Bundus Begalkeit è un membro degli “Arashiya” dell’opera Gachiakuta, un combattente veterano dotato di sei protesi da braccio chiamate collettivamente “Hands”, con cui domina sia la tecnica sia il combattimento.
Bundus Begalkeit è uno degli Arashiya, un gruppo di individui estremamente pericolosi che operano come devastatori e combattenti d’élite.
Pur essendo un nuovo arrivato nel gruppo, possiede un’esperienza e una padronanza del suo potere tali da renderlo uno dei più temibili.
È noto per la sua capacità di affrontare più avversari contemporaneamente e mantenere il vantaggio, sfruttando al meglio le diverse funzioni delle sue protesi.
La sua presenza unisce carisma maturo e una forza brutale altamente controllata.
Nome completo: Bundus Begalkeit
Affiliazione: Arashiya (gruppo dei “devastatori”)
Età: 44 anni
Altezza: 200 cm
Data di nascita: 19 settembre
Cibo e bevande preferiti: viaggi, cibo dei luoghi che visita, alcol
Cosa detesta: segreti, cose nascoste
Doppiatore (CV): Akio Otsuka
Bundus è un uomo di mezza età, di corporatura gigantesca e muscolosa, che trasmette immediatamente una forte presenza fisica.
Porta una barba folta che accentua il suo aspetto maturo e autorevole.
Il colore dei suoi capelli e della peluria è un verde estremamente chiaro, quasi tendente al bianco, dando un’aria particolare e riconoscibile.
La sua mano sinistra è una protesi, integrazione evidente di uno dei suoi numerosi “Hands”.
A differenza di molti Arashiya, spesso crudeli e feroci, Bundus si distingue per un atteggiamento sorprendentemente cordiale e disinvolto.
Sa essere alla mano, scherzoso e privo di ostilità apparente, tanto che Bro Santa, incontrandolo per la prima volta, afferma di “non sentire alcuna intenzione ostile” da parte sua.
Nonostante ciò, dietro la sua facciata rilassata si nasconde un combattente estremamente esperto e pericoloso.
È il più anziano in un gruppo formato per lo più da membri tra la fine dell’adolescenza e i vent’anni, ma paradossalmente è un “novellino” all’interno degli Arashiya.
La sua “nuova” appartenenza al gruppo non riflette affatto inesperienza: porta con sé anni di battaglie, viaggi e pratica con i suoi strumenti.
Questa combinazione di maturità, sangue freddo e umanità lo rende qualcuno di cui è facile fidarsi… fino a quando non si trova sul campo di battaglia contro di lui.
Panoramica delle abilità
La specialità di Bundus è l’uso di protesi da braccio come armi, chiamate “Hands” (“Mani”).
Ogni braccio artificiale che ha utilizzato finora è una Ningenki (un “dispositivo umano”), ovvero un oggetto potenziato legato alla sua psiche e al suo vissuto.
Attualmente si sa che ha impiegato sei diversi bracci protesici, tutti classificati come Ningenki.
Ognuna di queste protesi possiede caratteristiche e poteri distinti, permettendogli di adattarsi rapidamente a qualsiasi nemico o situazione.
Le “Hands” (le sei protesi)
Le sei protesi di Bundus non sono semplici armi intercambiabili: ognuna riflette lo stato emotivo e mentale che lui aveva nel periodo in cui la utilizzava.
Questo significa che ogni “Hand” incarna un capitolo diverso della sua vita, traducendo emozioni e esperienze in capacità concrete.
Grazie a questa varietà di funzioni, Bundus può:
Selezionare la protesi più adatta in base alle caratteristiche dell’avversario.
Cambiare stile di combattimento in modo fluido, passando da potenza bruta a tecnica, o a capacità più versatili.
La sua maestria è tale che riesce a combattere contro cinque “Cleaner” (i “pulitori”, combattenti d’élite) contemporaneamente, mantenendo una posizione di vantaggio.
Questa performance dimostra che i suoi anni di esperienza con le Ningenki non sono semplici vantaggi tecnici, ma il frutto di un addestramento durissimo e di un istinto di combattimento raffinato.
Stile di combattimento
Bundus gioca su due fronti: da un lato, il suo fisico imponente gli permette di dominare nelle brevi distanze.
Dall’altro, la versatilità delle sue Hands gli offre opzioni tattiche e strategiche, rendendo difficile prevedere i suoi movimenti.
La scelta della protesi non è mai casuale: studia l’avversario, individua i punti deboli e seleziona il “braccio” che può sfruttarli meglio.
Questa lucidità in combattimento, unita alla sua calma quasi bonaria, contribuisce a farlo sottovalutare… fino a quando non è troppo tardi.
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