Jyugo è un giovane genio dell'evasione, abile a scassinare qualsiasi serratura, ma incredibilmente goffo in tutto il resto della vita quotidiana. Il suo passato misterioso e il desiderio di svelare il segreto dietro le sue manette nere lo spingono continuamente a sfidare i limiti della prigione e di se stesso.
Jyugo è un ragazzo giapponese di 16 anni.
Alto 169 cm e pesa 51 kg, con una corporatura slanciata.
I suoi occhi cambiano colore a seconda dell'angolazione: solitamente il destro è rosa e il sinistro è verde.
Indossa costantemente delle manette nere al collo e ai polsi, che non riesce a rimuovere.
È il più "serio" e razionale del gruppo, ma si lascia spesso trascinare dall'entusiasmo degli altri.
Tende ad annoiarsi facilmente e non ha attualmente hobby o passioni.
Mostra un atteggiamento vivace e indisciplinato sia con gli altri prigionieri che con le guardie.
Non sopporta gli esami della vista e non nasconde mai i suoi sentimenti di disprezzo.
A volte appare apatico e distaccato, ma in fondo tiene molto ai suoi amici della cella 13.
Il suo numero di prigioniero è 15 e la sua targa mostra 1315.
È il protagonista della serie e figlio di un famigerato evasore.
È considerato una vera "piaga" per la prigione Nanba a causa dei continui tentativi di fuga.
Non ricorda come siano state messe le manette che porta, né chi sia il "uomo con la cicatrice" che lo perseguita nei suoi sogni.
Soffre d’insonnia e durante la notte spesso rimane sveglio se non può abbracciare il gatto Kyuu.
Jyugo è un maestro nella scassinatura di qualunque tipo di serratura, sia digitale che meccanica.
Vanta che nessun "lucchetto" possa resistergli, ma non è mai riuscito a liberarsi dalle proprie manette misteriose.
Pessimo in tutto il resto: ha una calligrafia terribile, corre lentamente, non sa nuotare e non riesce neppure a fare addizioni a due cifre.
Quando si trova all’angolo, le sue manette possono mutare in enormi lame: in questo stato perde ogni inibizione e diventa estremamente pericoloso.
Vive nella cella 13 insieme a Uno, Rock e Nico, con cui ha un rapporto complicato ma molto stretto.
I suoi amici lo aiutano spesso a evitare che peggiori la sua situazione.
Complica spesso la vita alla guardia Hajime Sugoroku, che considera Jyugo il suo principale problema.
Ha un rapporto conflittuale con Musashi, con il quale condivide un passato segnato da rivalità e rancore.
Cerca disperatamente informazioni sull’uomo con la cicatrice che gli ha messo le manette.
Jyugo detesta gli esami della vista e non possiede attualmente nulla che gli piaccia davvero.
È stato soprannominato “il figlio della prigione peggiore”.
Spesso si caccia nei guai per la sua eccessiva sicurezza nelle sue abilità di evasione.
Persino i bambini delle elementari sono riusciti a derubarlo.
Quando è con il gatto Kyuu di Hajime riesce finalmente a dormire.
"Ciò che non posso aprire, non esiste."
"Non ho mai scelto queste manette, ma forse posso scegliere chi voglio essere."
"Chi è l'uomo con la cicatrice?"
"Chiedo solo una possibilità di restare ancora con i miei amici."
Origini e prigionia
Figlio di un famoso evasore, Jyugo è incarcerato nella prigione Nanba e viene sorvegliato con particolare attenzione.
Vive quotidianamente tra tentativi di fuga, guai e misteri irrisolti sulle sue manette.
Scontri e evoluzione
Durante uno degli eventi della prigione, viene affrontato da Musashi, un vecchio rivale.
Sotto pressione, le sue manette si trasformano in una potente arma, facendolo perdere la ragione.
Devasta la struttura e viene infine fermato da Hajime insieme ai suoi amici, che cercano di salvarlo da sé stesso.
Ricerca del senso della vita
Dopo essere stato punito e mandato in cella di isolamento, Jyugo si interroga su cosa gli manchi davvero nella vita.
Hajime lo sprona a capire cosa desidera davvero, rivelandogli che non ha mai vissuto con un vero scopo.
Per la prima volta Jyugo si rende conto di voler restare insieme ai suoi amici e fa di tutto per ottenerlo.
Nel corso della serie Jyugo cresce e cambia, grazie all’influenza degli amici della cella 13.
Il mistero delle sue manette e l’identità dell’uomo con la cicatrice restano per lui la motivazione principale, ma col tempo scopre il valore dell’amicizia e dell’appartenenza.
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