Hitoshi Demegawa

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Hitoshi Demegawa
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Età: 38
Compleanno: 4 Aprile
Zodiaco: Ariete
Genere: Maschio
Altezza: 164cm
Peso: 74kg
Gruppo sanguigno: A
Nome inglese: Hitoshi Demegawa
Nome giapponese: 出目川 仁(でめがわ ひとし)
Nome cinese: 出目川仁
Nome coreano: 데메가와 히토시
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Chafuurin
Chafuurin
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Death Note
Death Note
Data di rilascio: 04 Ottobre 2006

Impostazioni del personaggio

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Hitoshi Demegawa è un personaggio maschile dell’opera Death Note, direttore di rete dell’emittente privata Sakura TV, noto per il suo opportunismo estremo e per il ruolo di “voce di Kira” che lo porterà infine alla morte.

Nome: Hitoshi Demegawa

Data di nascita: 4 aprile 1966 (1969 nella versione animata)

Data di morte: 28 novembre 2009

Età nella prima parte: 38 anni

Età nella seconda parte: 43 anni

Sesso: Maschile

Altezza: 164 cm

Peso: 74 kg

Gruppo sanguigno: A

Segno zodiacale: Ariete

Professione: Direttore di rete di Sakura TV

Cose che gli piacciono: I soldi

Cose che detesta: La stampa scritta e la lettura di testi lunghi

Doppiatore (anime): Chafurin

Demegawa è un uomo di mezza età, corpulento, con folti baffi, occhiali e un aspetto volutamente “televisivo” e teatrale.

È un egoista che desidera denaro, fama e potere, e per ottenere ascolti è disposto a violare qualsiasi principio etico, ricorrendo perfino a servizi truccati e montaggi sensazionalistici.

Lavora come direttore di Sakura TV, un’emittente commerciale che guarda soprattutto agli indici di ascolto.

Quando esplode il caso Kira, Demegawa lo trasforma in uno show, trattando Kira come una star e facendone il fulcro della programmazione.

Nel corso della storia, il suo rapporto con Kira oscilla fra il cinismo opportunista e una sorta di devozione pubblica.

Nella seconda parte del manga, finisce per incarnare l’idea di “falso profeta” che si arricchisce sfruttando una fede che in realtà non condivide davvero.

All’inizio della storia, Demegawa è convintissimo che “basta parlare di Kira per fare ascolti”.

Nonostante gli avvertimenti della polizia, continua a mandare in onda speciali e programmi dedicati a Kira, montati in modo da esaltarlo e renderlo uno spettacolo.

Questa linea editoriale attira l’attenzione del Secondo Kira.

Quando Sakura TV riceve le videocassette con le dichiarazioni del Secondo Kira, Demegawa decide di trasmetterle subito, puntando tutto sul sensazionalismo e sulla curiosità del pubblico.

La messa in onda ha conseguenze gravissime: durante la trasmissione, diverse persone muoiono in diretta, fra cui il poliziotto Hirokazu Ukita.

Il commissario Souichirou Yagami, furioso, lancia un assalto con un mezzo blindato contro gli studi di Sakura TV, entra nello studio e costringe Demegawa a consegnare le cassette.

Nonostante questo scontro diretto con le forze dell’ordine, Demegawa non viene escluso dalle indagini successive.

Quando il quartier generale investigativo prepara il piano per smascherare il Kira collegato al gruppo Yotsuba, Demegawa decide di “collaborare”, sempre con l’obiettivo di ottenere uno speciale tv sensazionale.

Per il caso del Kira di Yotsuba, Sakura TV è ridotta malissimo sul piano della credibilità.

I programmi sono quasi tutti basati su montaggi, esagerazioni e contenuti fittizi, e gli ascolti sono crollati attorno al 2%.

Quando emerge la notizia del cosiddetto Kira di Yotsuba, Demegawa inizialmente la liquida con un “sarà una bufala”.

Il problema è che la reputazione di Sakura TV è talmente bassa che, se il canale si rifiutasse di diffondere la notizia, sembrerebbe solo un suo ennesimo insabbiamento, e ciò potrebbe far ricadere ulteriori sospetti sulla rete stessa.

Nemmeno l’influenza di un importante senatore, padre del dirigente Shingo Mido, riesce a fermare direttamente la trasmissione.

Alla fine, Demegawa coopera con il piano del quartier generale, monta uno speciale sulla cattura del Kira di Yotsuba e segue comunque le istruzioni di Souichirou Yagami, arrivando perfino a mettere in salvo Touta Matsuda e altri membri dello staff quando la situazione si fa pericolosa.

Questa collaborazione non nasce da un improvviso senso di giustizia.

È piuttosto il riflesso del suo opportunismo: Demegawa rimane sempre concentrato sull’audience, ma accetta di obbedire alla polizia quando capisce che ne può trarre vantaggio o che opporsi sarebbe troppo rischioso.

Nella seconda parte della storia, Demegawa ha 43 anni ed è ormai un volto famosissimo.

Per anni, Sakura TV ha mandato in onda programmi che appoggiano apertamente Kira, presentandolo come un giusto castigatore del crimine.

Questa linea editoriale gli fa guadagnare una grande popolarità fra i sostenitori di Kira.

Alla fine viene ufficialmente nominato “portavoce” di Kira e riceve l’incarico di condurre un programma dedicato, intitolato “Regno di Kira”.

Tuttavia, a differenza di persone come Kiyomi Takada o Teru Mikami, Demegawa non è un vero credente nella giustizia di Kira.

Per lui, Kira è soprattutto una fonte inesauribile di ascolti, influenza e soldi.

Quando un gruppo di fan di Kira, ridotti praticamente a una folla violenta, attacca il quartier generale della SPK guidato da Near, Demegawa si mette alla loro testa.

Ma nel mezzo dell’azione, viene distratto dall’avidità, si fa corrompere, finisce per lasciarsi sfuggire Near e dimostra di essere pronto a sacrificare l’obiettivo “sacro” di Kira in cambio di un guadagno immediato.

Questo episodio fa crollare definitivamente la fiducia di Light Yagami in lui.

Light, che vuole preservare la “maestà” e la credibilità di Kira, comincia a considerarlo un pericolo per l’immagine del suo nuovo mondo.

Nel frattempo, Light è bloccato: è sotto sospetto da parte del quartier generale giapponese, quindi non può muoversi liberamente né intervenire direttamente contro Demegawa.

Questo vuoto di controllo permette a Demegawa di dare libero sfogo al suo narcisismo.

Demegawa sfrutta la sua posizione di portavoce per trasformare il “Regno di Kira” in qualcosa di completamente diverso dall’ideale originario di Light.

Si autoproclama leader quasi religioso, raccoglie donazioni altissime (parecchie centinaia di migliaia di yen a testa) con il pretesto di costruire un “Regno di Kira”, ma tutto fa pensare che una buona parte di quel denaro finisca in tasca sua.

In studio, fa installare statue, troni e decorazioni esagerate, trasformando il programma in una sorta di culto kitsch.

La polizia giapponese considera la sua organizzazione indistinguibile da una setta sospetta e la giudica “poco credibile” e “per nulla in linea con l’immagine di Kira”.

Shuuichi Aizawa arriva a dire che sarebbe meglio eliminarlo sul serio.

Perfino Light, che ha bisogno di media favorevoli, ritiene che Demegawa stia rovinando l’imponenza e la credibilità di Kira.

A causa della sorveglianza sul quartier generale, Light non può direttamente intervenire per fermarlo.

A quel punto entra in gioco Teru Mikami, nuovo “X Kira”, che interpreta i desideri di Light e decide di agire di testa propria.

Mikami usa il Death Note per uccidere Demegawa e tutti gli altri dirigenti del “Regno di Kira”.

Nel manga, Demegawa viene ucciso per primo, senza possibilità di reagire.

Nell’anime, la scena è più crudele: prima muoiono uno dopo l’altro gli altri dirigenti; Demegawa rimane solo, terrorizzato, implora pietà davanti alle telecamere, ma Mikami lo ignora e scrive il suo nome lo stesso.

Così termina la vita del “profeta televisivo” di Kira, travolto dalla stessa forza che aveva sfruttato senza capirla davvero.

Dopo la sua morte, Sakura TV non cambia immediatamente rotta.

La rete continua ad autodefinirsi “primo e vero portavoce di Kira” e annuncia di voler “a tutti i costi riportare Kira in televisione”.

Tuttavia, quando Teru Mikami, in contatto diretto con Kiyomi Takada, decide di dimostrare la propria autenticità come Kira, arriva perfino a uccidere il secondo conduttore del programma, che tenta di sostituire Demegawa come portavoce.

Dopo questo episodio, Sakura TV si limita a trasmettere un programma intitolato “Oggi con la signora Takada”, allineandosi docilmente alle direttive del nuovo Kira.

In seguito alla morte di Takada, la rete prova ancora a ricoprire il ruolo di portavoce.

Nel racconto breve successivo alla serie principale, Sakura TV manda in onda un nuovo speciale su Kira, e in un altro capitolo autoconclusivo diventa nuovamente il canale scelto per diffondere i messaggi di un nuovo possessore del quaderno.

Demegawa, come Kyousuke Higuchi, rappresenta il tipo di “uomo comune” che, ottenuto un potere troppo grande rispetto alle sue capacità, si lascia gonfiare dall’ego, perde il controllo e finisce distrutto.

La sua parabola mostra quanto facilmente l’avidità e l’ego possano trasformare un semplice opportunista in una figura pericolosa, tanto per gli altri quanto per sé stesso.

Nella versione cinematografica in due parti di Death Note, Demegawa appare solo nel secondo film e prende il nome di Hitoshi Demegawa Yuji (traslitterato come Hiroshi Demegawa).

È interpretato dall’attore Maggie.

Nel film il suo aspetto è simile a quello del manga solo nei dettagli di stile: porta occhiali e baffi, ma è magro invece che corpulento.

Viene mostrato come un uomo volgare e spregiudicato, con un forte istinto per lo scandalo e la scalata professionale.

Come nel manga, manda in onda il messaggio del Secondo Kira senza avvertire i superiori dell’emittente.

Quando durante una diretta un poliziotto muore, Demegawa reagisce con entusiasmo morboso, gridando e sottolineando lo “spettacolo” della morte davanti alle telecamere.

Porta avanti anche relazioni ambigue sul posto di lavoro: intrattiene una relazione con Saeko Nishiyama, una giornalista molto ambiziosa.

Inoltre, si comporta in modo pesantemente molesto con la conduttrice Kiyomi Takada, che in questa versione è una semplice presentatrice di Sakura TV e non ha alcun rapporto con Light Yagami.

La differenza principale rispetto al manga è che nel film il problema non è solo lui.

L’intera struttura di Sakura TV viene mostrata come ossessionata dagli ascolti: dirigenti e colleghi approvano spesso i metodi di Demegawa, a patto che portino audience.

Demegawa, in questo contesto, si presenta come “un salariato della televisione” che segue la linea editoriale decisa dall’emittente.

Dice esplicitamente che il suo compito è rispettare le direttive del canale, senza lasciarsi guidare da idee personali su Kira.

Pur essendo immorale in molti comportamenti, dimostra qualche segno di equità sul piano professionale.

Quando Takada inizia a mostrarsi molto capace davanti alle telecamere, lui la riconosce e la elogia, dicendo che ha finalmente “trovato il suo carisma”.

Saeko Nishiyama, gelosa, chiede di farla rimuovere dalla conduzione, ma Demegawa si rifiuta di appoggiarla, difendendo il merito professionale di Takada.

Questo dettaglio suggerisce che, nonostante tutto, valuti i suoi collaboratori anche per la loro reale competenza.

Anche la relazione con Nishiyama non è dipinta come puro sfruttamento.

Quando lei, furiosa contro Takada, esce precipitosamente dall’auto (in realtà manipolata dal Death Note), Demegawa cerca di fermarla preoccupato, segnale che prova almeno una certa forma di affetto.

Verso la fine del film, la squadra investigativa rivela a Demegawa che la vera Terza Kira è proprio Kiyomi Takada.

Demegawa accetta di collaborare, organizza una finta trasmissione e recita la parte che gli viene chiesta per attirare Takada in trappola.

Durante questi eventi, appare realmente scosso dal fatto che Takada fosse coinvolta come Kira e dalla morte di Nishiyama.

Tuttavia, continua a mantenere il segreto sull’identità di Kira, seguendo le richieste degli investigatori e tutelando, di conseguenza, anche l’immagine di Sakura TV.

A differenza del manga e dell’anime, nella versione live action Demegawa non viene ucciso.

Semplicemente esce di scena e il film si conclude senza mostrare la sua eventuale caduta o punizione, rendendolo più un uomo trascinato dal sistema che un tiranno inarrestabile.

Nel complesso, mentre il Demegawa del manga è il prototipo del “mediocre che impazzisce col potere”, quello del film è più che altro un uomo che si lascia trascinare dal cinismo di un’intera industria televisiva.

In entrambe le versioni, però, il personaggio incarna il lato più cinico e spettacolarizzato dei media di massa di fronte a tragedie reali.

Nel gioco Death Note Killer Within, Demegawa fa la sua comparsa inizialmente in alcune scene collegate a Sakura TV.

Lo si vede in brevi sequenze, come in certe illustrazioni d’intermezzo e in frasi preimpostate per messaggi o “testamenti”.

Con l’aggiornamento alla versione 1.4.4 del gioco viene introdotto un ruolo ispirato direttamente a lui, chiamato “Portavoce di Kira”.

Questo ruolo sostituisce quello dei normali “devoti di Kira” e ha il compito di supportare Kira rubando documenti d’identità e svolgendo azioni di supporto.

Il Portavoce di Kira possiede anche le “Carte del Regno di Kira”, che può nascondere addosso agli altri investigatori.

Se un giocatore viene arrestato e gli viene confiscata una di queste carte, viene subito detenuto e considerato fuori dal gioco.

Il Portavoce non può sbarazzarsi di queste carte, che sono un’arma a doppio taglio.

In più, se Kira ricopre il ruolo di carceriere nel sistema di gioco, non proteggerà il Portavoce, ma rivelerà senza pietà la sua implicazione tramite le carte.

Dal punto di vista dell’investigazione, questa meccanica rende più complessa la lettura degli indizi.

La fazione alleata con L Lawliet può vedere solo gli oggetti confiscati, non sa se la carta apparteneva a un normale investigatore o al Portavoce, e questo complica le deduzioni successive.

Nell’interfaccia di selezione dei ruoli, l’icona che rappresenta il Portavoce di Kira è proprio l’immagine di Demegawa.

Paradossalmente però, i suggerimenti e i consigli in-game per questo ruolo sono forniti da Misa Amane, che è il modello dei “devoti di Kira” nel gioco.

Anche nei video promozionali ufficiali, è Misa Amane a essere protagonista e a spiegare il funzionamento del ruolo di supporto a Kira.

Demegawa, pur essendo il modello ufficiale del Portavoce, rimane ai margini della promozione, un po’ come nella storia: fondamentale per l’effetto mediatico, ma mai davvero al centro della narrazione.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:04)

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