Hatakeyama era uno studente universitario ordinario prima di essere coinvolto nell'oscuro mondo del mahjong clandestino. Diventa temporaneamente il compagno di Kei durante l’esame per entrare nella “Prima Squadra” di Noriyuki Takatsu, dove la sua personalità si rivela sotto l’estrema pressione del gioco d’azzardo. Succube di una dipendenza estrema, Hatakeyama discende nel degrado fisico e mentale, vivendo per la sensazione di rischio e rovina. Si distingue per il suo amore per il caffè in lattina, prediligendo quello leggermente zuccherato, ma in momenti cruciali sceglie sempre il caffè nero. La sua storia s’intreccia drammaticamente tra passioni autodistruttive, duelli con Dōjima e Kei, e il desiderio di mantenere la dignità di vero giocatore fino all’ultimo respiro.
All’inizio Hatakeyama appare come un ragazzo universitario trasandato, dal look pigro e poco curato.
A causa della tossicodipendenza, il suo aspetto peggiora drasticamente: perde capelli e denti, assumendo un’aria da relitto umano quasi scheletrico.
Il suo stile di vita si riflette nel suo modo di vestire e nelle sue espressioni, segnate dalla ricerca del brivido e dall’incuranza verso sé stesso.
Hatakeyama è animato da una sete insaziabile di avventura e rischio, incapace di adattarsi alle aspettative comuni o ai limiti della società.
La sua incoscienza lo porta a comportamenti irriverenti anche verso personaggi pericolosi come Noriyuki Takatsu, a cui si rivolge con naturalezza fuori luogo.
Durante le partite, la sua passione per l’imprevedibile supera ogni prudenza, cercando sempre nuove emozioni anche a costo di autodistruggersi.
Nonostante la deriva autodistruttiva, conserva un certo orgoglio e codici propri come giocatore, anche di fronte alla morte.
Hatakeyama sviluppa uno stile di gioco esclusivo e rischioso:
si basa su letture precise degli avversari e preferisce le mosse aggressive, puntando soprattutto su aperture immediate (“open riichi”).
La sua audacia lo distingue come un giocatore capace di spiazzare anche i più esperti, almeno finché la sua lucidità regge.
- Kei: inizialmente partner di Hatakeyama in una partita chiave, poi rivale rispettato e figura centrale nel suo percorso personale.
- Noriyuki Takatsu: il boss che lo coinvolge come “代打ち” per la Prima Squadra, prima di licenziarlo dopo una sconfitta decisiva.
- Hideharu Seki: dopo essere stato quasi ucciso dal mondo criminale, viene salvato da Seki, solo per cadere vittima della sua manipolazione e finire tossicodipendente.
- Dōjima: da iniziali rivali, tra loro nasce un legame di rispetto e amicizia, diventando a volte compagni di tavolo.
- Iwao Otsuji: è la persona responsabile della sua tragica fine, uccidendolo durante una tortura.
Hatakeyama è un vero appassionato di caffè in lattina, in particolare delle versioni “light sugar”.
Ma ogni volta che decide di prendere tutto sul serio, opta esclusivamente per il caffè nero senza zucchero.
È famoso anche per i suoi modi spiazzanti: in partita chiede senza esitazione agli scagnozzi di Takatsu di andare a comprarli del caffè, come se stesse tra amici.
Il suo ingresso nel mondo del mahjong clandestino inizia quando, per caso, chiede a Takatsu se abbia qualcosa di divertente da proporgli, colpendo persino lo stesso boss.
«Ehi, signor Yakuza. Hai niente di interessante da offrirmi?»
«Va’ a prendermi un caffè.»
L’inizio accanto a Kei
Hatakeyama debutta come partner temporaneo di Kei durante un’importante prova per ottenere un posto nella “Prima Squadra”.
Nel corso di questa esperienza, viene messo duramente alla prova: la tensione di trovarsi in un ambiente criminale lo spinge a rivelare il suo vero io, sempre in cerca di limite e rovina.
Alla ricerca di uno stile pericoloso
Divenuto tossicodipendente a causa delle manipolazioni di Hideharu Seki, Hatakeyama riappare nella guerra contro la banda Sakura come sostituto della squadra Taya.
Si mostra capace di sopraffare Dōjima grazie al suo stile di gioco diretto e aggressivo, illudendosi che la sconfitta non avrebbe conseguenze personali.
Con il progredire della partita, però, Dōjima decide di giocarsi tutto, persino le sue braccia, ribaltando il corso dello scontro.
Crisi interiore e ribellione
Le pressioni di Seki e le provocazioni di Kei si accumulano, spingendo Hatakeyama a interrogarsi su cosa desideri davvero.
Ormai consumato dalla dipendenza e vicino alla follia, riesce a rompere la sua sudditanza e inizia a giocare secondo i suoi principi, disobbedendo agli ordini.
Dopo aver superato la crisi, stringe infine un rapporto di rispetto con Dōjima, con cui condivide alcune partite amichevoli.
L’epilogo drammatico
Durante il torneo Ryūō, Hatakeyama si distingue spingendo Kei all’estremo, confermando la sua bravura nonostante i trascorsi.
Viene però rapito dagli uomini di Iwao Otsuji, che lo sottopongono a torture per ottenere informazioni su Kei.
Hatakeyama si rifiuta ostinatamente di tradire Kei; la sua resistenza termina tragicamente con la morte,
ma dimostra il suo orgoglio di giocatore utilizzando il proprio sangue per scrivere sul pavimento l’ultima trascrizione delle mani.
Conseguenze e memoria
Kei considera Hatakeyama un vero compagno e rimane profondamente segnato dalla sua scomparsa,
portando in sé una forte sete di vendetta contro Iwao Otsuji, responsabile della perdita.
Hatakeyama abbandona gli studi universitari per inseguire il brivido e l’adrenalina nelle notti della città.
Dopo la scoperta e la liberazione dal lavaggio del cervello di Seki, si dedica ad affronti diretti e partite individuali, diventando una leggenda tra i giocatori clandestini.
I suoi incontri con Kei, Dōjima e Ueno Shinichi rimarranno memorabili per la loro intensità e imprevedibilità.
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