Nanato Mukaido è un personaggio maschile di Platinum End, un impiegato del settore dell’abbigliamento scelto come candidato a Dio dopo essere stato colpito da un cancro terminale.
Nome: Nanato Mukaido
Genere: maschile
Occupazione: impiegato in un’azienda legata al mondo dell’abbigliamento
Doppiatore: Toshiyuki Morikawa
Prima persona: usa “jibun”, cioè “自分”, per riferirsi a sé stesso.
Famiglia: è sposato con Aya, doppiata da Rie Tanaka, ed è padre di Nanaka, doppiata da Hina Yomiya.
La moglie è incinta durante gli eventi principali, rendendo ancora più urgente il suo desiderio di lasciare la famiglia al sicuro.
Nanato Mukaido viene scelto come candidato a Dio perché il cancro gli ha tolto ogni speranza di continuare a vivere.
A differenza di altri candidati, però, capisce presto di non poter sopravvivere fino alla scadenza della selezione divina.
Per garantire un futuro alla moglie e ai figli, usa una freccia rossa su un ricco individuo e ottiene 200 milioni di yen come sostegno economico per la famiglia.
Proprio questo gesto lo porta a giudicarsi non degno di diventare Dio, perché sente di aver ottenuto denaro in modo scorretto.
Da quel momento decide di cercare candidati più adatti di lui.
Il suo obiettivo diventa trovare persone dal buon carattere e unire le forze contro Metropoliman, che considera inadatto e pericoloso.
La notte in cui Metropoliman uccide tre persone, Nanato osserva con attenzione gli eventi legati allo stadio.
Dal comportamento di Mirai Kakehashi e Saki Hanakago, li identifica come candidati a Dio.
Dopo averli avvicinati, propone loro una collaborazione.
Non agisce da semplice alleato occasionale: diventa una guida concreta, prudente e sorprendentemente preparata.
Grazie ai suoi contatti nel settore dell’abbigliamento, fornisce a Mirai e Saki delle tute per mascherare la loro identità.
Lui invece combatte usando protezioni e armi da fuoco “prese in prestito” dalle Forze di autodifesa.
Nanato è un uomo pratico, lucido e profondamente responsabile.
Pur essendo condannato dalla malattia, non si lascia dominare dalla disperazione.
Il suo pensiero va prima di tutto alla famiglia.
La felicità di Aya, di Nanaka e del figlio in arrivo è la ragione per cui continua a muoversi, pianificare e combattere.
È anche molto severo con sé stesso.
Dopo aver usato la freccia rossa per ottenere denaro, decide di non essere più qualificato come Dio, mostrando un forte senso morale.
Nanato non si affida soltanto ai poteri angelici.
Compensa la fragilità del suo corpo con strategia, equipaggiamento e sangue freddo.
Usa protezioni robuste, armi da fuoco e una preparazione quasi militare.
In battaglia preferisce agire con tattica e coordinazione, invece di buttarsi allo sbaraglio.
La sua forza più grande, però, è la capacità di leggere le persone.
Prima di fidarsi di un candidato, ne osserva il carattere e le intenzioni.
Nanato combatte contro Metropoliman, la vera identità di Kanade Uryu, per proteggere la propria famiglia e fermare un candidato crudele.
Nonostante il corpo ormai allo stremo, riesce infine a uccidere Kanade.
La vittoria, però, ha un prezzo altissimo.
Il trattamento farmacologico che lo teneva artificialmente in vita non basta più, e il suo corpo raggiunge il limite.
Viene trasportato in ospedale, dove muore poco dopo.
Fino alla fine, resta fedele alla promessa fatta e al desiderio di lasciare un futuro migliore a chi ama.
Dopo la sua morte, le ali e le frecce di Nanato vengono ereditate da Saki Hanakago.
Il passaggio avviene secondo l’accordo stabilito quando era ancora in vita.
La sua eredità non è solo materiale.
Nanato lascia ai suoi alleati anche un esempio di coraggio adulto, fatto di sacrificio, lucidità e amore familiare.
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