Kukuru Kasubata

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Kukuru Kasubata
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Compleanno: 1 Novembre
Zodiaco: Scorpione
Genere: Maschio
Nome inglese: Kukuru Kasubata
Nome giapponese: 霞流 括(かすばたくくる)
Nome cinese: 霞流括
Nome coreano: 카스바타 쿠쿠루
Nome romanizzato: Kasubata Kukuru
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Kouki Uchiyama
Kouki Uchiyama
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Data di rilascio: 10 Gennaio 2026

Impostazioni del personaggio

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Kukuru Kasubata è uno studente maschio della Prima Classe Sezione B dell’Istituto Yaden, consigliere di classe e giovane medium, dotato dell’abilità elettrica “Martello della Giustizia (Martello PolCor)” con cui combatte materializzando un enorme martello dal suo smartphone.

È un ex teppista in via di “redenzione”, ossessionato dall’idea di punire gli “account incendiari” e i comportamenti tossici in rete, sebbene sappia di essere stato lui stesso uno di loro.

Nome completo: Kukuru Kasubata

Nome di nascita: Kukuru Manase (poi rinnegato)

Data di nascita: 1 novembre

Sesso: Maschio

Altezza: 180 cm

Gruppo sanguigno: B

Ruolo scolastico: Studente della Prima Classe Sezione B dell’Istituto Yaden, consigliere di classe

Origine familiare: Famiglia di medium tradizionali, casata Manase, ramo principale

Abilità elettrica (denno): “Martello della Giustizia (Martello PolCor)”

Cibo preferito: Carne alla griglia

Bevanda preferita: Tè giapponese

Hobby / abitudini: Allenamento con i pesi, “massacro mediatico” degli incendiari online

Cose che detesta: Il proprio carattere, le persone che provocano incendi mediatici

Aspetto caratteristico: Aria costantemente stanca e tirata, tatuaggio con motivo demoniaco sul braccio sinistro

Doppiatore (voce originale): Koki Uchiyama

Kukuru Kasubata frequenta l’Istituto Yaden, nella Prima Classe Sezione B, dove ricopre il ruolo di consigliere di classe.

Nonostante l’aria spenta, è il primo medium con cui Soji Enishiro entra in contatto, e fin dall’arrivo di Soji in classe lo “assiste” a modo suo, tra contrasti, battute taglienti e consigli non richiesti.

Kasubata proviene da una stirpe di medium antica e molto rigida.

Dopo aver abbandonato la casa di famiglia in seguito alla morte di Rota, il fratello minore di Renri Hasumi, ha scelto di vivere in città come teppista “gestibile”, senza però oltrepassare mai il limite della vera criminalità.

In origine il suo nome era Kukuru Manase, appartenente alla casata Manase, una famiglia di medium tradizionali affiliata alla setta spiritica Emagen.

Cresciuto come erede della famiglia principale, ha subito fin da piccolo un addestramento tanto duro da sfiorare il maltrattamento, in un clima chiuso e opprimente.

Stanco della violenza “educativa” degli adulti e dell’ambiente soffocante, Kukuru decide di fuggire di casa.

Invita a seguirlo anche il suo amico Renri Hasumi, che viveva una situazione simile ed era crollato psicologicamente dopo la morte del fratello Rota.

Trasferitosi in città, Kukuru si unisce a un gruppo di giovani delinquenti.

Si gode quella che percepisce come “libertà”, dedicandosi a piccole bravate e atti di delinquenza controllata, sempre attento a non oltrepassare il limite che lo avrebbe portato alla stazione di polizia.

Durante quel periodo si fa tatuare un demone sul braccio sinistro, simbolo tangibile della sua rottura con la famiglia e del suo essere “contro”.

Il tatuaggio rimane come cicatrice visibile del suo passato da teppista anche dopo la sua apparente redenzione.

Due anni dopo la fuga, la madre di Kukuru muore a causa di una malattia, costringendolo a tornare in famiglia per il funerale.

Appena rientrato, il padre gli mostra un video in cui Kukuru viene ripreso mentre partecipa a una rissa, accusandolo di aver anticipato la morte della madre per via del suo comportamento irresponsabile.

Colpito in pieno da sensi di colpa e disgusto verso se stesso, Kukuru inizia a provare un odio feroce verso il tipo di persona che lui stesso era diventato: la gente che alimenta scandali, risse e “incendi” social.

Questo shock lo spinge a cambiare rotta e a cercare una forma di redenzione, pur mantenendo il suo carattere abrasivo.

Durante il periodo di fuga, Yoimaru Azaki lo aveva cercato più volte per convincerlo a entrare all’Istituto Yaden.

Dopo la morte della madre, Kukuru accetta finalmente il suo invito e si iscrive all’istituto per sviluppare in modo più “strutturato” le sue capacità di medium.

Al funerale, il padre lo disconosce ufficialmente dalla famiglia Manase, tagliando ogni legame.

Per questo Kukuru abbandona il cognome di nascita e inizia a usare legalmente il cognome da nubile di sua madre, diventando così Kukuru Kasubata.

In passato Kukuru ha condiviso lo stesso dojo e la stessa scuola di medium con Minoru Wagari (oggi studente della Prima Classe Sezione A dell’Istituto Yaden) e con Wabisuke Ishida dell’Istituto Emagen.

La sua fuga dalla casata Manase ha lasciato però un profondo risentimento tra loro, mai davvero risolto.

A prima vista Kukuru Kasubata emana un’aura cupa e stanca, quasi apatica.

In realtà è estremamente irruento nel linguaggio e tende a reagire alle cose che lo irritano con esplosioni verbali, tra cui la sua espressione tipica, “Merda!”, rivolta quasi a chiunque.

Subito dopo queste uscite, ha l’abitudine di aggiungere un freddo “Con permesso” o un equivalente formale, come se bastasse una parola educata per raddrizzare il tutto.

Questo contrasto tra parolacce e galateo forzato è diventato un piccolo tormentone nella sua caratterizzazione.

Kasubata è un classico “tipo da massacro mediatico”: critica, attacca e “punisce” verbalmente chiunque ritenga tossico o ingiusto.

La sua routine quotidiana include il “correggere il male che infesta la rete”, ossia passare il tempo a schiacciare, esporre e attaccare utenti considerati incendiari o irresponsabili.

Questa attitudine è figlia del suo passato da teppista e del disgusto verso il tipo di video e comportamenti che lui stesso ha generato in passato.

In altre parole, è diventato un “giustiziere del web” che cerca di prendere a martellate il proprio riflesso deformato nel mondo online.

Non sopporta essere chiamato per nome di battesimo, “Kukuru”, soprattutto da chi non considera intimo.

Reagisce male a questa confidenza, come se quel nome fosse ancora legato al ragazzo Manase che ha tentato di seppellire.

Al di là della facciata ruvida è, suo malgrado, piuttosto responsabile e dotato di spirito di iniziativa, specialmente nel ruolo di consigliere di classe.

Sa occuparsi degli altri e finisce regolarmente per aiutare compagni e conoscenti, anche se lo fa brontolando e insultando mezzo mondo.

Sul piano scolastico, invece, è sorprendentemente debole.

Figlio di una famiglia di medium antichi ed ex teppista, ha lacune pesanti nelle materie accademiche di base, al punto da inciampare persino su vocaboli semplici in lingua straniera.

All’interno dell’Istituto Yaden, Kukuru è il primo medium che Soji Enishiro incontra.

Il loro rapporto è impostato fin da subito su un misto di competizione, diffidenza e un rispetto mal dichiarato: Kukuru lo punzecchia, lo corregge e allo stesso tempo gli offre suggerimenti pratici.

Pur lamentandosi spesso e criticando chiunque lo circondi, Kukuru finisce per giocare una funzione di “fratello maggiore difettoso” nel gruppo.

La sua esperienza nel mondo dei medium, combinata alla sua conoscenza della sottocultura dei delinquenti, lo rende un punto di riferimento suo malgrado.

I rapporti con Minoru Wagari e Wabisuke Ishida rimangono tesi a causa del suo abbandono della casata Manase e della tradizione comune.

Questo passato in comune mai davvero elaborato crea momenti di attrito ogni volta che le loro strade si incrociano, aggiungendo ulteriore complessità al carattere di Kukuru.

Martello della Giustizia (Martello PolCor)

Il potere principale di Kukuru Kasubata è la sua abilità elettrica chiamata “Martello della Giustizia (Martello PolCor)”.

Attraverso il suo dispositivo di ricezione spirituale, materializza un grande martello a manico lungo, estratto simbolicamente dal suo smartphone, come se “scaricasse” la punizione direttamente dal mondo digitale.

Questo martello è la manifestazione concreta della sua mentalità di “picchiatore etico”, che vive per colpire e punire ciò che considera sbagliato.

È una rappresentazione fisica della sua avversione verso i profili incendiari, gli scandali pilotati e le derive tossiche delle piattaforme online.

Poiché Kukuru ha piena consapevolezza di essere stato egli stesso un “incendiario” nel passato, può scegliere di infondere il martello con fiamme spirituali consumando una parte della sua energia.

Quando lo fa, il Martello della Giustizia avvolto dalle fiamme diventa ancora più distruttivo, come se concentrazze in sé la sua rabbia contro il proprio passato.

L’uso del potere richiede un notevole controllo spirituale e una forte resistenza fisica, aspetti in cui Kukuru eccelle grazie all’allenamento da medium e all’abitudine agli scontri fisici.

Il fatto che l’arma nasca dal suo smartphone sottolinea il legame tra la sua identità di giustiziere del web e la sua capacità di trasferire il “tribunale dei social” sul campo di battaglia reale.

Martellata di Gruppo della Giustizia (Lynch Politico)

Una tecnica derivata del Martello della Giustizia è chiamata “Martellata di Gruppo della Giustizia (Lynch Politico)”.

In questa mossa, Kukuru lancia il martello in aria e lo fa dividere in molteplici copie, che precipitano sul bersaglio in una serie di colpi consecutivi.

Ogni copia del martello agisce come un colpo di giudizio, replicando l’idea del “massacro collettivo” tipico dei linciaggi mediatici, ma in forma letterale e fisica.

È una tecnica devastante, perfetta per travolgere avversari numerosi o per schiacciare un singolo nemico con una pioggia di impatti.

Una volta eseguita la Martellata di Gruppo della Giustizia, il martello originale scompare completamente.

Per riutilizzarlo, Kukuru deve spendere nuovamente energia spirituale per “riesportare” il Martello della Giustizia dal suo dispositivo spirituale, rendendo la tecnica potente ma costosa.

Con Soji Enishiro, Kukuru mantiene una dinamica di scontro e collaborazione.

Lo tratta spesso con durezza, ma si preoccupa che non faccia mosse stupide nel mondo dei medium, fornendogli indicazioni amare ma utili.

Con Renri Hasumi, l’amico che ha trascinato con sé nella fuga dalla loro comune realtà opprimente, il legame è segnato dalla colpa.

Kukuru si sente responsabile di molte delle cicatrici emotive di Renri, in particolare per quanto riguarda la morte del fratello Rota e la fuga precipitosa dalla loro vita precedente.

Yoimaru Azaki è la persona che più ha insistito perché Kukuru non sprecasse le sue capacità, spingendolo verso l’Istituto Yaden.

Senza l’intervento di Yoimaru, è probabile che Kukuru sarebbe rimasto bloccato in un ciclo di piccola delinquenza e autodistruzione.

La relazione con Minoru Wagari e Wabisuke Ishida è tesa e piena di non detto.

La loro storia condivisa nella tradizione dei medium, interrotta bruscamente dalla fuga di Kukuru, lascia ferite che né lui né loro sono pronti ad affrontare apertamente.

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(Ultima modifica: Giovedì 26 Febbraio 2026 15:47)

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