La sorella minore di Yoshifumi Nitta di due anni.
È single.
In passato lavorava presso un ufficio comunale, ma si è dimessa senza pensarci troppo
e si è trasferita a Tokyo, andando a vivere a casa del fratello.
È egoista, lunatica e rozza.
Essendo trasandata, indossa quasi sempre tute da ginnastica come abbigliamento quotidiano.
È una grande bevitrice.
Mika Nitta possiede una cintura nera di karate ed è molto forte fisicamente.
Durante i suoi anni da studentessa, per allenarsi nel karate,
attaccava i teppisti nelle strade e sperimentava mosse proibite,
il che le è valso la sospensione da scuola.
Durante una partita di videogiochi con Hina,
si è lasciata andare troppo e le ha colpito il collo con una gomitata.
Dopo questo episodio,
Hina ha iniziato ad evitarla e ha detto che "non vuole diventare come lei".
Nel volume 12 del manga,
Mika si impiega come allenatrice del club di karate del liceo Teihen.
Anche durante l’allenamento con i membri del club,
si comporta in modo violento e colpisce quasi ogni giorno in faccia
Yamanaka e Adachi, i quali la chiamano "mostro pazzo".
La madre, a causa dell’età di Mika e dei suoi costi eccessivi per l’alcol,
spera che resti a Tokyo e diventi indipendente, senza tornare a casa.
Accetta di sfidare il fratello Yoshifumi Nitta,
con la promessa che, se perderà, smetterà di usare la violenza durante gli allenamenti del club.
Durante il combattimento, Yoshifumi viene aiutato da Hina
e la colpisce con un pugno fermandosi poco prima di toccarle il viso,
così Mika riconosce la sconfitta.
Continua comunque a lavorare come allenatrice del club di karate,
ma inizia a moderare la sua violenza durante le lezioni.
Secondo l’autore,
è "una persona nata nell’epoca e nel genere sbagliati".
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