Aza Chōbei

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Aza Chōbei
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Età: 20
Compleanno: 4 Agosto
Zodiaco: Leone
Genere: Maschio
Altezza: 176cm
Nome inglese: Aza Chōbei
Nome giapponese: 亜左 弔兵衛(あざ ちょうべえ)
Nome cinese: 亞左弔兵衛
Nome coreano: 아자 초베
amo numero: 3
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Ryouhei Kimura
Ryouhei Kimura
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Hell's Paradise - Jigokuraku
Hell's Paradise - Jigokuraku
Data di rilascio: 01 Aprile 2023

Impostazioni del personaggio

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Aza Chōbei è un personaggio maschile dell’opera Hell's Paradise - Jigokuraku, noto come “Re dei Banditi”, originario della regione di Iyo e condannato a morte per numerosi crimini prima di essere inviato sull’isola di Shinsenkyō come criminale sorvegliato.

Nome: Aza Chōbei

Sesso: Maschile

Età: 20 anni

Data di nascita: 4 agosto

Altezza: 176 cm

Affinità di Qi: Metallo (oro)

Colore immagine: Cremisi scuro

Stato: Criminale condannato a morte

Soprannome: “Re dei Banditi”

Doppiatore (anime): Ryohei Kimura

Interpreti teatrali: Yūnosuke Matsushima (Primo capitolo), Kōki Sana (Capitolo finale)

Sorvegliante assegnato a Shinsenkyō: Tōma Yamada Asaemon (che è in realtà suo fratello minore)

Chōbei è un giovane dalla corporatura asciutta ma potente, con capelli gialli molto appariscenti.

Ha una cicatrice evidente sul volto e porta una treccia sul lato destro della testa, che diventa il suo segno visivo più riconoscibile.

Il suo stile trasmette aggressività e carisma, con uno sguardo sempre vigile e un sorriso spesso beffardo.

L’immagine cromatica a lui associata è il cremisi scuro, che richiama sangue, pericolo e leadership violenta.

Chōbei proviene da una famiglia di samurai del feudo fittizio di Akakō, nella regione di Iyo.

La sua vita precipita quando il suo feudo viene espropriato, la madre muore e il padre viene giustiziato per aver partecipato alla vendetta contro il proprio signore.

Queste disgrazie lo condannano a una miseria estrema fin dall’infanzia.

Per sopravvivere, lui e suo fratello Tōma diventano orfani costretti a vivere ai margini, spingendo Chōbei verso la criminalità.

Con il tempo, grazie alla sua ferocia, intelligenza e capacità di adattamento, Chōbei passa da semplice delinquente a capo di un grande gruppo di banditi.

La sua fama si diffonde in tutta Iyo, tanto che viene soprannominato “Re dei Banditi di Iyo”.

Alla fine, i suoi crimini attirano l’attenzione dello shogunato, che lo cattura e lo condanna a morte.

Da quel momento viene inserito nel programma dei condannati inviati sull’isola di Shinsenkyō, come parte della missione alla base di Hell's Paradise - Jigokuraku.

A prima vista, Chōbei sembra un tiranno impulsivo, crudele e orgoglioso.

Odia essere comandato da chiunque e rifiuta l’idea di avere un padrone o una divinità sopra di sé.

La sua filosofia è riassunta nella frase:

«Il mio signore sono io, il mio dio sono io!»

Per lui, l’unica autorità legittima sulla sua vita è se stesso.

Dietro questa maschera di brutalità si nasconde però una mente molto lucida.

Chōbei è capace di ingoiare l’orgoglio, sopportare l’umiliazione e anche fingere sottomissione se questo gli permette di sopravvivere o di ottenere un vantaggio.

È un osservatore finissimo: legge velocemente le persone, le dinamiche di gruppo e l’atmosfera di una situazione.

Sa quando intimidire, quando negoziare e quando manipolare sfruttando le debolezze altrui.

Il suo codice morale è spietato verso il mondo, ma ha un punto fisso assoluto:

vivere e combattere sempre insieme al fratello minore Tōma.

Questa è l’unica cosa che per lui non cambia mai, qualunque sia l’orrore che affronta.

Chōbei è il fratello maggiore di Tōma Aza, l’unico parente che gli è rimasto.

Tōma, a differenza sua, è riuscito a infiltrarsi nel clan dei boia Yamada Asaemon, tenendo nascosti i suoi legami familiari.

Nel contesto della missione a Shinsenkyō, Tōma viene assegnato proprio come sorvegliante al condannato Aza Chōbei.

In realtà, i due si erano già messi d’accordo: Tōma entra nei Yamada Asaemon per proteggere il fratello e sorvegliarlo dall’interno del sistema.

Chōbei, pur apparendo dominante, tiene moltissimo a Tōma e lo considera la sua vera ragione di vita.

Le sue decisioni, anche le più sanguinose, sono spesso guidate dall’idea di garantire al fratello un futuro insieme a lui, a qualunque costo.

Chōbei è un combattente eccezionale, forgiato dalla necessità di proteggere se stesso e Tōma quando erano solo bambini senza protezione.

La sua forza fisica è impressionante: è in grado, per esempio, di spezzare il collo di un criminale usando solo le braccia legate.

Mostra anche una facilità incredibile nell’utilizzo di armi pesanti.

È capace di brandire con agilità l’enorme ascia di un avversario soprannominato “Dio del Focolare”, facendo sembrare normale un peso che pochi potrebbero anche solo sollevare.

Oltre alla potenza bruta, Chōbei è un combattente estremamente adattabile.

Analizza con freddezza la situazione, prende decisioni rapide ma lucide, e cambia immediatamente strategia se necessario.

È anche dotato di un forte carisma utilitaristico: sa blandire gli altri, lusingarli o intimidirli per farli agire come vuole.

Questo lo rende non solo un guerriero formidabile, ma anche un capo naturale in situazioni caotiche e brutali.

Nell’universo di Hell's Paradise - Jigokuraku, il Qi è l’energia vitale che può essere affinata e utilizzata in combattimento.

L’affinità di Chōbei è con l’elemento Metallo (oro), che si riflette nel suo stile diretto, tagliente e aggressivo.

Durante la permanenza sull’isola di Shinsenkyō, Chōbei subisce una progressiva “floralizzazione”: il suo corpo inizia a trasformarsi, fondendosi con l’energia e le piante dell’isola.

Questo processo, che in genere porta alla perdita dell’umanità, in lui raggiunge uno dei livelli più avanzati visti nell’opera.

La trasformazione fa sì che Chōbei sviluppi un controllo sempre maggiore sul Qi legato ai fiori e alla natura distorta dell’isola.

Di conseguenza, le sue capacità fisiche e di combattimento superano nettamente quelle di un essere umano normale, avvicinandosi a quelle delle entità sovrumane che governano Shinsenkyō.

Tuttavia, più aumenta il suo potere, più il suo corpo e la sua essenza si allontanano dall’umanità.

Questa condizione anomala attira l’attenzione di Ren, uno dei leader dei nemici principali dell’isola, che vede in Chōbei un caso particolarmente interessante e potenzialmente pericoloso.

Nel contesto della storia principale, Chōbei è uno dei condannati più pericolosi inviati sull’isola alla ricerca dell’Elisir di Immortalità.

La sua figura spicca per la combinazione di violenza, lucidità e dinamica fraterna con Tōma.

Sul campo, Chōbei emerge rapidamente come uno dei leader naturali tra i condannati.

Non esita a prendere il controllo, cercare alleanze temporanee o imporre la propria volontà sugli altri se questo aumenta le possibilità sua e di Tōma di sopravvivere.

La sua trasformazione progressiva in un essere florale fa di lui una figura di confine tra umano e mostruoso.

Questa doppia natura diventa un tema chiave del suo arco narrativo: fino a che punto si può restare “sé stessi” quando il corpo e il potere cambiano in modo così radicale?

Nel gioco “Paradise Battle”, Chōbei compare come personaggio a tempo limitato in un’ambientazione alternativa.

In questa versione, lui e Tōma diventano pirati nei Caraibi, esplorando un possibile futuro “se” avessero scelto i mari invece della via dei banditi di terra.

Questa storia è un’interpretazione completamente originale, scritta appositamente per il gioco.

Per ragioni di bilanciamento e di scenario, in questa versione la sua affinità di Qi viene modificata dall’elemento Metallo all’elemento Acqua.

Nonostante il cambiamento di contesto, rimangono intatti i tratti fondamentali di Chōbei: il carisma da capo, la ferocia in combattimento e la devozione assoluta verso Tōma.

Chōbei è uno dei personaggi in cui il processo di trasformazione floreale risulta più avanzato e visivamente evidente.

La sua evoluzione incarna in modo estremo il tema centrale dell’opera: il confine sottile tra umanità e mostruosità in un ambiente letale come Shinsenkyō.

Il contrasto tra la sua brutalità e l’amore quasi assoluto per il fratello minore rende il personaggio particolarmente intenso.

Dietro il “Re dei Banditi” che proclama “il mio unico padrone sono io stesso”, vive un uomo che, in realtà, non mette nulla al di sopra del legame con Tōma.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:04)

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