Daki è una delle Dodici Lune Demoniache al servizio di Muzan Kibutsuji, detentrice del rango di Luna Superiore Sei, e nel mondo umano si finge una splendida oiran per cacciare e divorare esseri umani nelle case di piacere.
Nome umano: Ume
Nome come demone: Daki
Affiliazione: Dodici Lune Demoniache (Luna Superiore Sei)
Tecnica demoniaca (Kekki jutsu): Controllo delle “fasce di stoffa” (obi)
Genere: Femmina
Ruolo umano: Oiran di prim’ordine nel quartiere dei piaceri
Prima apparizione (manga): Volume 9, capitolo 73 “Inseguimento”
Posizione del numero: Occhio destro con il kanji di “sei”, occhio sinistro con “Luna Superiore”
Nome d’arte nel Quartiere dei Piaceri di Yoshiwara: Oiran Warabihime, del bordello Kyogokuya
Precedente nome d’arte noto (nell’anime): Oiran Oiran Oiran Oiran Yatsuhime (mostrata in una stampa ukiyo-e)
Secondo sondaggio di popolarità ufficiale: 40ª posizione (180 voti)
Doppiatrice (anime): Miyuki Sawashiro
Daki è presentata come una demone dalla bellezza mozzafiato, sensuale e appariscente.
Il suo aspetto demoniaco è estremamente rivelatore: indossa una sorta di lingerie con il ventre scoperto, zoccoli tradizionali con tre denti di legno e diversi obi avvolti attorno al corpo, che sono parte integrante del suo potere.
Sul volto compaiono motivi floreali: un disegno a forma di fiore sulla fronte destra e sulla guancia sinistra.
Quando è nel suo stato demoniaco completo, la pelle presenta crepe e motivi simili a fessure che le attraversano il corpo, accentuando l’aspetto inquietante.
Quando opera come oiran sotto copertura, i capelli appaiono neri e l’aspetto è più “umano”.
Quando recupera la totalità del suo potere riassorbendo le fasce-divisone, i capelli tornano al loro vero colore, bianco con le punte in gradazione verde giallastro, e il corpo assume il suo aspetto completo da Luna Superiore.
Nel passato umano, come Ume, è una bambina dai capelli e dalla pelle bianchissimi, con occhi azzurri come quelli del fratello Gyutaro.
Nonostante la povertà estrema, la sua bellezza era tale da farle guadagnare il soprannome di “Shiraume”, “Prugna Bianca”.
Daki trascorre quasi un secolo nascosta nel quartiere dei piaceri di Yoshiwara, e si sposta periodicamente tra diversi bordelli di varie città.
Ogni volta che la sua mancanza di invecchiamento rischia di destare sospetti, si lascia “portare via” o cambiare casa, per poi riapparire altrove dopo alcuni decenni, quando di lei non si ricorda più nessuno.
Nella saga del Quartiere dei Piaceri, lavora come Warabihime, oiran di punta della casa Kyogokuya, ed è l’incontrastata numero uno.
Il suo nome d’arte include sempre la parola “hime” (principessa) e la sua reputazione è quella di una bellezza straordinaria ma dal carattere terribile.
Nel mondo dei bordelli, la sua esistenza è diventata una sorta di leggenda oscura, una “sventura” di cui non si deve parlare.
Vecchie proprietarie e madame tramandano storie di una oiran bellissima e crudele, con uno sguardo obliquo e un modo caratteristico di inclinare la testa e guardare dal basso chi la irrita.
Superiorità e crudeltà
Il carattere di Daki supera la semplice cattiveria: è estremamente sadica, capricciosa e incline a scatti di rabbia.
Se qualcosa non le va a genio, distrugge oggetti, picchia le altre cortigiane e le spinge fino al suicidio.
Disprezza profondamente chi ritiene brutto o mediocre.
Mangia solo esseri umani belli e giovani, e rifiuta categoricamente anziani e persone che reputa “sgradevoli”.
Rivolge spesso frasi brutalmente offensive a chi giudica brutto, come “sei talmente ripugnante che dovresti morire”.
La sua filosofia è chiara: secondo lei, “un demone bello e forte può fare qualsiasi cosa”.
Daki è assolutamente consapevole della propria bellezza e forza, e ne è ubriaca.
Usa entrambe come giustificazione per maltrattare, umiliare e uccidere chiunque.
Comportamento nel bordello
Alla Kyogokuya, gli infortuni, i tentativi di fuga e i suicidi si susseguono.
Le giovani apprendiste e le altre cortigiane vivono nel terrore, e persino il proprietario del bordello non osa contraddirla, sia per paura della sua forza sovrumana, sia per i profitti che porta.
La proprietaria del locale, Omitsu, arriva a intuire che lei non è umana, definendola “non umana” poco prima di essere uccisa.
Nonostante ciò, la vera natura demoniaca di Daki resta formalmente ignota alla maggior parte degli abitanti del quartiere, che preferiscono chiudere gli occhi.
Atteggiamento verso Muzan Kibutsuji
Verso Muzan Kibutsuji, Daki mostra un atteggiamento completamente diverso rispetto a come tratta i comuni umani.
Di fronte al suo signore è umile, servile e attenta a ogni parola.
Quando Muzan la loda, il suo viso si illumina di soddisfazione, e mette da parte la sua arroganza.
Tuttavia, le fonti ufficiali rivelano che Muzan la considera in realtà un “peso morto” e una bambina poco intelligente, utile più come supporto a Gyutaro che come Luna autonoma.
Lato infantile e dipendenza dal fratello
Nonostante viva da demone da oltre cent’anni, la vera natura emotiva di Daki è quella di una bambina viziata.
Quando le cose non vanno come vuole, scoppia in lacrime e grida disperata.
In particolare, nei momenti critici richiama il fratello Gyutaro piangendo “fratellone, aiutami!”.
Di fronte a lui, la sua voce si fa più infantile e rivela la sua vera personalità: una sorellina piagnucolona e dipendente.
Quando è calma, lo chiama “fratello maggiore” in modo più formale.
Ma non appena va in crisi, torna a chiamarlo “fratellone” come una bambina, mostrando quanto la sua crescita emotiva sia rimasta bloccata all’età in cui è diventata demone.
Tecnica sanguigna: “Fasce di stoffa” (Obi)
Il potere principale di Daki consiste nel creare e controllare a piacimento fasce di stoffa simili agli obi dei kimono.
Queste fasce combinano estrema flessibilità con una durezza micidiale, capaci di tagliare corpi umani e edifici con facilità.
Può usare le fasce sia come arma offensiva che come sistema di immagazzinamento.
Le fasce possono aprirsi e “inghiottire” esseri umani vivi, conservandoli come scorte di cibo in uno spazio interno.
Gli umani contenuti nelle fasce possono essere liberati se una lama di Nichirin riesce a tagliare l’obi.
Inoltre, Daki è in grado di separare parti del proprio corpo sotto forma di fasce autonome, dotate di bocca e occhi, che agiscono come veri
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