Sandeo ricopre la carica di ministro della giustizia nel Regno di Bosse.
Segue fedelmente il testamento del re Bosse e crede che Bojji debba diventare il nuovo sovrano.
Durante la votazione ideata dalla regina Hiling per decidere il prossimo re, Sandeo vota per Bojji.
Dopo la nomina di Daida come nuovo re, la sua scelta viene scoperta da lui, che inizia a sospettare un possibile tradimento futuro.
Per questo motivo, Sandeo viene destituito dal suo incarico e deve fuggire per la sua sicurezza.
Trova rifugio insieme a Sorii ed entrambi rimangono nascosti fino alla fine della prima parte della storia, quando fanno nuovamente la loro apparizione.
Sandeo è un uomo dal forte senso di giustizia e fedeltà alle ultime volontà del re Bosse.
Dimostra coraggio e lealtà mettendo a rischio la propria posizione per difendere ciò che reputa giusto.
La sua personalità è calma e riflessiva, ma sa anche essere risoluto quando si tratta di proteggere Bojji o Sorii.
Il nome di Sandeo deriva dalla parola italiana “zio” (“ojisan” in lingua originale), sottolineando il suo ruolo protettivo e quasi paterno nei confronti delle nuove generazioni della famiglia reale.
Sandeo è particolarmente vicino a Sorii, con cui condivide la fuga dopo la sua destituzione.
Mantiene un profondo rispetto per Bojji, a cui dedica la sua lealtà sia come suddito sia come consigliere.
È critico nei confronti di Daida dopo la sua nomina, temendo che il nuovo re possa portare instabilità.
Il nome Sandeo è un omaggio all’espressione italiana “zio”, evidenziando un carattere maturo e protettivo.
Il suo ruolo, seppur secondario sullo sfondo delle battaglie dinastiche, si rivela fondamentale per il destino del Regno di Bosse.
Sandeo rappresenta i valori della legalità e della tradizione, anche quando tutto sembra andare contro di lui.
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