Vixur Ul Shasta

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Vixur Ul Shasta
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Genere: Maschio
Nome inglese: Vixur Ul Shasta
Nome giapponese: ビクスル・ウル・シャスター
Nome cinese: 畢庫斯魯·烏魯·夏斯達
Nome coreano: 빅슬 울 샤스터
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Hiroki Touchi
Hiroki Touchi
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Sword Art Online
Sword Art Online
Data di rilascio: 08 Luglio 2012
Sword Art Online: Alicization - War of Underworld
Sword Art Online: Alicization - War of Underworld
Data di rilascio: 13 Ottobre 2019

Impostazioni del personaggio

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Vixur Ul Shasta è uno dei Dieci Personaggi Oscuri del Territorio Oscuro in Sword Art Online: Alicization - War of Underworld, comandante della Cavalleria Oscura e noto con il titolo di “Generale Oscuro”, un uomo del popolo umano nella fascia dei quarant’anni che persegue la pace con il Mondo Umano a costo della propria vita.

È un maestro di spada che impugna l’oggetto di livello sacro “Oborogiri” e che ha portato la propria tecnica “Spada dell’Intento del Cuore” a un’estremità tale da arrivare a uccidere il proprio maestro per perfezionarla.

Vixur Ul Shasta è il comandante dell’Ordine dei Cavalieri Oscuri del Territorio Oscuro e uno dei Dieci Personaggi, il consesso dei dieci poteri supremi che mantengono l’equilibrio tra le razze del Territorio Oscuro.

Pur portando il titolo di Generale Oscuro, è un umano puro e non un appartenente alle razze semiumane come goblin o orchi.

È doppiato in originale da un attore di voce maschile (CV: Hochu Otsuka, in lingua originale).

Come generale, è considerato il più forte spadaccino umano del Territorio Oscuro, un rivale di lunga data di Bercouli Synthesis One, con cui si è affrontato in numerose battaglie e duelli.

Vixur è noto per il suo carattere insolitamente moderato per gli standard del Territorio Oscuro.

La sua priorità non è il saccheggio o il massacro, ma la stabilità e la sopravvivenza di tutte le popolazioni del Territorio Oscuro, che considera una responsabilità personale.

Shasta è un idealista pragmatico.

Capisce meglio di chiunque altro quanto le guerre ripetute logorino il Territorio Oscuro, e per questo desidera una pace duratura con il Mondo Umano.

È animato da un forte senso di responsabilità verso tutti, siano essi umani, goblin, orchi, ogre o giganti.

La sua “brama”, pur essendo il prodotto di una Frattiluce artificiale del Territorio Oscuro, non mira al dominio ma alla preservazione collettiva.

Questo lo rende una presenza quasi “anomala” nel suo mondo.

Laddove molti leader del Territorio Oscuro si lasciano guidare dall’odio verso il Mondo Umano, Shasta è capace di immaginare un futuro di cooperazione attraverso il dialogo.

Nella vita privata, Vixur è anche capace di sentimenti profondi e sinceri.

La relazione con la sua fidata assistente Lipia Zancale, culminata nella sua proposta di matrimonio, mostra un lato affettuoso e vulnerabile, in contrasto con l’immagine di generale temuto.

Circa un secolo prima degli eventi principali, il Territorio Oscuro era dilaniato da continue guerre per l’egemonia.

Cinque grandi razze – umani, goblin di montagna, goblin di pianura, orchi, ogre e giganti – si fronteggiavano senza sosta.

Per porre fine al caos, fu creato un sistema di equilibrio con dieci figure dominanti.

Queste figure includono il comando della Cavalleria Oscura, i capi dei maghi oscuri, dei gladiatori, degli assassini, della gilda dei mercanti e i capi delle varie tribù semiumane, riuniti nel cosiddetto Consiglio dei Dieci Personaggi.

Questo fragile equilibrio garantiva una pace armata, ma instabile.

Bastava una guerra totale contro il Mondo Umano per distruggere quell’equilibrio e riportare il Territorio Oscuro all’era di guerra civile.

Shasta vede con lucidità questo rischio.

È consapevole che, anche se la somma delle forze del Territorio Oscuro potrebbe prevalere numericamente sugli Integrity Knight guidati da Bercouli Synthesis One e dagli altri, le perdite sarebbero talmente grandi da scatenare inevitabilmente un nuovo conflitto interno tra le razze.

Vixur Ul Shasta e Bercouli Synthesis One sono legati da una rivalità che sfiora l’amicizia.

Per anni hanno incrociato le lame ai confini tra il Territorio Oscuro e il Mondo Umano, imparando a rispettarsi reciprocamente.

Per Shasta, Bercouli è la chiave di un possibile accordo di pace.

In lui vede un avversario onorevole, con cui è possibile trattare, capace di comprendere il desiderio di evitare una guerra suicida.

Dopo la morte di Quinella, l’autorità assoluta del Mondo Umano crolla.

Shasta coglie questo momento come l’occasione perfetta per proporre, tramite Bercouli, una pace stabile tra i due mondi.

Bercouli, dal canto suo, percepisce la morte di Shasta nel momento in cui avviene.

La scomparsa del Generale Oscuro è per lui una perdita dolorosa, perché sa che Shasta condivideva il suo desiderio di evitare una guerra insensata.

Il cuore della filosofia di Shasta è semplice: nessuna vittoria giustifica l’annientamento della propria stessa gente.

Una guerra totale contro il Mondo Umano significherebbe, inevitabilmente, una catastrofe anche per il Territorio Oscuro.

I capi delle razze semiumane – come il capo degli orchi e i leader dei goblin – nutrono un odio bruciante verso il Mondo Umano.

Sono convinti che, con la forza del numero, una guerra totale porterebbe alla vittoria, senza considerare la distruzione che ne deriverebbe.

Shasta sa che, se il Consiglio dei Dieci Personaggi perdesse il suo fragile equilibrio a causa delle perdite di guerra, l’accordo di uguaglianza tra le cinque razze si disintegrerebbe.

In quel caso, il Territorio Oscuro tornerebbe a essere un campo di battaglia eterno, con ogni razza che lotta per la propria sopravvivenza.

Per questo, nonostante sia un generale, Shasta mira a negoziati, non a massacri.

Prima della morte di Quinella vede pochissime possibilità concrete, poiché il Mondo Umano è dominato da un regime autoritario chiuso al dialogo.

Con la caduta di Quinella, però, intravede una nuova apertura politica nel Mondo Umano.

È in questo contesto che matura il suo piano: sfruttare il rapporto di rispetto con Bercouli per avviare colloqui di pace.

Shasta conosce bene la mentalità delle altre figure di potere del Territorio Oscuro.

Sa che capi come il signore degli orchi e dei goblin, o la leader dei maghi oscuri Dee Eye Ell, non accetterebbero mai la pace e boicotterebbero qualsiasi negoziato.

Per evitare che i più estremisti trascinino tutti in guerra, Shasta elabora un piano radicale.

Decide che, prima di avviare il dialogo con Bercouli, dovrà eliminare fisicamente alcuni di questi leader più bellicosi.

Il suo progetto è semplice e terribile: assassinare i capi semiumani e Dee Eye Ell per prevenire la loro futura rivolta.

Sarebbe stato un colpo di stato silenzioso, mirato a impedire una guerra globale per salvare milioni di vite, al prezzo del sangue di pochi capi.

Dopo aver “tagliato la testa” alla fazione guerrafondaia, Shasta avrebbe usato il momento di smarrimento politico per lanciare un’iniziativa di pace verso il Mondo Umano.

Ma in quel preciso frangente qualcosa cambia: il ritorno di una divinità oscura annienta i suoi piani.

Proprio nel momento in cui Shasta decide di agire, il trono del Territorio Oscuro viene occupato da una nuova figura: Gabriel Miller, incarnatosi come Imperatore Oscuro e identificato come la reincarnazione del dio oscuro del Territorio Oscuro.

Gabriel assume il nome di Vecta, prendendo possesso della città di Obsidia e del suo trono imperiale.

L’Imperatore Oscuro Vecta dichiara immediatamente guerra totale al Mondo Umano.

La folla del Territorio Oscuro accoglie con esultanza la promessa di saccheggio, conquista e vendetta.

Per Shasta, questo è un disastro.

Ogni speranza di negoziato si infrange di fronte all’autorità divina e assoluta del nuovo imperatore e alla frenesia bellica delle masse.

Lipia Zancale, la sua leale assistente e ormai promessa sposa, assiste alla disperazione del Generale Oscuro.

Per amore suo e per condividere il suo ideale di pace, decide di agire per conto proprio.

Lipia Zancale, devota a Shasta sia come subordinata che come donna innamorata, comprende quanto la presenza di Vecta renda impossibile il piano di pace.

Poco prima, aveva accettato la proposta di matrimonio di Shasta, legando il proprio futuro al suo.

Senza informarlo, Lipia decide di tentare un colpo di mano disperato.

Si introduce nei pressi dell’Imperatore con l’intento di assassinarlo, sperando di rimuovere l’ostacolo principale alla pace.

L’attentato fallisce miseramente.

Vecta, tanto spietato quanto privo di qualsiasi empatia, la uccide senza esitazione.

Il corpo decapitato di Lipia viene utilizzato come monito.

La sua testa viene mostrata pubblicamente davanti agli altri membri dei Dieci Personaggi e ai comandanti del Territorio Oscuro, come avvertimento per chiunque osi opporsi all’imperatore.

Quando Shasta vede la testa di Lipia esposta come trofeo, il suo autocontrollo si spezza.

L’uomo che predicava la pace viene travolto da un’ondata di dolore e di furia pura.

In un attimo, abbandona ogni cautela e sguaina la sua lama sacra “Oborogiri”.

La sua intenzione è semplice e assoluta: uccidere l’Imperatore Oscuro Vecta, anche al prezzo della propria vita.

Shasta, maestro della “Spada dell’Intento del Cuore”, concentra tutta la sua volontà di uccidere in un unico, devastante attacco.

Scatena un tornado di “intentori di uccidere”, una tempesta di energia spirituale che travolge la sala del consiglio.

Nella furia, la sua tecnica colpisce anche altri presenti.

Vengono coinvolti e uccisi diversi leader, tra cui i capi dei goblin di montagna e di pianura e il capo della gilda degli assassini.

La sua furia non distingue più tra nemici che ostacolavano la pace e l’obiettivo principale, Vecta.

È il gesto definitivo di un uomo che ha perso tutto, soprattutto la donna che avrebbe voluto prendere in moglie.

Shasta punta tutto sulla potenza della sua intenzione omicida.

Crede che un attacco così concentrato, alimentato dall’amore per Lipia e dall’odio verso l’imperatore, possa abbattere anche un dio oscuro.

Ma in Vecta trova qualcosa di imprevisto: il vuoto.

Gabriel Miller, nella forma di Vecta, è un essere la cui mente è priva di paura, rimorso e persino di un istinto di autoconservazione tradizionale.

La tempesta di uccidere generata da Shasta si scontra con una volontà completamente “vuota”, una coscienza che non considera la propria morte né una perdita né un rischio.

Per la tecnica che sfrutta l’“intentore del cuore”, questo è un paradosso letale.

Il cuore di Vecta è “già morto” mentre il suo corpo vive.

Per questo, la “spada dell’odio” di Shasta non riesce a trafiggerlo: non trova un punto d’appoggio nell’anima del nemico.

La volontà di Shasta, per quanto colossale, viene risucchiata e annullata dal vuoto interiore di Vecta.

L’Imperatore Oscuro resiste all’attacco e il Generale Oscuro, avvelenato in precedenza e ormai allo stremo, viene sopraffatto e ucciso.

Prima di cadere, Shasta comprende l’impotenza della pura intenzione di uccidere contro un’anima totalmente divorata dal nulla.

Le sue ultime riflessioni sono un misto di rimpianto per Lipia e di consapevolezza di non essere riuscito a salvare il Territorio Oscuro dalla guerra che aveva temuto.

Durante il concilio dei Dieci Personaggi, Shasta non deve affrontare soltanto Vecta.

Tra le figure ostili alla sua politica moderata c’è anche Fu Za, legato alle arti oscure e a intrighi politici.

Approfittando della tensione e del caos, Fu Za avvelena Shasta.

Il veleno indebolisce progressivamente il Generale Oscuro proprio nel momento in cui sta per scatenare la sua attacco contro Vecta.

Pur gravemente intossicato, Shasta riesce a forzare il limite del suo corpo.

È in queste condizioni estreme che sprigiona ancora una volta il potere della sua arma sacra, cercando di coinvolgere anche Fu Za e altri capi semiumani ostili.

La sua furia mortale non risparmia chi ha tramato alle sue spalle.

Fu Za e due capi dei goblin vengono trascinati nella devastazione del suo attacco, pagando il prezzo dei loro intrighi.

Ma neppure questa vendetta ultima è sufficiente a cambiare il corso della storia.

Il veleno, unito allo scontro spirituale perso contro il vuoto di Vecta, porta Shasta alla morte in mezzo alla sala del trono.

L’arma di Shasta, l’Oborogiri, è una lunga lama di livello sacro, appartenente alla categoria degli oggetti più potenti del mondo virtuale.

È strettamente legata alla sua anima, tanto da poter manifestare un “risveglio della memoria” in situazioni estreme.

Shasta ha dedicato la sua vita a perfezionare una forma suprema di spada: la “Spada dell’Intento del Cuore”.

Questa tecnica non si basa soltanto sulla forza o sulla velocità, ma sulla concentrazione dell’intera volontà, emozione e determinazione dell’utilizzatore nella lama.

Per raggiungere questo grado di maestria, Shasta ha perfino ucciso il proprio maestro.

È un passato che lo perseguita e allo stesso tempo è la base della sua potenza: ha accettato di macchiarsi per raggiungere un potere che sperava di usare, paradossalmente, per proteggere gli altri.

Al culmine della sua vita, quando vede la testa di Lipia, Shasta usa l’Oborogiri per attivare il fenomeno di “risveglio della memoria” della spada sacra.

Questo permette alla sua arma di liberare la massima potenza, trasformando il suo intentore in una tempesta che travolge l’intera sala.

Il prezzo però è totale.

Dopo aver spinto la “Spada dell’Intento del Cuore” oltre ogni limite, Shasta consuma completamente la propria forza vitale.

Nel mondo di Alicization, le menti dei personaggi del Territorio Oscuro sono Frattiluci artificiali progettate per seguire con maggiore fedeltà le proprie brame.

In altre parole, sono costruite per essere più estreme, impulsive e legate ai desideri immediati rispetto alle Frattiluci del Mondo Umano.

Shasta è la grande eccezione a questa regola.

La sua brama non è sangue o potere personale, ma la sopravvivenza complessiva della sua gente e la pace interrazziale.

Mentre molti leader semiumani bramano la distruzione del Mondo Umano, Shasta brama la fine del ciclo di morte.

Si potrebbe dire che la sua “ambizione” sia un’altruistica: mantenere il Territorio Oscuro fuori da una guerra che lo devasterebbe.

Le Frattiluci del Mondo Umano sono diventate più flessibili e complesse grazie all’influenza diretta di esseri umani reali.

Shasta invece ha raggiunto, da solo, un livello di riflessività e compassione che lo avvicina più agli abitanti del Mondo Umano che ai suoi contemporanei del Territorio Oscuro.

Se gli scienziati di Rath avessero individuato l’esistenza di Shasta, è probabile che l’avrebbero considerato un caso di studio estremamente interessante.

Proprio per questo, però, sarebbe stato poco adatto come soggetto per l’“esperimento finale di carico”, che mirava a spingere le Frattiluci ai limiti attraverso la guerra.

Anche dopo la sua morte, la volontà di Shasta non scompare.

Nel corso della battaglia finale, quando le forze del Territorio Oscuro e del Mondo Umano si scontrano, una parte della sua coscienza continua a esistere.

Questa volontà residua rimane nel Territorio Oscuro, ma trova un modo per raggiungere la mente di Kazuto Kirigaya.

Non è solo: accanto a lui, nelle profondità del mondo delle Frattiluci, si muove anche lo spirito di Lipia Zancale.

Shasta, che in vita aveva fatto dell’“intento di uccidere” il fulcro del suo potere, raggiunge Kazuto con un messaggio diverso.

Lo esorta a rinunciare a quella stessa volontà omicida che lo aveva condotto alla rovina contro Vecta.

In sostanza, Shasta mette Kazuto in guardia contro l’essere consumato dalla sete di vendetta.

Lo spinge invece a combattere non per odio, ma per proteggere coloro che ama e per un futuro più pacifico.

Questo gesto finale completa il suo percorso di evoluzione interiore.

Da guerriero che aveva sacrificato anche il proprio maestro per perfezionare una tecnica di morte, Shasta finisce per usare la sua ultima occasione di intervento per salvare un altro guerriero dall’errore del puro odio.

Shasta rappresenta un ponte ideale tra Territorio Oscuro e Mondo Umano.

Pur essendo nato nel mondo “nemico”, condivide gli stessi valori di molti personaggi del Mondo Umano: protezione dei deboli, responsabilità verso il proprio popolo, desiderio di pace.

Il suo tentativo di contattare Bercouli Synthesis One dimostra che l’odio tra i due mondi non è inevitabile.

Mostra che, anche nel Territorio Oscuro, esistono figure disposte a rischiare tutto per evitare una guerra.

La sua morte è tragica proprio perché avviene nel momento in cui avrebbe potuto cambiare la storia.

Senza Shasta, il Territorio Oscuro viene trascinato, senza un contrappeso moderato, nella guerra totale prescritta da Vecta.

Narrativamente, Shasta incarna il tema dell’“avversario onorevole”.

Non è un villain tradizionale, ma un altro tipo di eroe, nato dalla parte “sbagliata” della linea di confine.

La sua influenza su Kazuto Kirigaya, attraverso l’eredità spirituale, supera persino il suo stesso mondo.

Contribuisce a orientare il protagonista verso una scelta che rifugge l’odio, onorando la memoria di Lipia e il sogno di una coesistenza possibile tra le due metà di Underworld.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:04)

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