È il fratello minore di Takauji Ashikaga.
A differenza del fratello, che agisce in base all’intuito,
lui prende decisioni guidandosi dalla logica.
I rapporti con il fratello sono buoni,
ma si rivolge sempre a lui con rispetto e disciplina,
mantenendo la distanza,
anche a fronte della familiarità mostrata da Takauji.
Ha percepito che nel fratello alberga la presenza di qualcosa di non umano,
il che gli genera inquietudine.
Su ordine del fratello,
si reca a Kamakura e lì si adopera come reggente dello Shogunato di Kamakura,
lavorando per mantenere l’ordine e guidare la ricostruzione.
Grazie alle sue azioni, conquista la popolarità tra la popolazione.
Riesce anche a tenere sotto controllo, con la sola forza della logica,
i membri problematici dell’entourage di Kamakura.
Ha capacità politiche eccezionali,
ma il suo unico e più grande difetto è l’incapacità nella guerra:
non sa cogliere le sfumature sul campo di battaglia.
Durante la rivolta del successore usurpatore,
nella “caccia al demone dorato” della Guerra dei Due Troni,
tenta di negoziare e ingaggiare un duello verbale con Tokiyuki Hojo.
Con parole cariche di autorità quasi da grande monaco,
cerca di sopraffare Tokiyuki Hōjō,
ma viene smascherato quando il giovane gli rinfaccia il piano degli Ashikaga di ribellarsi all’Imperatore,
portando la trattativa al fallimento.
Nel corso dello scontro con Tokiaki Miura,
cerca di sottometterlo con la ragione,
ma proprio per questo non riesce a smuovere le sue emozioni
e ne provoca la defezione.
Finisce con la sconfitta
e viene scacciato da Kamakura.
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