Mythical Detective Loki Ragnarok è un manga fantasy–mistery di Sakura Kinoshita ispirato liberamente alla mitologia nordica, da cui è stato tratto anche un anime televisivo e diversi prodotti derivati.
Racconta le avventure del dio Loki, intrappolato nel corpo di un ragazzino e costretto a gestire un’agenzia investigativa per raccogliere le “magie oscure” degli esseri umani.
La serie è articolata in tre fasi principali: prima serie “Mythical Detective Loki”, seconda serie “Mythical Detective Loki Ragnarok” e terza serie “Mythical Detective Loki Ragnarok – I nuovi dei del nuovo mondo”.
Pur basandosi su personaggi e nomi della mitologia nordica, la trama prende molte libertà e costruisce un universo narrativo autonomo, a metà tra giallo scolastico, commedia sovrannaturale e dramma divino.
La prima serie è stata pubblicata sulla rivista mensile “Monthly Shonen Gangan” e raccolta in 7 volumi.
A seguito della nota disputa editoriale che coinvolse l’editore Enix, l’autrice e l’opera migrarono a Mag Garden, con una nuova edizione della prima serie e l’avvio della seconda.
La seconda serie “Ragnarok” è stata serializzata su “Monthly Comic Blade” in 5 volumi e ha dato il nome all’adattamento anime.
La terza serie, pubblicata online sulla piattaforma “Web Comic Beat’s”, prosegue la storia dopo la conclusione del Ragnarok classico, introducendo il tema dei “nuovi dei del nuovo mondo”.
Lo stile iniziale è quello di un giallo episodico: caso della settimana, indizi, clienti strambi e piccoli misteri.
Con il tempo entrano in scena sempre più divinità nordiche, conflitti del passato e temi come destino, famiglia e identità, riducendo progressivamente il peso del lato “detective” a favore dell’epica mitologica.
Loki, celebre dio nordico degli inganni, è stato bandito dal regno degli dei da Odino, che lo ha esiliato nel mondo umano.
Come punizione, Loki è intrappolato nel corpo di un bambino, con i poteri magici pesantemente sigillati.
Per poter tornare al suo stato originario, Loki deve raccogliere le “magie oscure” (o la “malvagità”) dei cuori umani, che si manifestano in forme sovrannaturali e pericolose.
Per farlo apre una piccola agenzia investigativa dal nome dal suono poetico, “Agenzia Investigativa Enjaku”, fingendosi un normale ragazzo detective.
Nel gigantesco casale dove vive con il suo servitore Yamino Ryusuke (che è in realtà uno dei suoi figli mostruosi), entra ed esce continuamente Daidouji Mayura, una liceale ossessionata dai misteri che si autocandida come sua assistente.
Attorno a loro ruotano altri dei scesi in Terra, come Narugami (il dio del tuono Thor ridotto a studente squattrinato), il rancoroso Heimdall nascosto nel corpo di Kazumi Higashiyama e le tre Norne del destino.
All’inizio i casi hanno l’aria di normali misteri scolastici o urbani, ma spesso coinvolgono spiriti, maledizioni, oggetti magici o interferenze degli dei.
Col passare del tempo si infittisce la trama legata a Odino, al passato di Loki, al Ragnarok e al ruolo dei suoi tre figli mostruosi: Fenrir, Hel e il serpente del mondo Midgard.
Nella seconda serie “Ragnarok” si insericono personaggi come la gigantessa Angerboda (sotto il nome di Spica) e l’oscuro gigante Utgard-Loki, legato a una reincarnazione di Loki stesso.
Alla fine del grande conflitto, Loki smette momentaneamente di essere un dio nordico e torna a una vita più “umana”, per poi riacquistare la divinità nella terza serie.
La terza serie “I nuovi dei del nuovo mondo” esplora le conseguenze del Ragnarok, l’emergere di una nuova generazione di dei guidata da Hoenir e le intricate manovre di Baldr.
Loki, nuovamente nel corpo di un bambino, si trova stretto tra nuovi dei, valchirie e viaggi nel tempo alla ricerca della verità dietro il nuovo ordine divino.
Loki
Loki è il protagonista, presentato come un bambino detective che gestisce l’agenzia Enjaku.
In realtà è il dio nordico degli inganni e degli scherzi, punito da Odino per aver esagerato con le sue burle.
Odino lo ha spedito nel mondo umano, lo ha ringiovanito a forma di bambino e ne ha limitato i poteri magici.
Per poter usare la magia deve affidarsi a un bastone chiamato Laevateinn, forgiato più avanti nella storia a partire da un bracciale magico.
Loki possiede un’intelligenza brillante e un fascino notevole, tanto da essere stato famoso tra gli dei come “bello e astuto”.
Ha tre figli mostruosi leggendari – il lupo Fenrir, la signora dei morti Hel e il serpente del mondo Midgard – che nell’opera assumono forme umane o canine e hanno con lui un intenso legame affettivo.
Nel quotidiano Loki è pieno di debolezze terrene: è stonato, non sa guidare, odia correre, se la cava male con la tecnologia moderna e ha una paura colossale dell’acqua (è notoriamente “negato” nel nuoto).
I bambini piccoli lo mettono in crisi, ma con alcuni ragazzini – in particolare Reiya Oshima – si dimostra più attento e delicato.
Odino è il suo fratello di sangue adottivo: i due avevano un rapporto di profonda fiducia, poi spezzato dagli eventi che portano all’esilio di Loki.
Dopo lo scontro con Baldr, Loki smette temporaneamente di appartenere al pantheon nordico e vive come semplice detective con Mayura, salvo poi riottenere i poteri divini nella terza serie.
Loki risvegliato
Quando accumula abbastanza energia magica, Loki può tornare temporaneamente alla sua forma adulta originale, spesso chiamata Loki “risvegliato”.
In questa forma è un potente mago runico, noto come negromante, e può usare liberamente magie di trasformazione e incantesimi complessi.
Fisicamente appare simile, ma più alto, più maturo e decisamente più seducente.
In questa versione viene mostrato come grande playboy, corteggiato da moltissime donne sia nel mondo degli umani sia tra gli dei, anche se a volte ignora completamente i sentimenti altrui, come quelli di Freyja.
Daidouji Mayura
Daidouji Mayura è una liceale allegra e scalmanata, ossessionata da qualsiasi cosa che profumi di mistero, paranormale o caso irrisolto.
Scopre per caso l’agenzia di Loki tornando da scuola e da quel momento decide, senza essere realmente assunta, di diventare la sua “assistente”.
È la sola componente del club di ricerca sui misteri della scuola e ne è naturalmente la presidentessa.
Nell’anime entra in contatto con Loki inizialmente per chiedergli aiuto su una bambola parlante, mentre nel manga si infila sempre più spesso nei casi per pura curiosità.
Mayura è solare, impulsiva e tremendamente ingenua, al punto che spesso non si accorge di essere più d’impiccio che d’aiuto nelle indagini.
Ha però una rete di informazioni scolastiche e cittadine impressionante, tipica della liceale che chiacchiera con tutti e conosce tutti.
È amica e compagna di classe di Narugami e ama il ramen sopra ogni cosa.
Ha ereditato la tendenza a ubriacarsi con estrema facilità dai genitori, cosa che crea momenti comici nelle rare occasioni in cui beve.
Yamino Ryusuke
Yamino Ryusuke è il giovane che si occupa di tutte le faccende domestiche e dell’organizzazione pratica dell’agenzia di Loki.
In verità è Midgard, il serpente del mondo, il più giovane dei tre mostri figli di Loki.
Nella sua forma umana è educato, gentile e totalmente devoto al padre, al punto da soffrire di un evidente complesso paterno.
È un fanatico della cucina sana: odia i cibi pronti, le merendine e tutto ciò che è squilibrato dal punto di vista nutrizionale, e si arrabbia molto quando Loki mangia male.
In passato veniva sistematicamente “purificato” a suon di colpi dal dio del tuono Thor, che lo percepiva come incarnazione del male.
Questo trauma lo porta ad avere una paura irrazionale di Narugami, senza sapere che i due sono in realtà la stessa persona.
Yamino chiama Loki “Loki-sama” nella quotidianità, e “Padre” quando Loki è in forma risvegliata.
È un maestro assoluto nelle faccende di casa, dotato di abilità culinarie notevoli e di un amore smodato per le televendite e gli acquisti via catalogo.
Fenrir
Fenrir appare la maggior parte del tempo come un normale cane nero, ma è in realtà il leggendario lupo mostruoso, primogenito di Loki.
Anche lui soffre di un forte complesso paterno e adora Loki, che chiama “Daddy” quando gli è vicino e “il vecchio” quando parla di lui alle spalle.
Per lungo tempo è stato incatenato da Odino su una montagna innevata, cosa che ha reso il suo carattere cinico e un po’ distorto.
Viene liberato e, guidato da Urd, giunge nel mondo umano, dove finisce per andare parecchio d’accordo con Narugami, che lo battezza “Chahan” (come il riso fritto).
Gli esseri umani ordinari non capiscono le sue parole: sentono solo una specie di “melodia intensa” o abbaio particolare, ragione per cui un negoziante ha cercato di rapirlo come cane raro.
Per i lettori, invece, Fenrir si esprime con sarcasmo, commenti pungenti e un fedele ottimismo sulla futura “coronazione” di Loki come sovrano degli dei.
Hel
Hel è la figlia maggiore di Loki, signora degli inferi e sorella di Fenrir e Yamino.
Per una maledizione di nascita, metà del suo corpo è in decomposizione, il che la rende incapace di sopportare a lungo l’aria del mondo umano.
Quando Loki viene esiliato, decide di portare con sé solo Yamino, lasciando Hel nel regno degli dei per proteggerla.
Hel interpreta questa scelta come un abbandono, cade nella disperazione e viene manipolata da Odino, che la spinge a voler uccidere il padre.
Quando finalmente si confronta con Loki, questi le spiega la verità e le dimostra il suo affetto.
Hel se ne rende conto, chiede perdono, ma il suo corpo non regge l’ambiente umano e la ragazza svanisce, per poi riapparire in seguito in forma spirituale, in particolare durante il Ragnarok.
È molto erudita, avendo passato il tempo a leggere qualsiasi libro che potesse aiutarla a superare la sua condizione.
Chiama Loki “padre mio” e si riferisce a Yamino usando il nome originale “Midgard”, mostrandogli una forte gelosia.
Spica (Angerboda)
Spica è l’identità umana della gigantessa Angerboda, ex compagna di Loki e madre di Fenrir, Hel e Midgard.
Arriva nel mondo umano portandosi dietro una maledizione di Odino che le impedisce di parlare.
Loki la raccoglie per strada scambiandola inizialmente per una normale ragazza amnesica e le dà il nome di Spica.
La fa lavorare come cameriera nella sua agenzia, dove lei si rivela una classica ragazza goffa: inciampa nel nulla, rompe mobili senza volerlo ed è dotata di un appetito da gigante.
Spica è anche un forte medium: in un’occasione viene posseduta dal fantasma di una signora e la sua personalità cambia drasticamente.
Parla poco, quasi mai, tanto che Mayura all’inizio crede che la ignori; solo quando riesce a conquistarla con il cibo tra le due nasce una vera amicizia.
Quando un’altra incarnazione di Loki, il gigante Utgard-Loki, discende nel mondo umano, Spica entra in contatto con lui e cade in un coma profondo.
Al risveglio si scopre che ormai esisteva solo come anima, e la ragazza svanisce lasciando un forte segno emotivo in tutta la “famiglia” di Loki.
E-chan (la creatura “paffuta”)
E-chan è un piccolo spirito creato per errore da Loki durante un rituale di evocazione fallito.
Ha un corpo morbido, plasmabile, e può trasformarsi in qualsiasi oggetto più piccolo di lui, il che lo rende utilissimo ma anche spesso oggetto di gag.
E-chan è in grado di assorbire magia oscura, che poi trasmette a Loki.
Una parte del suo corpo viene usata da Verdandi per creare il bracciale magico Draupnir, che Loki trasforma successivamente nel bastone Laevateinn.
Solo Loki, la sua famiglia, gli dei e alcune persone dotate di forte sensitività possono vedere E-chan.
Gli umani comuni, come Mayura, non lo percepiscono affatto, anche se lui spesso li osserva o gioca con loro.
Il suo nome viene spiegato da Loki in modo deliziosamente assurdo: “si chiama E-chan perché è ‘importante’ (in giapponese ‘erai’), quindi E”.
Tutti gli altri personaggi però gli danno soprannomi diversi, come “Punyanko” o “Punyao”, sottolineandone l’aspetto tenero e rotondeggiante.
Odino e Baldr
Odino è il sovrano degli dei, colui che ha orchestrato l’esilio di Loki e che sembra, per buona parte della storia, il grande burattinaio distante.
Tuttavia, nella trama si scopre che molte azioni attribuite a Odino sono in realtà opera di suo figlio Baldr.
Baldr, un tempo ritenuto il legittimo erede al trono divino, è stato distrutto proprio da Loki in un evento passato.
Deciso a vendicarsi, Baldr prende possesso del corpo di Odino e agisce dietro le quinte, manipolando molti personaggi, tra cui Narugami.
Il dualismo Odino–Baldr è uno dei misteri centrali della seconda parte della storia.
Baldr arriva a controllare perfino Heimdall e il martello di Thor, spingendo gli dei verso un Ragnarok distorto.
Nella terza serie, Baldr è stato imprigionato dalle Norne, ma riesce comunque a influenzare gli eventi unendosi di fatto agli intriganti piani di Hoenir.
Odino, invece, viene infine riportato all’esistenza da Loki e ricompare nel luogo simbolico dell’agenzia Enjaku, chiudendo idealmente il cerchio tra mondo umano e divino.
Narugami (Thor)
Narugami è un compagno di classe di Mayura e uno studente estremamente povero, devoto al part-time.
In realtà è il dio del tuono Thor, figlio di Odino e secondo in linea di successione al trono.
Nel mondo umano lavora ovunque possa: bar, ristoranti, dojo di kendo e qualsiasi altro posto paghi anche poco.
Per questo i suoi stessi colleghi divini lo soprannominano “dio in miseria”, ironizzando sul suo stile di vita.
Porta sempre con sé una spada di legno a cui ha dato il nome altisonante di Mjöllnir, martello leggendario di Thor.
Questa spada viene spezzata da Loki quando Narugami, manipolato da Baldr, cerca di ucciderlo, ma ne compare presto una seconda, regalo di Yamino.
In casa vive nel disordine più assoluto, tra cibo marcio dimenticato e robe ammassate ovunque, anche se lui ha un’idea precisa di dove sia ogni cosa.
Se si separa dalla sua spada di legno, “si affloscia” in modo comico, come se gli mancasse un pezzo dell’anima, salvo riprendersi non appena la stringe di nuovo.
Narugami ha un carattere testardo: una volta che si convince di qualcosa, è difficile fargli cambiare idea.
Nonostante il ruolo iniziale di sicario contro Loki, finisce per diventare il suo alleato più affidabile, tanto che Loki lo considera il partner più degno di fiducia.
Nella terza serie si scopre che ha due figli, Magni e Modi, che lo accusano di essere un padre assente e dedito solo al bere e alle risse domestiche.
Per motivi tattici, Freyr lo trasforma in una sorta di “radar vivente per Heimdall”, ribattezzandolo scherzosamente “Hem-radar”.
Kazumi Higashiyama (Heimdall)
Kazumi Higashiyama è un misterioso bambino che si presenta come semplice scolaro, ma porta con sé un’aura inquieta e un falco sempre al suo fianco.
Il suo vero nome è Heimdall, il dio della luce e guardiano della soglia, dotato di una vista che attraversa verità e futuro.
Heimdall odia Loki con tutte le sue forze, perché in passato Loki gli ha strappato l’occhio destro.
Per vendicarsi, scende nel mondo umano, si nasconde dietro l’identità di Kazumi e trama continuamente piani più o meno elaborati per distruggerlo.
Col tempo, però, la sua figura assume una sfumatura sempre più comica: da divinità serissima a bambino rancoroso che complotta al computer scenette di vendetta.
Va perfino a lezione con un tutor e frequenta un doposcuola, al che Narugami gli fa notare quanto sia bizzarro che un dio debba andare a ripetizioni.
Heimdall ha artigli letali nascosti sotto dei guanti che non toglie mai.
È antipatico a molti: Narugami lo prende in giro chiamandolo “Hem”, e alcuni umani come Reiya Oshima lo detestano per la violenza con cui cerca di forzare i ricordi divini.
Durante la battaglia con Baldr, Heimdall ottiene temporaneamente indietro il suo occhio destro ma al prezzo di perdere il controllo del proprio corpo.
Alla fine, dopo essere stato sconfitto e morto, viene resuscitato come gli altri dei, ma ancora intrappolato nel corpo di un bambino.
Nella terza serie, il suo occhio destro prende la forma di un bastone magico che è al centro della lotta per il nuovo ordine divino.
Heimdall vaga nel tempo insieme al bastone, cercando una verità umana che possa giustificare la sua esistenza e i suoi rancori.
Freyr (Frey)
Freyr si presenta agli umani come il misterioso “Ladro gentiluomo Freyr”, un ladro in maschera che annuncia i suoi colpi con volantini o addirittura con volantini distribuiti come pubblicità.
In realtà è il dio della fertilità Frey, maestro delle rune e fratello di Freyja.
È un mago runico talmente talentuoso che, in piena potenza, potrebbe superare Loki in forza bruta.
In pratica, però, è un genio distratto che usa le rune per costruire invenzioni strampalate, come un enorme cinghiale meccanico (il Grúmnir modificato) o una gigantesca nave da guerra chiamata Vladskirnir.
Ha un debole per Mayura, che chiama romanticamente “gentile fanciulla dei fiori di ciliegio” o “vera donna giapponese”.
Per conquistare il suo cuore, escogita piani sempre più teatrali che, inevitabilmente, gli si ritorcono contro.
Freyr fa parte in teoria degli esecutori della volontà di Odino, sceso per inchiodare Loki nel mondo umano.
Ma tra un’invenzione fallita e un flirt malriuscito, tende a dimenticare i suoi ordini divini e a diventare di fatto un elemento di caos comico nel cast.
Nella parte conclusiva della seconda serie, capisce per primo che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in Odino.
Arriva perfino a aiutare Loki ispirando Fenrir e Yamino a risvegliarsi per abbattere Baldr, salvo poi tornare a fare l’idiota subito dopo per non risultare “troppo eroico”.
Freyja e Reiya Oshima
Freyja è la dea dell’amore e della fertilità, sorella di Freyr, e nella trama principale viene introdotta inizialmente come Reiya Oshima, una delicata ragazzina dell’alta società.
Reiya soffre di visioni profetiche e sogni inquietanti legati al destino di Loki.
Su ordine di Odino, Freyja assume i ricordi e l’identità di Reiya, una ragazza realmente esistita, per infiltrarsi accanto a Loki e ucciderlo.
Quando indossa il suo collare, il Brisingamen, Reiya si trasforma fisicamente e mentalmente in Freyja, che però non conserva i ricordi umani al ritorno alla forma di Reiya.
Più Reiya si avvicina a Loki, più i sentimenti della ragazza per lui diventano forti e confusi, al punto che Freyja arriva a manifestarsi anche senza Brisingamen.
Alla fine, Loki rimanda Freyja nel regno degli dei e così Reiya cessa di esistere come identità autonoma.
Nella terza serie la figura di Reiya ritorna in modo complesso: anima e ricordi si reincarnano in una nuova persona, Rin Ichijo, attraverso un patto con la dea degli accordi Várr.
Questo crea nuovi nodi emotivi tra Loki e la ragazza, ora con una vita e una famiglia completamente diverse.
Le Norne: Urd, Verdandi e Skuld
Le tre Norne sono le dee del destino che un tempo vivevano come cigni nella fonte di Urd.
Affascinate da Loki, chiesero a Odino di essere trasformate in ragazze umane, ma il processo le divise in tre entità distinte: passato, presente e futuro.
Urd è la maggiore, signora del passato, dai capelli corti e dal carattere freddo e composto.
Non mostra apertamente sentimenti, ma è sinceramente affezionata a Loki e lo osserva con uno sguardo sempre un po’ malinconico.
Verdandi regna sul presente ed è la più subdola: appare dolce ma è una scienziata pazza che adora sperimentare strane pozioni su Loki.
Ha inventato persino un finto “Gungnir”, la lancia di Odino, ribattezzata con ironia “Gungungnir”, per usarla nei suoi esperimenti.
Skuld, che domina il futuro, è vivace, ingenua e con due grandi codini, l’esatto opposto delle sorelle in termini di maturità.
Adora il Loki adulto e si comporta da fan esaltata, combinando spesso pasticci con i suoi poteri.
Le tre Norne giocano ruoli chiave nel tenere sigillato Baldr nella terza serie.
Quando Loki finisce intrappolato in un mondo parallelo creato dal bastone di Heimdall, le Norne riappaiono come “inviate di Odino”, ma i loro sentimenti personali verso Loki restano complessi e contraddittori.
Utgard-Loki è il re dei giganti, un personaggio enigmatico con lunghi capelli argentati che gli coprono gli occhi e un viso identico a quello di Loki.
Viene rivelato come incarnazione precedente o parallela di Loki, rappresentando un lato diverso della sua esistenza.
Nel regno dei giganti, Utgard-Loki è chiamato affettuosamente “U-sama” dal suo popolo, in particolare dalla giovane servitrice Coco.
Coco si autodefinisce “l’idolo del regno di Utgard” e adora il suo sovrano con devozione assoluta.
Quando Loki e Narugami finiscono nel regno di Utgard, quest’ultimo li sfida con enigmi e prove, richiamando un celebre episodio mitologico nordico.
Più tardi, Utgard-Loki tenta di fondersi con Loki per ottenere una forma superiore ed essere degno dell’amore di Spica, ma fallisce, perché Spica non appartiene più pienamente al mondo dei vivi.
La figura di Utgard-Loki introduce il tema del “sé alternativo” e offre una visione speculare e più cupa del protagonista.
È uno dei punti in cui la serie si allontana maggiormente dalla mitologia classica, privilegiando la costruzione di un universo fantasy originale.
Hoenir e la nuova generazione di dei
Nella terza parte della storia, dopo il Ragnarok, entra in scena Hoenir, un dio che pretende di portare avanti la volontà di Odino.
È elegante, porta occhiali dal design moderno e guida un gruppo di giovani dei chiamati “gli dei del nuovo mondo”.
Il suo obiettivo è creare un nuovo ordine divino usando le valchirie, guerriere prescelte che vivono come ragazze normali nel mondo umano.
Per farlo, Hoenir si scontra con Freyja e con chiunque voglia preservare il vecchio equilibrio.
Hoenir, Loki e Odino hanno condiviso in passato un’amicizia profonda, viaggiando spesso insieme “senza meta”.
Questo rende il conflitto presente ancora più doloroso e sottolinea il tema del tradimento tra vecchi compagni.
Durante uno stratagemma, Hoenir si finge insegnante di inglese nella scuola di Mayura e Narugami, per dimostrare ai giovani dei come ci si muove tra gli umani.
Gli studenti lo giudicano un professore attraente ma incredibilmente invadente, tra lusinghe e discorsi prolissi.
Nel mondo parallelo creato dal bastone di Heimdall, Hoenir affronta Loki direttamente.
Alla fine viene risucchiato in una gemma del bastone, restando sospeso in uno spazio simbolico, in attesa di un nuovo giudizio.
Magni e Modi
Magni e Modi sono i figli di Narugami (Thor), due giovani dei dal carattere focoso che fanno parte della nuova generazione guidata da Hoenir.
Magni è energico e relativamente più affezionato al padre, mentre Modi è più ribelle e guarda Narugami con disprezzo.
Magni e Modi si infiltrano per la prima volta nel mondo degli umani come apprendisti nello showbiz, fingendosi talenti emergenti.
Il loro vero obiettivo è proteggere l’attrice adolescente Yuina Aozora, che è in realtà una valchiria in incognito.
A un certo punto Magni, insieme alla dea Várr, tenta di ottenere il bastone di Heimdall viaggiando nel tempo.
Modi, invece, tenta di sedurre o ingannare potenziali valchirie offrendo di esaudire qualunque desiderio in cambio di un solo atto di bontà.
Entrambi si scontrano ripetutamente con Loki nel mondo parallelo costruito dal bastone, e finiscono come Hoenir intrappolati nel cristallo magico.
La loro storia mette in luce il conflitto tra dovere verso il nuovo ordine e legame familiare con Thor, che resta affezionato a Loki.
Le valchirie
Le valchirie sono guerriere scelte destinate a giocare un ruolo chiave nella costruzione del nuovo mondo degli dei.
Nella storia, esse vivono come ragazze comuni, ognuna con le sue frustrazioni e i suoi sogni, fino al momento del risveglio.
Yuina Aozora è una popolare attrice adolescente, protagonista di un drama televisivo su occulto e misteri.
Nonostante la fama, non ha genitori e si impegna per vivere una vita scolastica regolata, venendo perseguitata da minacce anonime che spingono Magni e Modi a contattare Loki.
Manami Ousaka vive sotto la rigida sorveglianza della madre, che le vieta qualsiasi libertà, persino uno spuntino a scuola.
Soffre di forti mal di testa e scopre di non essere umana, ma un essere artificiale: alla fine accetta di seguire Vidar, una delle nuove divinità.
Lily la maga, nome di scena di Yurine, è una “maghetta della giustizia” che combatte il crimine in costume, nascondendo la sua identità ai compagni di scuola.
Quando viene presa di mira da Vali, Loki interviene e svela il suo destino di valchiria, lasciandole però una scelta dolorosa.
Altre valchirie potenziali includono una misteriosa ragazza con le lentiggini, coinvolta in esplorazioni di case abbandonate, e la bellissima Miyabi, che rapisce il cuore di Narugami in un incontro a un party.
In ogni caso, il tema comune è il conflitto tra la vita umana che si stavano costruendo e il richiamo ineluttabile del destino divino.
Il bastone-occhio di Heimdall
Il bastone contenente l’occhio destro di Heimdall è l’artefatto più conteso della terza serie.
Solo Baldr, in quanto erede diretto del potere di Odino, dovrebbe essere in grado di usarlo pienamente, ma l’oggetto sviluppa una volontà propria.
Il bastone può controllare le valchirie, viaggiare tra i tempi e creare mondi paralleli in cui testare e confondere i protagonisti.
Hoenir lo custodisce inizialmente per evitare che Baldr ne abusi, ma Várr e i giovani dei tentano varie volte di sottrarglielo.
Quando Várr cede alla compassione e lo consegna a Heimdall invece che a Baldr, l’arma comincia a sussurrargli.
La sua vera ambizione è tornare nell’orbita dell’occhio di Heimdall, ma nel frattempo manipola sia lui sia Loki, promettendo di esaudire i loro desideri più profondi.
Durante un viaggio nel passato, il bastone viene scagliato fuori dal flusso del tempo da una maledizione e finisce nel vuoto tra le dimensioni.
Loki e Narugami riescono infine a recuperarlo, ma al prezzo di essere trascinati dentro un mondo illusorio creato dal bastone stesso.
Nella gemma al centro del bastone restano imprigionati Hoenir, Magni, Modi, Vali, Vidar e altri dei, tutti sospesi in uno stato di attesa.
Da lì, la voce di Várr chiede a Loki cosa intenda fare davvero con il potere di resuscitare Odino, spingendolo a confrontarsi con il proprio vero scopo.
La famiglia Daidouji
Il padre di Mayura, Misao Daidouji, è un sacerdote shintoista che lavora in un santuario ma è paradossalmente scettico verso ogni fenomeno paranormale.
Chiama tutte queste cose “truffe”, benché in realtà abbia una forte sensitività che lo rende terrorizzato dai veri spiriti.
Nonostante l’atteggiamento burbero, è profondamente affezionato alla figlia e preoccupato per il fatto che si ispiri a lui per ficcare il naso nei misteri.
Chiama Loki “quel detective sospetto” e percepisce l’energia che emana, ma si convince da solo di non vedere niente per sopravvivere allo stress.
In passato era talmente legato alla moglie da prometterle che si sarebbero ritrovati in una vita futura.
La madre di Mayura è morta giovane di malattia e appare solo in flashback, ma la sua presenza influenza molto il carattere di Mayura.
Il poliziotto Masumi Niiyama e il suo collega Yasu
Masumi Niiyama è un ispettore della squadra investigativa di Tokyo, nonché vecchio amico di Misao Daidouji.
Si considera un duro “alla vecchia maniera” e sogna di incarnare l’immagine classica del detective hard-boiled.
Vive nello stesso palazzo di Narugami e viene svegliato regolarmente dalle sue urla mattutine.
All’inizio non sopporta la presenza di Loki e di Mayura sulle scene del crimine, ma pian piano impara a fidarsi dei risultati dell’agenzia Enjaku.
Il suo giovane collega Yamada Yasuyuki, detto Yasu, è più entusiasta e collaborativo.
Adora parlare coi ragazzi e spesso finisce per fornire a Loki e Mayura informazioni utili sui casi in corso.
Nella terza serie, i due ricompaiono durante l’indagine sul ladro mascherato Black Cat.
Niiyama, pur mugugnando, lascia che Loki e Mayura si avvicinino alla refurtiva, mentre Yasu mostra loro l’oggetto del desiderio del ladro: una rara statuetta di gatto dorato.
Kotaro Kakinouchi
Kotaro Kakinouchi è compagno di classe di Mayura, erede di una potente famiglia industriale.
È affascinante, ricco e dotato di grande intuito, tanto da sospettare che l’affascinante Loki adulto e il bambino detective siano la stessa persona.
È un playboy naturale, spesso circondato da ragazze, e per certi versi rappresenta la versione “umana” di Loki.
Quando un impostore si spaccia per Loki e gli scompiglia i capelli, Kotaro reagisce con un violento calcio girato, dimostrando di non essere un semplice ragazzino viziato.
Loki lo chiama affettuosamente “Ko-chan”, e spesso Kotaro finisce per collaborare, volontariamente o meno, alle indagini.
Come assistente detective, per capacità di osservazione e sangue freddo, è nettamente superiore a Mayura, anche se meno motivato.
Altri personaggi umani importanti
Nella terza serie compaiono diversi personaggi legati al mondo dello spettacolo e delle scuole che servono sia da clienti sia da catalizzatori della trama divina.
Tra questi spicca il manager Tsunoda, un uomo dal cuore d’oro che lavora con Yuina Aozora e che venera la famiglia sopra ogni cosa.
La figlia di Tsunoda, Nero Tsunoda, è una studentessa dal carattere durissimo ma dall’aspetto adorabile, con lunghi codini.
Davanti al padre recita la parte della figlia perfetta, ma a scuola è una “boss” che pratica arti marziali e accetta sfide da chiunque.
Nero si rivolge all’agenzia di Loki per un caso legato agli eventi scolastici, ma finisce per sviluppare una forte antipatia verso di lui.
Il suo rapporto con la cameriera di famiglia, Clarice, una seria maid con gli occhiali che la educa e la contrasta a suon di scazzottate, aggiunge una colorata nota di commedia.
Infine, Rin Ichijo, la reincarnazione di Reiya, cresce in un orfanotrofio dove viene emarginata a causa dei ricordi e dei comportamenti “strani” che porta con sé.
A dieci anni viene adottata dal capofamiglia Ichijo e più tardi diventa la madre di un genio della scienza del tempo, Tsubasa Ichijo, legando ancora una volta il destino di Loki alle vite degli umani.
Pubblicazioni a fumetti
La prima serie “Mythical Detective Loki” è stata pubblicata da Enix in 7 volumi e successivamente ristampata in una nuova edizione da Mag Garden.
La seconda serie “Mythical Detective Loki Ragnarok” conta 5 volumi, mentre la terza “Mythical Detective Loki Ragnarok – I nuovi dei del nuovo mondo” ne ha 6.
Esiste anche un romanzo spin-off intitolato “Mythical Detective Loki – Ghost Play”, scritto da Makoto Inoue con illustrazioni dell’autrice.
Il romanzo include anche una storia dedicata in particolare alla famiglia Daidouji.
Sono stati pubblicati diversi artbook con illustrazioni a colori e in bianco e nero, oltre a una guida ufficiale alla serie “Ragnarok”.
Non mancano volumi speciali come raccolte di poster e materiali promozionali.
Anime televisivo
L’adattamento anime, intitolato “Mythical Detective Loki Ragnarok”, è stato trasmesso in Giappone nel 2003 su varie emittenti.
Conta 26 episodi e segue in larghissima parte la seconda serie del manga, con varie modifiche e aggiunte originali.
La regia è di Hiroshi Watanabe, con character design di Mari Okada e animazione prodotta dallo Studio Deen.
La serie mantiene il tono a cavallo tra gag e mistero, ma tende ad accentuare le parti comiche e a rendere più lineare l’intreccio mitologico.
La sigla di apertura è “Paradise’s Gate”, mentre il tema di chiusura “Believe in Heaven” è interpretato dal doppiatore di Yamino Ryusuke.
Sono stati pubblicati due CD di colonna sonora e vari CD di personaggi contenenti canzoni cantate dagli stessi doppiatori.
Parallelamente all’anime sono usciti numerosi drama CD sia legati al manga sia basati direttamente sulla versione televisiva.
Esistono inoltre CD speciali, come “Mythical Detective Mayura Ragnarok – Chi ha preso zero al test?”, che esplorano scenari comici con i personaggi secondari.
Videogiochi e altri media
Il franchise ha ispirato almeno due videogiochi:
uno per Game Boy Advance, “Mythical Detective Loki Ragnarok – Il labirinto delle illusioni”, che combina elementi di avventura investigativa e RPG.
L’altro per PlayStation 2, “Mythical Detective Loki – Il quadro demoniaco, il sorriso perduto”, è un’avventura investigativa completamente doppiata, con una storia originale.
Nel 2013, alcune storie sono state adattate in formato motion comic per la distribuzione internazionale sotto il marchio “Manga2.5” di Happinet.
In questa versione i personaggi sono doppiati in inglese e le tavole del manga vengono animate leggermente per un effetto ibrido tra fumetto e cartone.
Nel complesso, Mythical Detective Loki Ragnarok è diventata una serie di culto per chi ama incrociare mitologia, commedia scolastica e mistero sovrannaturale.
La combinazione di umorismo, dramma familiare divino e casi investigativi l’ha resa una delle reinterpretazioni più originali della mitologia nordica nel fumetto giapponese.
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