Wan Chen è un Quasar capace di controllare l’elemento silicio, noto come “Ground Zero”, membro dei Dodici Apostoli Adept e di nazionalità cinese.
Non sono presenti informazioni specifiche riguardo l’aspetto fisico di Wan Chen.
Wan Chen ha un carattere serio e leale, distinto rispetto agli altri Adepti spesso crudeli.
Ama le sfide onorevoli e segue uno spirito cavalleresco, affrontando i nemici apertamente.
Mostra anche una certa saggezza e capacità di stimolare la crescita negli altri attraverso le sue parole.
Tuttavia, tiene molto alla disciplina e punisce severamente anche le minime infrazioni tra i compagni.
Wan Chen è membro degli Adept, un gruppo noto per la crudeltà, ma lui si distingue per il proprio senso di giustizia.
La sua missione principale è la realizzazione del circuito della “Stele della Strega”, uno strumento per distruggere la Dea vivente del Tuono, una delle origini degli elementi.
Nonostante la dedizione al suo obiettivo, il successo di questa missione causa un cambiamento in lui, spingendolo a tradire persino compagni vicini come Ziita.
Possiede la capacità di manipolare il silicio, elemento che può richiamare in quantità pressoché infinita dalla terra.
Sul campo, questo lo rende pressoché imbattibile in combattimenti terrestri.
Il suo attacco principale consiste nell’evocazione di mani giganti di silicio, che può poi frantumare e scagliare come proiettili verso i nemici.
Ha uno stile di combattimento e di vita improntato all’onore, tanto da voler spronare Ziita anche dopo una cocente sconfitta.
Nel rapporto con i suoi compagni, però, è inflessibile riguardo alla disciplina, arrivando a infliggere punizioni severe per ogni deviazione dalle regole.
Dopo essere stato resuscitato attraverso il Progetto Kansei, si trova di fronte a Mutsumi e Hitsuji.
Tuttavia, una sua affermazione irrispettosa su Lucrezia suscita l’ira di Hitsuji, portando infine alla sua definitiva sconfitta.
Wan Chen non è un Atomis, ma la sua affinità con il silicio lo rende pericoloso ovunque vi sia terra.
La sua passione per il tè è una parte importante del suo carattere, che usa spesso come metafora per la crescita personale.
"Assapora la paura e usala come nutrimento."
"Il tè tira fuori il meglio di sé solo quando viene versata acqua bollente. Tu ora sei come questo tè."
Scontro con Ziita e incoraggiamento
Dopo essere stato testimone della sconfitta totale di Ziita da parte di Sasha, Wan Chen si rivolge a lui con parole di incoraggiamento, esortandolo a non temere la sconfitta ma a usarla come occasione di crescita.
Paragona Ziita al tè, suggerendo che solo attraverso la pressione si può migliorare.
Compimento dello scopo e trasformazione
Wan Chen completa l’obiettivo della realizzazione della “Stele della Strega” e non esita a tradire anche Ziita, considerandolo ormai inutile.
Tenta la fuga verso la roccaforte Adept ma viene fermato da Mafuyu, che insieme a Sasha, ora in possesso del potere della Dea vivente della Spada, riesce ad eliminarlo.
Risveglio e ultimo confronto
Grazie al Progetto Kansei, Wan Chen viene riportato in vita e si scontra nuovamente con Mutsumi e Hitsuji.
Le sue parole irrispettose su Lucrezia indignano profondamente Hitsuji, che lo affronta con grande rabbia, costringendo Wan Chen a ripensare nostalgicamente alla sua terra perduta prima di morire di nuovo.
Wan Chen rimane una figura unica tra gli Adepti per disciplina, filosofia e straordinario controllo sugli elementi.
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