Hirokazu Ukita è un personaggio maschile dell’opera a fumetti e animata Death Note, membro della squadra investigativa giapponese impegnata nel caso Kira e uno dei pochi poliziotti che paga con la vita il proprio coinvolgimento nelle indagini.
Nome: Hirokazu Ukita
Sesso: Maschile
Data di nascita (manga/anime): 9 novembre 1977
Data di nascita (film live action): circa 9 novembre 1950
Data di nascita (anime, indicazione alternativa): circa 9 novembre 1980
Età: 26 anni (versione originale manga/anime)
Età approssimativa: 47–56 anni (film live action, a seconda della cronologia adottata)
Altezza: 161 cm
Peso: 51 kg
Gruppo sanguigno: A
Cose che gli piacciono: sigarette
Cose che non gli piacciono: aspettare
Professione: detective della centrale investigativa giapponese nel caso Kira
Doppiatore (anime): Hidekazu Kiuchi
Attore (film): Ikuji Nakamura
Hirokazu Ukita è un detective della centrale investigativa giapponese che collabora con il padre di Light Yagami, Souichirou Yagami, nella squadra speciale contro Kira.
È un personaggio di supporto ma molto presente, che rappresenta il punto di vista dei poliziotti “di base” coinvolti in un’indagine eccezionale.
Come il collega Shuuichi Aizawa, inizialmente nutre una certa diffidenza nei confronti di L Lawliet, nonostante riconosca la sua genialità investigativa.
La sua morte lo rende uno dei personaggi più tragici della squadra e il primo vero caduto sul campo nelle indagini su Kira.
Ukita è descritto come un uomo dal carattere impulsivo e facilmente irritabile.
Non è un grande stratega e non eccelle nella pianificazione a lungo termine, ma compensa con coraggio, rapidità di decisione e grande spirito pratico.
È profondamente devoto al suo lavoro e non esita a esporsi in prima persona quando si tratta di proteggere il pubblico o portare avanti l’indagine.
La sua impulsività, però, lo porta anche a sottovalutare il rischio rappresentato da Kira, soprattutto quando l’indagine entra nella fase più pericolosa.
Uno dei suoi tratti distintivi è il fatto di essere un fortissimo fumatore.
Viene spesso mostrato con la sigaretta in mano, e nel materiale ufficiale il fumo è addirittura indicato come la cosa che gli piace di più.
Nonostante la sua importanza nel gruppo, in scena viene chiamato quasi esclusivamente per cognome, Ukita, senza mai usare il nome di battesimo.
Questo rafforza il suo ruolo di “poliziotto tra i poliziotti”, una figura professionale più che un “eroe” individuale.
Durante gli eventi dell’opera, Ukita fa parte del nucleo centrale della squadra che collabora direttamente con L Lawliet.
Pur non fidandosi completamente dei metodi di L, continua a lavorare con lui per il bene dell’indagine.
Un momento chiave è il 18 aprile 2004 (nella versione anime 18 aprile 2007), quando l’emittente Sakura TV decide di mandare in onda uno speciale su Kira guidato dal conduttore Hitoshi Demegawa.
La trasmissione, pilotata dal cosiddetto “Secondo Kira”, mira a manipolare l’opinione pubblica e a contattare Kira.
Ukita si precipita sul posto per interrompere lo speciale e fermare quella che considera una pericolosa esibizione mediatica.
Arrivato davanti alla sede di Sakura TV, diventa però bersaglio diretto del Secondo Kira, che possiede gli “occhi dello Shinigami” e quindi può vedere il nome e la durata della vita di chiunque guardi.
Il Secondo Kira, che si rivelerà poi essere Misa Amane, scrive il nome di Ukita sul Death Note.
Ukita muore poco dopo davanti all’edificio di Sakura TV, diventando il primo e, nella versione manga, l’unico vero caduto della squadra investigativa giapponese nella lotta contro Kira.
Prima di morire, cerca disperatamente di premere il dispositivo di emergenza affidato a lui da Watari, una sorta di pulsante d’allarme nascosto in una cintura.
Non riesce però ad azionarlo in tempo, e la sua morte avviene senza che la squadra possa intervenire per salvarlo.
Film live action
Nella versione cinematografica live action di Death Note, la funzione narrativa di Ukita viene in buona parte scambiata con quella di Kanzou Mogi.
In questo adattamento, a morire non è Ukita ma Mogi, mentre Ukita sopravvive agli eventi del film.
Nel film, Ukita è inoltre rappresentato come un poliziotto più anziano rispetto al manga, in linea con la data di nascita spostata circa intorno al 1950.
A differenza della versione originale, ha anche scene di contatto diretto con Light Yagami, che chiama familiarmente “Light-kun”, segno di una certa vicinanza e rispetto.
Questa scelta cinematografica modifica il peso emotivo della sua morte rispetto al manga, ma mantiene comunque l’idea che uno dei membri della squadra paghi con la vita l’indagine contro Kira.
Il fatto che il ruolo sia invertito con Mogi evidenzia come gli adattamenti giochino con i destini dei personaggi per esigenze narrative o di casting.
Serie televisiva live action
Nella serie televisiva live action ispirata a Death Note, Hirokazu Ukita non appare.
Al suo posto viene introdotto un altro personaggio, Takeshi Oogiso, un dirigente della prima divisione investigativa.
Oogiso ricopre in parte la funzione narrativa di un alto responsabile di polizia coinvolto nelle scelte strategiche contro Kira.
In uno dei momenti chiave della serie, partecipa a una conferenza stampa per smentire qualsiasi collaborazione con il Secondo Kira, rispondendo alle minacce rivolte tramite un messaggio trasmesso in televisione.
Usando un nome falso insieme al suo superiore, Oogiso nega pubblicamente la volontà di cooperare con il Secondo Kira.
Questo gesto provoca l’ira di Misa Amane, che scrive il suo nome sul Death Note, portandolo alla morte per arresto cardiaco.
In questo modo, la serie TV trasferisce su Oogiso un destino simile a quello che nel materiale originale era toccato a Ukita.
Il meccanismo narrativo – un funzionario di polizia punito direttamente da Kira per avergli resistito pubblicamente – resta lo stesso, pur cambiando il personaggio.
Nel volume 13 di Death Note, che raccoglie materiale extra, interviste e commenti degli autori, viene rivelato un retroscena interessante sulla sorte di Ukita.
L’autore spiega che, a un certo punto della storia, doveva scegliere se far morire Hirokazu Ukita oppure Shuuichi Aizawa.
Alla fine è stato deciso che fosse Ukita a morire, mentre Aizawa sarebbe sopravvissuto per assumere un ruolo più importante nelle fasi successive della trama.
Questa scelta contribuisce a dare un forte impatto emotivo alla morte di Ukita, che diventa così il rappresentante di tutti i rischi corsi dagli agenti coinvolti nel caso Kira.
La decisione sottolinea anche quanto la serie giochi con l’incertezza del destino dei personaggi, facendo capire che nessuno dei membri della squadra è davvero al sicuro.
La morte di Ukita, frutto di una scelta narrativa consapevole, rimane uno dei momenti che segnano il passaggio dell’indagine a un livello di pericolo ben più alto.
Nel mondo di Death Note, Hirokazu Ukita è spesso ricordato come l’emblema del poliziotto coraggioso ma troppo impulsivo.
La sua corsa solitaria verso Sakura TV, senza una valutazione strategica completa del rischio, è uno dei momenti più commentati dai fan.
Il fatto che sia un forte fumatore viene sfruttato anche a livello visivo per caratterizzare la sua personalità nervosa e sempre “sotto pressione”.
Il contrasto tra il ruolo relativamente secondario e la morte di grande impatto lo rende un personaggio molto apprezzato da chi ama le figure di supporto tragiche.
Nel complesso, Ukita rappresenta il lato umano della squadra investigativa: non un genio alla L Lawliet né un protagonista come Light Yagami, ma un agente che fa il suo dovere fino in fondo.
Proprio per questo, la sua scomparsa rimane una delle più memorabili dell’intera serie.
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