Mei Meido è l’ottava ragazza che ha confessato il suo amore a Rentarou Aijou nella serie "Kimi no Koto ga Dai Dai Dai Dai Daisuki na 100-nin no Kanojo". Gentile e sorridente, Mei lavora come domestica per la famiglia Hanazono. Dotata di incredibili capacità, è rinomata per la sua estrema obbedienza e un senso del valore personale legato al servire gli altri. Nonostante abbia un passato traumatico, grazie a Hahari Hanazono ha ritrovato una casa e una nuova famiglia. Si distingue anche per la peculiare caratteristica di tenere gli occhi sempre chiusi e aprirli solo in momenti di forti emozioni, rivelando i suoi unici occhi arcobaleno. Il suo comportamento la rende spesso simile a un cane fedele, pronta a tutto per i suoi cari.
## Aspetto
Mei Meido è una giovane donna di 19 anni dai lunghi capelli neri acconciati in uno chignon.
Indossa solitamente un’elegante uniforme da domestica bianca.
La sua caratteristica più nota sono gli occhi costantemente chiusi – non per un effetto comico, ma per un irrigidimento dei muscoli facciali causato dal mantenere sempre il sorriso.
Nei rari casi in cui li apre, i suoi occhi sono di un vistoso arcobaleno.
Durante le uscite o appuntamenti, cambia in abiti civili sciogliendo i capelli.
Il suo copricapo floreale le è stato regalato da Hahari Hanazono.
Età: 19 anni
Data di nascita: 10 maggio
Segno zodiacale: Toro
Professione: Domestica della famiglia Hanazono
Pronomi: Uso di un linguaggio estremamente formale, terza persona e suffisso "-sama" per quasi tutti, tranne che con la collega più giovane, che chiama per nome.
## Personalità
Mei è la quintessenza della dedizione e dell’ubbidienza.
Parla sempre in modo molto educato, riferendosi a quasi tutti con "-sama", anche se per la collega più giovane usa solo il nome.
Per Hahari Hanazono nutre una venerazione quasi religiosa, considerando la servitù come un concetto più che uno stato.
Mette le esigenze altrui sempre davanti alle proprie, risultando spesso passiva e incapace di prendere iniziative senza ordini.
Grazie all’influenza di Rentarou e delle altre ragazze, inizia però a rivalutare il proprio valore personale, arrivando a comprendere che il semplice esistere la rende preziosa per gli altri.
Sotto la superficie gentile e riservata, si nasconde una fedele devota capace di gesti estremi per i suoi cari.
Impressiona per la sua competenza in ogni attività domestica, culinaria e operativa: guida anche veicoli e si destreggia nelle più varie situazioni senza vedere.
Il suo estremo spirito di sacrificio può sfiorare l’assurdo: tentativi di auto-punizione o sacrificio personale sono fermati solo grazie ai suoi amici.
## Contesto
Il passato di Mei è segnato da traumi e abbandono: i genitori, violenti e indebitati, l’hanno lasciata a morire di fame.
Quando ormai giaceva allo stremo su una panchina nevosa, Hahari Hanazono l’ha raccolta e salvata, regalandole una nuova vita e un posto come domestica e membro della loro famiglia.
L’amicizia con la coetanea Eila Kaho (ancora che di un anno più giovane come anno accademico) la aiuta a formare nuove relazioni oltre la sua dedizione per Hahari.
## Abilità
Mei è eccezionalmente abile in ogni compito domestico e operativo:
– Pulizie e cucina sono impeccabili.
– Può guidare automobili, elicotteri e persino jet privati… tutto a occhi chiusi.
– È incredibilmente sportiva, in grado di eseguire lanci soprannaturali a baseball e movimenti atletici che sfidano la logica.
– Riesce a “vedere” usando il suono e le vibrazioni dell’ambiente ed è competente anche nella lettura, interpretando le “energie” delle lettere scritte.
– Parla fluentemente diverse lingue e può cantare in inglese senza difficoltà.
– Riesce a preparare il tè migliore o il pranzo più sfizioso per i suoi amici.
Inoltre, lo stato di “occhi chiusi” non impedisce a Mei di svolgere nessuna attività quotidiana o professionale, anche se il suo campo visivo è del tutto sostituito da altri sensi.
## Relazioni
Mei Meido è l’ottava ragazza che si innamora di Rentarou Aijou nella serie a fumetti e anime “Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto”.
È una giovane cameriera personale della ricchissima famiglia Hanazono, nota per il suo sorriso perenne, gli occhi sempre chiusi e una devozione quasi fanatica verso Hahari Hanazono.
## Dati di base del personaggio
**Nome completo:** Mei Meido
**Genere:** Femminile
**Età:** 18 anni all’inizio della storia → 19 anni al momento della piena comparsa
**Professione:** Cameriera della famiglia Hanazono
**Data di nascita:** 10 maggio
**Segno zodiacale:** Toro
**Prima apparizione animata significativa:** episodio “Bibiin!!” (seconda stagione, ep. 3 corrispondente al capitolo 30)
**Entrata ufficiale nella “famiglia” di Rentarou:** capitolo 32 (seconda stagione, ep. 4)
**Tema musicale di sottofondo:** “Me… non sia mai…!”
**Canzone immagine:** “A questo incontro, un mazzo di fiori”
**Doppiatrice (voce originale):** Mimori Suzuko
## Panoramica generale
Mei Meido è una cameriera dall’aria candida e composta, che non smette mai di sorridere e che si rivolge a quasi tutti con il suffisso onorifico “-sama”, come se fossero nobili.
È l’ottava “ragazza del destino” di Rentarou Aijou e si innamora di lui nel capitolo 30, anche se appare come personaggio di sfondo già durante le prime vicende alla villa degli Hanazono.
Fisicamente ha lunghi capelli neri raccolti in uno chignon, indossa un’elegante uniforme da cameriera bianca e nera, e tiene gli occhi costantemente chiusi.
Questa non è una gag grafica: le sue palpebre sono realmente quasi impossibili da aprire a causa della tensione muscolare dovuta al sorriso forzato mantenuto per anni.
Mei possiede iridi multicolori, simili a un arcobaleno, visibili solo nei rari momenti in cui i suoi occhi si aprono per reazioni emotive fortissime.
All’inizio della storia, l’unica persona ad aver visto questi occhi è Hahari Hanazono, la sua padrona e salvatrice.
## Personalità e modo di parlare
Mei ha un carattere estremamente educato, umile e remissivo.
Parla con un registro molto formale, pieno di “per favore”, “mi scuso” e “con rispetto”, e chiama Rentarou e le altre ragazze della “famiglia” con “-sama” (ad esempio “Rentarou-sama”).
Con la collega Mai Meido (la “sorellina” autoproclamata), Mei mantiene lo stesso tono rispettoso, ma la chiama per nome senza onorifici.
Con Eira Kaho, dopo aver stretto amicizia alle terme e in altre uscite, è arrivata a usare un affettuoso “Eira-chan”, pur mantenendo il linguaggio cortese.
È timidissima e tende a non prendere iniziativa se non quando riceve ordini diretti.
Il suo ideale è “servire gli altri”, al punto da considerare se stessa priva di valore al di fuori dell’utilità che può offrire come cameriera.
Sebbene appaia mite e dolce, ha anche un lato disturbante e pericolosamente devoto: farebbe davvero “qualsiasi cosa” per Hahari.
Arriva a ventilare azioni violente o autodistruttive con una calma inquietante, se pensa che possa giovare alla sua padrona.
## Il rapporto con gli occhi chiusi e i “poteri” sensoriali
Mei tiene sempre gli occhi chiusi perché ha deciso che una cameriera deve mostrare un sorriso perfetto e immutabile di fronte al proprio padrone.
Col tempo, i muscoli del viso si sono irrigiditi al punto che per lei è quasi impossibile aprire gli occhi volontariamente.
Quando qualcosa la colpisce emotivamente in modo estremo – shock, paura, estasi, disperazione – le palpebre si aprono da sole senza che lei lo voglia.
In quei momenti, si vedono le sue iridi arcobaleno, che risultano belle ma al tempo stesso un po’ inquietanti, soprattutto perché spesso compare un’espressione neutra o sconvolta.
Paradossalmente, nonostante sia praticamente cieca, Mei si muove con una sicurezza quasi soprannaturale.
Dice di percepire il mondo attraverso suoni, vibrazioni, “presenze” e una sorta di intuito, sufficiente per svolgere tutti i compiti quotidiani.
Con gli occhi chiusi riesce a:
Fare le pulizie in modo impeccabile.
Cucire, tagliare i capelli, preparare il tè e cucinare.
Guidare automobili, elicotteri e persino un jet privato.
Fare l’arbitro in incontri di sumo o giudicare concorsi di bellezza.
In un capitolo viene specificato, con ironia metanarrativa, che riesce perfino a leggere “sentendo l’aura delle lettere”, come se le parole emanassero un’atmosfera percepibile.
Ci sono tuttavia casi curiosi: per esempio, non si accorge di incontrare una persona con il volto da “senza faccia” (in realtà una maschera), probabilmente perché riconosce comunque una presenza umana e si fida di quello.
## Abilità e competenze
Mei è una cameriera quasi “onnipotente” nel contesto comico della serie.
Fa tutto con efficacia spaventosa, nonostante l’handicap visivo:
**Mansioni domestiche:** pulizia, ordine, cucina, servizio del tè, galateo, comportamento formale.
**Mezzi di trasporto:** guida auto, pilota elicotteri e aerei privati senza alcuna difficoltà evidente.
**Sport e fisicità:** ha un’ottima resistenza, non si affatica facilmente e possiede riflessi fuori dal normale.
Quando aiuta la squadra di baseball, lancia una “palla magica” talmente assurda da ricordare le esagerazioni dei manga sportivi.
Nell’anime le viene attribuito persino uno stile di combattimento con la mazza che ricorda certe tecniche di fantasia da opera epica.
Come arbitro di sumo, indossa il cappello tradizionale e brandisce la ventola, annunciando “In guardia” con la solita cortesia.
In una gag, questa immagine viene sfruttata per ingannare gli avversari, facendoli credere che lei fosse solo l’arbitro mentre in realtà partecipava al combattimento.
In karaoke, canta in inglese con una pronuncia sorprendentemente naturale.
I testi che intona suonano come una dichiarazione di schiavitù amorosa: frasi del tipo “Sono nata per obbedirti” e “Morire per te” rafforzano il suo profilo di cameriera devota fino al sacrificio.
L’unico vero punto debole fisico è il freddo.
Il trauma del passato e le esperienze di quasi congelamento la rendono molto sensibile alle basse temperature: durante un addestramento estremamente duro in un monastero, una vasca d’acqua a -10°C e una cascata gelata la fanno letteralmente crollare, provocando uno dei suoi rari momenti di apertura degli occhi per puro terrore.
## Passato, tra abbandono e salvezza
Prima di essere adottata “di fatto” da Hahari Hanazono, la vita di Mei era un inferno.
I suoi genitori biologici erano violenti e oberati di debiti con usurai; alla fine l’hanno abbandonata alla miseria, lasciandola vagare in strada senza soldi, senza casa e senza affetto.
In pieno inverno, nel cosiddetto “Parco del Primo Incontro”, Mei è arrivata al limite delle forze, coperta solo da stracci.
Era pelle e ossa, i capelli arruffati, gli occhi allora ancora aperti e privi di luce, e si chiedeva sinceramente perché la sua vita dovesse continuare.
Mormorava frasi come: “Perché dovrei essere salvata?” e “La mia vita non ha alcun valore”.
In quel momento, Hahari Hanazono la trovò e la coprì con il proprio cappotto, pronunciando parole destinate a cambiarle per sempre il destino.
Hahari, ripensando a una persona cara che non era riuscita a salvare con i suoi soldi, le disse che non esiste una vita senza valore e che lei non avrebbe mai accettato l’idea di “un’esistenza inutile”.
Sottolineò che il denaro può essere scambiato con tutto tranne che con la vita stessa, e che per questo ogni vita è preziosa a un livello inestimabile.
Per Mei, Hahari è diventata:
L’eroina che le ha ridato un motivo per vivere.
Una figura materna, più madre di quanto lo siano mai stati i suoi genitori biologici.
La “divinità” che merita devozione totale.
All’inizio Hahari aveva persino considerato l’idea di adottarla come figlia.
Fu la stessa Mei a sentirsi indegna di un legame così importante, accettando invece di diventare la cameriera di famiglia, il che le sembrava comunque un ruolo enorme e generoso.
La sua devozione nasce da qui: Hahari le ha dato una casa, un senso, un “posto nel mondo” e amore incondizionato.
Mei interpreta tutto questo come un debito infinito che deve ripagare ad ogni costo.
## Devozione estrema e tendenze autodistruttive
Il senso di gratitudine e le ferite psicologiche del passato portano Mei a estremizzare la sua fedeltà.
Per lei, una sola cosa conta: rendersi utile alla sua padrona.
È pronta a:
Danneggiare il proprio corpo se pensa di assecondare un desiderio di Hahari.
Accettare punizioni severe e rischi mortali senza battere ciglio.
Considerare il suicidio un’uscita “logica” qualora avesse deluso la sua padrona in modo irreparabile.
Alcuni esempi estremi:
È disposta a farsi tagliare chirurgicamente le palpebre per non perdere neanche un istante di ciò che potrebbe essere utile a Hahari.
È pronta a versarsi addosso sostanze corrosive pur di adempiere a un presunto ordine.
Prende in mano sostanze letali come il cianuro con la calma con cui altri afferrerebbero un bicchiere d’acqua, se crede che “morire per servire” abbia senso.
Quando pensa di aver mancato un ordine, arriva a minacciare seriamente la propria vita, costringendo Hahari e Rentarou a intervenire in modo comico ma disperato per fermarla.
Le loro reazioni di “Vivi! Sei bellissima, devi vivere!” sono reali, al di là della gag.
Deriva dal suo passato anche la convinzione per cui lei, senza il ruolo di cameriera, “non vale nulla”.
Quando qualcuno le chiede cosa sia la sua “felicità”, non sa rispondere e arriva a paragonarsi a un semplice sasso sul ciglio della strada.
## La metafora del cane fedele
La serie usa spesso la simbologia del “cane” per rappresentare il rapporto di Mei con Rentarou e Hahari.
Quando è particolarmente obbediente o entusiasta di un ordine, la si vede con orecchie e coda da cane in forma caricaturale.
Esempi:
Quando Rentarou le chiede di andare a vedere i rami di un albero di ciliegio in un parco, lei scatta come un cane a cui è stato lanciato un frisbee, agitando la coda immaginaria dalla felicità.
Quando Nadeshiko Yamato le chiede di mostrare il suo “io libero e autentico”, Mei si presenta in un costume da cane a grandezza naturale, dotato di coda che si muove a ritmo del battito cardiaco.
Questo lato canino non è umiliazione, bensì simbolo di:
Fedeltà assoluta, alla “Hachiko”, il cane giapponese celebre per aver atteso il padrone per anni.
Gioia semplice nel servire le persone che ama.
Curiosamente, Rentarou detesta l’idea di trattare una donna “come un animale” e cerca sempre di ricambiare le attenzioni di Mei con rispetto e cure.
Finisce così per instaurarsi una dinamica dolce e buffa in cui entrambi cercano di servire l’altro, dando luogo a episodi come “la guerra dei massaggi alle spalle”.
## Il percorso verso l’amore con Rentarou
### L’incontro vero e proprio
Mei era apparsa come comparsa nelle scene della villa Hanazono molto prima che il suo ruolo fosse chiarito.
Il capitolo 30, e il corrispondente episodio dell’anime, rappresentano però il momento in cui si definisce come ottava ragazza “destinata”.
La sequenza scatta quando si parla del colore degli occhi dei vari membri della “famiglia” di Rentarou.
Qualcuno menziona che gli occhi di Mei sono sempre chiusi e che sarebbe interessante vedere di che colore siano, innescando una serie di tentativi esagerati per farle aprire le palpebre.
Si prova di tutto:
Spaventarla con un “Buh!” improvviso.
Simulare un accoltellamento.
Farle assaggiare dolci particolarmente buoni.
Esibirle scene romantiche tra Hahari e Rentarou.
Nulla funziona: la sua disciplina facciale è troppo radicata.
Alla fine, è Rentarou a trovare la chiave giusta attraverso un piccolo stratagemma psicologico.
### L’apertura degli occhi e il colpo di fulmine
Rentarou racconta un imbarazzante episodio di fallimento personale, che in realtà riguarda Hahari ma viene narrato come se fosse suo.
Mei, pensando che sia un errore di Rentarou, si permette di ridere in modo spontaneo.
Subito dopo, Rentarou rivela che il fallimento non era suo, ma della sua padrona.
Per Mei, ridere di un insuccesso di Hahari è un tabù assoluto: la vergogna e il panico sono così intensi che le palpebre si spalancano di colpo.
In quell’istante i suoi occhi multicolori incrociano quelli di Rentarou, e la scintilla del “destino” si accende.
Mei arrossisce violentemente, e il colpo di fulmine è reciproco: nei codici della serie, questo significa che è ufficialmente una delle ragazze predestinate.
### Il conflitto tra amore e dovere
Nonostante il sentimento nasca immediatamente, Mei si frena.
Per lei, Rentarou è il fidanzato di Hahari, la sua salvatrice e padrona: amare la persona amata dalla propria padrona le sembra un'offesa imperdonabile.
Dichiara quindi che, “anche a costo della vita”, non si permetterà mai di innamorarsi di Rentarou.
Rentarou ne resta devastato, perché è consapevole che il loro amore è “predestinato” dalla logica del mondo in cui vivono.
Hahari, che è molto più aperta, le dice invece di “ascoltare i propri sentimenti” e di non censurarsi.
Mei interpreta le parole della padrona come un ordine e, immediatamente, cambia posizione.
Si rivolge a Rentarou con la sua solita cortesia e gli chiede, quasi formalmente: “Vorrebbe uscire con me?”.
La scena è giocata comicamente come una ripetizione del “Che assurdità, Mei!”, stavolta perché la sua inversione è così rapida da frastornare Rentarou.
## La giornata da “cameriera personale di Rentarou”
Dopo la confessione, Hahari propone a Mei di servire Rentarou per un giorno intero come sua cameriera personale.
L’idea è di permettere a Mei di esplorare i suoi sentimenti in un contesto più intimo, pur rimanendo all’interno del suo ruolo preferito.
Mei si presenta a casa di Rentarou come se stesse accogliendo un capo di stato: perfetta, formale, impeccabile.
Quando Rentarou le chiede cosa le piacerebbe fare nel tempo libero, lei rimane spiazzata: non sa cosa la diverte, perché ha sempre vissuto solo per compiacere gli altri.
Non potendo esprimere preferenze, si affida ai desideri di Rentarou.
Lui sceglie di andare al “Parco dei Cinque Petali”, famoso per i ciliegi in fiore, un luogo romantico e tranquillo.
Mei prepara per l’occasione un pranzo al sacco pieno di piatti a base di uova, il cibo preferito di Rentarou.
La scena del picnic è tenera: lui assaggia, lei si fa piccola per l’emozione, e il loro rapporto di reciproca ammirazione si consolida.
## Autostima, valore personale e la “non-utilità”
Durante quella giornata, emerge il nodo centrale della personalità di Mei: crede di avere valore solo quando serve qualcuno.
Rentarou, che ama profondamente ogni singola ragazza, vede questo come un problema enorme.
Per metterla alla prova, le dà un ordine paradossale: “Da ora in poi, non devi essere in alcun modo utile a me”.
L’intento è mostrarle che, per lui, il suo valore non dipende dai servizi che rende.
Mei ci prova sul serio.
Cerca di sedersi in silenzio, di non fare nulla, di trattenersi dall’offrire aiuto; ma ogni movimento, ogni sorriso, ogni respiro finisce per essere comunque fonte di conforto o gioia per Rentarou.
Si rende conto che, se l’obiettivo è “non essere utile”, non potrà mai raggiungerlo finché resta in vita.
In un’interpretazione contorta, conclude che l’unico modo per obbedire all’ordine sarebbe morire.
Rentarou interviene immediatamente, capovolgendo la sua logica.
Se il fatto stesso che lei viva la rende automaticamente “utile” per lui, significa che il suo valore non è legato ai servizi ma alla sua semplice esistenza.
Lui esplicita il concetto:
Una persona amata è preziosa “solo per il fatto di esserci”.
Non ha bisogno di dimostrare continuamente qualcosa per meritare amore.
Rentarou le confessa apertamente i suoi sentimenti, dicendo che la ama e che vuole stare con lei come fidanzato, non come superiore o padrone.
Mei, commossa e ancora intrappolata nel linguaggio dell’obbedienza, risponde “Agli ordini…!”, accettando di iniziare una relazione alla pari.
Da quel momento, non smette di essere una cameriera zelante, ma impara anche a:
Lasciarsi amare.
Accettare attenzioni e cure senza sentirsi in colpa.
Riconoscere che la sua felicità personale non è irrilevante.
## Rapporti con gli altri personaggi
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Il protagonista e la persona destinata a Mei come “amore del destino”.
Mei ama prendersi cura di lui con dedizione canina, tanto che spesso viene rappresentata in maniera buffa con orecchie e coda da cane, soprattutto nelle gag visive.
Entrambi, pur desiderando dare gioia l’uno all’altra, finiscono spesso per coccolarsi e prendersi cura reciprocamente, instaurando così un rapporto di continua reciproca gratitudine.
Rentarou è il suo “uomo del destino” e il centro della sua vita romantica.
All’inizio lo vede solo come il fidanzato della sua padrona e quindi come “intoccabile”, ma poi lo riconosce come qualcuno che la vede e la ama per quello che è.
La loro relazione è caratterizzata da un continuo scambio di cure:
Lei vuole servirlo, preparargli pasti, esequire i suoi ordini, anticipare i suoi bisogni.
Lui rifiuta di sfruttarla, cerca di viziarla, la protegge dalle sue stesse tendenze autodistruttive.
Gli episodi in cui si aiutano a scegliere regali per Hahari mostrano quanto siano affini.
Quando immaginano Hahari che indossa uno dei possibili regali, si mettono a gioire insieme con una serie di esclamazioni entusiaste, finendo per sincronizzarsi in un’onda di ammirazione esagerata.
Alla fine, scelgono un fazzoletto di lusso importato dal Belgio, l’ultimo disponibile.
Un bambina molto responsabile rovescia accidentalmente del gelato sul fazzoletto, piangendo e dichiarando di meritare la morte; Mei la perdona subito, perché il dono non era ancora stato ufficialmente consegnato a Hahari.
Poiché il fazzoletto è rovinato, decidono che il “regalo perfetto” per Hahari sarà Rentarou stesso, confezionato come se fosse un pacco regalo.
Il piano ha successo: Hahari è entusiasta e soddisfatta.
Mei, per ringraziare Rentarou dell’aiuto, gli regala una statuetta a forma di dogu, una figura arcaica dagli occhi chiusi, perché lui aveva detto che “gli piacciono i suoi occhi chiusi”.
Lui si riferiva in realtà agli occhi di Mei, ma accetta comunque il dono con gioia; i due si baciano teneramente abbracciando insieme la statuetta.
In un’altra occasione, Rentarou organizza una sorpresa in un luogo panoramico, ma è Mei a sorprendere lui rivelando di avere indossato per tutto il tempo un cosplay estremamente vistoso (ad esempio una parodia di un famoso cattivo di anime).
Lo shock è sufficiente a farle aprire gli occhi.
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Il “capo” e salvatore di Mei, nonché oggetto di venerazione quasi divina.
Hahari è la persona che ha dato senso e una seconda occasione alla vita di Mei, rendendola un punto fermo della sua esistenza.
Il rispetto e la devozione sono così forti che Mei si sacrifica persino troppo, e Hahari spesso interviene a salvarla dalla sua stessa auto-punitività.
Hahari è la padrona di Mei e la persona che le ha salvato la vita.
Per Mei, Hahari è quasi una divinità: parla di lei come se fosse superiore anche alle figure religiose tradizionali.
Spesso la eleva al rango di concetto, dicendo che “padrona” non è uno stato, ma una vera e propria “idea”.
La aiuta a pianificare e realizzare piani assurdi, finanziati dal patrimonio Hanazono, e la sostiene in ogni follia, senza mai metterne in discussione la grandezza.
Hahari, da parte sua, tratta Mei con affetto e gratitudine.
All’inizio voleva adottarla come figlia, ma ha rispettato i desideri di Mei, che preferiva rimanere cameriera per senso di umiltà.
Da quando entrambe sono fidanzate di Rentarou, il rapporto si è fatto ancora più stretto.
Hahari talvolta fantastica su scene romantiche o fisiche con Mei, ma frena quando queste fantasie mettono in crisi la salute mentale o fisica di Mei stessa.
In una scena esemplare, chiede a Mei se può baciarla; Mei, però, si sente troppo “impura” per toccare le labbra della sua padrona e arriva a vomitare sangue per lo stress.
Hahari, colpita da questa reazione, mette da parte i suoi impulsi più audaci e decide di proteggere la sensibilità della ragazza.
In un episodio sportivo, le due formano una batteria di baseball fenomenale, con Mei come lanciatore e Hahari come ricevitore.
Mei sfoggia un lancio “doppio” surreale, un omaggio a un celebre manga sportivo, che nell’anime appare paradossalmente prima dell’adattamento dello stesso manga citato.
Durante un episodio al karaoke, Mei tenta di proteggere Hahari da una canzone così potente da scaraventare via chi la ascolta.
Nel cercare di farle da scudo, vede per un attimo ciò che Hahari percepisce nel proprio mondo interiore e ne rimane sconvolta, considerandolo un regno “sublime” ma troppo intenso.
### Hakari Hanazono
Hakari è la figlia di Hahari e quindi la “signorina” della casa.
In un certo senso, è anche la “sorella maggiore” emotiva di Mei, perché le ha insegnato il concetto stesso di “giocare”.
Quando Mei era ancora nuova in casa Hanazono, non capiva che cosa fosse il “divertimento”.
Hakari le ha mostrato:
Il gioco con le bambole.
Il piacere dei dolci e dei macaron.
Persino alcune abitudini intime e bizzarre che la serie tratta in modo comico.
Mei vede Hakari come una figura alla quale può appoggiarsi e che la aiuta a uscire dalla rigidità del solo “dovere”.
Quando la “sorellina” Mai Meido si ammala gravemente per un crollo emotivo, Mei vuole occuparsi di lei da sola, senza disturbare Hakari.
Hakari però la ferma e le dice di considerarla non solo come “signorina” ma come famiglia, invitandola a chiederle aiuto.
Questo rimprovero affettuoso aiuta Mei a deviare un po’ dal suo rigido automatismo di “non gravare mai sulla padrona”.
### Mai Meido
Mai Meido è una collega cameriera della famiglia Hanazono che si considera la “sorellina” di Mei.
Ogni volta che si presenta come tale, Mei risponde con frasi tipo “Non ho una sorella”, segno della sua fatica ad accettare legami affettivi che la mettano al centro.
Curiosamente, Mai è l’unica persona che Mei chiama senza “-sama”.
Ciò accentua il rapporto particolare tra le due: pur rimanendo formalmente cortese, Mei assume un ruolo di “sorella maggiore” severa che corregge e disciplina la più giovane.
Il metodo educativo di Mei include anche sculacciate rituali quando Mai combina guai o si comporta in modo inadatto.
Nelle vignette successive alla prima, la punizione è rappresentata solo da effetti sonori, a sottolineare l’aspetto comico più che quello realmente violento.
In un episodio, Mai sviene e sviluppa febbre dopo aver frainteso una frase di Mei, convinta che lei consideri Hakari come “sorella” al posto suo.
Un medico fittizio diagnostica la malattia come “sorellite acuta”: l’unica cura consiste nel cambio frequente di asciugamani sulla fronte, fatto con amore fraterno.
Mei si prende cura di lei tutta la notte, cambiandole la pezza di continuo con estrema dolcezza.
Hakari porta una bevanda energetica commerciale e Mei gliela fa bere con la tecnica del “bacio indiretto”, cosa che nel mondo comico del fumetto potenzia l’efficacia della cura.
Alla fine, Mai guarisce e scopre che Mei sente davvero Hakari come una figura di sorella maggiore, ma ciò non esclude il suo ruolo di “sorellina autoproclamata”.
In questo modo, la serie ristabilisce la dinamica familiare tra le tre.
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Collega che condivide con Mei la tendenza a compiacere gli altri, seppur per ragioni diverse.
Col tempo, instaurano una forte complicità, divisa tra momenti di disciplina (con tanto di “sculacciate” su richiesta di Iku) e sfide per vedere chi sia la più brava ad accontentare gli altri.
Iku Sutou è una delle ragazze di Rentarou, nota per il suo amore quasi masochistico per situazioni “dure” e per i colpi sul sedere.
La sua personalità si incrocia perfettamente con l’indole di Mei, che ama eseguire gli ordini con precisione letale.
In una gag, aprono insieme una finta attrazione chiamata “Centro colpi sul sedere Meito”.
Il servizio consiste nel far lanciare a Mei una palla che Iku blocca mentre riceve in contemporanea un violento colpo sul fondoschiena: più forte è il colpo, più pregiato è il gadget premio.
Per Iku, ricevere colpi sul sedere è una fonte di felicità, e Mei, volendo esaudirla, si allena a perfezionare la “Tecnica del colpo sul sedere”.
Arriva a personificare perfino il “colpo” come se fosse una divinità cui dedicare la pratica.
Quando entra in scena Rin Baio, che condivide molto l’indole di Iku, la posizione di Mei come “fornitrice di colpi” sembra minacciata.
Tuttavia Iku assicura che il “colpo finale” deve sempre provenire da Mei, perché nessuna eguaglia la sua precisione e forza.
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Compagna dalla logica spietata e comportamenti robotici.
Nano osserva con stupore e ammirazione la disciplina di Mei, giudicandola quasi una “android”.
Le due competono spesso nelle attività dove serve perfezione e automatismo.
### Hakari Hanazono
Figlia di Hahari e condiscendente dell’integrazione di Mei nella famiglia.
Tra loro si instaura un'amicizia che va oltre il rapporto tra padrona e servetta; Hakari insegna a Mei il valore delle piccole gioie e dell’essere “famiglia”.
### Eila Kaho
Coetanea di Mei, con la quale sviluppa presto un’amicizia informale e sincera, arrivando ad abbandonare il formale “-sama” in favore del più amichevole “-chan”, mantenendo comunque un tono rispettoso.
### Collega “Imouto”
Assistente più giovane che considera Mei come una sorella maggiore.
Mei, però, si ostina a rifiutare questo legame per modestia, anche se alla fine i sentimenti familiari vengono riconosciuti reciprocamente.
## Citazioni
"——C’è qualche ordine da impartirmi…?"
"Ho compreso…!!"
## Trama
### Introduzione e Primi Incontri
Mei Meido appare originariamente come domestica della potente famiglia Hanazono, sempre gentile ma apparentemente priva di iniziativa personale.
Da subito mostra un attaccamento quasi esclusivo verso Hahari Hanazono, rifiutando il pensiero di poter amare chiunque altro, incluso Rentarou, perché impossibile per lei “competere” con la felicità della padrona.
### La Confessione e il Nuovo Inizio
Quando Rentarou cerca di vedere i celebri occhi di Mei, mette in atto una serie di tentativi per strapparle almeno una reazione.
Non essendo possibile aprirli volontariamente, ci riesce solo toccando il cuore di Mei – rivelando una verità che la scuote profondamente.
Solo così i suoi occhi si aprono, mostrando gli arcobaleni e facendola arrossire.
Mei inizia così a comprendere l’affetto verso Rentarou, ma resta combattuta tra lealtà e sentimenti.
Sarà Hahari, come suo solito, a ordinarle di seguire il cuore.
Da lì, Mei confessa a Rentarou e i due iniziano a frequentarsi come vera e propria coppia.
### Scoperta del Proprio Valore
Dopo una giornata come “domestica esclusiva per Rentarou”, Mei si accorge di non sapere desiderare nulla solo per sé stessa.
Tuttavia, l'ordine di Rentarou di “non essere utile per lui” la conduce a una crisi: fa qualsiasi tentativo per risultare superflua ma il solo esistere per Rentarou è insostituibile.
Questo episodio le insegna che “è già preziosa così com’è”, aprendole la strada verso una maggiore autodeterminazione.
### Passato e Relazione con Hahari
La storia del suo passato viene rivelata: Mei era stata abbandonata, ridotta all’inedia, finché Hahari non l’ha raccolta dalla neve.
Quella salvezza inaspettata ha fissato nella mente di Mei il concetto della dedizione totale per mostrare gratitudine.
Per quanto Hahari l’abbia “scelta anche perché era carina”, Mei l’ha come madre sostitutiva e nuova ragione di vivere.
### Coinvolgimento con gli Altri Personaggi
Dopo la consacrazione a membro effettivo del gruppo, Mei impara il valore dell’amicizia e il piacere di essere accudita – non solo di accudire.
Le sue abilità fuori dall’ordinario la rendono un pilastro insostituibile all’interno della complicata famiglia.
## Curiosità
– L’origine del nome “Mei Meido” deriva dalla parola “maid” inglese.
– Il suo compleanno, il 10 maggio, richiama una lettura in giapponese della parola “maid”.
– Spesso appare nelle vignette con orecchie e coda da cane per sottolineare la sua fedeltà.
– Quando "ubriaca" o in clima festivo, si trasforma in una Mei capricciosa e richiedente ordini.
– La prima rappresentazione a colori dei suoi occhi arcobaleno avviene nell’anime, prima ancora che nel manga.
– Alcune scene con lei sono state tagliate negli adattamenti animati, ma sono presenti dettagli che suggeriscono il suo ruolo sin dalle origini, anche quando non era ufficialmente una delle “ragazze del destino”.
## Altro
Colore associato: un rosso-violetto intenso e classico.
Nell’illustrazione di copertina del volume 14, la rosa “di Mei” è la seconda da destra nel gruppo centrale.
Nel manga e nell’anime, la presenza di Mei diventa sempre più rilevante anche nelle parti corali e musicali, col suo ingresso che ridefinisce la dinamica del gruppo.
Nano Eiai è un’altra delle ragazze e, come Mei, è estremamente competente in mille campi, tanto da essere paragonata a un androide.
Dove Mei è “assoluta fedeltà”, Nano è “assoluta efficienza”.
In una battaglia di pistole ad acqua in stile festa di camerieri, le due si affrontano a livelli di abilità così assurdi che sembrano provenire da un altro tipo di storia.
I colpi d’acqua, le schivate e le strategie sono talmente elaborate da staccarsi quasi dal livello comico degli altri personaggi.
Nano ammira e teme allo stesso tempo la dedizione di Mei, definendola quasi “troppo perfetta, come una macchina”.
Entrambe guardano a Momoha Bonnouji come a un ideale di persona che vive “senza freni, secondo i propri desideri”.
Momoha, conscia dei suoi difetti, le ammonisce di non prendere lei come modello.
È una scena ironica in cui una persona dichiaratamente irresponsabile cerca di essere guida morale per due “perfezioniste” distorte.
### Eira Kaho
Eira Kaho ha la stessa età anagrafica di Mei (19 anni), ma appartiene a un anno universitario diverso e viene quindi percepita come leggermente più grande.
Quando si scopre che hanno la stessa età, cominciano a interagire di più, soprattutto in luoghi come le terme e i centri benessere.
All’inizio Mei la chiama “Eira-sama”, come fa con tutte le persone che considera superiori.
Eira le chiede però di essere più informale e di usare il suo nome senza onorifici, creando un breve conflitto con le abitudini rigide di Mei.
Si accordano su un compromesso: “Eira-chan”, un soprannome affettuoso ma comunque rispettoso.
Da allora, tutti gli elementi legati a Eira vengono ribattezzati da Mei con il suffisso “-chan”, perfino tecniche di calcio o azioni sportive.
## Ruolo nell’adattamento animato
Nel manga, Mei appare sullo sfondo già in diversi capitoli prima della sua identificazione, alimentando discussioni tra i lettori su quando esattamente cominci la sua vera presenza.
Alcuni piccoli dettagli, come il modo in cui si rivolge a Hahari e il numero di decorazioni sul suo copricapo, avevano fatto nascere teorie e contro-teorie.
Nell’anime, la produzione ha giocato con questo elemento di mistero.
In un episodio, una cameriera che si presume essere Mei appare con il volto nascosto o inquadrato di spalle, chiamando Hahari “signora” in modo neutro.
In un episodio successivo la stessa voce, interpretata da Mimori Suzuko, viene associata a una Mei finalmente mostrata in volto e considerata come la conferma che si trattava di lei fin dall’inizio.
Nei crediti, però, il personaggio viene inizialmente indicato solo come “cameriera”, per mantenere la sorpresa.
Quando Mei entra ufficialmente nel gruppo delle ragazze di Rentarou, le sigle di apertura e chiusura dell’anime vengono leggermente modificate per includerla.
Nelle versioni precedenti, c’erano spazi e tempi evidentemente lasciati vuoti in vista del suo ingresso, ma non veniva ancora mostrata in pieno.
La sua iride arcobaleno, già intravista in alcuni materiali promozionali in bianco e nero o in illustrazioni colorate esterne, viene rappresentata a colori per la prima volta proprio nell’anime.
L’autore del manga ha scherzato sul fatto che l’animazione lo abbia “anticipato” nel mostrare quello specifico dettaglio cromatico.
## Curiosità e dettagli extra
Il suo nome, “Mei Meido”, è un gioco di parole che richiama direttamente la parola “maid”, cameriera, ed è ulteriormente rafforzato dalla scelta della data di nascita: 10 maggio, giorno che, per assonanza, viene talvolta chiamato “Giorno della Cameriera”.
Il colore associato a Mei nelle illustrazioni promozionali è un tono scuro tra il rosso e il viola, dal sapore molto classico e leggermente gotico.
È parte del gruppo delle “100 ragazze bellissime”, ovvero quelle con aspetto particolarmente elegante e puro, anche se la sua follia devota la rende tutt’altro che un semplice angelo.
In alcuni capitoli, quando la si vede correre felice verso un ordine, il suo profilo viene rappresentato come quello di un grande cane da lavoro, accentuando l’idea di “cagnolina fedele” sempre pronta a compiacere il padrone.
In situazioni in cui viene leggermente “sbronzata” da bevande analcoliche o dall’atmosfera da festa, si trasforma in una ragazza sorprendentemente capace di chiedere con insistenza ordini e attenzioni, mostrando un lato capriccioso insospettabile.