Pandora è un personaggio dell’opera Re:Zero - Starting Life in Another World, una misteriosa “strega” dalla bellezza sovrannaturale legata al peccato di “Virtualità / Falsa apparenza” (虚飾), dotata di un potere di riscrittura della realtà che la rende una delle entità più pericolose e incomprensibili del mondo dell’opera.
Nome: Pandora
Soprannome/Titolo: Strega della Virtualità (Strega della Falsa Apparenza)
Sesso: Femminile
Altezza: 155 cm
Età: Sconosciuta
Data di nascita: 3 maggio
Colore immagine/associato: Oro, bianco
Affiliazione: Congregazione della Strega (fazione “estremista”)
Ruolo/Autorità: Portatrice dell’Autorità della Virtualità (detta anche “Autorità della Falsa Apparenza”)
Presunta specie: Strega (entità paragonabile alle Sette Streghe dei Peccati Capitali)
Doppiatrice (versione anime): Rie Kugimiya
Pandora appare come una ragazza dalla lunghissima chioma bianco‑platino, lucida e trasparente, e una bellezza così abbagliante da far tremare chiunque la osservi.
Il suo viso, i lineamenti e l’espressione costante e serena le conferiscono un’aura di santità e distacco quasi divino.
Il suo abbigliamento è estremamente minimalista: un unico drappo bianco, simile a un poncho, che le copre appena il corpo.
Sotto questo mantello è nuda, rendendo il suo aspetto pericolosamente esposto e al limite del pudore.
Secondo le indicazioni dell’autore, questa scelta nasce dal suo desiderio di “accogliere gli altri nella loro forma più autentica”, senza orpelli né maschere.
In realtà vorrebbe essere completamente nuda, e il pezzo di stoffa che indossa è l’unica “concessione” di pudore verso gli altri.
Pandora è una strega che esisteva più di 400 anni prima degli eventi principali di Re:Zero.
Pur non facendo parte delle famose “Sette Streghe dei Peccati Capitali”, è comunque chiamata “strega” e riconosciuta come Strega della Virtualità.
Il suo vero ruolo nella storia è avvolto nel mistero:
non viene registrata nei libri di storia ufficiali, e persino all’interno della Congregazione della Strega il suo nome è considerato tabù, proibito da pronunciare.
Nell’organizzazione, in passato, risultava legata al ramo “estremista” della Congregazione.
Nonostante questo, è trattata con enorme deferenza sia dagli estremisti sia dai moderati, e persino il temibile Regulus Corneas le parla con rispetto.
Le sue azioni hanno inciso pesantemente sul mondo:
ha interferito in battaglie storiche, ha rovinato la vita di numerosi personaggi chiave e ha influenzato il destino di intere città e nazioni.
Nonostante ciò, Subaru Natsuki non l’ha ancora incontrata direttamente nel presente della storia, anche se più volte viene suggerito che Pandora sia ancora viva.
In apparenza, Pandora è gentile, calma e costantemente cortese.
Parla con tono dolce, scelta di parole raffinata e rispetto formale, indipendentemente dall’interlocutore o dalla situazione.
Ha una visione quasi “estetica” della vita umana:
ammira chi lotta per sopravvivere, chi non rinuncia a creare qualcosa anche quando viene calpestato dal destino.
Soprattutto, considera l’amore come la forza più splendida capace di muovere le persone.
Frasi tipiche che rappresentano la sua visione sono, ad esempio:
«Non tutti possono pensare come te o raggiungere la tua altezza.
Tu sei speciale più di chiunque altro, e sei soddisfatto di te stesso. La tua completezza è meravigliosa. E anche la loro incompletezza è meravigliosa.»
«È inevitabile che, per uno scopo nobile, nascano vite destinate al sacrificio.
Ma non dimenticare mai il coraggio di ribellarsi anche contro un destino così crudele. La bellezza di quel cuore non può essere negata.»
«Persino dal nulla si può creare qualcosa.
Questo non è forse il meraviglioso potere della vita?»
«L’amore. È davvero qualcosa di splendido.»
Detto così potrebbe sembrare quasi una figura benevola, filosofica e comprensiva.
In realtà, la sua filosofia è profondamente egoistica e distorta.
Pandora distrugge deliberatamente le vite altrui, provocando tragedie e “testando” la bellezza delle persone che lottano nel dolore.
Le sue parole di elogio, quindi, risultano vuote e auto‑compiaciute, pronunciate solo dopo aver lei stessa causato quelle sofferenze.
Ripete spesso che “non ama i sacrifici inutili”, ma il contrasto tra ciò che dice e ciò che fa è enorme.
È talmente convinta di non sbagliare mai da risultare una vera fanatica, non meno folle dei Vescovi della Congregazione della Strega.
I suoi poteri riflettono questo egocentrismo:
la sua Autorità riscrive la realtà perché si conformi al suo punto di vista, cancellando, reinterpretando o distorcendo eventi e persone affinché tutto combaci con la sua narrativa.
Natura dell’Autorità
Pandora non possiede un “Fattore Stregonesco” come i Vescovi della Congregazione, ma una Autorità propria, chiamata comunemente Autorità della Virtualità.
Questa capacità le permette, in sostanza, di riscrivere la realtà secondo la propria volontà.
L’effetto principale può essere riassunto così:
lei può modificare, cancellare o reinterpretare qualsiasi evento come se fosse solo un “errore di percezione” o una “svista”, alterando di conseguenza il mondo e i ricordi di chi ne fa parte.
Esempi di utilizzo
Se viene uccisa o ridotta a pezzi, può dichiarare che si è trattato di “un errore di vista”, facendo sì che la sua morte “non sia mai esistita”.
Il mondo si adegua a questa nuova versione, come se non fosse mai stata realmente ferita.
Può decretare che “una certa persona non si trovasse in quel luogo”, cancellando sia la presenza della persona sia tutte le azioni da essa compiute in quella scena.
In questo modo, i fatti vengono rielaborati dal mondo stesso per colmare ogni vuoto senza lasciare contraddizioni evidenti.
Può far scambiare di persona qualcuno con lei, inducendo gli altri a credere che un terzo fosse Pandora, provocando così, per esempio, episodi di fuoco amico o decisioni basate su identità errate.
Può selezionare in modo mirato cosa cancellare e cosa lasciare intatto.
Le parti che le piacciono o che le sono utili possono restare, mentre ciò che è “scomodo” viene rimosso dalla storia.
L’aspetto più inquietante è che, una volta avvenuta la riscrittura, non rimane alcun “bug”, vuoto logico o traccia evidente.
Le memorie, gli eventi e le circostanze si “autoadattano” per rendere coerente la nuova versione dei fatti decisa da Pandora.
Interazione con coscienza e volontà altrui
La sua Autorità non si limita alla realtà materiale.
Sembra in grado di agire anche sulla mente e sulla percezione delle persone.
Un esempio chiave è il caso di Juice (il futuro Petelgeuse Romanée-Conti):
dopo aver spezzato la sua sanità mentale, Pandora gli parla in tono dolce e lo guida fino a trasformarlo nel fanatico e devoto Vescovo della Pigrizia, Petelgeuse Romanée-Conti.
Si suggerisce fortemente che abbia “modellato” la sua psiche, incanalandone la follia verso la devozione assoluta alla Congregazione.
Ha dimostrato inoltre di poter manipolare gli effetti dei ricordi:
per esempio, ha fatto in modo che Emilia, ancora bambina, dimenticasse completamente il suo incontro con Pandora, così come la morte di Fortuna e di Juice/Petelgeuse nelle modalità reali.
Lo stesso effetto si nota su Petelgeuse Romanée-Conti adulto e su Regulus Corneas, che non ricordano pienamente la presenza di Emilia durante l’episodio nella Foresta di Elior.
Durante il congedo da Emilia, Pandora afferma:
che lei ed Emilia non moriranno fino al giorno in cui il ghiaccio che avvolge la foresta si scioglierà e si rincontreranno;
che tutti i ricordi di Emilia fino a quel giorno saranno “completi senza la presenza di Pandora”, invitandola a “ricostruire come vuole” i suoi ricordi in base alla promessa che ha cercato disperatamente di mantenere.
In pratica, cancella se stessa dalle memorie di Emilia, lasciando però intatto il peso emotivo della promessa, solo riassegnato a “qualcun altro” nella mente della ragazza.
Interazione con entità non umane
L’Autorità di Pandora si estende anche a entità prive di linguaggio o di coscienza umana.
Un esempio impressionante è il controllo sulla “Serpe Nera”, una delle tre grandi bestie magiche del mondo di Re:Zero, ritenuta solitamente incontrollabile persino dalla Congregazione.
Pur non potendola “comandare” in senso stretto, Pandora è in grado di indirizzarne il movimento, guidandola verso obiettivi specifici.
Questo dimostra che la sua riscrittura può agire sui comportamenti anche di creature puramente istintive, o addirittura su elementi della realtà privi di volontà.
Rapporti con Regulus Corneas
Regulus Corneas, Vescovo della Gola della Congregazione, è temutissimo e difficilmente controllabile.
Eppure, di fronte a Pandora, per la maggior parte del tempo mostra atteggiamenti ossequiosi e deferenti, seguendo i suoi ordini.
Tuttavia, quando la frustrazione e la sua indole distruttiva esplodono, Regulus arriva a ribellarsi e tentare di uccidere Pandora.
Lei, grazie alla sua Autorità, annulla le conseguenze della sua morte, “riscrivendo” l’evento come se non fosse mai accaduto.
Limiti e giudizi
Nonostante l’impressione di onnipotenza, Pandora ammette implicitamente che non può fare qualsiasi cosa senza eccezioni.
Esistono delle restrizioni non dichiarate alla sua Autorità, sebbene non vengano mai esplicitate nel dettaglio.
È considerata dalla strega della Gola, Echidna, come una figura “eccezionalmente abile nel sopravvivere”, più che come una pura distruttrice.
L’autore dell’opera ha dichiarato che Pandora è “una delle persone più difficili da uccidere” in assoluto.
Curiosamente, Pandora stessa sostiene di non voler “interferire direttamente in un combattimento” con la sua Autorità, a meno che non sia strettamente necessario.
Preferisce che le battaglie si sviluppino naturalmente, intervenendo a livello di storia e contesto più che di colpi e ferite, pur rimanendo assolutamente letale nelle conseguenze indirette.
Attacco alla Foresta di Elior
Circa 100 anni prima degli eventi principali, Pandora attacca la Grande Foresta di Elior, accompagnata da:
Regulus Corneas, Vescovo della Gola;
la Serpe Nera, una delle tre grandi bestie magiche.
Il suo obiettivo è legato a “un certo sigillo”, che desidera far aprire a Emilia, allora ancora una bambina mezza elfa che viveva nella foresta.
In questo evento tragico:
Fortuna, zia e madre adottiva di Emilia, viene uccisa.
A causa delle manipolazioni di Pandora, Fortuna viene in realtà scambiata da Juice per un’altra persona, portando all’uccisione “per errore”.
Juice, un membro della Congregazione in precedenza appartenente al ramo “moderato”, viene psicologicamente distrutto.
Pandora lo porta alla follia e lo “ricostruisce” nel fanatico che diventerà in seguito il Vescovo della Pigrizia, Petelgeuse Romanée-Conti.
Alla fine, Pandora cancella la propria presenza dai ricordi di Emilia (e, in parte, dagli altri presenti), lasciando alla bambina solo un enorme trauma e un vuoto di memoria.
Questo episodio è alla radice dell’odio e del dolore che legano Pandora a Emilia, Petelgeuse Romanée-Conti e Fortuna.
Interferenza nella Grande Spedizione contro la Balena Bianca
Circa 14 anni prima del presente, durante la Grande Spedizione organizzata dal Regno di Lugnica per uccidere la Balena Bianca, Pandora appare improvvisamente sul campo di battaglia.
Fino a quel momento, le forze del Regno, guidate anche dalla Spadachimma Sacra dell’epoca, Theresia van Astrea, erano in vantaggio.
Con l’intervento di Pandora, però, la situazione viene completamente capovolta.
L’esercito reale passa dalla quasi vittoria a una pesante sconfitta, e in questo contesto Theresia van Astrea muore.
Pandora non viene mostrata mentre combatte direttamente in prima linea, ma il suo intervento “sovrastorico” ribalta l’esito di uno degli scontri più importanti del secolo.
Il cavaliere Wilhelm van Astrea, marito di Theresia e futuro “Maestro della Spada”, ne resta segnato per tutta la vita.
Caduta della Città Fortificata di Garkla
Pandora è anche responsabile della distruzione della Città Fortificata di Garkla, appartenente all’Impero di Vollachia.
In quel luogo erano cominciati a circolare reliquie e oggetti collegati alle Streghe dei Peccati Capitali.
Per eliminare questa minaccia o per impedire che tali reliquie prendessero una certa direzione, Pandora invia Regulus Corneas a Garkla.
In questo attacco, la città viene rasa al suolo e il suo celebre difensore, il guerriero leggendario Kurgan “Otto Braccia”, soprannominato “Dio della Guerra” e protettore di Garkla, viene ucciso.
Si tratta di un ulteriore indizio del fatto che Pandora regola la presenza di Regulus Corneas come un’arma strategica, sfruttandolo come braccio armato mentre lei rimane sullo sfondo a manipolare trame e condizioni.
Trame e obiettivi
I veri scopi finali di Pandora non sono ancora completamente chiari.
Si sa che le sue azioni sono collegate:
al compimento dei piani supremi della Congregazione della Strega;
alla gestione e al controllo di sigilli, reliquie e bestie magiche;
alla manipolazione dei destini di individui chiave, come Emilia, Petelgeuse Romanée-Conti, Regulus Corneas, Theresia van Astrea, Wilhelm van Astrea e lo stesso Regno di Lugnica e l’Impero di Vollachia.
Le sue mosse sembrano spesso apparentemente casuali o “capricciose”, ma riprendono sempre il tema centrale:
mettere alla prova e contemplare la “bellezza della vita che lotta nel dolore”, pur essendo lei stessa l’artefice di quel dolore.
Emilia
Per Emilia, Pandora è un nemico assoluto, anche se per lungo tempo la mezza elfa non ne è consapevole a causa della cancellazione di memoria.
Pandora:
ha distrutto la sua casa nella Foresta di Elior;
ha provocato la morte di Fortuna, figura materna di Emilia;
ha condotto alla follia Juice, che diventerà Petelgeuse Romanée-Conti, responsabile di ulteriori tragedie nella vita di Emilia.
Pandora ha però cancellato la propria presenza dai ricordi di Emilia, lasciandole solo il dolore e una promessa da lei vissuta come infranta.
Quando il ghiaccio di Elior si scioglierà e loro due si incontreranno di nuovo, quel debito emotivo tornerà al centro del loro rapporto.
Petelgeuse Romanée-Conti (Juice)
Juice era un Vescovo della Congregazione dal temperamento molto più moderato rispetto alla figura che il pubblico conosce come Petelgeuse Romanée-Conti.
Pandora lo distrugge psicologicamente, lo manipola e ne “riplasma” la personalità fino a farlo diventare l’iconico fanatico della Pigrizia, devoto alla Strega dell’Invidia e alla Congregazione.
Per Petelgeuse, Pandora è dunque una sorta di “madre della follia” o di demiurgo che ha confezionato la sua identità.
La sua Autorità è probabilmente implicata sia nel trauma originario sia nella struttura della sua nuova mente.
Regulus Corneas
Regulus è una delle più temibili Armi della Congregazione.
Con Pandora, mostra un rapporto ambiguo:
da un lato, le rivolge spesso la parola in modo onorifico e obbedisce ai suoi piani;
dall’altro, non ne riconosce un’autorità assoluta e, nei momenti di frustrazione, arriva a ribellarsi, cercando persino di ucciderla.
Pandora, tuttavia, resta sempre un passo avanti grazie alla sua Autorità.
Sembra sfruttare Regulus come strumento “usa e getta”, consapevole che, se anche dovesse ferirla o ucciderla, lei potrebbe semplicemente riscrivere la realtà.
Fortuna
Fortuna è la zia di Emilia e sua madre adottiva.
Pandora, coi suoi intrighi e la manipolazione di Juice, porta Fortuna alla morte durante il disastro della Foresta di Elior.
Agendo sulla percezione e sugli eventi “visti”, Pandora fa sì che Juice “veda” Fortuna come un’altra persona da abbattere, portandolo a ucciderla con le proprie mani.
Per Emilia, anche se i ricordi sono distorti, questo evento segna una ferita indelebile, dietro la quale si nasconde la figura di Pandora.
Theresia van Astrea e Wilhelm van Astrea
Nella Grande Spedizione contro la Balena Bianca, Pandora interviene e ribalta l’esito dello scontro.
In quell’occasione, Theresia van Astrea, la Spadachimma Sacra dell’epoca, resta uccisa.
Wilhelm van Astrea, suo marito, trascorrerà la vita tormentato da quella perdita.
Sebbene Pandora non sia sempre esplicitamente nominata nei resoconti della battaglia, il suo intervento è alla base della morte di Theresia e della sconfitta delle truppe reali.
Altre Streghe
Le Sette Streghe dei Peccati Capitali erano, nel loro passato, legate da rapporti di conoscenza e, talvolta, di amicizia fra loro.
Pandora, pur essendo una “strega” a tutti gli effetti, sembra però non essere nominata nei discorsi delle altre.
In particolare, Echidna, Strega della Gola, non la vede di buon occhio e la considera con una certa ostilità e diffidenza.
Ciò suggerisce che, anche fra le streghe, Pandora rappresenti una presenza eccezionalmente scomoda e inquietante, tanto da essere evitata persino nei racconti.
Il ruolo di Pandora è legato alla cosiddetta “Virtualità” o “Falsa apparenza”, concetto che discende dagli antichi otto peccati capitali originari.
Prima della formulazione canonica dei “Sette Peccati Capitali”, infatti, esistevano gli “Otto Peccati Fondamentali”, tra cui:
la Tristezza/Malinconia, poi assorbita nel concetto di Pigrizia;
la Virtualità/Falsa apparenza, spesso assorbita nella Superbia.
Successivamente, venne aggiunta la Gelosia, e la lista venne riformulata nei sette peccati moderni.
Pandora incarna proprio questa antica “Virtualità”: la tendenza a costruire una realtà apparente, ornata ma falsa, che nasconde la verità e la trasforma in qualcosa di più sopportabile o funzionale all’ego.
La sua Autorità di riscrittura della realtà è dunque perfettamente coerente:
tutto ciò che non si adatta alla sua visione può essere eliminato, travisato o “abbellito” fino a diventare accettabile per la sua sensibilità.
Il nome Pandora deriva direttamente dalla figura omonima della mitologia greca.
In quel mito, Pandora apre un vaso o una scatola che le era stata proibita, liberando nel mondo tutti i mali.
Nel fondo di quel contenitore resta, secondo la versione più celebre, la Speranza.
L’idea che, anche in mezzo alle calamità, resti una scintilla di voglia di vivere e di lotta si riflette alla perfezione nella filosofia della Pandora di Re:Zero:
lei considera “bellissima” proprio questa capacità dell’uomo di combattere anche quando è schiacciato dalla sofferenza.
Esiste però anche un’interpretazione in cui persino la speranza è vista come un altro tipo di male, poiché trattiene gli uomini in un ciclo infinito di aspettativa e dolore.
In questo senso, anche la Pandora di Re:Zero è coerente: la sua “ammirazione” per la lotta e la speranza altrui non è altruistica, ma una forma di crudeltà travestita da contemplazione estetica, che la porta a rovinare volontariamente le vite degli altri per alimentare il proprio “spettacolo”.
All’interno della Congregazione della Strega, Pandora è considerata talmente pericolosa e sacrilega che perfino pronunciarne il nome è ritenuto un tabù.
È una sorta di “strega proibita” anche in un ambiente già popolato da fanatici.
Nonostante la sua Autorità le permetterebbe di annientare quasi chiunque in uno scontro diretto, preferisce spesso osservare e manipolare piuttosto che colpire con brute force.
Questo la rende ancora più inquietante, perché i suoi interventi non sembrano mai casuali.
Il suo design ufficiale nei romanzi la mostra con un poncho bianco e nient’altro, soluzione che evidenzia sia il suo distacco dalle convenzioni umane sia la sua idea di “accettare l’altro nella sua nudità essenziale”.
Secondo l’autore, il desiderio di Pandora sarebbe quello di vivere completamente nuda, e il poncho è solo un compromesso minimale.
L’autore di Re:Zero ha confermato che Pandora rientra tra i personaggi più difficili da uccidere dell’intera opera, a causa della versatilità e della potenza della sua Autorità.
In pratica, per eliminarla realmente sarebbe necessario aggirare o infrangere una “logica cosmica” che lei controlla in modo quasi assoluto.
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Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.