Barbro Andrean Ield Ryle Vaiself è il primo principe del Regno di Re-Estize, membro della famiglia reale Vaiself, noto per il carattere violento, l’arroganza e numerosi comportamenti problematici in ambito politico e militare.
Barbro è il primogenito di Ramposa III e dunque, in origine, il principale erede al trono del Regno di Re-Estize.
È dotato di un fisico robusto e ha ricevuto una formazione marziale adeguata al suo rango di principe.
Nonostante le capacità fisiche e le competenze nelle armi, Barbro è caratterizzato da un temperamento irascibile e da un forte senso di superiorità.
È convinto che il rispetto verso di lui debba essere dato per scontato, semplicemente in virtù del suo sangue reale.
Barbro fa spesso leva sulla propria autorità per schiacciare chi è socialmente più debole.
Non mostra alcuna considerazione per i ceti inferiori o per i problemi della popolazione comune.
È facilmente provocabile, si lascia dominare dalle emozioni e tende a perdere rapidamente la calma quando le cose non vanno secondo i suoi desideri.
Questa impulsività lo porta a prendere decisioni avventate, soprattutto in contesti militari.
A differenza di suo padre Ramposa III, che pur non essendo un sovrano eccezionale si sforza di garantire una vita serena ai sudditi, Barbro pensa soltanto al proprio prestigio personale.
Il concetto di responsabilità verso il popolo è per lui praticamente inesistente.
Nel contesto dei dodici membri della famiglia reale con potenziale per la successione, il “punteggio di idoneità al trono” di Barbro è soltanto decimo su dodici.
Dispone delle conoscenze teoriche necessarie a un futuro re, ma gli manca quasi del tutto la capacità di applicarle in modo concreto.
Non possiede alcun feudo personale, e di conseguenza non ha esperienza di amministrazione territoriale o gestione economica.
Questo limita fortemente il suo valore come possibile monarca, poiché non ha dimestichezza con problemi pratici come tasse, raccolti o sicurezza locale.
Inoltre, ignora del tutto la regola non scritta secondo cui gli avventurieri non devono essere integrati stabilmente negli apparati statali.
Questa sua incomprensione del ruolo degli avventurieri dimostra una conoscenza molto superficiale dell’equilibrio di potere nel regno.
Barbro si schiera con la fazione dei nobili ostili a Ramposa III, contribuendo a creare instabilità politica interna.
La sua appartenenza a questo gruppo lo pone in contrasto diretto con le politiche relativamente moderata e attente al popolo del padre.
Non solo: egli intrattiene rapporti d’interesse con Otto Dita, un’organizzazione criminale che opera nell’ombra del regno, da cui ricava benefici personali.
Per un principe ereditario, questo legame con il crimine organizzato è particolarmente grave, perché mina la credibilità morale della corona.
Barbro è coinvolto anche nella lotta per la successione al trono, in competizione con il secondo principe Zanac e con il marchese Pespea, marito della primogenita del re.
Tuttavia, la sua posizione nella contesa viene fortemente indebolita dagli eventi successivi.
Nonostante l’ambizione, Barbro non dispone di truppe personali fedeli su cui contare come forza autonoma.
Questa mancanza si rivela decisiva durante il cosiddetto “caso dei demoni” che sconvolge il Regno di Re-Estize.
Nel momento di crisi, Barbro non riesce a muovere le sue forze né a conquistare prestigio militare.
L’inerzia e l’incapacità di agire gli fanno perdere molta popolarità tra i nobili e i militari.
Di conseguenza, la sua reputazione crolla e Barbro scivola ai margini della lotta per la successione.
Da possibile erede primario diventa una figura sempre più isolata, priva tanto di appoggio politico quanto di credibilità strategica.
Sul piano fisico, Barbro è coraggioso e personalmente combattivo.
È considerato valoroso in battaglia, almeno a livello individuale.
Ha ricevuto una formazione marziale “sufficiente” per un nobile di alto rango, quindi sa maneggiare le armi e comandare truppe in teoria.
Tuttavia, il suo impeto e la mancanza di sangue freddo spesso vanificano il potenziale delle sue capacità.
La sua voglia di emergere come eroe e di collezionare gloria militare lo porta a commettere errori tattici.
Uno di questi finirà per costargli non solo la reputazione, ma anche la vita.
Per ordine del re, Barbro viene inviato con una forza separata in missione di ricognizione verso il villaggio di Carne, che era diventato un punto di interesse strategico.
In teoria, la missione avrebbe dovuto essere limitata e prudente.
Barbro però si sente frustrato per aver perso l’occasione di ottenere gloria sul campo di battaglia.
Questa frustrazione lo conduce a perdere la calma e ad agire in modo emotivo e poco razionale.
Nel villaggio vive Enri Emmot, divenuta figura centrale nella difesa della comunità dopo vari eventi.
Barbro non comprende né il valore della popolazione locale, né il rischio che comporta provocare chi protegge Carne.
Desideroso di un risultato militare da presentare a corte, Barbro concepisce il piano di catturare gli abitanti di Carne come “coscritti”.
In pratica, intende trasformare la coscrizione in un pretesto per prendere ostaggi, da usare come leva di negoziazione.
Il suo obiettivo è usare questi prigionieri come strumento di pressione per costringere Ainz Ooal Gown a ritirarsi.
Tuttavia, non comprende né la potenza reale del suo avversario, né il legame tra Ainz e il villaggio.
Spinto dall’ansia di conquistare meriti, Barbro accelera i tempi e, invece di negoziare o minacciare con prudenza, ordina un attacco diretto al villaggio.
Questa decisione impulsiva è il punto di non ritorno per lui e per i suoi uomini.
In risposta all’attacco, Enri Emmot utilizza un corno magico in suo possesso per invocare aiuto.
Da questo oggetto viene evocato un esercito di 5000 goblin, addestrati e coordinati come una vera forza militare.
Le truppe di Barbro, convinte di affrontare solo contadini e una milizia improvvisata, si trovano di fronte una formazione numericamente superiore e disciplinata.
Sottovalutando il nemico, Barbro viene rapidamente travolto dallo scontro.
Costretto a riconoscere la gravità della situazione, dà ordine di ritirarsi in fretta e furia.
La battaglia si trasforma in una disordinata fuga, in cui disciplina e catena di comando quasi si dissolvono.
Durante la ritirata, Barbro e i superstiti del suo contingente vengono intercettati da Lupusregina Beta, una delle ancelle da battaglia al servizio di Ainz Ooal Gown.
Lupusregina è estremamente potente e considera l’intera situazione quasi un divertimento.
Barbro e i suoi uomini vengono letteralmente giocati come se fossero dei giocattoli, torturati e maltrattati senza possibilità di difesa.
Per Lupusregina la loro resistenza non rappresenta alcuna minaccia reale.
Alla fine, l’intero contingente viene annientato, e lo stesso Barbro viene ucciso.
Nessuno dei suoi soldati riesce a far ritorno per testimoniare con precisione l’accaduto.
Dal punto di vista del Regno di Re-Estize, la morte di Barbro non viene confermata ufficialmente.
Poiché non vi sono cadaveri recuperati né testimoni affidabili, egli viene classificato come “disperso” o “scomparso”.
Nonostante questa formula prudente, la sua assenza prolungata e l’evidenza dei fatti spingono la corte ad aggiornare formalmente la linea di successione.
Di fatto, il diritto di successione passa al secondo principe Zanac, che diventa il nuovo erede principale al trono.
In seguito, alla vigilia della guerra tra il Regno di Re-Estize e il Regno della Magia, il principe Zanac ha un incontro diretto con Ainz Ooal Gown.
In quel contesto, Zanac riceve la conferma definitiva della morte di Barbro, chiudendo qualsiasi dubbio sulla sorte del fratello maggiore.
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