Shouya Ishida è il protagonista maschile di Koe no Katachi, caratterizzato da una personalità complessa e dallo sviluppo psicologico profondo. Durante l’infanzia era vivace, impulsivo e incapace di comunicare efficacemente con gli altri, arrivando a compiere atti di bullismo contro Shouko Nishimiya spinto dalla curiosità e dal desiderio di emozioni forti. L’isolamento e il successivo senso di colpa hanno lasciato profonde cicatrici nella sua autostima, portandolo sia a vivere con un costante sentimento di rimorso sia alla ricerca di redenzione. Dopo il trauma e la crescita personale, Shouya cerca di riconciliarsi con il proprio passato, sviluppando una sensibilità e una gentilezza che lo distinguono, sebbene resti timido e incline a fraintendere i sentimenti degli altri.
Shouya Ishida ha un aspetto piuttosto normale per un ragazzo della sua età. Durante l’infanzia viene rappresentato come un tipico ragazzino vivace, mentre nell'adolescenza assume tratti un po’ più seri e riflessivi, mantenendo comunque un’aria semplice.
Shouya è stato in passato il classico capobranco rozzo, impulsivo e incapace di relazionarsi in modo sano con chi lo circondava. Manifestava una forte avversione alla noia, comportandosi spesso in modo avventato e eccessivo.
Con il tempo, dopo aver realizzato la gravità delle proprie azioni verso Shouko Nishimiya, sviluppa una fortissima autocritica, una tendenza all’auto-denigrazione e una voglia di espiare le proprie colpe. Anche quando cambia, resta insicuro, con una bassa considerazione di sé che lo porta a isolarsi e a commettere errori nei rapporti sociali.
Shouya vive insieme alla madre Miyako Ishida, la sorella maggiore e la nipote Maria Ishida, in una casa dove la madre gestisce da sola il salone di parrucchiere “HAIR MAKE ISHIDA”. Fin dai tempi delle scuole elementari era circondato da amici come Kazuki Shimada e Keisuke Hirose, che lo accompagnavano nelle sue scorribande quotidiane. Successivamente cresce isolato a causa del suo passato e fatica a costruirsi veri legami di amicizia, trovando conforto solo nel desiderio di rimediare ai torti commessi.
Determinatissimo nel voler cambiare sé stesso, Shouya studia da autodidatta la lingua dei segni per potersi scusare con Shouko Nishimiya e comunicare con lei. Una volta deciso ad assumersi la responsabilità dei suoi errori, mostra una notevole forza di volontà e impegno.
- Shouko Nishimiya: Il rapporto con Shouko evolve da bullismo a un legame profondo e sincero, con chiari segnali di affetto reciproco anche se nessuno dei due riesce a definire pienamente cosa provi per l’altro.
- Naoka Ueno: Lei prova sentimenti romantici per Shouya sin dai tempi delle elementari, ma lui non se ne rende mai conto, sia per distrazione sia per il peso delle vecchie ferite.
- Miki Kawai: Nonostante le complessità del loro passato, Miki vorrebbe essere una buona amica per Shouya, ma la sua insicurezza rende il rapporto ambiguo e ricco di incomprensioni.
- Tomohiro Nagatsuka: Uno dei pochi amici che riesce a stringere durante gli anni di liceo, supportandolo nella realizzazione del film di gruppo.
- Kazuki Shimada e Keisuke Hirose: Amici d’infanzia da cui viene poi isolato a seguito della vicenda dell’elementari.
- Miyako Ishida: Figura materna forte e protettiva che si sacrifica per il figlio.
- Maria Ishida: Nipote che vive nella stessa casa e a cui è molto affezionato.
- Pedro: Marito della sorella, entra a far parte della famiglia verso la fine della storia.
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L’infanzia e il bullismo
Da bambino, Shouya era un vero capobranco, incline a sfidare la noia con azioni rischiose e sconsiderate. Quando nella sua classe arriva Shouko Nishimiya, una ragazza sorda, la curiosità lo spinge a prendere di mira la nuova compagna, prima con piccoli dispetti poi con atti di bullismo sempre più gravi.
Nonostante avvertimenti da parte di Kazuki Shimada, Keisuke Hirose, Naoka Ueno e di Takeuchi, così come i tentativi di Miki Kawai di fermarlo, Shouya prosegue nei suoi atti, favorito da un clima generale di fastidio nei confronti di Shouko e dalla stanchezza dello stesso insegnante.
L’escalation raggiunge il culmine quando la madre di Shouko si lamenta con la scuola a causa dei continui danneggiamenti degli apparecchi acustici della figlia. Durante il processo in classe, i compagni scelgono di scaricare ogni responsabilità su Shouya, che viene ostracizzato e a sua volta diventa vittima di bullismo, venendo abbandonato anche dagli amici storici.
Il senso di colpa e l’isolamento
Dopo la partenza di Shouko, Shouya scopre che la ragazza aveva sempre cancellato i graffiti dalla sua scrivania per aiutarlo. Solo allora realizza la gravità delle sue azioni e si pente profondamente. Anche alle medie resta isolato dai vecchi compagni e continua a vivere con il senso di colpa, arrivando quasi a pensare al suicidio.
La redenzione e la ricerca di Shouko
Spinto dal bisogno di riscatto, Shouya comincia a studiare la lingua dei segni e a cercare Shouko. Nel frattempo ripaga la madre Miyako del denaro usato per risarcire la famiglia Nishimiya.
Arrivato al terzo anno di liceo, finalmente riesce a trovare Shouko, con l’intenzione di chiederle scusa e ringraziarla.
Le nuove amicizie e la crescita personale
La riunione con Shouko lo conduce a riaprirsi un po’ al mondo. Costruisce nuove amicizie tra cui quella con Tomohiro Nagatsuka e si impegna a proteggere Shouko e cercare Miyoko Sahara, mostrando la volontà di mettere davvero il prossimo al centro della sua vita.
Nonostante le difficoltà iniziali e l’ostilità della madre e della sorella di Shouko, Yuzuru Nishimiya, i suoi comportamenti sinceri e il desiderio di cambiare vengono infine accettati.
Il conflitto e la crisi
Nel gruppo che si forma per realizzare il film ideato da Tomohiro Nagatsuka, Shouya si convince che Miki Kawai stia rivelando il suo passato ai nuovi amici, sviluppando una crescente paranoia che distrugge i legami con chi gli vuole bene. Quando Shouko tenta il suicidio durante la festa, Shouya riesce a salvarla rischiando la propria vita e cadendo egli stesso in coma.
Ripresa e maturità
Al suo risveglio, Shouya decide definitivamente di affrontare i propri errori e le proprie paure. Si scusa con tutti coloro a cui aveva fatto del male e impara ad accettare la gentilezza altrui, rimuovendo simbolicamente tutti i “segni di esclusione” (le X) che metteva sui volti degli altri, iniziando finalmente a guardare e ascoltare il prossimo senza fuggire.
L’età adulta
Shouya prosegue il proprio percorso di crescita iscrivendosi a un istituto professionale per diventare parrucchiere e succedere alla madre nel negozio di famiglia. Al compimento dei vent’anni vive ancora insieme alla famiglia, incluso il cognato Pedro, e il suo rapporto con Shouko è più profondo che mai, anche se, secondo l’autrice, i due non sono ufficialmente fidanzati, pur provando un reciproco affetto speciale.
- L’autrice considera Shouya un suo alter ego, affermando che non gli farebbe mai compiere azioni che lei stessa non senta o pensi.
- Le percezioni di Shouya sugli altri personaggi spesso si rivelano errate: la storia viene filtrata dai suoi pregiudizi e sensi di colpa, portando frequenti malintesi sulle intenzioni di Miki Kawai, Kazuki Shimada e persino sulle attenzioni di Naoka Ueno e Shouko Nishimiya.
- Gli errori di percezione di Shouya sono parte integrante del suo percorso di crescita e rendono l’esperienza narrativa più realistica e intensa.
Shouya Ishida ha il gruppo sanguigno A.
Il suo sogno è diventare barbiere e proseguire il mestiere della madre.
Secondo i materiali ufficiali, dopo la maggiore età mantiene un legame stretto ma informale con Shouko Nishimiya.
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