Sajuna Inui è un personaggio immaginario del manga My Dress-Up Darling di Fukuda Shinichi, una studentessa di scuola superiore e cosplayer estremamente popolare in rete che opera sotto il nome d’arte «Juju».
Nome completo: Sajuna Inui
Soprannome / nome da cosplayer: Juju
Genere: Femmina
Data di nascita: 1 giugno
Scuola: Liceo femminile Sakuranomiya (corso interno dalla scuola media, solo ragazze)
Anno scolastico: Secondo anno di liceo (un anno sopra Wakana Gojo e Marin Kitagawa)
Statura: Non dichiarata ufficialmente, ma stimata attorno alla metà dei 140 cm confrontandola con gli altri personaggi
Occupazione principale: Studentessa liceale
Hobby e interessi: Cosplay, in particolare personaggi di serie di maghette e anime per bambine
Nome della sorella minore: Shinju Inui
Doppiatrice (anime): Atsumi Tanezaki
Attrice (drama live action): Akina Ikeda
Sajuna è una liceale che frequenta il liceo femminile Sakuranomiya, un istituto a sola presenza femminile con percorso interno continuato dalle medie.
Nonostante sia più grande di un anno rispetto a Wakana Gojo e Marin Kitagawa, ha un aspetto molto giovanile e un fisico minuto, tanto che inizialmente viene scambiata per una studentessa delle medie o addirittura delle elementari.
Su internet è famosa come cosplayer con il nickname Juju, noto per la qualità altissima dei costumi e delle fotografie.
Tuttavia non partecipa agli eventi di cosplay, e per questo per lungo tempo è considerata una figura misteriosa, al punto che alcuni dubitano perfino che esista davvero.
Sajuna è descritta come una ragazza molto minuta e di aspetto infantile.
La sua altezza non è dichiarata in numeri nel manga, ma confrontandola con gli altri personaggi si stima che sia sui 140 cm abbondanti.
L’aria da “bimba” contrasta con il fatto che sia già al secondo anno di liceo.
Proprio per questo Marin Kitagawa e Wakana Gojo, quando la incontrano per la prima volta, la scambiano senza esitazione per una studentessa di scuola media o perfino di elementari.
Nel manga appare anche un dettaglio più esplicito: viene mostrato che il suo petto è disegnato in modo realistico (con capezzoli visibili) e che non ha ancora peli pubici, sottolineando ulteriormente il suo aspetto acerbo.
Questi particolari emergono in una scena comica ma anche piuttosto imbarazzante, quando Gojo la sorprende per errore completamente nuda dopo il bagno.
Il carattere di Sajuna è deciso e diretto, con forti tratti da tsundere.
Dice senza esitazione ciò che pensa, anche se può sembrare brusca, e tende a mantenere un’aria orgogliosa e un po’ altezzosa.
Allo stesso tempo è molto coraggiosa nel difendere ciò che ama, ma sorprendentemente è una grande paurosa quando si tratta di luoghi bui, abbandonati o con atmosfera horror.
I contesti da casa infestata, giochi horror o rovine buie la spaventano davvero e la mettono seriamente in difficoltà.
Un suo punto debole evidente è la scarsissima esperienza con i coetanei maschi.
Avendo sempre frequentato scuole femminili ed essendo cresciuta praticamente senza contatti con ragazzi, ha pochissima “immunità” nei confronti del sesso opposto: basta che Wakana Gojo le prenda la mano, commosso, per farle saltare i circuiti al punto da farla svenire per lo shock.
Dietro il lato pungente nasconde però una grande dolcezza familiare, soprattutto verso la sorella minore Shinju.
È talmente affezionata a lei che è disposta a sacrificare le proprie comodità o affrontare paure enormi pur di assecondare i desideri della sorella.
Shinju Inui è il pilastro affettivo e operativo della vita di Juju.
Sajuna è una sorella maggiore fortemente protettiva, che mette la felicità di Shinju al di sopra della propria, anche quando questo significa affrontare situazioni che la spaventano o la mettono a disagio.
Nel mondo del cosplay, Shinju è la fotografa e manager di fatto di Juju.
È lei a scattare tutte le foto, a gestire gli account online, a caricare le immagini e persino a inventare il nome d’arte “Juju”, deciso con il consenso di Sajuna.
Per carattere, Sajuna sarebbe più che soddisfatta di fare cosplay solo per sé, senza visibilità.
È Shinju che insiste perché la sua “sorellona adorabile” venga mostrata al mondo, convinta che sia un peccato tenere tutta quella bellezza nascosta in una cartella di foto privata.
Quando Shinju si scoraggia o rimane delusa (per esempio quando Sajuna inizialmente rifiuta una proposta di cosplay congiunto), Sajuna non riesce a sopportare di vederla triste.
Questo la spinge più volte a rimettere in discussione le proprie paure e ad accettare progetti che non avrebbe mai preso in considerazione solo per sé.
Da bambina, Sajuna sognava di diventare una maghetta, una di quelle eroine di serie animate che salvano il mondo con poteri magici e costumi colorati.
Col passare del tempo ha capito che nella realtà non esistono vere magie, ma non è riuscita a rinunciare al desiderio di “avvicinarsi” a quel mondo.
La soluzione è stata il cosplay: indossare i costumi delle sue maghette preferite, interpretarli con totale serietà e ricrearne l’atmosfera nelle fotografie.
Per lei il cosplay è un modo concreto e appassionato di accorciare la distanza tra la quotidianità e i sogni d’infanzia.
Attualmente si dedica soprattutto a personaggi tratti da anime di maghette e serie per bambine, spesso con costumi complessi, fronzoli, gonne vaporose e accessori elaborati.
Inizialmente le bastava poter “diventare” quei personaggi e conservare qualche foto ricordo, senza alcun desiderio di fama o riconoscimento pubblico.
Quando Shinju le chiede di poter condividere le foto online per far conoscere agli altri quanto sia adorabile in costume, Sajuna esita ma finisce per accettare.
Da lì nasce la cosplayer Juju, star della rete senza che la diretta interessata cerchi in alcun modo la popolarità.
Come Juju, Sajuna è conosciuta per costumi estremamente curati e per foto di altissimo livello, sempre fortemente in character.
La combinazione di sartoria precisa, make-up attento e interpretazione intensa la rende velocemente un idolo per molti appassionati di cosplay.
Un tratto distintivo della sua carriera è la totale assenza agli eventi dal vivo.
Non appare mai in fiere o raduni, tanto che online nasce la leggenda che Juju possa essere una “figura inventata” o un progetto collettivo di più persone.
Per Marin Kitagawa, Juju è una vera icona da ammirare, un riferimento di qualità e dedizione nel cosplay.
Quando Marin pubblica una foto di loro due insieme, i commenti sul web non tardano ad arrivare: la gente scrive messaggi del tipo “Ma allora Juju esiste davvero”, a riprova di quanto fosse ritenuta quasi una leggenda urbana.
Sajuna, però, continua a considerare il cosplay solo un hobby personale, senza alcuna ambizione di carriera o monetizzazione.
Non le interessa la fama né lo sguardo degli altri: ciò che le importa è poter incarnare i personaggi che ama e vivere, per qualche ora, nel mondo dei suoi sogni.
Il capitolo centrale del suo ruolo nella storia si apre quando, navigando online, Sajuna si imbatte in una foto di Marin Kitagawa in cosplay.
Marin indossa il costume di Shizuku, personaggio di un gioco chiamato “Nu…ru Onna 2” (in Italia spesso tradotto con titoli simili a “La donna melmosa 2”), il primo costume mai realizzato da Wakana Gojo.
Sajuna resta folgorata dalla qualità dell’abito, notando dettagli e cura sartoriale che superano di gran lunga la media dei cosplay che aveva visto fino a quel momento.
Scopre anche, tramite la descrizione del post, che Marin parteciperà il giorno successivo a un evento di cosplay.
Spinta dalla curiosità e dalla passione per il costume, decide di presentarsi all’evento in incognito.
Lì ascolta di nascosto la conversazione tra Marin e Wakana e capisce che il costruttore dell’abito è proprio Gojo.
Da buona persona determinata, decide di seguire Wakana fino a casa per scoprire dove vive.
Lo pedina fino al negozio di famiglia, la bottega artigianale “Negozio di bambole Gojo”, di cui si segna mentalmente il nome con l’intenzione di andarci in un secondo momento.
Qualche giorno dopo, Sajuna si presenta finalmente al negozio di bambole Gojo per chiedere a Wakana di realizzare un costume per lei.
Capita però un temporale, e lei arriva completamente fradicia.
Il nonno di Wakana, Kaoru Gojo, vedendola in quelle condizioni, insiste affinché si asciughi e faccia un bagno caldo.
Sajuna accetta e va a farsi la doccia, ignara del malinteso che sta per scatenarsi.
Wakana, che non sa chi sia la misteriosa ospite, teme possa trattarsi addirittura di un’intrusa e finisce per imbattersi in Sajuna nel momento peggiore possibile: mentre lei è nuda nel bagno o nel camerino accanto.
Nel trambusto Sajuna scivola e cade, e finisce per essere vista completamente senza veli, mettendo in mostra anche il suo corpo ancora acerbo.
Per Sajuna è un evento di imbarazzo estremo, ma una volta riacquistata la calma, sfrutta l’occasione in modo semi-ricattatorio.
Praticamente gli dice: “Hai visto tutto, quindi ora devi fare qualcosa per me”, e gli chiede con grande decisione di realizzare un costume per il suo cosplay.
Il personaggio che Sajuna vuole interpretare è Shion Nikaidou (Black Lily), l’antagonista-eroina di una serie interna alla storia, “Principessa dei Fiori Retto!!”.
Si tratta di una maghetta dal design elaborato, molto amata anche da Marin Kitagawa.
Quando Marin scopre che Sajuna vuole fare Black Lily, si illumina: la sua maghetta preferita, Neon Nikaidou (Black Robelia), è la sorella del personaggio scelto da Sajuna.
Per Marin questa è l’occasione perfetta per proporre un cosplay di coppia: Black Lily (Sajuna) e Black Robelia (Marin), sorelle magiche in posa insieme.
In un primo momento Sajuna rifiuta la proposta di Marin.
È abituata a lavorare da sola con Shinju, è molto esigente sul rispetto dell’immagine dei personaggi e non vuole che un cosplay “non all’altezza” rovini l’idea che ha in testa.
Il punto di svolta arriva quando Marin propone di contribuire alle spese per l’affitto dello studio fotografico.
In questo modo, i soldi risparmiati da Sajuna possono essere destinati alla qualità del costume e dei materiali, e la scelta diventa più allettante.
Dopo averci pensato, Sajuna accetta di fare l’abbinata con Marin, mettendo da parte parte del suo orgoglio.
Da quel momento comincia un periodo di intensa collaborazione con Wakana e Marin, in cui Sajuna e Shinju condividono la loro esperienza nel mondo del cosplay.
Rispetto a Marin e Wakana, Sajuna e Shinju hanno “un giorno in più di esperienza” in fatto di cosplay e fotografia.
Questo permette loro di assumere un ruolo quasi da mentori, soprattutto sulle tecniche di posa, gestione della luce, logistica di studio e scelta degli angoli migliori.
Durante i preparativi, Sajuna non esita a fare critiche molto precise sui dettagli dei costumi o sull’interpretazione dei personaggi.
La sua severità non nasce da cattiveria, ma da un profondo rispetto verso le maghette che ama e dalla volontà di renderle giustizia nel modo più fedele possibile.
Nel corso della sessione fotografica dedicata a Black Lily e Black Robelia, emerge un’altra sorpresa: anche Shinju finisce per fare cosplay.
Il risultato è una sessione intensa e riuscitissima, che lascia tutti soddisfatti e crea legami più profondi tra i personaggi.
Alla fine delle riprese, Sajuna tenta di mostrare indifferenza, dicendo che per un po’ non ha bisogno di nuove modifiche o miglioramenti.
Ma il suo comportamento tradisce il fatto che è contenta dell’incontro con Wakana e Marin e non dispiaciuta all’idea di continuare a frequentarli.
In seguito a questa collaborazione, Sajuna continua a tenersi in contatto con Marin e Wakana tramite social e messaggi.
Il loro rapporto smette di essere un semplice contatto di lavoro e diventa una vera amicizia basata su interessi comuni e stima reciproca.
Più avanti nella storia, Sajuna ricompare chiedendo a Wakana e Marin altri progetti, e a sua volta viene coinvolta in nuove proposte di cosplay di gruppo.
Tra queste spicca una richiesta di cosplay abbinato per un gioco horror chiamato “Il Feretro”.
Sajuna rifiuta immediatamente per via della sua forte avversione al genere horror, che la terrorizza.
Tuttavia, dopo aver visto quanto Shinju resti delusa dal suo rifiuto, si lascia convincere e decide di partecipare comunque.
Pur avendo avuto perfino difficoltà a finire il gioco per la paura, si comporta con grande forza d’animo “da sorella maggiore”.
Durante la sessione cerca di non mostrare il proprio terrore, mantenendo sangue freddo per non rovinare il divertimento di Shinju e degli altri, e porta a termine l’impresa con grande fatica ma anche grande orgoglio.
Nel corso della storia, Sajuna si trova a parlare con cosplayer più adulte e navigate, come Ito Suzuka e Honda Miyako.
Una delle discussioni più importanti riguarda il tema: “fino a quando è giusto continuare a fare cosplay?”.
Sajuna confessa i propri dubbi: si chiede se non sia il caso di smettere una volta raggiunta una certa età.
Teme che il cosplay sia qualcosa che le verrà “tolto” dalla crescita, dalle responsabilità future o dal giudizio sociale.
Ascoltando i racconti ed esperienze di Ito Suzuka e Honda Miyako, capisce che il cosplay può essere una passione da vivere anche a lungo, se rimane qualcosa che la fa sentire viva e felice.
Questo confronto le dà la convinzione necessaria per decidere consapevolmente di continuare il proprio percorso come cosplayer.
Un momento particolarmente significativo è quando le viene proposto a sorpresa di fare il cosplay di Neon Nikaidou (Black Robelia), personaggio per cui Sajuna sente di non essere adatta come immagine.
Inizialmente reagisce con rabbia e rifiuto, perché non vuole tradire la sua idea di rispetto verso i personaggi.
Grazie alle parole e al sostegno di Ito Suzuka e Honda Miyako, accetta di provare anche quel ruolo.
Il risultato conquista Shinju, che rimane estasiata dalla sua interpretazione, e questo porta Sajuna a ringraziare sinceramente le due cosplayer più grandi per averla spronata a superare i propri limiti.
Con il passare del tempo, Sajuna avanza di anno scolastico e arriva al terzo anno di liceo.
A questo punto entra in gioco la preparazione agli esami di ammissione all’università, che richiede molto tempo e concentrazione.
Per dedicarsi allo studio, decide di mettere in pausa le attività di cosplay, almeno per un periodo.
Non si tratta di un addio definitivo, ma di una sospensione necessaria per affrontare una fase importante della sua vita scolastica.
Curiosamente, proprio mentre Sajuna si ferma, è Shinju a fare un ulteriore passo avanti.
Entrata anche lei al liceo, Shinju debutta finalmente agli eventi dal vivo di cosplay, superando la sorella sul piano della presenza alle convention.
Nonostante la pausa, la storia non la mostra mai come davvero “uscita” dal mondo del cosplay.
Tutto lascia intendere che, una volta conclusi gli impegni scolastici più pesanti, Sajuna sia pronta a tornare a indossare i suoi amati costumi, forte delle esperienze, delle amicizie e delle certezze che ha acquisito.
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