Saare è un cavaliere santo di altissimo livello, membro dei Tre Maestri della Spada (detti anche Tre Santi della Spada), conosciuto come “Saare del Cielo Azzurro”, esteticamente un ragazzo con tratti da elfo ma in realtà il più anziano dei Dieci Saggi e, in passato, comandante della Guardia Imperiale Pontificia prima di Hinata Sakaguchi.
Saare appartiene a una stirpe di elfi, motivo per cui il suo aspetto giovanile non rispecchia affatto la sua reale età.
Nonostante l’aria da giovane cavaliere, è il più anziano tra i Dieci Saggi del mondo di *Mi sono reincarnato in uno slime*.
È noto come il “Cielo Azzurro” tra i Tre Maestri della Spada, un trio di spadaccini sacri d’élite.
La sua abilità marziale e la sua esperienza lo hanno portato a servire direttamente il Sommo Pontificato.
Nel doppiaggio originale è interpretato da Chiba Shoya.
La sua figura apparirà sia nella serie principale sia nello spin-off incentrato sulla vita nel regno dei mostri.
Prima dell’ascesa di Hinata Sakaguchi, Saare era il primo cavaliere della Guardia Imperiale Pontificia, un corpo scelto di difensori al servizio diretto della Chiesa.
Quando Hinata viene nominata, gli “strappa” di fatto la posizione di capo, cosa che lascia in Saare una certa amarezza.
In qualità di Tre Maestri della Spada, Saare ricopre un ruolo d’élite tra i combattenti della Chiesa.
È abituato a operare in missioni di altissimo rischio e ad agire come punta di diamante nelle decisioni militari del Sommo Pontificato.
Dopo la sua sconfitta contro Diablo, Saare non può più tornare al Palazzo Pontificio.
Viene “raccolto” da Razen e, insieme al collega Grigori, inizia a lavorare nell’ombra con la prospettiva di occuparsi in futuro dei lavori dietro le quinte del Regno di Farmenas.
Saare è orgoglioso, diretto e talvolta brusco, soprattutto verso Hinata Sakaguchi.
Il fatto che la sua posizione di primo cavaliere le sia stata sottratta ha reso il suo atteggiamento verso di lei piuttosto duro.
Ha un forte senso del dovere e della responsabilità, tanto da rimproverare apertamente Hinata in un’assemblea.
Quando ritiene che qualcuno abbia fallito in un compito cruciale, non esita a dirlo frontalmente, anche se si tratta di colleghi di alto rango.
Nonostante la grande esperienza, Saare mostra notevoli lacune in materia di demoniologia.
La sua ignoranza riguardo alle gerarchie dei demoni e ai “demoni primordiali” lo porta a sottovalutare inizialmente la minaccia di Diablo, con conseguenze disastrose.
Col tempo impara, a caro prezzo, a diffidare dei complotti e a non fidarsi ciecamente delle alte sfere della Chiesa.
La scoperta del tradimento dei Maestri dei Sette Giorni lo scuote profondamente e lo costringe a rivedere le proprie certezze.
Hinata Sakaguchi
Hinata Sakaguchi è la cavaliere santa che gli succede come capo della Guardia Imperiale Pontificia.
Saare ne sopporta a fatica il ruolo, ritenendo che la sua posizione sia stata “sottratta” più che conquistata.
Durante la crisi con la Federazione dei Mostri guidata da Rimuru Tempest, Hinata fallisce nel catturare o uccidere Rimuru.
Questo errore porta all’evoluzione di Rimuru in Re Demone e alla resurrezione di Veldora Tempest, evento catastrofico che viene collegato direttamente all’operato di Hinata.
In sede di consiglio, Saare la attacca in modo duro, accusandola di aver causato una situazione senza precedenti.
La tensione sfocia quasi in uno scontro aperto, con i cavalieri santi divisi e pronti a incrociare le armi.
Tuttavia, entrambi vengono ingannati e manipolati dai Maestri dei Sette Giorni e dalla famiglia Rosso.
Saare e Hinata, insieme agli altri cavalieri santi, si ritrovano a combattere per conto di piani occulti di cui sono solo pedine inconsapevoli.
Diablo
Diablo è il demone con cui Saare si scontra direttamente durante la campagna nel Regno di Falmuth.
Dapprima Saare non comprende la vera identità del suo avversario, che si presenta con estrema disinvoltura.
Quando Diablo risponde alla richiesta di identificarsi, accenna agli altri demoni primordiali chiamandoli per nome senza alcun onorifico.
Questo è un dettaglio che, secondo la “normale” conoscenza dei demoni, dovrebbe essere impossibile per un demone inferiore.
Saare, ignorando queste regole, non coglie subito il significato di quel comportamento, mentre i cacciatori di demoni dell’est rivelano una paura evidente.
Solo più tardi, durante il combattimento, quando Diablo dichiara di aver ricevuto un nome e di essersi evoluto in un “Arcidemone”, Saare comprende finalmente la portata del pericolo.
La differenza di potere si rivela schiacciante: Saare viene completamente sopraffatto in duello.
In seguito gli viene riferito che Diablo è in realtà il famigerato “Primordiale Nero”, e questa rivelazione lo fa rabbrividire.
Nonostante l’ostilità iniziale, in un frangente cruciale Diablo finisce per salvare Saare.
Quando i Maestri dei Sette Giorni cercano di eliminare tutti i testimoni, Saare e i giornalisti sul posto sopravvivono grazie al pronto intervento di Diablo.
Grigori
Grigori è un collega di Saare, anch’egli coinvolto nelle manovre della Chiesa e poi travolto dagli eventi.
Dopo la disfatta contro Diablo e la scoperta del complotto, Grigori e Saare sono costretti a fuggire.
I due vivono una sorta di vita da ricercati, lontani dalla Chiesa che un tempo servivano.
Insieme, finiscono per diventare allievi di Razen, accettando un ruolo più umile ma più lucido rispetto al passato.
Razen
Razen è il mago che accoglie Saare e Grigori dopo la loro caduta in disgrazia.
Dopo la sconfitta e l’impossibilità di tornare alla Chiesa, è Razen a “raccoglierli” e offrire loro una nuova collocazione.
Sotto Razen, Saare inizia un nuovo percorso come uomo dietro le quinte del Regno di Farmenas.
È previsto che, in futuro, si occupi dei lavori occulti e strategici dello stato, ben lontano dal palcoscenico aperto della cavalleria sacra.
I Maestri dei Sette Giorni e la famiglia Rosso
I Maestri dei Sette Giorni sono un gruppo di anziani misteriosi che operano come manipolatori all’interno della Chiesa.
Sono loro a ordinare a Saare di guidare la Guardia Imperiale Pontificia verso il Regno di Falmuth, apparentemente per sostenere la guerra contro la Federazione dei Mostri.
Nel corso degli eventi, Saare si rende conto che ci sono troppe incongruenze nella situazione.
Analizzando queste contraddizioni, arriva a capire di essere stato intrappolato in un complotto ordito dai Maestri dei Sette Giorni in collaborazione con la famiglia Rosso.
Quando i Maestri dei Sette Giorni si muovono per eliminare tutti i testimoni, Saare diventa uno dei loro bersagli.
Questo tradimento da parte dei suoi presunti superiori rompe definitivamente il suo legame di fiducia con la struttura della Chiesa.
Conflitto con la Federazione dei Mostri
Quando Hinata affronta Rimuru Tempest e fallisce, le sue azioni innescano una catena di eventi devastante.
Il mancato successo porta non solo all’elevazione di Rimuru a Re Demone, ma anche alla resurrezione del drago Veldora Tempest.
Questa crisi viene discussa in consiglio, dove Saare punta il dito contro Hinata.
La rimprovera per aver fatto scoppiare una situazione senza precedenti, accusandola di aver messo il mondo in pericolo.
I cavalieri santi si dividono e la tensione arriva al punto di una potenziale rissa interna.
Nel frattempo, però, Saare non è consapevole di essere già dentro una rete di manipolazioni ben più ampia.
Campagna nel Regno di Falmuth
Nel settimo volume della versione cartacea, Saare riceve l’ordine dai Maestri dei Sette Giorni di guidare la Guardia Imperiale Pontificia nel Regno di Falmuth.
L’operazione sembra un supporto alla reincursione di Falmuth contro la Federazione dei Mostri di Rimuru Tempest.
Saare si muove insieme a Glenda Attley, un’altra figura di rilievo coinvolta in questi piani.
L’obiettivo ufficiale è riprendere l’offensiva contro la Federazione dei Mostri, ma in realtà la missione è piena di segreti e secondi fini.
Durante la campagna, Saare e Glenda si ritrovano faccia a faccia con Diablo.
Il piano di battaglia crolla rapidamente quando Glenda tradisce e Saare si trova a combattere da solo contro Diablo.
Privo di via di fuga e senza supporto reale, Saare viene rapidamente ridotto all’impotenza.
La potenza di Diablo è tale da rendere chiaro che il livello delle forze mandate dalla Chiesa era del tutto insufficiente.
Scoperta del complotto e fuga
Sotto pressione, Saare inizia a mettere in fila le incongruenze nella missione.
Collegando i vari elementi, comprende di essere stato usato come pedina dai Maestri dei Sette Giorni e dai Rosso, e che l’intera operazione è una trappola.
Poco dopo, i Maestri dei Sette Giorni compaiono per eliminare tutti i testimoni, inclusi Saare e i giornalisti che si trovano sul posto.
Il loro intento è cancellare qualsiasi prova del complotto e riscrivere la narrazione degli eventi.
In questo frangente interviene Diablo, che con un’azione rapida impedisce il massacro.
Grazie alla sua interferenza, Saare e gli altri presenti vengono salvati dall’eliminazione.
Nonostante la salvezza fisica, Saare non può più tornare alla Chiesa senza rischiare l’esecuzione o un capro espiatorio.
Così, insieme a Grigori, sceglie la via della fuga e della clandestinità.
Nella sua nuova vita, Saare diventa allievo di Razen, abbandonando la facciata di cavaliere santo perfetto.
La sua esperienza viene reindirizzata verso il lavoro dietro le quinte per il Regno di Farmenas.
Nello spin-off dedicato alla vita nella Federazione dei Mostri, Saare appare come sparring partner e istruttore per un trio di protagoniste.
Si occupa del loro addestramento, mettendo a frutto le sue competenze marziali e tattiche.
Saare chiede espressamente che Hinata Sakaguchi non venga informata della sua presenza e delle sue attività.
Vorrebbe mantenere un profilo basso e non riaprire vecchie tensioni con la Chiesa.
Tuttavia, una delle allieve particolarmente svampite finisce per far trapelare la verità.
Così Hinata, mentre si gode la Festa di Apertura del paese, viene a sapere con estrema facilità dove si trova Saare.
Saare è uno dei Tre Maestri della Spada, quindi un combattente di livello straordinario.
La sua tecnica con la spada è affinata sia da una lunga vita elfica sia da anni di servizio nella Guardia Imperiale Pontificia.
Come cavaliere santo, possiede abilità tipiche dei guerrieri della Chiesa, tra cui tecniche sacre e difese spirituali.
La sua specialità è la combinazione di velocità, precisione e controllo del campo di battaglia.
Tuttavia, il confronto con un demone primordiale come Diablo mette in luce i limiti di un combattente “umano” anche d’élite.
Pur essendo forte tra gli umani e i cavalieri santi, Saare si dimostra quasi impotente davanti a un Arcidemone battezzato da Rimuru Tempest.
Il suo maggiore punto debole, dimostrato in questa saga, è la scarsa conoscenza teorica dei demoni.
Proprio questa ignoranza lo porta a non riconoscere subito il pericolo e ad affrontare Diablo con una leggerezza che non avrebbe mai dovuto permettersi.
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