Pazu è il protagonista di *Tenkuu no Shiro Laputa*, un ragazzo di dodici anni pieno di energia e determinazione. Vive da solo in una casa lasciatagli dai genitori nel villaggio minerario di Slag Valley, sulle montagne meridionali. Orfano, sogna di dimostrare l’esistenza di Laputa, la leggendaria città sospesa nel cielo, per riscattare la memoria del padre, accusato ingiustamente di menzogna. L’incontro fortuito con Sheeta lo trascina in una pericolosa avventura contro pirati e militari, nel tentativo di difendere la ragazza e il misterioso cristallo volante. Pazu si distingue per la sua forza, la mente rapida e il suo spirito giusto, mostrando coraggio, ingegno e sensibilità.
Pazu è un ragazzo dall'aspetto solido, con una corporatura robusta dovuta agli anni di lavoro in miniera. I suoi capelli sono corti e castani, spesso indossa una coppola e un paio di occhiali da aviatore, ricordo prezioso del padre. Il suo abbigliamento è pratico, adatto al lavoro e alle avventure più spericolate.
Pazu è allegro, ottimista e sempre pronto ad aiutare chi si trova in difficoltà. Dimostra una notevole maturità per la sua età, è schietto, onesto e molto sensibile agli altri. La sua forte giustizia e il coraggio gli permettono di affrontare pericoli anche superiori a lui, senza mai tirarsi indietro.
Sa leggere bene le situazioni e le persone: intuisce subito che l’esercito, invece di aiutare Sheeta, rappresenta una minaccia, e si fida di Dola e della sua ciurma quando serve. Nonostante una vita difficile, non si lascia abbattere dalla solitudine, ma trova forza nei suoi sogni e nelle responsabilità quotidiane.
Pazu lavora come apprendista meccanico nella miniera di Slag Valley, sotto la guida del capo Duffi. Rimasto solo dopo la morte dei genitori, si occupa anche dei piccioni domestici, che nutre ogni mattina dopo aver suonato la tromba all’alba. L’ambiente in cui cresce, duro e popolato da adulti, contribuisce a temprarne il carattere e le abilità manuali.
Il padre, avventuriero, aveva affermato di aver visto la città volante di Laputa, ma nessuno gli credette e morì con la reputazione di ciarlatano. Pazu vuole riscattare l’onore paterno e ha costruito da solo un ornitottero sperando di raggiungere Laputa.
Pazu è incredibilmente abile sia con le mani che con la testa.
- Ha una forza fisica notevole per la sua età, dovuta ai lavori pesanti in miniera.
- È dotato di un'eccellente vista: riesce a individuare Sheeta da centinaia di metri di distanza.
- Mostra capacità ingegneristiche molto elevate: pilota e ripara mezzi, come il Flaptter, e collabora con Motro come assistente negli ingranaggi del Tiger Moth.
- Impara rapidamente a manovrare alianti e si destreggia anche in arrampicate impossibili sulle mura di Laputa.
Si autodefinisce testardo, con la “testa più dura delle mani di Duffi”, e la resistenza lo porta a superare anche scontri fisici con soldati armati.
- Sheeta: Dopo averla incontrata, Pazu rischia tutto per proteggerla dai pirati di Dola e dall’esercito, e insieme vivono un’intensa avventura alla ricerca di Laputa. Nel corso della storia inizia a vedere Sheeta anche come possibile interesse romantico.
- Duffi: È il suo capo in miniera e una figura quasi paterna.
- Dola e la sua ciurma: All’inizio antagonisti, diventano alleati preziosi nella loro corsa verso Laputa.
- Motro: Anziano ingegnere, insegna a Pazu le tecniche meccaniche a bordo del Tiger Moth.
- I genitori: Il padre, morto accusato di essere un impostore, rappresenta la principale motivazione del viaggio di Pazu.
- Il nome “Pazu” deriva da un personaggio che il regista Miyazaki aveva ideato durante gli anni da studente.
- Pazu soffre la perdita dei suoi colombi, che libera quando parte con la ciurma di Dola.
- Alla fine del romanzo ufficiale, Pazu continua a vivere separatamente da Sheeta ma mantiene una corrispondenza con lei, raccontando dei suoi progressi con l’ornitottero e pianificando di volare fino a Gondoa.
- In una scena nota tra i fan, afferma “Non diventerò mai un pirata!”, battuta spesso paragonata alla futura voce del personaggio, che interpreterà anche un famoso “re dei pirati” in un altro anime.
- "Capo! Una ragazza è caduta dal cielo!"
- "Non diventerò mai un pirata!"
Un incontro dal cielo
Un giorno, Pazu incontra Sheeta, una misteriosa ragazza che letteralmente gli cade dal cielo, portando con sé un cristallo magico, la Pietra Volante, e uno stormo di guai. Lei è inseguita sia dai pirati guidati da Dola che dall’esercito.
Il sogno della Laputa
Mentre protegge Sheeta, Pazu vede l’opportunità di dimostrare l’esistenza di Laputa, la città volante che suo padre aveva giurato di aver visto. Le informazioni sul cristallo e la tenacia di Pazu li portano a scontrarsi sia con Muska, spietato ufficiale dell’esercito, sia con Dola e la sua ciurma.
Avventure e pericoli
Rapiti dall’esercito, Pazu e Sheeta vengono separati ma, grazie all’aiuto di Dola, Pazu riesce a liberare Sheeta dalla fortezza militare, inaugurando una formidabile collaborazione e amicizia con i pirati. Sulla nave di Dola, il Tiger Moth, Pazu si guadagna il rispetto della ciurma e aiuta con le riparazioni, diventando assistente di Motro.
La fuga verso Laputa
Nonostante gli attacchi del corazzato Goliath e le numerose difficoltà, Pazu e Sheeta raggiungono Laputa. Qui si ritrovano di nuovo separati quando Sheeta viene rapita da Muska e condotta al cuore della città volante. Pazu dimostra determinazione e abilità infiltrandosi nella parte centrale di Laputa per salvare Sheeta.
L’epilogo
Insieme recitano la formula della distruzione, “parola di fine”, che provoca il crollo del nucleo di Laputa e la sconfitta definitiva di Muska, che soccombe sotto le macerie. Sopravvivono miracolosamente e, dopo aver salutato la ciurma di Dola, ripartono su un piccolo aliante verso una nuova vita. Nel romanzo, Pazu torna a Slag Valley, mentre Sheeta va a Gondoa, restando in contatto via lettere.
Pazu, pur entrando momentaneamente nella ciurma pirata di Dola per necessità, lo fa a rischio di essere considerato criminale dalle autorità. La sua scelta lo porta quasi ad essere perseguito come "residuo dei pirati". Solo la fortuna vuole che, a causa della fine di tutti i nemici diretti, lui e Sheeta riescano a tornare alle loro vite senza conseguenze.
Inoltre, la battuta storica di Pazu “Non diventerò mai un pirata!” viene spesso ricordata per il curioso parallelismo con un altro celebre personaggio animato della stessa voce.
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