Reina Aharen

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Reina Aharen
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Genere: Femmina
Nome inglese: Reina Aharen
Nome giapponese: 阿波連 れいな(あはれん れいな)
Nome cinese: 阿波連玲奈
Nome coreano: 아하렌 레이나
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Inori Minase
Inori Minase
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Aharen-san wa hakarenai
Aharen-san wa hakarenai
Data di rilascio: 02 Aprile 2022

Impostazioni del personaggio

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Reina Aharen è la protagonista femminile della serie di commedia scolastica Aharen-san wa hakarenai, una studentessa delle superiori che fatica a misurare la “distanza” nelle relazioni, sia fisica sia emotiva.

È nota per il suo corpo minuto, i capelli semilunghi argentati e la voce estremamente bassa, che la fanno apparire distaccata anche se, in realtà, è molto sensibile.

Reina è una studentessa del primo anno di liceo.

Siede di solito nell’angolo in fondo a sinistra della classe, spesso persa a guardare fuori dalla finestra con aria malinconica.

È una ragazza che non sa regolarsi quando si avvicina agli altri.

Tende ad avvicinare il viso così tanto da arrivare quasi al contatto, o a comportarsi in modo fin troppo confidenziale fin da subito, cosa che in passato le ha reso difficile farsi amici.

Dall’esterno può sembrare fredda perché ha poche espressioni facciali e parla a voce quasi impercettibile.

Tuttavia non è affatto priva di emozioni: si stupisce, si commuove, si arrabbia e, se qualcosa la ferisce o la tocca profondamente, può piangere a dirotto.

Nel corso della storia viene chiamata principalmente “Aharen-san” dai compagni.

Mitsuki Ōshiro, amica d’infanzia, la chiama “Reina-chan”, il fratello minore Ren Aharen la chiama “Reina nee-nee”, mentre la sorella minore Eru Aharen si rivolge a lei semplicemente come “Reina”.

L’autore ha scelto il cognome Aharen perché, nella sua terra d’origine (Okinawa), si tratta di un cognome raro ma esistente.

Molti altri personaggi della serie portano cognomi tipici di quella regione.

Reina è fondamentalmente timida e molto autocritica.

È consapevole che il suo modo di avvicinarsi alle persone è “troppo” e lo considera un difetto che la rende insicura nei rapporti umani.

Nonostante ciò, non è incapace di affezionarsi.

Quando Shōta Raidō raccoglie la gomma che lei aveva fatto cadere, Reina inizia a provare simpatia per lui.

Secondo un vecchio automatismo, con Raidō si comporta subito in modo molto confidenziale, il che la fa sentire a disagio.

Per questo tenta inizialmente di prenderne le distanze, temendo di rovinare il rapporto come le era successo in passato.

Raidō, però, le fa capire che non è turbato dal suo comportamento.

Da quel momento Reina inizia ad aprirsi davvero e finisce per passare molto tempo insieme a lui, instaurando un legame stretto e tenero.

Con Mitsuki Ōshiro, compagna di classe parallela, ha un rapporto di lunga data.

Da bambina Reina veniva spesso accudita da Mitsuki, che fungeva un po’ da sua “sorella maggiore”.

In un capitolo successivo viene rivelato che Reina e Raidō si erano incontrati una volta da piccoli.

L’episodio, ricordato più avanti nella storia, aggiunge un tocco di destino alla loro relazione.

Reina è molto minuta e viene spesso paragonata a un piccolo animale per come si muove e per il suo aspetto delicato.

Ha i capelli semilunghi di colore argento, che contribuiscono alla sua atmosfera un po’ eterea.

La sua espressione è di solito neutra o leggermente assente.

Questo, unito alla voce bassissima, fa sì che molti non colgano al volo cosa prova o cosa vuole dire.

Capacità fisiche

Dal punto di vista atletico, Reina non spicca.

Nelle corse ha una postura bella e composta, ma è lenta.

Durante le lezioni di nuoto ha serie difficoltà a galleggiare e arriva persino a “affondare” verso il fondo della piscina.

In generale, dopo le lezioni di educazione fisica è spesso esausta, segno di una resistenza non proprio brillante.

Giochi e competitività

Se nelle attività fisiche Reina è nella media o sotto, nelle attività di gioco e strategia è sorprendentemente forte.

È bravissima con i videogiochi, i giochi da tavolo come la dama o il reversi e con molte app su smartphone.

Ha una fortuna e un intuito notevoli: nelle sfide batte regolarmente Raidō.

Questa sua “imbattibilità” diventa un piccolo tormento comico per lui.

In sala giochi, in particolare con le macchine “claw crane” (acchiappa-peluches), Reina raggiunge livelli quasi leggendari.

È talmente abile che, nel mondo reale, un numero simile di premi vinti le varrebbe probabilmente un divieto d’ingresso da parte del proprietario.

Cucina e vita quotidiana

Reina è molto brava a cucinare.

Si prepara quotidianamente da sola il pranzo da portare a scuola.

Nonostante il fisico piccolo, è una grande mangiatrice.

Il suo bento è sempre più grande di quello di Raidō, e mangia con gusto porzioni che non ti aspetteresti da lei.

Durante le lezioni di economia domestica mette in mostra tutte le sue capacità culinarie.

Le sue preparazioni vengono lodate calorosamente dall’insegnante.

Talento artistico e manuale

Reina sogna di diventare insegnante di educazione artistica.

Non è solo un sogno vago: possiede davvero abilità artistiche molto alte.

Riesce a creare una bambola a grandezza naturale che le assomiglia al punto da essere quasi indistinguibile dall’originale.

Ha anche realizzato grandi installazioni, come una gigantesca scultura a forma di hand spinner.

Oltre a ciò padroneggia oggetti di abilità come gli stessi hand spinner, che maneggia con sorprendente destrezza.

Queste doti artistiche e manuali colpiscono molto chi la circonda.

Reputazione tra i bambini

Nel quartiere, un gruppo di bambini delle elementari, tra cui Atsushi, la venera come una sorta di “sovrana” e la chiama “ahà re”.

Il soprannome nasce dal rispetto quasi religioso per le sue capacità, ma Reina ne è più che altro imbarazzata.

Questa stranezza mostra comunque che i bambini la trovano carismatica, anche se lei non se ne rende conto del tutto.

Ancora una volta, la distanza tra come appare e come si sente è il cuore della sua caratterizzazione.

Anche se spesso è fraintesa, Reina prova emozioni intense.

Non riesce però a mostrarle in modo immediato o evidente.

Quando succede qualcosa di inaspettato, può sgranare gli occhi o irrigidirsi in modo minimo ma significativo.

Se vive situazioni spiacevoli, si arrabbia davvero, anche se la sua rabbia è espressa più con piccole azioni che con grandi sfuriate.

Di fronte a eventi toccanti o tristi, arriva a piangere con lacrime grosse e numerose.

La sua difficoltà non è sentire, ma comunicare agli altri ciò che sente.

Questa tensione tra interiorità ricca ed espressione povera è il nucleo del suo fascino.

Spinge chi le sta vicino – e il lettore/spettatore – a volerla capire più in profondità.

Reina è la maggiore di tre fratelli.

La sua famiglia è numerosa, affettuosa e con personalità molto marcate.

Ren Aharen: è il fratello minore.

Somiglia a Reina nei tratti del viso, solo un po’ più “morbidi” e da occhi leggermente più cadenti, ma per il resto il suo carattere è quasi l’opposto di quello di Reina.

Eru Aharen: è la sorella minore.

Ha uno sguardo più duro, che ricorda una versione più “severa” del viso di Reina, ma è più alta e ha un fisico molto prosperoso.

Madre di Reina (Aharen Ai): compare come madre premurosa e punto di riferimento domestico.

Il suo nome sottolinea il legame con la famiglia Aharen e con il carattere dolce che circonda i fratelli.

Padre di Reina (Aharen En): appare nelle fasi finali della storia, in un capitolo molto avanti nel numero.

La sua entrata in scena completa il quadro della famiglia.

Nonna: compare brevemente in un capitolo, ma aiuta a mostrare le radici familiari di Reina.

È una presenza calda che contribuisce a capire da dove venga parte della sensibilità della protagonista.

Cane di famiglia, Nui (femmina): è l’animale domestico degli Aharen.

Aggiunge un tocco di calore e quotidianità alla casa, rafforzando l’immagine di un ambiente familiare accogliente.

Con l’ingresso al liceo, Reina trova in Shōta Raidō un compagno di banco decisivo per la sua crescita.

Lui è uno dei pochi che si sforza davvero di capire cosa prova e cosa pensa, nonostante la sua voce flebile e le sue stranezze.

Mitsuki Ōshiro, nella classe accanto, continua a fare da sostegno amichevole.

La loro dinamica di “amica d’infanzia che l’ha sempre aiutata” rende chiaro che Reina non è sempre stata sola, anche se ne è spesso convinta.

Altri compagni e insegnanti prendono lentamente confidenza con il suo modo di essere.

Col tempo, la sua cerchia di relazioni si allarga, spesso in modo buffo e tenero.

Alcune battute riassumono bene il carattere e i problemi di Reina:

«Io… da sempre non riesco a regolare la distanza con le persone.»

«Se… se avvicini troppo il viso al mio mi imbarazzo.»

«Shōta Raidō non mi fa paura, non è una cattiva persona.»

Queste frasi mostrano chiaramente quanto per lei la “distanza” interpersonale sia un tema centrale.

Sono semplici, ma rivelano la sua vulnerabilità e la fiducia crescente verso chi le sta vicino.

Nell’adattamento animato, Reina è doppiata da Inori Minase, che presta la voce anche ad Aharen Ai.

La recitazione evidenzia la voce bassissima e il modo di parlare dolce ma sottile di Reina.

Sigla di chiusura speciale

Nel terzo episodio della prima stagione dell’anime viene usata una ending speciale intitolata “Aharen Heart”, cantata dalla stessa doppiatrice di Reina.

Il testo della canzone cita vari elementi visti nella storia, come le polpette di carne o il gioco del reversi.

La canzone è accompagnata da una coreografia semplice e molto carina, pensata per essere facilmente imitata da chi guarda.

In realtà, la melodia compare già come cameo nel primo episodio, durante una scena al karaoke.

Al momento dell’uscita, il video di questa ending ha superato per visualizzazioni sia la sigla di apertura sia la sigla di chiusura standard dell’anime, segno della sua enorme popolarità.

La versione completa del brano è stata inclusa nella colonna sonora ufficiale dell’anime pubblicata nel 2022.

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(Ultima modifica: Giovedì 25 Dicembre 2025 23:25)

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