Mitabi Jarnach è un personaggio maschile dell’opera a fumetti e animata L'attacco dei giganti, membro della Guarnigione e comandante di una squadra d’élite impegnata nella difesa del Distretto di Trost.
Nome completo: Mitabi Jarnach
Sesso: Maschile
Data di nascita: 20 febbraio
Altezza: 191 cm
Peso: 81 kg
Affiliazione: Guarnigione (Corpo di Guarnigione), grado di caposquadra
Aspetto distintivo: barba sul mento
Doppiatore (edizione originale): Takanori Hoshino
Mitabi è un soldato alto e robusto, con corporatura asciutta e una barba ben visibile sulla mandibola.
La sua presenza trasmette un’aria matura e affidabile, tipica di un veterano della Guarnigione.
Caratterialmente è prudente e realistico.
Non ha paura di esprimere dubbi sui piani rischiosi e mette al primo posto la sopravvivenza dei suoi uomini e l’efficacia della missione.
Allo stesso tempo, quando prende una decisione, la porta avanti fino in fondo.
Nel momento cruciale dimostra coraggio e senso di responsabilità, arrivando a sacrificare se stesso per proteggere i compagni.
Mitabi compare come personaggio secondario ma significativo nella battaglia per la riconquista del Distretto di Trost.
In quell’occasione viene selezionato come uno dei comandanti di squadra della formazione d’élite incaricata di scortare Eren Yeager.
Nel manga il personaggio è indicato soltanto come Mitabi, mentre la versione animata rivela il suo nome completo, Mitabi Jarnach.
La sua funzione narrativa è mostrare il punto di vista dei soldati di prima linea, divisi tra paura e dovere di fidarsi di Eren Yeager.
Durante la battaglia per la riconquista di Trost, Mitabi viene scelto come capo di una delle squadre d’élite.
Agisce insieme a Ian Dietrich e Riko Brzenska, con l’incarico di scortare Eren Yeager fino al masso con cui dovrà chiudere la breccia nelle mura.
Fin dall’inizio guarda con scetticismo il piano che ruota intorno alla trasformazione di Eren in gigante.
La posta in gioco è enorme e Mitabi teme che affidare il destino del distretto a un potere così instabile sia un azzardo eccessivo.
Quando Eren, trasformato in gigante, perde il controllo, va in berserk e finisce per autodistruggersi e restare immobile, i timori di Mitabi sembrano confermati.
Davanti a un Eren Yeager fuori uso e apparentemente inutilizzabile, Mitabi giudica che la squadra abbia già “provato abbastanza” e consiglia il ritiro.
Insieme a Riko Brzenska, propone quindi a Ian Dietrich di abbandonare il piano e ordinare la ritirata.
Secondo lui proseguire sarebbe soltanto un inutile massacro di soldati, senza più alcuna garanzia di successo.
Ian Dietrich però lo convince a resistere ancora e a continuare a proteggere Eren finché ci sarà una minima possibilità che possa rialzarsi.
Mitabi, pur mantenendo i suoi dubbi, accetta il giudizio del suo superiore e resta al suo posto, impegnandosi a garantire la difesa attorno a Eren per il maggior tempo possibile.
Quando Eren finalmente si riprende, torna a trasformarsi in gigante e inizia a trasportare il masso verso la breccia della porta.
A quel punto la priorità diventa tenere i giganti lontani da lui, per permettergli di completare la missione.
Mitabi non esita: raduna i propri subordinati e si offre come esca per attirare i giganti lontano da Eren Yeager.
È il primo a lanciarsi volontariamente nel ruolo di diversivo, consapevole che si tratta quasi certamente di una missione suicida.
Nella fase finale dell’operazione, Mitabi guida così il suo gruppo in un attacco di sacrificio, fungendo da bersaglio principale per i giganti.
Durante questa manovra viene ucciso in combattimento, cadendo sul campo mentre cerca di tenere occupati i nemici.
Dopo di lui anche Ian Dietrich e altri soldati seguono l’esempio e si offrono come esche.
Grazie a questo susseguirsi di sacrifici, Eren Yeager riesce a posizionare il masso e a chiudere la breccia della porta del Distretto di Trost.
Mitabi Jarnach incarna il soldato esperto che non si lascia trascinare dall’idealismo, ma che nel momento decisivo sceglie comunque il sacrificio per la salvezza collettiva.
Il suo conflitto interiore tra prudenza e dovere sottolinea quanto il piano su Eren fosse estremo e quanto poco garantito fosse il successo.
La morte di Mitabi dimostra che la riconquista di Trost non è il risultato di un singolo “eroe”, ma della somma di moltissimi sacrifici individuali.
Anche se appare relativamente poco, il suo coraggio e la sua scelta finale lasciano un segno nel tono tragico e realistico dell’opera.
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