Nachzehrer è uno dei leggendari “Nove Re dei Vampiri” nell’universo di Arne no Jikenbo, creatore stesso di Arne Neuntöte, ma si presenta con l’aria di un teppista spaccone, sempre affamato e decisamente poco “regale”.
Nachzehrer è la base originaria da cui è stato creato Arne Neuntöte, uno dei nove re vampiri.
Nonostante il titolo altisonante, il suo modo di parlare è quello di un delinquente di strada, semplice, rumoroso e facilmente irritabile.
Il suo carattere violento e diretto contrasta con il fatto che venga spesso ridotto a una forma comica o grottesca, come quando Arne lo confina dentro un peluche.
È famoso per essere perennemente affamato e per una leggenda secondo cui, alla nascita, avrebbe mangiato i propri vestiti e il proprio corpo.
Dietro l’atteggiamento da bullo, però, rimane un vampiro estremamente potente, dotato di grande forza fisica e della capacità di manipolare le ombre in combattimento.
Nome: Nachzehrer
Sesso: Maschile
Appartenenza: Uno dei “Nove Re dei Vampiri”
Ruolo nella storia: Origine di Arne Neuntöte, antagonista/alleato caotico
Frasi rappresentative:
“Io sono te… e tu sei me!!”
“La violenza è la cosa migliore in assoluto!!!”
Nachzehrer ha un carattere estremamente semplice e impulsivo.
Si arrabbia con facilità, alza la voce, e tende a risolvere i problemi con la forza bruta.
Nonostante ciò, lui stesso si crede un “tipo intelligente e stratega”, il che lo rende un personaggio comicamente ingenuo.
Il contrasto tra la sua autopercezione e la realtà è una delle sue principali fonti di umorismo.
All’interno della storia funge spesso da raro “personaggio di buon senso” e da voce critica.
Molti altri personaggi non fanno mai la battuta di risposta, quindi tocca a lui svolgere il ruolo di commentatore e “spalla comica” per far avanzare la trama.
Ama mangiare e adora la violenza, che considera divertente e liberatoria.
Al contrario, trova fastidioso dover controllare il sangue in modo preciso, nonostante sia una capacità vampirica importante.
Nel complesso è un personaggio rumoroso ma sorprendentemente lucido quando serve, incastrato tra il ruolo di re vampiro e quello di clown violento e affamato.
I capelli di Nachzehrer sono corti e ribelli, con un gradiente di colore che va dall’arancione alla base fino al rosso verso le punte.
La chioma è tutta “sparata in su”, dandogli un’aria selvaggia e aggressiva.
I suoi occhi sono di un giallo intenso e tagliente, con uno sguardo duro e minaccioso.
L’espressione generale trasmette un’impressione da teppista pronto a menare le mani in ogni momento.
Indossa un top senza maniche arancione, coperto da una giacca blu scuro.
Porta anche una specie di mantello o soprabito con orli che ricordano lame di pipistrello, rinforzando il suo lato vampirico.
Su tutto il corpo si notano cuciture, pezzi “rattoppati” e motivi a triangolo rossi, in riferimento alla leggenda che da neonato abbia mangiato i propri vestiti e persino parti del proprio corpo.
L’impressione generale è quella di un vampiro dall’aspetto selvaggio, in netto contrasto con l’eleganza più composta di Arne Neuntöte.
Un dettaglio importante è che dalle mani in giù la pelle non è “normale”: nella storia si spiega che da umano si è mangiato i polsi e le mani, e quel tratto del corpo non è più quello originale.
Nachzehrer è uno dei Nove Re dei Vampiri, e di conseguenza possiede una potenza offensiva eccezionale.
Il suo stile di combattimento è diretto, fisico e brutale.
La sua abilità principale è il controllo delle ombre.
Può manipolarle per attaccare, difendere o deformare l’ambiente in modi soprannaturali.
In termini di resistenza fisica, è estremamente duro da abbattere, possedendo un corpo vampirico che può sopportare ferite mortali per un umano.
La sua fame insaziabile è collegata alla sua natura vampirica e alla sua stessa nascita come Nachzehrer.
Anche se può mangiare praticamente qualsiasi cosa, dal punto di vista “nutrizionale” per un vampiro solo il sangue gli fornisce vera energia e potere.
Il fatto che possa ingerire ogni tipo di sostanza non significa che tutte gli diano forza: è un talento di “onnivoro estremo”, non una fonte infinita di nutrimento.
Nachzehrer è definito dalla sua fame.
Fin da umano, la sua esistenza ruota attorno al cercare da mangiare, e da vampiro questo aspetto diventa addirittura centrale nella sua identità.
Nel corso della storia viene rivelato che può bere birra:
“Beveva birra senza problemi”, è l’informazione che si ottiene parlando con lui dopo aver scoperto che Arne Neuntöte può bere solo cioccolata calda.
Secondo i commenti dell’autore, Nachzehrer non ha il concetto di “ubriacarsi”.
Per quanto beva, non si verifica uno stato di ebbrezza tradizionale.
Quando Lynn Reinweiß, dopo aver saputo che può bere birra, gli chiede: “Quando sarò adulta, beviamo una birra insieme?”, lui inizialmente rifiuta.
Tuttavia, finisce per dirle “Fa’ come ti pare”, lasciando intendere che alla fine accetterebbe di bere con lei.
L’autore specifica inoltre che solo Nachzehrer, tra i vampiri, può mangiare e bere praticamente qualsiasi cosa.
Non ha preferenze o schizzinosità: ingerirebbe anche cose che non sono nemmeno considerate cibo.
Nonostante questa capacità di onnivoro totale, la sua natura vampirica fa sì che il sangue resti l’unica vera fonte di nutrimento e potere.
Il resto è “solo” qualcosa che può fisicamente consumare, senza effetti significativi su forza e abilità.
Nachzehrer ha un modo di parlare pieno di tono aggressivo e borioso, con una parlantina colorita e rumorosa.
Le sue esclamazioni esagerate, come l’elogio entusiasta alla violenza, lo rendono immediatamente riconoscibile.
Per quanto si atteggi a duro, finisce spesso per essere la voce di buon senso in mezzo a personaggi più bizzarri.
Si ritrova così a fare da “spalla” e da commentatore ironico, chiarendo situazioni o rimettendo in riga gli altri con osservazioni terra-terra.
Il suo rapporto con Arne Neuntöte è ambiguo: da un lato è la sua origine, dall’altro viene intrappolato in un peluche e privato della propria dignità.
Questo contrasto tra potenza reale e trattamento comico crea molte situazioni esilaranti e allo stesso tempo inquietanti.
Con Lynn Reinweiß mostra un lato leggermente più morbido, sebbene sempre burbero.
Accetta con riluttanza la sua richiesta di bere insieme da adulti, suggerendo che sotto la scorza violenta non è completamente privo di affetto o lealtà.
Nel corso dell’opera, Nachzehrer viene presentato con “schede” o descrizioni diverse a seconda della situazione, spesso con tono ironico.
Queste non sono veri valori numerici ma più che altro tag umoristici che riassumono come appare in quel momento.
Interludio
Nel contesto di interludio, viene definito come:
“Uno dei Nove Re”
“Forza fisica: altissima”
“Strategia: bassa”
“Tic verbale: altissimo”
Qui viene messa in evidenza la sua potenza bruta a discapito del cervello.
La sua parlantina esagerata è considerata una caratteristica a parte, quasi una statistica autonoma.
Caso 2 – Parte del problema (Teil 5)
In questa fase della storia viene descritto come:
“Uno dei Re dei Vampiri”
“Morbidezza: altissima”
“Sguardo: estremamente minaccioso”
“Iniziativa/azione: bassa”
L’accenno alla “morbidezza” allude alla forma particolare in cui appare, in contrasto con il suo sguardo sempre duro.
È un modo per sottolineare l’assurdità della situazione: aspetto morbido, ma aria pericolosa.
Caso 2 – Parte della soluzione (Teil 7)
Più avanti, quando la sua coscienza torna nella forma di peluche, è descritto come:
“Pupazzo che ha ripreso conoscenza”
“Confusione: ai massimi livelli”
“Comprensione della situazione: minima”
“Rotondità: massima”
Qui il focus è sull’effetto comico del vedere un re vampiro leggendario confinato in un corpo rotondo e peluche.
Le sue difficoltà a capire cosa stia succedendo amplificano la comicità del momento.
La vera origine di Nachzehrer viene esplorata in una sezione dedicata che racconta la sua vita quando era ancora umano.
In quel periodo è indicato come “l’uomo affamato”, un vagabondo che vive di stenti in una zona povera della città.
Da bambino viene salvato da un uomo che lui considera una figura paterna.
In seguito, quando impara a rubare per sopravvivere, questo “padre” viene ucciso da qualcuno, segnando una svolta tragica nella sua vita.
Vive negli slum insieme a un ragazzo di nome Zisye, che considera come un fratellino minore.
Insieme cercano cibo a ogni costo, condividendo una miseria quotidiana fatta di furti e minacce.
Un giorno una suora offre del pane all’uomo affamato, ma la società, in generale, gli nega il diritto di vivere come un essere umano.
La sua stessa esistenza viene sistematicamente rifiutata dal mondo attorno a lui.
In seguito, lo ritroviamo in un pozzo, dove incontra di nuovo Zisye.
Il ragazzo è ridotto malissimo, privo della parte inferiore del corpo, ma stringe ancora il pane che aveva ottenuto per lui.
Zisye, morente, gli dice di “mangiare anche al posto suo e riempirsi lo stomaco” e poi muore.
Questa scena segna profondamente l’uomo affamato, che porta con sé il peso del sacrificio del ragazzo.
Subito dopo viene brutalmente picchiato quasi a morte dalla gendarmeria.
In quel momento di agonia appare il precedente Nachzehrer, un vampiro dall’aspetto suino.
Il Nachzehrer precedente, con sembianze di maiale, gli propone un patto:
“Per non sprecare le vite di ciò che hai mangiato, mangiami e eredita il mio nome”.
L’uomo affamato, deciso a non rendere vano il sacrificio di Zisye, accetta di mangiare il cuore del vampiro.
Così facendo decide di diventare lui stesso il nuovo Nachzehrer.
Dopo aver divorato il cuore, il suo corpo entra in uno stato di morte apparente.
Pur avendo ancora coscienza, non è in grado di muoversi.
La gendarmeria lo considera un cadavere e lo seppellisce.
Passata circa mezz’ora, viene colto da una fame così devastante da non poterla più sopportare.
In preda alla disperazione, comincia a divorare i propri vestiti e persino i propri polsi e mani per sopravvivere.
A forza di mangiare se stesso, riesce a scavare e uscire da sotto terra.
Quando riemerge, il suo aspetto è già cambiato in quello del vampiro Nachzehrer.
Le memorie della sua vita da umano vengono “mangiate” e sostituite dall’istinto vampirico.
In una sola notte divora tutti gli abitanti della città.
La sua nascita come re vampiro è segnata da un massacro totale, spinto da una fame che è insieme fisica e metafisica.
Nel processo che lo trasforma in Nachzehrer, i ricordi dell’uomo affamato vengono consumati e cancellati.
La sua mente si riempie di impulsi e istinti tipici di un vampiro della sua categoria.
Tuttavia, la sua personalità non è completamente scollegata dal passato umano.
Il carattere di Nachzehrer viene costruito proprio a partire dai lati più estremi dell’uomo affamato: la fame, la rabbia, la testardaggine.
Questo spiega perché Nachzehrer appare così ossessionato dal mangiare e dal vivere nel momento.
L’eco della sua miseria passata rimane, anche se lui non la ricorda più consapevolmente.
Il dettaglio delle mani non più “umane” è un segno permanente della sua rinascita tramite auto-cannibalismo.
È una cicatrice fisica e simbolica della transizione da uomo disperato a demone famelico.
Durante parte della storia di Arne no Jikenbo, la personalità di Nachzehrer viene sigillata in un peluche da Arne Neuntöte.
In questa forma, il suo corpo non è di carne ma di stoffa, e l’interno è riempito di sangue.
Per muovere il peluche, Nachzehrer manipola il sangue al suo interno come se fosse muscoli e nervi.
La sua abilità di controllo del sangue funziona dunque come un “motore” per il corpo finto.
Se viene versata una grande quantità di sangue su di lui, è in grado di manipolare quel sangue in eccesso.
In questo modo può tornare alla sua forma originaria, sfruttando la massa di sangue come materia da plasmare.
Quando il suo cuore viene rimosso e conservato all’interno di Arne Neuntöte, Nachzehrer continua a esistere.
Tuttavia, in questo stato non riesce davvero a comprendere ciò che succede intorno: resta perlopiù addormentato, senza consapevolezza chiara degli eventi.
Questa condizione enfatizza il contrasto tra il suo status di re vampiro e il suo ruolo effettivo nella trama.
Da entità temibile e leggendaria diventa un essere confinato, spesso ridotto a gag visiva e a commenti sarcastici.
L’autore di Arne no Jikenbo ha condiviso alcune note informali sul personaggio di Nachzehrer.
Queste osservazioni aiutano a capire meglio come viene percepito “dietro le quinte”.
Solo Nachzehrer, tra i vampiri, può mangiare e bere praticamente qualsiasi cosa, non solo sangue.
Non si ubriaca, qualunque cosa beva, e non ha preferenze o avversioni alimentari: gli piace tutto e potrebbe persino mangiare qualcosa che non è cibo.
Anche se può ingerire di tutto, il sangue rimane l’unico vero nutrimento che alimenta i suoi poteri vampirici.
Il resto è una dimostrazione del suo essere un mostro onnivoro più che un vero “vantaggio energetico”.
Quando è nella forma di peluche, il suo movimento è totalmente basato sulla manipolazione del sangue all’interno del corpo di stoffa.
Se ricoperto da una grande quantità di sangue, può riassumere una forma più vicina a quella originale, controllando tutta quella massa come un unico corpo.
Quando il suo cuore è rimosso e tenuto dentro Arne Neuntöte, lui rimane in uno stato simile al sonno.
Non è in grado di elaborare bene le informazioni, per cui di fatto “dorme” mentre il mondo continua a muoversi.
Nachzehrer viene talvolta chiamato con soprannomi più informali, come “Nach-chan” (equivalente a un vezzeggiativo tipo “Nach”).
Ciò sottolinea la distanza tra il suo ruolo di re vampiro e il modo in cui gli altri, e la stessa storia, lo trattano.
È classificato nella categoria di personaggi di Arne no Jikenbo, a cui appartengono anche Arne Neuntöte, Lynn Reinweiß e altri protagonisti e comprimari.
La sua presenza nel mondo di gioco offre un mix di tragedia, violenza e comicità grottesca che lo rende uno dei personaggi più memorabili dell’opera.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.