Momo Nishimiya è una strega moderna e giovane stregone di 18 anni, studentessa del terzo anno alla Scuola Superiore di Arti Occulte di Kyoto e classificata come stregone di 2ª categoria.
È nota per la sua capacità di volo su una scopa, la sua lingua tagliente quando si irrita e la grande dedizione verso le sue amiche, in particolare Mai Zenin.
Nome: Momo Nishimiya
Età: 18 anni
Data di nascita: 7 luglio
Altezza: circa 150 cm
Sesso: Femmina
Affiliazione: Scuola Superiore di Arti Occulte di Kyoto, terzo anno
Metodo di ingresso alla scuola: Discendente di famiglia di stregoni
Grado come stregone: 2ª categoria
Abilità/attitudine particolare: Cucina creativa e piatti “rivisitati”
Cibo preferito: Panna montata
Cibo odiato: Granchio
Fonti principali di stress: Aoi Todo, non poter volare
Tipo ideale: Sebastian Stan (perché ha un fisico molto bello)
Voce (doppiatrice nell’anime): Rie Kugimiya
Tecnica innata: Tecnica di manipolazione degli oggetti consacrati (Tsukumo Sojutsu)
Il padre di Momo è un americano ed è anch’egli un raro stregone straniero nel mondo delle arti occulte.
Nasce quindi in una famiglia di stregoni, cosa che le permette di entrare alla Scuola di Kyoto come erede di una tradizione magica.
Momo è una ragazza minuta, dall’aspetto dolce e quasi infantile, con capelli raccolti in due grandi trecce a forma di rotolo e un vestito nero che ricorda una giovane strega.
Il suo stile evoca immediatamente l’immagine classica della “streghetta con la scopa”, con un tocco moderno e urbano.
Nonostante l’aria carina e delicata, il suo carattere è piuttosto forte.
Quando si arrabbia la sua lingua diventa tagliente, assume un tono molto ruvido e lascia cadere ogni filtro.
In realtà è molto premurosa, soprattutto con le compagne di scuola più giovani.
Adora passare il tempo con altre ragazze e tende a essere una “sorella maggiore” affettuosa ma spiccia.
Momo ha una forte consapevolezza della condizione delle stregone donne.
È convinta che alle donne non venga richiesto solo essere competenti, ma di essere “perfette” sia nell’aspetto sia nell’abilità, altrimenti vengono sottovalutate.
Per non essere presa sottogamba per il suo aspetto minuto e carino, ha iniziato a mettere piercing, scelta che col tempo è diventata un gusto personale vero e proprio.
Secondo l’autore, però, questi piercing vengono spesso “dimenticati” quando il personaggio viene disegnato.
Uno dei suoi motti interiori è: «Forza, me stessa. Anche oggi sono carina».
Al tempo stesso afferma con amarezza: «Per le stregone donne non basta la “forza”. Vogliono la “perfezione”».
Posizione nella scuola di Kyoto
Momo è una delle veterane della Scuola di Kyoto, al terzo anno.
La sua specializzazione nel volo e nel riconoscimento a distanza la rende preziosa in missione.
Durante l’evento di scambio tra scuole, sfrutta il volo per sorvolare la foresta e fornire supporto in più ruoli.
Si occupa di ricognizione dall’alto, trasmissione di informazioni e perfino trasporto dei feriti, dimostrando una grande versatilità tattica.
Amicizie e dinamiche con le compagne
Momo va particolarmente d’accordo con le altre ragazze.
È spesso vista in compagnia di Mai Zenin e Kasumi Miwa, con cui esce anche nei giorni liberi.
Con Mai Zenin il rapporto è speciale: Momo la ammira profondamente per la forza con cui affronta i vincoli e i pregiudizi della famiglia Zenin.
Ha un fortissimo senso di lealtà nei suoi confronti e prova una feroce ostilità verso chi disprezza o umilia Mai.
Tra le sue azioni si vede che è pronta a intervenire istintivamente per proteggere le amiche.
Quando Kasumi Miwa viene colpita dall’attacco di Suguru Geto, Momo reagisce immediatamente cercando di proteggerla.
Con Nobara Kugisaki il rapporto è più teso.
Nobara contrasta spesso Mai, e Momo, legata a Mai, tende a trattarla con meno gentilezza rispetto alle altre ragazze.
Rapporto con i ragazzi
Momo ha un rapporto complicato con i compagni maschi della sua scuola.
I suoi coetanei uomini più presenti sono Aoi Todo, definito da lei un “pazzo con cui è impossibile ragionare”, e Noritoshi Kamo, più serio ma comunque impegnativo da gestire.
Per evitare malintesi e drammi inutili, spesso preferisce non rivolgersi direttamente a loro.
Quando deve far arrivare messaggi o oggetti, utilizza Kokichi Muta (Mechamaru) come intermediario.
Questa “distanza” dai compagni maschi è probabilmente uno dei motivi per cui Momo si affeziona tanto alle sue compagne e alle ragazze più giovani.
Le è più facile aprirsi e mostrarsi gentile con le stregone che con gli stregoni.
Momo conosce anche Kinji Hakari, studente del terzo anno alla scuola di Tokyo.
Con lui sembra riuscire a parlare in maniera relativamente sciolta, come se fosse una conoscenza con cui può scambiare battute senza troppa tensione.
Partecipazione agli eventi principali
Gioco della Sterminazione
Nel Gioco della Sterminazione, Momo partecipa partendo dalla seconda barriera di Tokyo.
Qui agisce come messaggera di Kinji Hakari, sfruttando il volo e la mobilità per spostarsi rapidamente tra le aree del combattimento.
La sua funzione è soprattutto di collegamento, comunicazione e supporto strategico.
Si inserisce nelle operazioni più come “occhi e voce dall’alto” che come combattente frontale.
Battaglia finale a Shinjuku
Durante la battaglia nella “Nuova Shinjuku”, un luogo diventato qualcosa di simile a un inferno in terra, Momo non prende parte diretta allo scontro contro Sukuna Ryoumen.
Tuttavia la sua capacità di volo resta fondamentale come supporto logistico.
In particolare, Momo assiste Mei Mei nei movimenti e negli spostamenti, usando la scopa per agevolare le sue manovre sul campo di battaglia.
Anche senza essere in prima linea, contribuisce quindi al coordinamento dei combattenti.
La tecnica innata di Momo Nishimiya è la Tecnica di manipolazione degli oggetti consacrati (Tsukumo Sojutsu).
Si tratta di un’arte che permette di controllare oggetti antichi o molto usurati, caricandoli e guidandoli con l’energia maledetta.
L’oggetto principale che Momo utilizza è una scopa di bambù, a cui è particolarmente legata.
Su questa scopa infonde energia maledetta, al punto da riuscire a manipolarla liberamente, farla volare o agire a distanza.
Grazie a questa tecnica, Momo può cavalcare la scopa e volare liberamente nel cielo.
Il volo è silenzioso e agile, ideale per sorveglianza, esplorazione e ricognizione.
La scopa può anche essere controllata come se fosse un’arma indipendente:
può muoversi senza che Momo ci sia seduta sopra, permettendole di colpire o distrarre l’avversario con attacchi improvvisi da angolazioni inaspettate.
Durante lo scontro di scambio tra scuole, Momo sfrutta la complessa struttura del bosco per volare tra i rami e gli ostacoli.
In quel contesto riesce a dominare l’area e a tenere in difficoltà Nobara Kugisaki, che si trova svantaggiata contro un avversario aereo.
Oltre al volo, la tecnica le permette di generare correnti d’aria cariche di energia maledetta.
Queste raffiche possono sollevare una persona, respingerla o essere utilizzate come colpi offensivi.
“Kamaidan” – Fendente del vento
La principale tecnica offensiva di Momo è chiamata “Kamaidan”, letteralmente un “taglio di vento”.
Consiste nel generare una lama d’aria carica di energia maledetta, emanata dalla scopa.
Per eseguirla, Momo sfrega le setole della scopa contro il terreno, i tronchi degli alberi o altre superfici, sollevando sabbia, ghiaia o schegge di legno.
Questi elementi materiali vengono inglobati nel flusso di energia, aumentando la potenza e l’effetto lacerante del colpo.
In battaglia, Momo può lanciarsi dall’alto e “spazzare” con la scopa verso il basso, generando un fendente di vento che scende sul bersaglio.
Questa tecnica combina il vantaggio dell’altezza, la velocità del volo e la forza dell’energia maledetta.
Sebbene non sia una combattente puramente offensiva come altri stregoni di punta, Momo è capace di difendersi e colpire con precisione.
Il suo stile è basato su mobilità, colpi dall’alto e supporto tattico.
Momo ha una visione lucida e critica della condizione delle donne nel mondo delle arti occulte.
Secondo lei, alle stregone non viene chiesto solo di essere forti, ma di essere “perfette” in tutto: aspetto, comportamento, risultati.
Per questo motivo cura sia l’immagine sia le abilità.
Vuole essere presa sul serio, e rifiuta l’idea di essere considerata inferiore solo perché piccola e carina.
Nascono da qui scelte come i piercing, l’abbigliamento da “strega sicura di sé” e il tono deciso con cui parla quando è contrariata.
Il suo atteggiamento duro è una forma di difesa contro un ambiente che tende a sottovalutare le donne.
Sotto questa corazza, però, Momo resta una ragazza che tiene molto alle persone a cui è legata.
La sua rabbia esplode soprattutto quando qualcuno deride o fa soffrire le sue amiche, mostrando quanto profondo sia il suo senso di lealtà.
L’autore ha raccontato che inizialmente desiderava creare un personaggio “molto carino e femminile” con Momo.
Tuttavia, il suo modo di scrivere l’ha portato spontaneamente a trasformarla in una ragazza dal carattere forte, che non sopporta di essere presa alla leggera.
La sua acconciatura e il suo vestito nero ricordano volutamente una giovane strega con la scopa.
È stata immaginata come una ragazza che ama volare in silenzio nel cielo, godendosi la libertà e la solitudine dell’aria.
Nonostante le sue dimensioni ridotte e la mancanza di potenza bruta rispetto ad altri personaggi, Momo trova il suo posto come supporto aereo, ricognitrice e protettrice delle compagne.
È una stregone che unisce estetica, strategia e cuore, sempre sospesa tra dolcezza e durezza.
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