Kaguya Shinomiya è una delle protagoniste femminili dell’opera Kaguya-sama: Love is War, studentessa del liceo d’élite Shuchiin, figlia del potentissimo gruppo finanziario Shinomiya e ragazza di straordinaria bellezza e talento che nasconde però una personalità complessa e profondamente insicura.
Nome completo: Kaguya Shinomiya
Genere: Femmina
Anno scolastico: Secondo anno, poi terzo anno di corso superiore (classe A)
Ruolo scolastico: Vicepresidente del consiglio studentesco
Club: Club di tiro con l’arco (livello da campionessa nazionale)
Gradi nelle arti marziali: Aikido primo dan, judo secondo dan
Data di nascita: 1 gennaio
Gruppo sanguigno: AB
Status familiare: Figlia del capo del gruppo Shinomiya, totale patrimonio familiare di circa 200.000 miliardi di yen
Posizione familiare: Figlia nata da una relazione extraconiugale, con tre fratellastri maggiori
Persona grammaticale usata per sé stessa: “Watashi” (equivalente formale di “io”, non resa nel dialogo italiano)
Kaguya è descritta come una “principessa del secondo anno” per il suo aspetto elegante e aristocratico.
È una ragazza dal fascino classico, con lineamenti fini e postura impeccabile, tanto da essere paragonata da Miyuki Shirogane a una bellezza del livello di un’attrice celebre.
Porta i capelli neri piuttosto lunghi, raccolti dietro la testa, spesso con un fiocco la cui tinta varia a seconda della situazione.
È mancina di nascita, ma è stata corretta a usare la destra; nonostante ciò la mano sinistra rimane più forte.
Soffre di ipersensibilità uditiva, per cui non tollera bene i rumori troppo forti.
Il seno è descritto come piuttosto contenuto, cosa che le provoca sentimenti contrastanti, soprattutto quando lo confronta con il seno molto più prosperoso di Chika Fujiwara.
Kaguya è un “genio onnidirezionale”: se le si affida qualcosa da imparare, che sia studio, arti tradizionali, musica o arti marziali, riesce a eccellere in tempi rapidi.
Questa eccellenza deriva in parte dall’educazione rigidissima della famiglia Shinomiya, in parte da una forte disciplina personale.
Dietro la perfezione esteriore si nasconde però un carattere complicato e contraddittorio.
È molto gelosa e possessiva: arrivò a “sciogliere” mentalmente l’amicizia con Chika quando vide la ragazza troppo in confidenza con Miyuki Shirogane, pur considerandola la sua migliore amica.
L’educazione fredda e utilitaristica della sua famiglia l’ha resa incapace, almeno in partenza, di comprendere davvero le emozioni degli altri.
Tende, spesso in modo inconsapevole, a guardare gli altri dall’alto in basso e a valutare subito se una persona abbia o meno “valore d’uso”.
Kaguya detesta però questa parte di sé, e prova un forte disgusto per la propria “cattiveria”.
Dall’ingresso nel consiglio studentesco ha iniziato a impegnarsi seriamente per essere “una persona a cui gli altri possano voler bene”, sviluppando pian piano una vera socialità.
In linea di principio resta egoista e calcolatrice, ma ha anche un lato sinceramente gentile.
Con i bambini in difficoltà, ad esempio, mostra spontaneamente empatia e li aiuta senza secondi fini.
Un tratto molto importante è la rigidità morale verso sé stessa.
Le regole che si impone o le promesse che dichiara ad alta voce non vengono mai infrante, anche quando le costano molto.
Kaguya è l’erede di una delle famiglie più ricche e potenti del paese, il gruppo Shinomiya.
Il patrimonio complessivo di questa dinastia finanziaria è indicato attorno ai 200.000 miliardi di yen, cosa che la colloca nettamente fuori dalla realtà quotidiana delle persone comuni.
La residenza principale della famiglia si trova a Kyoto, ma Kaguya vive nella villa di Shinomiya situata nella zona di Sengakuji, a Tokyo.
Vive in un ambiente estremamente protetto: ha una governante che si occupa quotidianamente di lei, un’auto privata che la porta a scuola, e un cuoco professionista reclutato da un hotel a tre stelle Michelin che si occupa dei suoi pasti.
Nel portafoglio porta normalemente contanti per circa 100.000 yen più una carta di credito “black” senza limiti apparenti.
È, a tutti gli effetti, una ragazza cresciuta in una “campana di vetro”, completamente separata dalla realtà economica e sociale di un’adolescente media.
Questa condizione l’ha resa molto ignorante riguardo al mondo dei “comuni mortali”.
Prova affascinazione e curiosità verso le cose più semplici e popolari, proprio perché le sono sempre state tenute a distanza.
La sua posizione all’interno della famiglia è però debole, essendo figlia di una relazione extraconiugale.
La madre è morta subito dopo averla messa al mondo, lasciandola praticamente senza una figura materna e senza un solido sostegno emotivo all’interno della casa Shinomiya.
Kaguya è fondamentalmente una persona analogica in un mondo digitale.
È goffa con la tecnologia e in particolare con i dispositivi informatici e i social media.
Per anni ha utilizzato lo stesso telefono cellulare a conchiglia ricevuto all’asilo, rifiutando di passare agli smartphone.
Solo quando il vecchio cellulare si rompe, nel corso della storia, è costretta ad acquistare uno smartphone e a entrare nel mondo moderno.
Questa distanza dalla tecnologia contribuisce alla sua aura un po’ fuori dal tempo e aumenta i malintesi con i coetanei.
Allo stesso tempo, il suo sguardo “nuovo” sulle abitudini digitali degli altri genera momenti comici e teneri.
Kaguya è studentessa della sezione superiore dell’Accademia Shuchiin, una scuola d’élite che unisce medie e liceo.
Al suo ingresso nella sezione superiore, la sua aura fredda e distante teneva alla larga i compagni, che la percepivano come inavvicinabile.
L’adesione al consiglio studentesco rappresenta un punto di svolta.
Il contatto costante con Miyuki Shirogane, Chika Fujiwara e gli altri membri le permette di sperimentare relazioni più genuine e di allenare la propria empatia.
Inizialmente si presenta come quasi impenetrabile, severa e sempre in controllo.
Col tempo, però, lascia emergere fragilità, gelosia e talvolta un’ingenuità disarmante, soprattutto in materia di sentimenti.
Nelle situazioni di conflitto interiore, Kaguya immagina spesso una vera e propria “guerra interna” tra le sue diverse facce psicologiche.
Questo teatro mentale mostra in modo comico ma anche drammatico il livello di stress e di autoanalisi a cui è sottoposta.
Kaguya prova un chiaro interesse romantico per Miyuki Shirogane, il presidente del consiglio studentesco.
Tuttavia, a causa del suo orgoglio e delle sue insicurezze, si rifiuta ostinatamente di ammettere che si tratti di amore.
La sua educazione rigida l’ha resa poco esperta in fatto di emozioni romantiche, e la nozione stessa di “innamoramento” le risulta confusa.
Inoltre, percepisce la gentilezza di Shirogane come qualcosa che lei non possiede e teme che il proprio carattere duro non possa essere accettato.
Convinta che il primo a dichiararsi debba essere Shirogane, sviluppa strategie elaborate per spingerlo a confessare.
Per prepararsi a ogni possibile scenario, compila addirittura un manuale di risposte che copre una gamma vastissima di situazioni e battute potenziali.
In linea teorica accetta il concetto che “anche la sconfitta può essere una forma di strategia nella vita”.
Eppure, in ambito scolastico, dà sempre il massimo per superare Shirogane negli esami, senza mai riuscirci del tutto, cosa che alimenta la sua ossessione nel “batterlo”.
L’intensità dei sentimenti per Shirogane arriva al punto di causarle un collasso fisico.
In un’occasione, lo stress e l’eccitazione legati al suo amore la fanno svenire e finire in ambulanza.
Per gestire queste ondate di emozione incontrollabile, Kaguya sviluppa una piccola routine di autocontrollo:
appoggia immediatamente la mano destra sulla guancia sinistra, gesto che l’aiuta a calmarsi e a recuperare lucidità.
Pur non comprendendo ancora completamente cosa sia l’amore, viene considerata dai compagni una sorta di “esperta di questioni sentimentali”.
Le studentesse si rivolgono a lei per consigli amorosi, convinte che la sua intelligenza e il suo portamento la rendano una guida ideale, ignare della sua confusione interiore.
L’educazione ricevuta da Kaguya ha previsto una fortissima censura di tutto ciò che riguarda la sessualità.
Per molto tempo lei ha creduto, ad esempio, che “prima volta” significasse semplicemente il primo bacio.
La sua resistenza alle battute oscene o ai discorsi allusivi è quasi nulla.
Quando si trova esposta a doppi sensi o a temi espliciti, va facilmente in crisi, arrossisce, si blocca o reagisce in modo eccessivo.
Con il tempo, grazie allo studio autonomo e alla frequentazione di persone più informate, Kaguya comincia a colmare le lacune.
La sua crescita in questo campo è lenta ma tangibile, e forma una parte importante del suo sviluppo personale, tra comicità e imbarazzo.
Kaguya presenta una certa instabilità emotiva che, nella rappresentazione narrativa, assume la forma di diverse “versioni” di sé.
Queste personalità non sono vere e proprie identità separate, ma piuttosto lati della sua psiche che emergono in condizioni particolari.
Kaguya “ghiaccio”
Questa versione mette in primo piano il suo lato più logico, razionale e spietato.
È il risultato diretto dell’educazione di tipo “imperiale” imposta dalla famiglia Shinomiya, che richiede controllo emotivo assoluto, obbedienza alla disciplina e distacco dagli altri.
La Kaguya “ghiaccio” rappresenta la sottomissione alla gabbia familiare, la repressione delle emozioni, la disillusione verso la vita e la paura del prossimo.
È aggressiva, fredda, quasi impossibile da avvicinare, ed è stata predominante soprattutto nel periodo delle medie.
Ai tempi della scuola media, era nota come la “principessa di ghiaccio”.
A causa di questa atmosfera gelida, nessuno le si avvicinava, con l’eccezione di Chika Fujiwara.
Secondo Nagisa Kashiwagi, quando si presenta in questa forma Kaguya sembra “cento volte più intelligente del solito”.
In realtà, il suo apparente cinismo nasce dall’incapacità di cogliere appieno i sentimenti altrui, dalla forte insicurezza e da un’enorme dose di auto-disprezzo.
Tutte le emozioni che cerca di reprimere emergono qui in maniera diretta ma freddamente razionalizzata.
Col tempo e grazie al rapporto con Shirogane e gli altri membri del consiglio studentesco, questa versione si manifesta sempre più raramente.
Oggi la Kaguya “ghiaccio” appare soprattutto quando è sottoposta a forte ansia, stress intenso, problemi personali profondi o disturbi fisici come un ciclo mestruale irregolare.
Quando prende il sopravvento, il suo aspetto esteriore cambia leggermente: capelli lasciati sciolti e lunghi, sguardo privo di espressione e un’aura ancora più distante.
Kaguya “stupida” (Kaguya “aho”)
Questa forma incarna le parti di sé che Kaguya è stata costretta a tagliare fuori durante la sua crescita sotto rigida repressione.
È collegata alla sensazione di sicurezza, alla gioia genuina e alla possibilità di abbassare le difese.
Quando si manifesta Kaguya “stupida”, il suo quoziente intellettivo apparente precipita.
Sembra avere la “testa tra le nuvole”, come se avesse dei fiori in testa, e si comporta in modo ingenuo e infantile.
Paradossalmente, questo lato è ciò che una persona dovrebbe maturare naturalmente in un percorso di crescita sano:
la capacità di giocare, rilassarsi, scherzare e vivere senza sempre calcolare ogni cosa.
A causa del modello educativo della famiglia Shinomiya, questa componente è stata considerata “superflua” e repressa.
Solo grazie alle interazioni con il consiglio studentesco, questa parte torna gradualmente in superficie.
La Kaguya “ghiaccio” la considera un’intrusa, un’elemento nuovo che interferisce con il suo pensiero geniale e strategico.
Tuttavia, proprio questa “stupidità” è ciò che permette a Kaguya di essere più umana e di avvicinarsi agli altri.
“Kaguya-chan”
Secondo Chika Fujiwara, “Kaguya-chan” è una versione rarissima di Kaguya che appare solo quando si verificano tre condizioni in contemporanea.
Queste condizioni sono: essere particolarmente felice (circa al 60%), essere in piena fuga dalla realtà e soffrire di mancanza di sonno.
Chika stessa dice di averla vista soltanto tre volte in totale.
Quando “Kaguya-chan” emerge, la sua rappresentazione è fortemente caricaturale, quasi chibi, con reazioni esagerate e un modo di fare estremamente puerile.
La personalità di “Kaguya-chan” coincide con quella della Kaguya “stupida”.
È un’espressione estrema del suo lato infantile e sognante, che amplifica il distacco dalla logica e dalla strategia.
Kaguya “bambina”
All’interno delle “battaglie” mentali di Kaguya, esiste una versione di sé che appare come una Kaguya più piccola.
Questa versione funge da giudice o arbitro nei dibattiti interni tra i diversi lati della sua personalità.
La Kaguya “bambina” rappresenta un nucleo più puro e originario della sua identità.
Pur non intervenendo direttamente negli eventi esterni, è importante per mostrare come Kaguya cerchi di giudicare sé stessa e di trovare un equilibrio.
Essendo figlia di una relazione extraconiugale, Kaguya si porta dietro un senso profondo di vergogna e vulnerabilità.
Da bambina, confidò questo segreto a una compagna con la promessa di mantenerlo nascosto, ma la confidenza venne tradita e la notizia si diffuse.
Questo evento l’ha segnata profondamente.
Da allora, Kaguya ha sviluppato un peculiare “test di fiducia” per stabilire chi possa essere considerato un vero amico.
La procedura è semplice ma crudele: racconta un proprio segreto a una persona, chiedendo di mantenerlo riservato.
Se dopo un certo periodo quel segreto non è trapelato, decide che quell’individuo è meritevole di essere chiamato amico.
Questo modo di misurare la fiducia rivela quanto sia difficile per lei affidarsi agli altri.
Mostra anche la sua solitudine di fondo e il bisogno disperato di trovare qualcuno che non la tradisca.
Una delle immagini ricorrenti legate a Kaguya è quella in cui sussurra, con un sorriso di superiorità, “che cosa carina…”, riferendosi agli atti o ai pensieri altrui.
Questa frase, usata come una forma di giudizio dall’alto, incarna il suo lato ironico e un po’ sadico.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, queste scene sono frutto dell’immaginazione di Miyuki Shirogane.
È il modo in cui lui percepisce Kaguya: affascinante, ma anche pericolosa e in grado di demolirlo con un solo commento.
Dal canto suo, Kaguya immagina spesso come reagirebbe Shirogane se fosse lei a mostrare il fianco.
Nei suoi pensieri più insicuri, teme che lui, vedendola vulnerabile, possa guardarla con commiserazione e pensare “che creatura carina e ingenua”.
Questa tensione tra come lei immagina sé stessa e come pensa che gli altri la vedano è una chiave essenziale della sua psicologia.
Rende chiaro quanto sia prigioniera dello sguardo altrui, soprattutto di quello di Shirogane.
Nelle versioni cinematografiche dal vivo di Kaguya-sama: Love is War, Kaguya Shinomiya è interpretata dall’attrice Hashimoto Kanna.
All’interno della storia stessa, Miyuki Shirogane la descrive scherzosamente con un paragone del tipo: “se dovessi fare un esempio, direi che è bella quanto una certa famosa attrice”.
Questo autocommento metanarrativo rafforza l’idea della sua bellezza fuori dal comune.
Allo stesso tempo crea un legame giocoso tra l’opera originale e la sua trasposizione.
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