allieva del Rengetea FSC e, al suo debutto, è una studentessa di quinta elementare.
È una campionessa del blocco del Kansai, che ha vinto tre volte, e si è classificata seconda ai Campionati All Japan Novice B femminili, dietro a Hikaru Kamisaki, risultando così la seconda grande promessa della “generazione Kamisaki”.
Il suo obiettivo dichiarato è semplice e spiazzante: vuole essere sempre al centro della scena per essere la più carina, soprattutto in foto.
Per questo mira a superare Hikaru Kamisaki e diventare la regina della sua categoria, convinta che il secondo posto “non sia carino” perché non consente di stare al centro del podio.
Suzu è la più piccola di quattro sorelle.
Le tre sorelle maggiori sono molto più grandi di lei, la adorano e allo stesso tempo la trattano spesso come un giocattolo.
La famiglia Kamoto è una “famiglia di musicisti”: sia il padre che la madre lavorano nel campo della musica e hanno sottoposto le tre figlie maggiori a una rigorosa educazione musicale fin da piccole.
Nel caso di Suzu, però, i genitori hanno percepito fin dalla prima infanzia che “era di un tipo diverso” e hanno scelto di lasciarla libera di seguire i propri interessi, con il risultato che si è immersa anima e corpo nel pattinaggio e nella bellezza.
Nonostante i genitori siano molto impegnati, Suzu ha imparato osservandoli a gestire il tempo e le energie con grande efficienza.
Questo le permette di affrontare, oltre al pattinaggio, lo studio per l’esame di ammissione alle scuole medie e varie altre attività extracurriculari senza perdere la sua vivacità.
Suzu si autodefinisce senza esitazione “una bellissima ragazza” e pretende che chiunque la circondi riconosca questa verità.
Il suo aspetto è effettivamente molto curato e viene descritto come quello di una “bellissima ragazza riconosciuta da tutti, senza accettare obiezioni”.
Porta i capelli raccolti in due trecce gemelle, decorate con fermagli a forma di petali di fiore, che accentuano la sua immagine dolce e scenografica sul ghiaccio.
Il suo stile è studiato in ogni dettaglio, dal trucco all’acconciatura fino alle espressioni del viso, tutto allineato alla sua personale estetica della “massima carineria”.
Nella vita quotidiana Suzu parla un dialetto di Kyoto molto dolce e melodico, che usa in maniera giocosa e seducente.
Spesso punteggia le frasi con intonazioni affettate e “da idol”, trasformando qualsiasi conversazione in una piccola performance.
Il suo modo di ragionare segue una propria estetica interna, basata su cosa sia “carino” o “non carino”, più che su concetti tradizionali di serietà o pragmatismo.
Questo porta a volte a incomprensioni con gli altri, perché lei e l’interlocutore usano criteri di valore completamente diversi.
In alcune situazioni, per esempio quando si parla di impegno o risultati, la sua logica è spiazzante ma coerente per lei:
per Suzu un secondo posto non è accettabile perché “sul podio non stai al centro, quindi non risulti al massimo della carineria nelle foto”.
Narcisismo
In termini semplici, Suzu è una narcisista pura.
Si presenta apertamente come la più carina, si tratta come la protagonista assoluta della storia e cerca di trascinare la realtà verso questo copione tramite il talento e l’impegno.
Il suo narcisismo, però, non si traduce mai nel denigrare gli altri.
Anzi, quando ad esempio Ako Kora (un’altra pattinatrice sua coetanea) perde fiducia in se stessa, Suzu la incoraggia con parole sincere, al punto che anche Ran Ogumo, che ascolta di nascosto, ne rimane colpita.
La motivazione che la spinge a continuare il pattinaggio è essenzialmente una: vuole dimostrare al mondo che lei è “la massima bellissima ragazza”.
È una motivazione che, a prima vista, sembra superficiale, ma che si è dimostrata sufficiente per sostenerla nelle sfide di alto livello.
Determinazione e scala di valori
Suzu ha un attaccamento ossessivo all’essere carina e al farsi riconoscere come tale.
Per raggiungere questo obiettivo è disposta a sostenere più allenamento, sedute sul ghiaccio e cadute di chiunque altro nel club.
Nel duro sport del pattinaggio artistico, dove cadere sul ghiaccio è all’ordine del giorno, lei accetta volentieri di essere quella che cade di più, se questo significa salire sul gradino centrale del podio e fare il segno di vittoria davanti alle telecamere.
Questo atteggiamento l’ha resa la pattinatrice più forte tra le atlete di categoria novice del suo club.
Il capo allenatore Chokaku Kamegaya la descrive così: “È l’atleta che combatte seriamente con la motivazione più superficiale di tutto il Giappone”.
Questa frase, a metà tra la presa in giro e l’ammirazione, riassume perfettamente la natura di Suzu.
Ricerca e “filosofia della carineria”
Suzu ha elaborato una sua “filosofia della bellezza” che studia con la serietà di una ricercatrice.
Si è costruita un piano a lungo termine di cura della pelle e anti-invecchiamento, con l’obiettivo di rimanere “per sempre carina”.
Passa molto tempo a riflettere sul concetto di “bellissima ragazza”, convinta di aver raggiunto una sorta di illuminazione su questo tema, anche se le sue conclusioni restano spesso incomprensibili per le persone “normali”.
Nonostante l’apparenza frivola, dietro c’è una notevole capacità di osservazione, sperimentazione e auto-disciplina.
Massaggi estetici “Suzu Face”
Una delle sue creazioni più eccentriche è una tecnica di massaggio estetico che ha sviluppato da autodidatta.
Secondo la narrazione, chiunque riceva questo massaggio finisce per assomigliare moltissimo a Suzu, soprattutto nella zona della bocca: un effetto soprannominato “Suzu Face”.
Questa tecnica viene usata sia come “regalo” che come “arma”.
Chi la prende in giro dicendo che non è carina rischia di venire trasformato in una versione “fotocopiata” di Suzu e poi sottoposto a lunghe lezioni sulla sua filosofia della carineria, fino a sentirsi mentalmente esausto.
In una striscia comica extra, persino il capo allenatore Chokaku Kamegaya finisce temporaneamente con un viso da bellissima ragazza, dopo essere stato massaggiato da Suzu.
Questo lato comico accentua il contrasto tra la serietà dell’allenatore e il mondo estetico surreale della bambina.
Suzu è una pattinatrice all-rounder, ovvero completa in tutti gli aspetti del pattinaggio artistico.
Il suo livello è alto sia nella performance interpretativa sia nei salti che nelle qualità di pattinaggio puro (scivolate, passi, edge).
Ha un repertorio tecnico notevole per la sua età, che include salti di grande difficoltà come il triplo axel e la combinazione triplo lutz + triplo toe loop.
Non solo possiede questi elementi in allenamento, ma ha anche la forza mentale per realizzarli con successo in gara.
La sua forza psicologica in gara è uno dei suoi tratti più rilevanti.
Quando comprende che Hikaru Kamisaki ha scelto una struttura di programma in cui il triplo axel è posizionato alla fine, Suzu reagisce non con paura ma con esaltazione agonistica, rifiutando l’idea che Hikaru possa “accontentarsi” di un doppio axel.
La frase con cui la affronta mentalmente è significativa: “Combatti con me, Hikaru Kamisaki!”.
Per Suzu la gara è sia una lotta sportiva sia una “battaglia di bellissime ragazze”, in cui vince chi splende di più.
Suzu è nota nel club per essere quella che cade di più in allenamento.
Non è perché sia goffa, ma perché è quella che ose di più e tenta più volte elementi difficili pur di perfezionarli.
Trascorre più tempo di chiunque altro sul ghiaccio e sopporta uno sforzo fisico notevole, motivata dall’immagine mentale del podio centrale e delle foto di vittoria.
Questa combinazione di motivazione “superficiale” e impegno estremo ha portato gli allenatori a considerarla una fuoriclasse nata.
Non si inserisce facilmente negli schemi standard dei bambini e degli allievi.
Tuttavia, invece di reprimere la sua eccentricità, lo staff tecnico l’ha incanalata, permettendo alla sua personalità di rimanere intatta mentre le sue capacità venivano raffinate.
Atteggiamento verso sé e gli altri
Suzu rifiuta con decisione la modalità di auto-svalutazione, sia per sé che per chi le sta intorno.
Se vede qualcuno che parla male di se stesso, interviene per sottolineare i lati positivi, arrivando a trovargliene anche “cento” se necessario.
Il suo stile è quello di una “sorella maggiore” che incoraggia e sprona.
Non sopporta che una persona carina non si renda conto di esserlo e insiste perché ognuno riconosca il proprio valore.
D’altra parte, chi la prende in giro dicendole che non è carina viene “punito” con il massaggio Suzu Face e lunghi discorsi filosofici.
Per questo, nel suo ambiente, è considerato più prudente riconoscere apertamente la sua carineria.
Relazioni nel club
Con Ema Yamato, compagna di club più giovane, si comporta in modo quasi fraterno, come una sorella maggiore piena di attenzioni ma anche di scherzi.
Allo stesso tempo, viene trattata come una sorella minore da atlete più grandi come Nene “Kumakureneko” (citata come Ne-Ne, una compagna anziana), che la coccolano.
Con gli allenatori adulti come Chokaku Kamegaya e Yudai Jakuzure, Suzu si permette di essere affettuosa e capricciosa, ma stando attenta a non oltrepassare completamente il limite del fastidio.
Il rapporto è fatto di confidenza, ma anche di grande fiducia reciproca: gli allenatori riconoscono il suo talento e la sua tenacia, mentre lei si affida a loro per esprimere al meglio il proprio “personaggio”.
Relazioni con altre pattinatrici
Suzu è spesso presentata come la rivale di Hikaru Kamisaki agli occhi del pubblico.
Lei stessa accetta pienamente questo ruolo e mira esplicitamente a batterla, non solo sul piano tecnico ma anche su quello dell’impatto scenico.
Quando la giovane Inori Yuitsuka, ancora agli inizi della sua carriera, le dice che “un giorno vuole affrontarla in gara”, Suzu non la guarda dall’alto in basso.
Al contrario le risponde con entusiasmo, proponendo di sfidarsi in futuro in una doppia battaglia: di pattinaggio e di bellezza da bellissime ragazze.
Con Ako Kora e altre pattinatrici della stessa generazione mantiene rapporti amichevoli e di supporto reciproco.
A volte la cercano per consigli, sia tecnici sia relativi all’immagine e alla gestione delle emozioni, approfittando della sua notevole solidità mentale.
Ran Ogumo la ammira al punto da pensare che Suzu dovrebbe entrare anche nel mondo dello spettacolo.
Ran riconosce che il suo carisma naturale sarebbe perfetto per l’industria dell’intrattenimento e non solo per il pattinaggio.
Per quanto possa sembrare una “svampita” concentrata solo su specchi e trucchi, Suzu è in realtà molto organizzata.
Segue con serietà lo studio per l’esame di ammissione alle scuole medie e gestisce più attività extracurricolari oltre al pattinaggio.
Questo equilibrio tra spensieratezza esteriore e disciplina interna colpisce chi la conosce a fondo.
La sua capacità di rimanere allegra nonostante la fatica deriva in parte dall’esempio dei genitori, sempre occupati eppure determinati, da cui ha assimilato un forte senso di auto-gestione.
Nel club, Suzu si prende spesso cura delle compagne più piccole o più insicure, guadagnandosi una reputazione da “sorella maggiore” affidabile.
La sua mente, temprata da sforzo e risultati, è descritta come “di acciaio”, capace di resistere alle pressioni delle grandi competizioni.
Secondo il fanbook ufficiale di “Medalist”, Suzu si è avvicinata al pattinaggio dopo aver assistito a una sessione di allenamento al Rengetea FSC.
Appena ha incontrato per la prima volta Chokaku Kamegaya, il capo allenatore, gli ha chiesto senza imbarazzo di farla fotografare da lui, dicendo: “Puoi usare me come sfondo dello schermo del telefono”.
Kamegaya, divertito dalla sua audacia e dal suo carisma naturale, ha deciso in quel momento di accettarla come allieva.
Da lì è iniziata la sua carriera agonistica, costruita su una miscela unica di talento, determinazione e narcisismo.
Nel fanbook ufficiale, Suzu viene descritta come una leader naturale, capace di trascinare spontaneamente chi le sta vicino.
È in grado di portare avanti più attività in parallelo, dimostrando intelligenza pratica e ottime capacità di “sapersi muovere nel mondo”.
Per queste ragioni, viene suggerito che in futuro potrebbe tranquillamente fondare una propria attività e avere grande successo, come una futura “donna d’affari di successo” o CEO.
La sua capacità di unire immagine, carisma, disciplina e senso pratico la rende una candidata ideale per un ruolo di guida anche al di fuori del pattinaggio.
Sulla pista, il suo obiettivo resta quello di salire al centro del podio e fare il segno di vittoria con il sorriso più carino possibile.
Finché questa immagine continuerà a brillare nella sua mente, Suzu Kamoto sembra destinata a combattere con passione, qualunque sia il livello della competizione.
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