Diavel è un giocatore spadaccino dell’universo di Sword Art Online, noto per essere stato il carismatico leader del raid che ha sconfitto il boss del primo piano di Aincrad, e per il ruolo decisivo che la sua morte ha avuto nella nascita delle principali fazioni di giocatori.
Diavel è un giovane giocatore con capelli blu nell’avatar, equipaggiato con spada a una mano e scudo.
Dice di “fare il cavaliere per spirito”, pur non essendo formalmente vincolato a una classe.
È il comandante auto‑proclamato del gruppo che affronta il boss del 1º piano, l’Elfa dei Cobaldi, il Signore dei Cani Selvaggi (Ilfang the Kobold Lord).
Dietro la sua immagine da cavaliere idealista nasconde però una mente calcolatrice e una notevole esperienza di gioco.
È infatti un ex beta tester di Sword Art Online, di livello altissimo: nelle informazioni di supporto del film viene indicato come uno dei giocatori più forti del test, secondo solo a Mito e paragonabile ai migliori.
Ha inoltre conosciuto Kazuto Kirigaya (Kirito) già durante il beta test, anche se questi non lo riconosce nella versione ufficiale per via di aspetto e nome cambiati.
Diavel appare per la prima volta nel romanzo Sword Art Online Progressive – Aria di una notte senza stelle e nella relativa adattazione cinematografica.
Lì prende l’iniziativa di raccogliere e coordinare i giocatori per organizzare il primo grande raid contro un boss di piano.
È doppiato in originale da Hiyama Nobuyuki (informazione di produzione).
Come avatar, mantiene un look volutamente semplice e leggibile: vuole apparire come “cavaliere” affidabile agli occhi degli altri giocatori, non come un solitario min‑maxer.
Durante il beta test era uno dei frontliner più veloci nel progredire nei piani.
Nell’ultimo giorno del test correva con Mito verso la stanza del boss del 10º piano, ma fu stunnato da un nemico di tipo “Guardia d’élite Orochi” e superato da Kirito allo scadere del tempo.
Dopo l’inizio del death game, la comunità di giocatori sviluppa un clima pesante di odio e sospetto verso gli ex beta tester.
Molti li accusano di aver abbandonato i nuovi giocatori nella Città Iniziale per monopolizzare quest e zone di caccia più redditizie.
La realtà è più sfumata: alcuni tester, compreso Diavel, sfruttano la loro esperienza non solo per sopravvivere, ma anche per raccogliere differenze tra beta e versione finale da condividere più tardi con gli altri.
Questa strategia “in avanscoperta” si rivela letale: circa un terzo dei mille ex tester muore già durante il primo mese, con un tasso di mortalità più alto dei giocatori non tester.
Una parte dei beta tester non si connette mai al lancio del servizio completo e sfugge così al death game.
Per chi è intrappolato, come Diavel, il peso dell’odio e delle aspettative si fa enorme e lo spinge a mentire sulle proprie origini.
Diavel è convinto che, per sopravvivere e uscire da Sword Art Online, i giocatori abbiano bisogno di un leader forte e di un fronte unito.
Vuole evitare che la comunità si spezzi tra “tester privilegiati” e “nuovi” rancorosi.
Per questo decide di nascondere il fatto di essere un ex beta tester, presentandosi come un semplice giocatore determinato a organizzare la prima spedizione.
È sinceramente preoccupato per i giocatori inesperti e cerca di proteggerli, pur essendo lui stesso parte del gruppo odiato.
Allo stesso tempo, sente la necessità di ottenere personalmente il colpo di grazia sul boss del primo piano.
Non solo per l’equipaggiamento del “Last Attack Bonus”, ma perché vuole usare quel simbolo di successo per legittimare la sua posizione di guida morale e strategica.
Questa miscela di idealismo e ambizione lo porta a compiere scelte molto lucide sul piano tattico, ma moralmente ambigue nei confronti di alcuni individui.
Per consolidare il proprio ruolo e al tempo stesso proteggere l’immagine dei non beta tester, Diavel non esita a usare mezzi piuttosto freddi.
Occultamento della sua identità di tester
Finge di essere un normale giocatore, lasciando che figure come Kibaou sfoghino il loro risentimento contro i “tester” in astratto, senza includerlo.
Di fatto lo inganna, pur considerandolo un alleato utile per tenere compatto il fronte dei giocatori.
Controllo di Kirito
Sapendo bene quanto Kirito sia forte fin dai tempi del beta, teme che questi gli rubi il colpo finale sul boss.
Per questo, pur riconoscendo la sua utilità, lo assegna insieme ad Asuna Yuuki all’ultima linea del raid, a occuparsi dei mob minori invece che del boss principale.
Tentativo di indebolirlo tramite Argo
Mantiene il proprio anonimato e, passando attraverso Argo e Kibaou, tenta di comprare la spada di Kirito.
L’obiettivo è ridurre la minaccia competitiva che Kirito rappresenta per il Last Attack, nonostante formalmente facciano parte dello stesso schieramento.
Queste scelte mostrano un lato molto pragmatico di Diavel: disposto ad accettare “il male minore” pur di raggiungere lo scopo di unificare i giocatori sotto una guida stabile.
Quando il gruppo di raid entra nella sala del boss del 1º piano, Diavel ne assume il comando con sicurezza.
Il suo stile di leadership è chiaro, energico e rassicurante, e riesce davvero a trasformare un gruppo di giocatori sparsi in una squadra coordinata.
Sfruttando le informazioni del beta, adotta una strategia che permette di controllare la prima fase del combattimento quasi senza intoppi.
Ilraid riesce a ridurre l’indicatore di salute del boss fino quasi allo zero, facendo credere a tutti che la vittoria sia vicina.
Il momento cruciale arriva quando il boss abbandona la dotazione iniziale – ascia e tondo – per passare alla seconda arma.
Nel beta questa era una sciabola curva, con un set di skill e pattern che Diavel conosceva bene e su cui aveva basato la sua tattica per assicurarsi il Last Attack.
Spinto dall’ansia di colpire per primo, guarda Kirito come se stesse “sfidandolo” e scatta avanti da solo verso il boss.
È una scelta che rompe la disciplina di squadra che lui stesso aveva imposto fino a quel momento.
Nella versione definitiva del gioco però la seconda arma del boss non è più la sciabola curva, ma una nodachi, simile alle armi usate da nemici del 10º piano del beta.
Questo significa che anche il set di skill è cambiato in un pattern di colpi a larga area legati alle tecniche di katana.
Kirito si accorge dell’errore e urla un avvertimento, ma è troppo tardi.
La prima mossa del boss è una skill ad area che stunna gran parte della prima linea, incluso Diavel che si trova proprio in testa all’assalto.
Mentre è stunnato, Diavel subisce una serie di colpi consecutivi che gli prosciugano rapidamente la barra dei punti vita.
Capisce subito, guardando la velocità con cui scende la sua salute, che non c’è possibilità di salvezza prima dell’ultimo colpo.
Kirito tenta comunque di avvicinarsi con un cristallo di cura o con una pozione per salvarlo all’ultimo momento.
Diavel lo ferma, sia fisicamente sia con le parole, comprendendo che investire risorse su di lui sarebbe inutile.
In questi istanti finali rivela a Kirito di essere anche lui un ex beta tester.
Gli chiede, in pratica, di subentrare al suo ruolo e di sconfiggere il boss al posto suo.
Pochi attimi dopo i suoi punti vita si azzerano, il suo avatar si frantuma in poligoni di luce e Diavel muore, nel gioco e nel mondo reale.
La sua scomparsa lascia un vuoto enorme tra i giocatori proprio nel momento in cui avrebbero avuto più bisogno di un simbolo stabile.
Per Kirito, fino a quel momento principalmente concentrato sulla propria sopravvivenza, Diavel rappresenta un cambio di paradigma.
Vedere qualcuno che, pur essendo un tester, si preoccupa sinceramente del gruppo e tenta di guidarlo lo spinge a ripensare la propria posizione.
Le parole e la morte di Diavel lo convincono ad assumersi un peso maggiore nella progressione dei piani.
Kirito prende su di sé la responsabilità implicita che Diavel gli ha lasciato, anche se lo farà a modo suo: come solitario che interviene sul fronte, piuttosto che come comandante ufficiale di un’armata.
Questa eredità morale è ciò che lo spinge a lanciarsi con decisione nel combattimento immediatamente successivo e a chiudere lo scontro contro il boss.
Grazie al supporto di Asuna, Agil e, nella versione cinematografica, di Mito, Kirito riesce là dove Diavel è caduto.
Alla fine della battaglia, Diavel risulta l’unica vittima del raid.
Invece di celebrare la vittoria, l’attenzione dei giocatori si sposta rapidamente sulla domanda: di chi è la colpa che il loro leader sia morto?
Personaggi come Lind (in alcune versioni è Kibaou a prendere questo ruolo) accusano apertamente Kirito.
Il discorso scivola presto da “perché Diavel è morto” a “tutti i beta tester sono approfittatori e assassini”.
Per impedire che l’odio travolga gli altri ex tester – compreso lo stesso Diavel, ora non più in grado di difendersi – Kirito decide di trasformarsi consapevolmente in capro espiatorio.
Rivendica per sé una conoscenza “superiore” dei primi dieci piani, fingersi uno che ha deliberatamente nascosto informazioni e sfruttato il vantaggio per se stesso.
Da questa combinazione di beta tester e cheater nasce il soprannome “Beeater”, un’etichetta infamante che Kirito accetta di portare pur di deviare le accuse.
In questo modo gli altri tester vengono in gran parte risparmiati da ulteriori persecuzioni, ma Kirito dovrà sopportare il pregiudizio per quasi due anni, fino alla fine del gioco.
Il gesto di Kirito, pur drastico, è in linea con lo spirito di sacrificio che Diavel aveva mostrato.
In un certo senso, Kirito continua a proteggere la fragile unità dei giocatori nello stesso modo in cui Diavel aveva cercato di fare, ma dal ruolo di “villain” invece che di eroe.
La morte di Diavel, figura carismatica e relativamente neutrale, lascia un vuoto di leadership nel gruppo di avanzamento.
Senza il suo punto di riferimento, i giocatori finiscono per dividersi in fazioni con ideali diversi.
Da un lato nasce l’ALS – Forza di Liberazione di Aincrad, guidata da Kibaou.
Questo gruppo eredita da Diavel l’idea che “tutti i giocatori devono aiutarsi a vicenda e restare uniti”, ma declina il concetto in modo più rigido e ideologico, con un forte risentimento di fondo verso i tester.
Dall’altro si forma la DKB – Brigata dei Cavalieri del Drago, guidata da Lind.
Questa fazione raccoglie l’aspetto “eroico” dell’eredità di Diavel: la convinzione che una squadra forte e disciplinata, vista quasi come una compagnia di cavalieri, guiderà tutti verso la liberazione.
ALS e DKB diventano così i due grandi poli della comunità dei frontliner e si scontrano spesso sulle strategie e sulle priorità.
La frattura che Diavel aveva cercato di evitare – quella tra diversi modi di intendere la cooperazione – finisce paradossalmente per nascere proprio a causa della sua assenza.
In questo contesto, Kirito e Asuna si muovono spesso in modo indipendente, appoggiandosi a giocatori più neutrali come Agil per mitigare i conflitti.
Di fatto, i due finiscono per esercitare un’influenza equilibratrice tra ALS e DKB, portando avanti la progressione dei piani senza schierarsi totalmente con nessuno.
Diavel compare non solo nel romanzo e nel film principali legati a Sword Art Online Progressive – Aria di una notte senza stelle, ma anche in alcune opere derivate.
Gioco mobile “Integral Factor”
Nel gioco mobile Sword Art Online: Integral Factor, la scena del raid al boss del 1º piano viene riscritta.
In questa versione, il protagonista del gioco riesce a intervenire tra il colpo del boss e Diavel, parando l’attacco e impedendone la morte immediata.
Diavel sopravvive allo scontro, ma si assume la responsabilità del suo comportamento imprudente e si dimette dal ruolo di leader del gruppo di avanzamento.
Si allontana così dalla prima linea dell’organizzazione, lasciando spazio ad altri.
In seguito ricompare in momenti chiave della storia per aiutare i protagonisti.
In una di queste occasioni si spinge di nuovo al limite per salvarli, finendo in una situazione di scomparsa in azione, con stato di vita o morte incerto.
Per molto tempo non si hanno più notizie di lui all’interno della narrativa del gioco.
Solo con l’aggiunta di uno scenario pubblicato all’inizio del 2024 torna a fare una terza apparizione, riallacciando i fili con la sua figura di ex leader sacrificabile.
Nonostante il ruolo relativamente breve nella trama principale, Diavel è diventato una figura piuttosto ricordata e spesso oggetto di parodie tra i fan.
La contraddizione tra il suo stile da “cavaliere eroico” e il modo un po’ calcolatore in cui cerca di assicurarsi il colpo di grazia sul boss lo rende terreno fertile per meme e battute.
In diversi video amatoriali e montaggi comici, il momento in cui si lancia avventatamente contro il boss del 1º piano viene enfatizzato come esempio di “leader che muore da solo per troppa voglia di gloria”.
Anche Kibaou, che eredita parte del caos politico generato dalla sua morte, è spesso affiancato a Diavel nelle gag e nei contenuti ironici prodotti dalla community.
Al di là della dimensione scherzosa, Diavel rimane però un personaggio chiave nella storia di Sword Art Online.
È il primo a dimostrare che in Aincrad servono non solo abilità con la spada, ma anche visione d’insieme, responsabilità verso gli altri e la volontà di sacrificarsi per un bene comune più grande della propria sopravvivenza.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.