Quando Pazu e Sheeta, in fuga dalla famiglia Dola e dall’esercito, errano all’interno di una miniera abbandonata, vengono raggiunti da un eccentrico anziano che li chiama “piccoli demoni”.
Nella bozza preparatoria è descritto come un minatore settantenne, appartenente a una famiglia di minatori da generazioni, con una conoscenza approfondita dei sotterranei della Valle Slag.
Nel "Catalogo I" è indicato semplicemente come minatore.
Pazu lo conosceva già da prima, gli è molto affezionato e lo chiama Zio Pom.
È esperto di minerali e definisce i cambiamenti negli stati delle pietre come “le voci delle pietre”, trovando piacere nel vagare da solo all’interno della miniera.
Fornisce a Pazu e Sheeta preziose informazioni sulla pietra volante e racconta loro tradizioni orali, come quella secondo la quale il motivo per cui le pietre sono agitate è la presenza di Laputa nei cieli sopra di loro, accompagnando poi i due giovani fino all’uscita.
Nel romanzo viene descritto come il “dizionario vivente della miniera della Valle Slag” e come una leggenda rispettata tra i minatori.
È un personaggio avvolto nel mistero, e poiché il suo aspetto ricorda quello della classe operaia di Laputa raffigurata nell’opening, si presume possa essere un discendente di quei lavoratori.
Per la sua creazione si sono ispirati a Koji Mori e Yoshifumi Kondo.
È uno dei cinque personaggi citati nei titoli di apertura e, nei titoli di coda del film, il suo nome appare come “Zio Pom”.
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