Jingo Raichi è un personaggio maschile del manga e anime calcistico Blue Lock, centrocampista dal fisico potente e dalla resistenza eccezionale, noto per il carattere aggressivo, la parlantina tagliente e il ruolo di marcatore instancabile.
Nel torneo “Nuova Guerra degli Eroi” (Neo Egoist League) gioca in Germania per il Bastard München, con il numero 22, e chiude con uno stipendio finale di 27 milioni (valutazione 21ª assoluta).
Nome: Jingo Raichi
Sesso: Maschio
Età: 17 anni (secondo anno di liceo)
Data di nascita: 11 ottobre
Segno zodiacale: Bilancia
Luogo di nascita: Prefettura di Nagasaki
Altezza: 182 cm
Numero di scarpe: 28,0 cm
Gruppo sanguigno: A
Piede preferito: Destro
Squadra prima del Blue Lock: Club di calcio del liceo Ikari-ga-oka (traduzione: Liceo Collina dell’Ancoraggio)
Ruolo principale: Centrocampista difensivo / mediano (DMF)
Posizione nella selezione Blue Lock:
– Ranking iniziale: 294º
– Dopo prima selezione: 269º
– Dopo seconda selezione: 95º
– Classifica finale Neo Egoist League: 21º
Squadra Neo Egoist League: Bastard München (Germania)
Numero di maglia (squadra selezionata Blue Lock): 22
Valutazione economica Neo Egoist League:
– Prima offerta dopo la partita con l’Italia: 18 milioni
– Offerta finale (dopo partita con la Francia): 27 milioni
Famiglia: Padre, madre, sorella maggiore e lui
Età in cui ha iniziato a giocare a calcio: 7 anni
Giocatore preferito: Takashi Inui (per il suo “sexy football”)
Motto personale: “Davanti a me non c’è strada, dietro di me la strada si crea.”
Come vede i propri punti di forza: “Tutto di me è un punto di forza.”
Come vede i propri difetti: “Il problema è che non ho difetti.”
Cibo preferito: Donburi di tempura di gamberi (gli piace in particolare la pastella impregnata di brodo)
Cibo che detesta: Uova di aringa (kazunoko)
Miglior accompagnamento per il riso: Pollo fritto (karaage)
Snack che compra spesso al minimarket: Pollo fritto stile “famichiki”
Hobby: Pensare a che posto occupi nel mondo tra “le persone più incredibili della Terra”
Stagione preferita: Primavera (dice che in quel periodo “si sente ribollire”)
Musica preferita: Bon Jovi – “It’s My Life”
Film preferito: “I Mercenari” (The Expendables) – perché “ti fa spegnere il cervello” nel modo migliore
Manga preferito: Serie “Baki” – lo carica a livello “maschio alfa”
Colore associato al personaggio: Giallo “saetta”
Animale preferito: Camaleonte (per i suoi occhi che si muovono indipendentemente, cosa che considera molto “cool”)
Materia scolastica preferita: Educazione fisica (afferma di non aver mai perso in un test di shuttle run)
Materie in cui è scarso: Tutte tranne educazione fisica
Tipo di “feticismo”: “Io-feticista” (è fissato con se stesso)
Cosa lo rende felice: Essere lodato (in qualunque aspetto)
Cosa lo ferisce: Essere deriso o sminuito
Tipo di persona che gli piace: Qualcuno che si mette un passo indietro e lo sostiene (perché “davanti ci pensa lui”)
Numero di cioccolatini ricevuti a San Valentino l’anno precedente: 10
Ore di sonno abituali: 7 ore
Prima parte del corpo che lava sotto la doccia: Le basette, a cui tiene molto per stile
“Team” snack dolci: Schierato con i “biscotti a forma di fungo” (lui sceglie il lato meno popolare apposta)
Ultima volta che ha pianto: Quando, preso dalla rabbia, ha tirato un calcio a una lattina e si è spaccato lo stinco contro il guardrail
Età in cui ha smesso di credere a Babbo Natale: 10 anni
Cosa chiedeva a Babbo Natale: Super-poteri (“diventare più forte nel calcio”, “forza sovrumana”, “velocità incredibile”); non ottenendoli, dice di esserseli conquistati da solo nel calcio
Cosa farebbe l’ultimo giorno sulla Terra: Salire in cima alla Statua della Libertà
Cosa farebbe con 1 miliardo di yen: Andrebbe a vivere a New York
Se non avesse incontrato il calcio: Dice che potrebbe fare “qualsiasi cosa”, perché è convinto di poter riuscire in tutto
Personaggio storico preferito: Se stesso; sostiene che “la storia non ha ancora raggiunto il suo livello”
Oggetto che porterebbe su un’isola deserta: Un accendino gigante, perché “con il fuoco si può fare tutto – sexy fire”
Se potesse usare una macchina del tempo: Andrebbe nel futuro; se vedesse che non è diventato nessuno di speciale, “si ammazzerebbe da solo” per la rabbia
Doppiatore (voce originale): Yoshitsugu Matsuoka
Raichi è uno dei personaggi più “egoisti” del Blue Lock, estremamente sicuro di sé e sempre pronto allo scontro verbale.
Ha un linguaggio volgare, è aggressivo, competitivo, e prende particolarmente di mira chi considera sotto il suo livello, come Yoichi Isagi nelle prime fasi.
Nonostante l’atteggiamento da teppista, mostra un forte senso di squadra quando la posta in gioco è alta.
Sa incitare i compagni a dare il massimo e non esita a metterci il corpo per il gruppo.
Ha una tendenza naturale alla leadership “brutale”: urla, provoca e insulta, ma spesso per svegliare i compagni.
L’esempio più evidente è quando colpisce fisicamente Wataru Kuon per risolvere la tensione nata dal suo tradimento, dichiarando che lo odierà per sempre ma che la questione “tradimento” è chiusa.
L’autore Muneyuki Kaneshiro lo descrive come un personaggio che vive un grande divario tra l’ideale che ha di sé e la sua effettiva realtà.
Questo spiega la sua frustrazione quando non riesce a ottenere risultati tangibili nonostante il suo impegno e la sua autostima.
Raichi è alto, ben piazzato fisicamente e con un corpo adatto al gioco di contatto.
Il suo elemento più distintivo è la chioma bionda e i denti appuntiti, che gli danno un’aria quasi animalesca.
Il suo colore simbolo è il giallo “fulmine”, che richiama la sua intensità in campo.
La cura maniacale delle basette, che dice di lavare per prime sotto la doccia, è un dettaglio che sottolinea il suo orgoglio per la propria immagine.
All’inizio Raichi si autodefinisce un artista del “sexy football”, convinto di possedere una “raffinata tecnica di tiro”.
In realtà, nelle partite mostrate non segna neanche un gol, e il suo vero valore emerge altrove.
Il suo vero punto di forza è una resistenza fuori dal comune, che gli permette di correre per tutta la partita senza calare di intensità.
Anche nel finale delle gare è ancora in grado di sprintare e contrastare, cosa che stupisce avversari come Reo Mikage.
Possiede un fisico robusto e un baricentro molto stabile, abbastanza forte da reggere contrasti contro giocatori come Rensuke Kunigami.
Questa forza del core viene notata e lodata anche a livello mondiale da Marc Snuffy, uno dei più grandi attaccanti del mondo.
Oltre al fisico, Raichi è dotato di una marcata capacità di osservazione e di una tenacia quasi ossessiva, qualità evidenziate da Junichi Wanima.
Queste caratteristiche lo rendono perfetto per il ruolo di marcatore a uomo estremamente fastidioso.
In campo il suo contributo principale è il man marking asfissiante: si incolla all’avversario, lo segue ovunque e ne ostacola sistematicamente le intenzioni.
Grazie a questo approccio è in grado di neutralizzare avversari tecnici limitandone drasticamente le opzioni.
Durante la Neo Egoist League viene riposizionato come centrocampista difensivo / mediano (DMF) nel Bastard München.
L’allenatore Noel Noa lo definisce il potenziale “cuore” della squadra, chiedendogli di funzionare da “ancora” davanti alla difesa.
All’inizio del Blue Lock Raichi pensa quasi solo al titolo di “capocannoniere” del proprio team.
Questo lo porta spesso a giocare in modo egoista e a incrinare i rapporti con i compagni.
Col passare delle selezioni, però, impara a canalizzare la sua rabbia in un ruolo più funzionale alla squadra.
Pur mantenendo il linguaggio violento e la faccia tosta, comincia a leggere meglio le partite e a pensare strategicamente.
Nella terza selezione, a differenza di molti altri che scelgono i compagni “a istinto”, Raichi studia i video delle partite dei candidati prima di decidere con chi giocare.
Questo mostra una crescita notevole a livello di maturità calcistica e mentale.
La sua grande frustrazione durante la Neo Egoist League nasce proprio da questo: vede Yoichi Isagi brillare e ottenere risultati, mentre lui fatica a incidere in modo evidente.
Questo conflitto interno lo spinge però a lavorare ancora di più sul suo punto di forza: fisico, marcature e duelli uno contro uno.
Test di ingresso e prima selezione
Raichi supera il test iniziale di ammissione al Blue Lock, un particolare “gioco del ce l’hai” con eliminazione diretta.
Viene inserito nella Squadra Z, dove immediatamente si mette in mostra per atteggiamento aggressivo e conflittuale.
Nella prima partita contro la Squadra X, accecato dall’obiettivo di diventare il miglior marcatore del team, gioca in modo estremamente individualista.
Questo contribuisce a disunire la squadra e mette in luce la sua difficoltà iniziale a collaborare.
Contro la Squadra Y, dopo le spiegazioni tattiche di Wataru Kuon, accetta a malincuore di seguire il piano proposto.
Pur non essendo ancora un vero uomo-squadra, partecipa quanto basta per permettere alla Squadra Z di ottenere la vittoria.
Nella sfida con la Squadra W, Kuon mette a segno una tripletta nel primo tempo, ma poi comincia a commettere errori che portano a subire due gol.
Raichi lo aggredisce verbalmente e cerca il confronto fisico, tanto da dover essere trattenuto da Yoichi Isagi e Rensuke Kunigami.
Quando viene alla luce il tradimento di Kuon – che aveva rivelato punti deboli e strategie della Squadra Z agli avversari in cambio della promessa di diventare capocannoniere – Raichi esplode.
Attacca Kuon e riceve un cartellino giallo, continuando a insultarlo e rischiando seriamente il rosso.
La partita viene salvata dall’inaspettata esplosione del talento di Hyōma Chigiri, che segna e porta la partita al pareggio.
Nonostante il tradimento, la Squadra Z riesce a rimanere in corsa.
Prima della decisiva partita contro la fortissima Squadra V (con Seishirō Nagi, Reo Mikage e Zantetsu Tsurugi), Raichi ordina a Kuon di non aiutare né intralciare la squadra, minacciandolo di “ucciderlo” se oserà toccare il pallone.
Il rancore è a quel punto al massimo.
Durante la partita con la Squadra V, dopo un inizio schiacciante da parte del trio avversario, Raichi e gli altri perdono momentaneamente la speranza.
Il gol di Meguru Bachira, però, riaccende la loro voglia di combattere.
Su indicazione di Isagi, Raichi viene incaricato di marcare strettamente Reo Mikage.
Grazie al suo fisico, alla resistenza e all’ossessione nel seguire l’avversario, riesce a limitare severamente i movimenti e le combinazioni di Reo.
La sua marcatura lo irrita al punto da spingere Reo a commettere un fallo da cartellino giallo.
Nonostante corra dietro a Reo per quasi tutta la partita, Raichi non mostra cali fisici, cosa che sorprende enormemente l’avversario.
Quando Seishirō Nagi si “risveglia” e la tattica della Squadra Z punta a difendere meglio, Raichi incita i compagni con il suo stile ruvido: dice loro di lasciare a lui la difesa e di pensare solo ad attaccare.
In questo modo, pur rimanendo duro nei toni, si comporta come un vero motivatore.
Nel finale, in una situazione di calcio di punizione avversario, fa parte della barriera e riesce a respingere un tentativo di intervento di Zantetsu Tsurugi.
Sull’ultima azione, recupera un pallone che stava finendo fuori e lo rimette in mezzo, contribuendo alla costruzione del gol decisivo della Squadra Z.
La Squadra Z vince, accede alla seconda selezione e il tradimento di Kuon viene in parte “espiato” dal suo fallo volontario per salvare la squadra.
A fine partita, Raichi tende la mano a Kuon per poi colpirlo con un pugno, dichiarando che lo odierà per tutta la vita, ma che la questione del tradimento è chiusa lì.
Seconda selezione
Nella seconda selezione, Raichi supera la prima fase individuale (1st Stage) classificandosi 95º.
Un extra del volume del manga chiarisce che, nella coda per entrare nella prova, perse il “sasso-carta-forbici” con gli altri della Squadra Z, finendo per ultimo e complicandosi la posizione in classifica.
Si ritrova con Gin Gagamaru, suo ex compagno della Squadra Z.
Vengono poi avvicinati da Junichi Wanima della vecchia Squadra W, che invita entrambi a formare un team con lui.
Raichi è lusingato dal fatto che Wanima riconosca e valorizzi le sue qualità, soprattutto la resistenza, la fisicità e la ferocia.
Il trio Raichi–Gagamaru–Wanima si amplia con l’aggiunta di Shingen Tanaka e Kyouhei Shiguma.
Questa squadra riesce a superare la seconda selezione con il minor numero possibile di partite: due match (3 vs 3 e 4 vs 4).
Avendo segnato in totale 10 gol disponibili (5 a partita), è possibile che Raichi abbia anche contribuito a livello offensivo, sebbene ciò non venga mostrato in dettaglio.
Terza selezione
Nella terza selezione, Raichi appare più consapevole e maturo.
Mentre altri scelgono i compagni in base a sensazioni o amicizie, lui preferisce rivedere le registrazioni delle partite per valutare seriamente i potenziali alleati.
Decide di unirsi a una squadra capitanata da Tabito Karasu e Eita Otoya, formando la Squadra B.
Raichi scende in campo nella terza partita del gruppo.
Non gli viene attribuito alcun gol o assist diretto durante queste partite mostrate.
Tuttavia, il suo utilizzo tattico lascia intendere che sia stato impiegato principalmente per pressing, marcature e copertura difensiva.
Partita contro la Nazionale U-20 del Giappone
Nella storica partita tra Blue Lock e la Nazionale Under 20 del Giappone, Raichi non rientra nei titolari.
Viene però selezionato da Jinpachi Ego come uno dei sostituti in panchina, riconoscimento importante del suo valore potenziale.
Anche se non entra in campo nella partita principale contro l’U-20, la convocazione rappresenta il fatto che il suo profilo è ritenuto utile ai massimi livelli.
In quel momento, però, altri giocatori hanno una priorità tattica maggiore.
Scelta della nazione e periodo iniziale
Dopo una pausa di due settimane, Raichi torna al complesso Blue Lock.
Deve scegliere una delle cinque grandi leghe europee proposte come programmi di sviluppo.
Fedele alla sua mentalità diretta e funzionale, sceglie la Germania, dove il calcio è improntato alla massima razionalità e all’efficienza.
Viene così aggregato al Bastard München, la squadra guidata dal fuoriclasse Noel Noa.
Nelle prime partite, contro la Spagna e l’Inghilterra, non parte titolare.
Osserva però da bordo campo e si rode vedendo Yoichi Isagi emergere sempre di più come protagonista, mentre lui non riesce ancora a mettersi in luce.
Partita contro l’Italia (Ubers)
Durante gli allenamenti, Noa nota le qualità di Raichi nei contrasti fisici e nei duelli uno contro uno.
Riconosce che la sua intensità nei contatti e la capacità di rubare palla possono essere decisive in un ruolo centrale.
Noa lo nomina quindi mediano / centrocampista difensivo nella partita contro la squadra italiana Ubers, guidata dal geniale attaccante Marc Snuffy.
Gli affida la responsabilità di diventare il “cuore” del Bastard München e di funzionare da “ancora” davanti alla difesa.
All’inizio della gara, Raichi viene superato dal dribbling particolare di Don Lorenzo, difensore di Ubers e membro dei “Nuovi 11 dello stesso livello del mondo”.
Lorenzo utilizza la sua tecnica chiamata “danza del morto” (una serie di passi quasi da zombi per disorientare l’avversario), che coglie impreparato Raichi.
Con il progredire della partita, però, Raichi si adatta progressivamente alla velocità e al ritmo del match.
Nel momento in cui Ikki Niko comincia a sviluppare una visione di gioco “meta” (quasi onnidirezionale), Raichi riesce in alcune situazioni a sporcare le linee di passaggio, interrompendo manovre che Niko non aveva ancora previsto.
Quando entra in campo Marc Snuffy tramite il sistema “Star Change” (cambio con il campione-allenatore), la pressione su Bastard München aumenta enormemente.
Snuffy è un attaccante-capitano in grado di moltiplicare le possibilità offensive di Ubers con il solo posizionamento.
A quel punto Yoichi Isagi si rivolge a Raichi con una richiesta estremamente precisa: marcare Snuffy in modo ossessivo, ma entro un raggio di circa 2 metri, e solo in una “mezza luna” davanti a lui, come se usassero un goniometro.
In altre parole, Raichi deve rimanere costantemente nel cono visivo di Snuffy, limitandone le scelte.
Raichi all’inizio reagisce dicendo che, se fosse stato così semplice, l’avrebbe già fatto.
Ma Isagi lo convince spiegandogli che, se riuscirà a fermare anche solo parzialmente Snuffy, il suo nome esploderà a livello mondiale.
Convinto dall’idea di “farsi un nome globale”, Raichi accetta.
Grazie alla sua forza del core, alla resistenza e all’ostinazione, riesce a rimanere incollato a Snuffy quel tanto che basta per costringerlo a scartare diverse opzioni di gioco.
In combinazione con la lettura del gioco di Isagi, nasce così una sorta di “difesa remota collegata”: Raichi limita fisicamente il ventaglio di scelte di Snuffy, mentre Isagi, sapendo che le possibilità sono ridotte, può leggere e anticipare meglio le azioni avversarie.
Questo duo difensivo contribuisce a rallentare la valanga offensiva che l’ingresso di Snuffy aveva scatenato.
Snuffy stesso riconosce la grande forza del core e la feroce determinazione di Raichi.
Alla fine della partita, proprio grazie a questa prestazione, Raichi riceve la sua prima offerta ufficiale di stipendio: 18 milioni.
Partita contro la Francia
Nella partita contro la squadra francese, Raichi continua a ricoprire il ruolo di mediano del Bastard München.
Anche qui il suo compito principale è rompere il gioco avversario, schermare la difesa e offrire copertura ai compagni più offensivi.
Sebbene il match sia dominato da stelle come Julian Loki e altri, Raichi consolida la propria immagine di distruttore di gioco e uomo d’ordine.
Alla fine della Neo Egoist League ottiene un’offerta di 27 milioni, che lo colloca al 21º posto nella classifica finale degli stipendi.
Grazie a questa valutazione entra ufficialmente tra i rappresentanti del Blue Lock a livello mondiale.
Il percorso che parte da un ragazzo convinto di essere un goleador “sexy” e si trasforma in un mediano d’élite è uno degli archi di crescita più concreti della serie.
Yoichi Isagi
All’inizio Raichi considera Yoichi Isagi un giocatore inferiore, lo provoca e lo insulta, definendolo incapace persino di spiegare la propria “arma”.
Lo chiama “scarso” e lo guarda dall’alto in basso.
Col tempo, però, la visione di gioco e la crescita di Isagi vengono riconosciute anche da Raichi, seppure in modo irritato e mai apertamente celebrativo.
Nella Neo Egoist League arriva ad accettare i comandi tattici di Isagi, come nel caso del “marcamento a goniometro” su Snuffy.
Questo rapporto passa da rivalità e disprezzo a una forma di rispetto ruvido, dove Raichi si fida delle letture di Isagi pur continuando a provocarlo verbalmente.
Wataru Kuon
Con Wataru Kuon, Raichi ha uno dei rapporti più tesi di tutto Blue Lock.
Il tradimento di Kuon nella prima selezione scatena tutta la sua furia, portandolo al limite dell’espulsione.
Quando Kuon, per espiare, commette un fallo da rosso per salvare la squadra, Raichi è diviso tra odio personale e riconoscimento del gesto.
La scena finale in cui gli tende la mano e poi lo colpisce, affermando che lo odierà per sempre ma che la questione è chiusa, mostra il suo modo “brutale” ma sincero di gestire i rapporti.
Reo Mikage e Seishirō Nagi
La lunga marcatura su Reo Mikage nella partita contro la Squadra V porta Reo a rispettare profondamente la resistenza di Raichi.
Reo è incredulo nel vedere un avversario in grado di corrergli dietro per tutta la partita senza crollare.
Con Seishirō Nagi, Raichi ha meno interazioni dirette, ma è uno dei giocatori che beneficiano della spinta offensiva di Nagi e del piano di Isagi nella vittoria sulla Squadra V.
La sinergia indiretta tra la difesa asfissiante di Raichi e l’attacco creativo di Nagi è fondamentale per quella famosa rimonta.
Gin Gagamaru e Junichi Wanima
Con Gin Gagamaru, Raichi mantiene una relazione di compagni di lotta: entrambi vengono dalla Squadra Z e si ritrovano insieme nella seconda selezione.
La decisione di fare squadra con Junichi Wanima mostra quanto Raichi sappia apprezzare chi riconosce i suoi meriti.
Wanima vede in lui non solo un giocatore fisico, ma anche uno dotato di una certa lucidità tattica, seppur grezza.
Questo riconoscimento è una spinta importante per l’ego di Raichi.
Una delle sue frasi più caratteristiche in partita, urlata ai compagni, è:
“Attaccate fino alla morte! Scambiatevi colpi, idioti! Non siete forse tutti attaccanti!?”
Riassume perfettamente la sua filosofia: anche quando lui copre la difesa, vuole che il resto della squadra pensi solo ad attaccare senza compromessi.
Il suo modo di incitare è duro, ma fa emergere l’anima di “tutti attaccanti” su cui si fonda il progetto Blue Lock.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.