Miguel Oduol

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Miguel Oduol
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Genere: Maschio
Nome inglese: Miguel Oduol
Nome giapponese: ミゲル・オドゥオール
Nome cinese: 米格尔·奥多尔
Nome coreano: 미겔 오도올
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Kouichi Yamadera
Kouichi Yamadera
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Jujutsu kaisen - Sorcery Fight
Jujutsu kaisen - Sorcery Fight
Data di rilascio: 03 Ottobre 2020

Impostazioni del personaggio

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Miguel Oduol è un potente stregone maledetto originario del Kenya, membro di spicco dell’ex fazione di Suguru Geto e uno dei pochissimi stregoni stranieri di rilievo nell’universo di Jujutsu Kaisen – Sorcery Fight.

Miguel Oduol è un ex generale della fazione di Suguru Geto, proveniente dal Kenya.

Nel mondo della serie è considerato un caso eccezionale, perché al di fuori del Giappone la nascita di stregoni e spiriti maledetti è estremamente rara.

Incontra Suguru Geto quando quest’ultimo viaggia all’estero alla ricerca di spiriti maledetti da utilizzare con la sua tecnica.

Affascinato più dal carisma personale di Geto che dalla sua ideologia anti–non stregoni, Miguel decide di seguirlo e di sostenerlo come “re”.

Parla giapponese in modo spezzato e diretto, e chiama Geto semplicemente “Geto”, senza onorifici.

Nel film prequel, la battuta in cui Satoru Gojo lo paragona a un comico televisivo straniero è stata rimossa per motivi di sensibilità.

Dopo il fallimento del piano di Geto a Shinjuku e Kyoto, Miguel torna presumibilmente nel suo paese.

Più tardi viene però rintracciato da Satoru Gojo, che gli propone (o meglio, gli impone) un accordo: in cambio di “chiudere un occhio” sulla sua partecipazione alla Notte dei Cento Demoni, Miguel dovrà occuparsi di Yuta Okkotsu.

Miguel ha poche apparizioni in scena, ma ognuna di esse è estremamente incisiva.

Nonostante il tempo limitato sullo schermo e nelle pagine, la sua reputazione cresce ogni volta che emergono nuovi dettagli sulla forza di Satoru Gojo e sul mondo della stregoneria.

Con Suguru Geto

Miguel entra nella fazione di Suguru Geto dopo l’incontro fortuito all’estero.

Per lui, il punto centrale non è tanto eliminare i non stregoni o cambiare l’ordine mondiale, quanto coronare Geto come monarca di una nuova era.

Condivide con Larue questo approccio “personalista”: più devoto alla persona che all’ideologia.

Durante la Notte dei Cento Demoni, Miguel agisce come uno dei principali bracci destri di Geto.

Scontro con Satoru Gojo alla Notte dei Cento Demoni

Il 24 dicembre, durante la grande incursione di spiriti maledetti, Miguel riceve il compito cruciale di bloccare Satoru Gojo a Shinjuku.

Gojo, considerato il più forte stregone moderno, lo nota immediatamente in mezzo a numerosi veterani di alto livello e pensa: “C’è uno che sembra particolarmente seccante, devo occuparmene personalmente”.

Utilizzando la sua corda speciale “Corda Nera” e il proprio corpo potenziato, Miguel riesce a tenere impegnato Gojo per oltre dieci minuti.

Durante questo periodo, Gojo usa senza riserve i suoi poteri, compresa la tecnica senza limiti e la vista avanzata, ma Miguel riesce persino a infliggergli un lieve danno (nella versione filmica il graffio non è mostrato).

Le sue tattiche includono:

uso della Corda Nera come frusta e filo per muoversi in modo imprevedibile;

sfruttare altri spiriti maledetti come scudi e ostacoli;

resistere a una raffica di pugni che altri top stregoni definiscono “da vomitare” per la loro potenza.

Alla fine viene sconfitto, ma sopravvive allo scontro con il più forte stregone vivente e riesce nell’obiettivo principale: guadagnare abbastanza tempo per il piano di Geto.

L’autore stesso ha definito Miguel il vero MVP della Notte dei Cento Demoni.

Dopo la Notte dei Cento Demoni: accordo con Gojo e rapporto con Yuta

Dopo il fallimento del piano di Geto, Miguel fa ritorno in Africa.

Tuttavia, viene localizzato da Satoru Gojo, che lo costringe a una collaborazione scomoda.

Gojo affida a Yuta Okkotsu la missione di recarsi all’estero sotto la guida di Miguel, con l’obiettivo di trovare eventuali resti della Corda Nera.

Miguel finisce quindi per fare da accompagnatore e, in parte, da maestro a Yuta.

Secondo il romanzo, Miguel apprezza Yuta definendolo “sincero” e non serba alcun rancore personale per la questione di Suguru Geto.

Non è chiaro se Yuta sappia che Miguel apparteneva alla fazione di Geto, ma tra i due non emerge alcuna ostilità significativa.

Il rapporto con Satoru Gojo è invece molto più complicato.

Dopo lo scontro traumatico di Shinjuku e il “ricatto” dell’accordo, Miguel nutre un’evidente avversione verso di lui.

In una scena mostrata nel film prequel, Miguel sta spiegando a Yuta le specialità culinarie del suo paese in un ristorante.

Chiede più volte a Yuta di assicurarsi che Gojo se ne sia andato prima di rilassarsi, e quando Gojo si presenta comunque al tavolo, Miguel reagisce con palese irritazione: “Che cosa ci fai qui?”.

Missione all’estero e fallimento nella ricerca della Corda Nera

Seguendo le istruzioni di Gojo, Yuta e Miguel viaggiano in Africa per cercare i restanti pezzi della Corda Nera.

Questa missione si rivelerà un completo buco nell’acqua.

Dopo indagini approfondite, scoprono che non rimane più alcun frammento utilizzabile della Corda Nera.

La permanenza all’estero di Yuta prima dell’incidente di Shibuya è quindi una “missione a vuoto” sotto il profilo pratico, ma importante per la crescita di Yuta, anche grazie all’influenza di Miguel sulla sua forma fisica e sul corpo a corpo.

Ritorno nel conflitto principale: battaglia a Shinjuku contro Sukuna Ryoumen

Nella fase finale del manga, il 24 dicembre della “Battaglia dell’Inferno di Shinjuku”, Miguel torna in scena.

Il fronte degli stregoni è ormai allo stremo: molti tra i più forti sono morti o gravemente feriti, e anche Atsuya Kusakabe viene sconfitto da Sukuna Ryoumen.

Quando Ui Ui cerca di soccorrere Kusakabe, Sukuna si accorge del tentativo e lancia immediatamente i suoi devastanti tagli.

In quel momento, una figura appare sopra la testa di Sukuna, tenendo Ui Ui al sicuro tra le braccia: è Miguel.

Sukuna lo guarda e dice che non lo riconosce.

Miguel ribatte con tono ironico che non conoscerlo è da “incompetenti”, e punzecchia i “residenti dell’isola” per la loro scarsa apertura verso l’estero.

È la prima volta che Miguel entra davvero nella trama principale, dopo anni dalla sua comparsa nel prequel.

Ora però non combatte più per coronare Geto, ma per rendere omaggio a Suguru, a Larue e ai compagni caduti a Shibuya, e per proteggere ciò che gli resta come “famiglia”.

Miguel, l’uomo che era sopravvissuto allo scontro con Satoru Gojo, si lancia così contro il re delle maledizioni, Sukuna Ryoumen.

Con l’aiuto di Larue, riesce addirittura a infliggere un colpo a Sukuna e poi a ritirarsi portando Larue ferito in salvo, confermando ancora una volta la sua resistenza e il suo sangue freddo.

Miguel è considerato un combattente “anormale” persino negli standard di Jujutsu Kaisen – Sorcery Fight.

Il fatto che provenga da un paese dove la stregoneria è rarissima rende la sua forza ancora più impressionante.

Satoru Gojo lo valuta così:

la sua tecnica è comoda, ma non è l’aspetto più spaventoso;

ciò che incute davvero timore è il suo corpo: struttura ossea e muscolatura tipiche di un atleta di élite, ulteriormente potenziate dall’energia maledetta.

Gojo arriva a dire che, se si combattesse solo sul piano fisico con potenziamento energetico, senza tecniche speciali, lui vincerebbe nelle azioni “di linea” (movimenti continui), ma probabilmente perderebbe nelle azioni “di punto” (esplosività, scatti e singole accelerazioni).

È una dichiarazione enorme, considerando il livello sovrumano di Gojo.

In termini pratici, Miguel:

regge i pugni di Gojo, giudicati da Yuta Okkotsu e Kinji Hakari come colpi dal potere distruttivo tale da far “venire da vomitare”;

resta in piedi dopo aver incassato decine di tali colpi e continua a muoversi per diversi minuti;

dimostra velocità sufficiente a reagire agli attacchi di Gojo e, in seguito, a schivare e penetrare le offensive di Sukuna Ryoumen.

La sua resistenza fisica è considerata una delle più alte dell’intera serie.

Influenza su Yuta Okkotsu

Secondo materiali extra, la forma fisica e le basi di combattimento corpo a corpo di Yuta Okkotsu sono state influenzate anche dall’allenamento con Miguel.

L’impatto maggiore sullo stile di combattimento di Yuta rimane quello di Maki Zenin, ma Miguel contribuisce a irrobustire il suo corpo e a raffinare l’uso del potenziamento fisico tramite energia maledetta.

Corda Nera

Nome: Corda Nera

Tipo: strumento maledetto di rango speciale, paragonabile a un artefatto divino.

La Corda Nera è una corda di colore scuro, avvolta normalmente attorno alla vita di Miguel.

Nel suo paese d’origine, gli stregoni impiegano decenni per intrecciare una singola corda, il che la rende estremamente rara.

La proprietà principale della Corda Nera è quella di disturbare e annullare gli effetti di qualunque tecnica innata, inclusa la tecnica senza limiti di Satoru Gojo.

È uno dei pochi artefatti citati da Tengen come potenziali chiavi per annullare il sigillo che imprigiona Gojo, insieme alla famosa lancia “anti–tecnica” appartenuta a Toji Fushiguro.

Durante lo scontro alla Notte dei Cento Demoni, Miguel consuma totalmente tutti i pezzi di Corda Nera in suo possesso.

Il logoramento è tale che la corda viene distrutta al contatto con la tecnica di Gojo, perdendo completamente la sua funzionalità.

In seguito, Miguel e Yuta partono per l’Africa per cercare eventuali resti di Corda Nera, ma scoprono che non ne esistono più.

La missione si conclude quindi senza risultati: non resta più alcuna Corda Nera utilizzabile nel mondo.

Alcune illustrazioni extra mostrano Miguel che tiene in mano un minuscolo brandello di corda dopo la battaglia, dando adito a speculazioni su un possibile residuo.

Tuttavia, nella linea narrativa principale, la Corda Nera è considerata definitivamente esaurita.

La tecnica innata di Miguel è chiamata “Canto di Preghiera (Hakuna Laana)”.

Il nome deriva dallo swahili: “hakuna” significa “non esiste”, mentre “laana” significa “maledizione, maledire”.

Questa tecnica funziona attraverso il corpo di Miguel, che produce un ritmo, una sorta di “beat” fisico.

Mentre batte il tempo con il corpo, la tecnica ha due effetti combinati:

rafforza il corpo di Miguel, aumentando in modo significativo le sue capacità fisiche;

indebolisce le tecniche e gli attacchi dell’avversario, riducendone la potenza o disperdendo l’impatto.

In pratica, Miguel sembra essere avvolto da una sorta di campo costante, simile a una “mini–area” personale che:

agisce come potenziamento perpetuo per lui stesso;

agisce come indebolimento costante per chi lo affronta.

È come se indossasse un’armatura invisibile in grado di respingere le maledizioni e, allo stesso tempo, un amplificatore che esalta il suo fisico.

Ci sono indizi che, al momento del contatto, parte dell’energia maledetta dei colpi avversari venga dispersa o deviata, soprattutto per gli attacchi a distanza o con grande impatto.

In base a quanto raccontato, Satoru Gojo dice di aver compreso “più o meno” la tecnica di Miguel dopo averla osservata.

Considerando che nemmeno lui comprende sempre in modo istantaneo ogni tecnica solo guardando l’avversario, questo sgrado di chiarezza indica che Miguel aveva probabilmente già usato almeno in parte il Canto di Preghiera durante la Notte dei Cento Demoni.

Nel complesso, per chi si trova contro di lui, la situazione è profondamente ingiusta:

la propria forza si riduce, mentre quella di Miguel aumenta.

Miguel ha una personalità ironica, un po’ cinica e molto pragmatica.

Non è un fanatico ideologico, ma una persona che sceglie con cura a chi concedere la propria lealtà.

Rapporto con Suguru Geto

Con Suguru Geto, Miguel mostra rispetto e una sorta di devozione personale.

Non abbraccia in modo fervente il progetto di sterminio dei non stregoni, ma vede in Geto la figura di un leader carismatico da seguire e sostenere.

La sua partecipazione alla Notte dei Cento Demoni nasce più dalla volontà di vedere Geto innalzato a “re” che da odio per i non stregoni.

In seguito, nella battaglia di Shinjuku, Miguel combatte anche per rendere onore alla memoria di Geto e dei compagni caduti.

Rapporto con Satoru Gojo

Il rapporto con Satoru Gojo è complicato e teso.

Miguel è sopravvissuto a una delle esperienze più traumatiche possibili: affrontare Gojo in piena potenza e resistere per minuti interminabili, venendo ripetutamente colpito.

In aggiunta, l’accordo imposto da Gojo dopo la Notte dei Cento Demoni è praticamente una forma di coercizione.

Comprensibilmente, Miguel sviluppa un forte senso di fastidio e diffidenza verso di lui.

Quando Gojo appare al ristorante dove Miguel sta mangiando con Yuta, la sua reazione è un misto di esasperazione e sospetto.

Preferisce non mostrarsi affatto davanti a Gojo, se possibile, nonostante collabori indirettamente con lui tramite l’addestramento di Yuta.

Rapporto con Yuta Okkotsu

Con Yuta Okkotsu, Miguel si trova a condividere del tempo in un contesto relativamente tranquillo, durante la missione in Africa.

La sua opinione su Yuta è insolitamente positiva: lo considera onesto e “di buon cuore”.

Non ci sono segnali di ostilità tra i due, e Miguel non sembra nutrire rancore per il ruolo di Yuta nella fine di Suguru Geto.

Anzi, gli trasmette nozioni di combattimento fisico e lo guida nella comprensione del mondo al di fuori del Giappone.

Rapporto con Larue e gli altri

Larue è descritto come l’unico “familiare” che resta a Miguel dopo i disastri di Shibuya.

I due condividono il trauma della perdita dei compagni e la nostalgia per l’epoca in cui seguivano Suguru Geto.

Nella battaglia contro Sukuna Ryoumen a Shinjuku, Miguel e Larue agiscono in tandem.

Dopo essere riusciti ad aiutare i superstiti e a colpire Sukuna, Miguel si ritira portando Larue ferito al sicuro, mostrando un forte senso di protezione e di legame.

Due frasi spiccano particolarmente nella caratterizzazione di Miguel:

«Se muore, lo venererò, Geto!!» – una battuta che riassume il suo modo ironico di trattare persino il rischio di morte attorno a Suguru Geto.

«Giochiamo con calma, senza farci prendere.» – che riflette il suo stile di combattimento calcolato e beffardo.

Nel doppiaggio originale, è interpretato da Koichi Yamadera, voce nota per diversi attori di Hollywood.

Nel film live–action, è interpretato dall’attore Joel Shohei.

Attorno a lui sono nati numerosi soprannomi e scherzi tra i fan, compreso il paragone con alcune note star cinematografiche.

Nonostante il numero ridotto di apparizioni, Miguel è diventato uno dei personaggi più amati, tanto che molti lettori confessano di aver fatto il tifo per lui persino contro Satoru Gojo.

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(Ultima modifica: Giovedì 14 Maggio 2026 20:48)

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