Dagon è una delle principali maledizioni di livello speciale dell’opera Jujutsu Kaisen - Sorcery Fight, nata dalla paura umana del mare e alleata di Suguru Geto (in realtà il falso Geto) e dei suoi compagni Jogo, Mahito e Hanami.
Appare inizialmente come un “feto di maledizione” dall’aspetto di polpo coperto da un cappuccio, per poi mutare durante l’Incidente di Shibuya in una forma umanoide mostruosa dotata di ali, rivelando il suo vero potere.
Nome: Dagon
Specie: Maledizione (maledizione di livello speciale)
Genere: Maschile
Origine: Paura dell’oceano e del mare
Classificazione: Maledizione di livello speciale (non registrata ufficialmente)
Luogo di nascita concettuale: Paura collettiva del mare
Cibo preferito: Esseri umani (in particolare durante lo stato di feto di maledizione)
Hobby e interessi: Nuotare, trascorrere tempo con Hanami
Cose che odia: Gli esseri umani
Tecnica innata: Generazione e controllo di grandi quantità d’acqua e di shikigami acquatici (nome della tecnica non specificato)
Dominio: Toun Heisen
Doppiatori originali (anime): Aya Endo (forma di feto di maledizione), Kenta Miyake (forma dopo la mutazione)
Dagon nasce come feto di maledizione con l’aspetto di un polpo muscoloso con due braccia robuste, coperto da un cappuccio o un panno sulla testa e con un corpo che si trascina come un bruco.
In questa forma emette solo un verso caratteristico, “bufu”, senza riuscire a parlare in modo articolato, il che lo fa sembrare quasi una mascotte buffa e innocua.
Nonostante l’aspetto goffo, in realtà possiede già una forza sufficiente a divorare grandi quantità di esseri umani.
È timoroso e tende a evitare lo scontro diretto, ma mostra un lato sorprendentemente affettuoso e fedele verso i suoi compagni, in particolare Hanami.
Dopo la mutazione durante l’Incidente di Shibuya, Dagon assume una forma umanoide imponente, con un corpo muscoloso, pelle prevalentemente rossa, tentacoli simili a una barba che pendono dalla mandibola e grandi ali simili a quelle di un pipistrello.
In questa forma la sua personalità cambia nettamente: diventa fiero, aggressivo e molto più sicuro di sé, pur mantenendo un forte attaccamento ai compagni e un orgoglio identitario come “essere con un nome”.
Dagon è estremamente legato al concetto che anche le maledizioni abbiano un nome proprio.
Quando Naobito Zenin lo chiama semplicemente “maledizione”, Dagon lo corregge con rabbia ribadendo: “Non sono una semplice maledizione, io sono Dagon”.
In quello stesso momento rivendica anche i nomi dei suoi compagni – Hanami, Jogo, Mahito – sottolineando che non sono solo “maledizioni” anonime, ma individui con identità precise.
Questo dettaglio evidenzia il suo orgoglio e il forte senso di appartenenza al gruppo.
Dagon collabora con il falso Suguru Geto e con le altre maledizioni di livello speciale Jogo, Mahito e Hanami.
Fin dall’inizio dell’opera è presente nelle riunioni tra maledizioni, ma spesso sullo sfondo, con pochi momenti realmente centrali.
È particolarmente legato a Hanami, verso cui mostra affetto e ammirazione.
La morte di Hanami per mano degli stregoni (in particolare Satoru Gojo) è il fattore scatenante della sua furia e della sua mutazione durante l’Incidente di Shibuya, tanto che urla furibondo contro gli avversari per aver “ucciso Hanami”.
Durante l’Incidente di Shibuya, Dagon affronta Naobito Zenin, Kento Nanami e Maki Zenin.
Inizialmente appare ancora nella sua forma di feto di maledizione, subendo la velocità e le tecniche di Naobito e dando l’impressione di non essere portato per il combattimento diretto.
Il ricordo della morte di Hanami lo travolge però di rabbia.
In preda a questo impulso rigetta un enorme cumulo di ossa umane – presumibilmente i resti delle sue vittime – e inizia una mutazione completa, come se si liberasse del vecchio involucro.
La nuova forma è quasi umanoide, massiccia e con quattro arti completamente sviluppati, ricoperta da tentacoli e dettagli che ricordano una creatura marina e al tempo stesso un demone alato.
Oltre all’aspetto, cambia radicalmente anche la sua capacità mentale: parla con fluidità, ragiona in battaglia e dimostra un notevole orgoglio e una maggiore aggressività.
Nonostante la spietatezza tipica di una maledizione di livello speciale, conserva il tratto di essere profondamente legato ai compagni e irritato quando vengono sminuiti o disprezzati.
Dagon è considerato, anche dagli stregoni di primo livello, un avversario con una resistenza “infinita”.
Kento Nanami descrive la sensazione di combatterlo come se i suoi “punti vita” non finissero mai, evidenziando una capacità di incassare danni fuori dal comune.
La sua forza fisica è enorme: nella forma mutata tiene testa con facilità alla forza bruta di Maki Zenin, specialista nel combattimento corpo a corpo.
Inoltre, grazie alle ali sviluppate dopo la mutazione, è in grado di rimanere sospeso in aria e sfruttare la mobilità tridimensionale.
Sul piano strategico, però, mostra diversi limiti:
si fa sorprendere spesso da colpi inaspettati;
cade più volte nella stessa trappola o schema;
sfrutta poco il vantaggio naturale di essere una maledizione dell’acqua, combattendo quasi sempre su terra o in aria invece che in ambienti completamente sommersi.
Questi difetti suggeriscono una certa inesperienza tattica, compensata però da una tecnica e da un dominio estremamente pericolosi.
Tecnica innata: controllo di acqua e shikigami
La tecnica innata di Dagon non ha un nome ufficiale dichiarato, ma consiste nel creare e manipolare enormi quantità d’acqua, oltre a generare shikigami ispirati a creature marine.
A differenza di molte altre tecniche, il volume d’acqua che può produrre è schiacciante, ben superiore persino alla tecnica “Elefante Completo” di Megumi Fushiguro.
Con questa capacità può:
creare tsunami interni a un’area di combattimento e travolgere gli avversari;
allagare completamente una zona fino a farla diventare quasi un fondale marino;
usare l’acqua come barriera difensiva, frangiflutti o scudo;
combinare acqua e shikigami per attacchi di massa difficili da prevedere e da bloccare.
La quantità di energia maledetta di Dagon è descritta come molto elevata, permettendogli di mantenere a lungo questi attacchi senza mostrare affaticamento evidente.
In combattimento ravvicinato, abbina la sua forza fisica alle creature che evoca, rendendo arduo avvicinarlo.
Shikigami: Shiruruyuugun
Dagon può evocare uno sciame pressoché illimitato di shikigami acquatici, indicati collettivamente come “Shiruruyuugun” (letteralmente “esercito che sgorga all’infinito”).
Queste creature ricordano varie forme di fauna marina: squali, murene, lamprede, conchiglie velenose, pesci aggressivi e giganteschi crostacei.
Il punto di forza principale non è la potenza individuale di ciascun shikigami, ma la quantità e la pressione costante.
L’avversario è costretto a difendersi continuamente da assalti multipli, lasciando pochi margini per attaccare Dagon stesso.
Quando combina questo esercito con il suo dominio, gli shikigami possono apparire a distanza praticamente nulla dagli avversari, annullando di fatto la possibilità di schivare.
Il risultato è un attacco quasi inevitabile, che logora progressivamente chiunque resti intrappolato nella tecnica.
Dominio: Toun Heisen
Il dominio di Dagon, chiamato Toun Heisen, si manifesta come una spiaggia tropicale luminosa e apparentemente pacifica, simile a un resort sul mare.
Il falso Suguru Geto lo descrive come un “dominio tranquillo” e infatti viene usato spesso come luogo di riunione sicuro per le maledizioni, lontano dagli occhi degli stregoni.
All’interno del dominio, Dagon può regolare e distribuire la potenza del suo effetto “a colpo certo” su vari bersagli, scegliendo chi colpire e come.
Questa selettività gli permette di risparmiare energia o di concentrare il danno su un numero ristretto di avversari.
La combinazione tra Toun Heisen e lo Shiruruyuugun è estremamente letale:
l’ambiente è completamente acquatico e favorevole a Dagon;
gli shikigami possono materializzarsi praticamente a contatto con il bersaglio;
la fuga è quasi impossibile, se non tramite un altro dominio o una tecnica molto particolare.
Naobito Zenin riesce inizialmente a interrompere l’attivazione del dominio grazie alla sua tecnica e alla velocità straordinaria, rendendo critica la situazione di Dagon.
Questi riesce però a superare il blocco tracciando il sigillo del dominio direttamente sulla propria pancia, un metodo improponibile per un essere umano, ribaltando così completamente lo scontro.
Inizio dell’opera
Fin dalle prime fasi di Jujutsu Kaisen - Sorcery Fight, Dagon compare al fianco di Jogo, Mahito e Hanami durante le riunioni con il falso Suguru Geto.
Pur non prendendo parte direttamente agli scontri principali, fornisce il suo dominio come “base” per gli incontri delle maledizioni, garantendo loro uno spazio sicuro.
In questa fase viene percepito quasi come una presenza comica o tenera: non parla, si limita a emettere il suo verso, e il suo aspetto da feto di maledizione lo rende molto meno minaccioso rispetto alle altre maledizioni speciali.
Tuttavia, il fatto che si nutra di grandi quantità di esseri umani lascia intuire che la sua vera pericolosità sia solo sopita.
Incidente di Shibuya
Dopo il sigillo di Satoru Gojo durante l’Incidente di Shibuya, Dagon entra effettivamente in azione.
Si trova in un corridoio sotterraneo collegato alla stazione di Shibuya, dove si imbatte in Naobito Zenin, Kento Nanami e Maki Zenin.
All’inizio subisce pesantemente i colpi dovuti alla tecnica di proiezione di Naobito: la sua lentezza apparente e la scarsa esperienza in combattimento lo mettono in svantaggio.
In quell’istante, però, il ricordo di Hanami e della sua morte lo travolge, e Dagon esplode in un grido di furia contro gli stregoni, rinfacciando loro l’uccisione del suo compagno.
Il trauma emotivo innesca la sua mutazione completa nella forma di maledizione “adulta”.
Da quel momento la situazione cambia: Dagon comincia a sopraffare Maki, e persino Nanami e Naobito, stregoni di primo livello con grande esperienza, faticano a tenergli testa.
Quando viene spinto all’angolo, decide di usare il suo asso nella manica: il dominio Toun Heisen.
Dopo aver forzato l’attivazione della tecnica sul proprio corpo, intrappola Naobito, Nanami e Maki sulla spiaggia del suo dominio, invocando lo Shiruruyuugun in quantità devastante.
I tre stregoni subiscono danni gravissimi:
Naobito viene colpito in modo critico dalle creature e dalle onde;
Nanami riporta ferite che lo lasciano in condizioni disperate;
Maki, nonostante la resistenza fisica eccezionale, viene anch’essa ridotta allo stremo.
Quando Dagon sembra ormai vicino a una vittoria completa, entra in scena Megumi Fushiguro.
Megumi attiva il suo dominio, Chimero Ombra Giardino, all’interno del dominio di Dagon, causando una sorta di “duello di domini” che neutralizza in parte l’effetto a colpo certo di Toun Heisen e apre un varco nell’area chiusa.
Questo varco diventa un punto di svolta:
permette a Megumi e agli altri di tentare la fuga;
soprattutto, consente l’ingresso inatteso di un nuovo giocatore.
Scontro con Toji Fushiguro e morte
Dal varco creato da Megumi entra un uomo privo di energia maledetta: il corpo resuscitato di Toji Fushiguro, richiamato tramite la tecnica della medium nota come Ogami Baba.
Toji, soprannominato il “tiranno nato con un dono celeste”, è un combattente umano con una forza fisica e abilità tali da competere e superare molte maledizioni di livello speciale.
Dagon reagisce immediatamente evocando lo Shiruruyuugun in massa.
Tuttavia, Toji si muove con una velocità incredibile, correndo persino sulla superficie dell’acqua e distruggendo gli shikigami uno dopo l’altro, mentre avanza inesorabile verso di lui.
Per cercare un vantaggio, Dagon prova a spostare il combattimento in aria, sfruttando le sue ali e la sua capacità di volo.
Naobito, malgrado le ferite, ostacola però il suo tentativo, rallentandolo quanto basta perché Toji lo raggiunga.
Toji strappa l’arma speciale “Nuvola Errante” dalle mani di Maki e la usa contro Dagon.
Con una raffica di colpi rapidissimi, affila l’arma e trafigge Dagon a una velocità tale da risultare quasi invisibile a occhio nudo.
All’interno del suo stesso dominio, circondato dall’acqua che aveva evocato, Dagon viene trafitto ripetutamente fino a dissolversi.
La sua morte segna la fine di una delle maledizioni di livello speciale più pericolose sul piano difensivo e del controllo dell’ambiente.
Il nome “Dagon” richiama direttamente la divinità marina Dagon della tradizione lovecraftiana e mesopotamica, oltre alle figure di mostri marini tentacolari come Cthulhu.
La sua evoluzione da polpo timoroso a gigante alato richiama volutamente l’iconografia dei grandi antichi degli orrori marini.
Nel doppiaggio originale dell’anime, la forma di feto di maledizione di Dagon è doppiata da Aya Endo, che interpreta anche Shoko Ieiri, creando un curioso gioco di “doppio ruolo”.
La forma mutata viene invece interpretata da Kenta Miyake, la cui voce profonda e potente sottolinea il salto di intensità nel carattere di Dagon.
Nel gioco per smartphone Jujutsu Kaisen: Phantom Parade, Dagon appare come personaggio giocabile.
Per l’occasione è stata pubblicata un’illustrazione promozionale in cui Dagon osserva con occhi pieni di meraviglia un fiore creato da Hanami, un’immagine che ha suscitato molta simpatia tra i fan, spesso accompagnata da commenti sul fatto che la sua futura esplosione di rabbia per la morte di Hanami appare ancora più tragica dopo aver visto quel lato dolce.
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