Oliver Schtrom

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Oliver Schtrom
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Genere: Maschio
Nome inglese: Oliver Schtrom
Nome giapponese: オリバー=シュトローム
Nome cinese: 奥利弗·斯托罗姆
Nome coreano: 올리버 슈트롬
Nome romanizzato: Oribā Shutorōmu
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Toshiyuki Morikawa
Toshiyuki Morikawa
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Wise Man’s Grandchild
Wise Man’s Grandchild
Data di rilascio: 10 Aprile 2019

Impostazioni del personaggio

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Oliver Schtrom è un personaggio maschile di Wise Man’s Grandchild, noto come capo supremo dei demoni artificiali e primo essere della sua specie ad aver conservato una razionalità completa dopo la trasformazione.

Oliver Schtrom è un uomo dalla pelle scura e dai capelli bianchi, con un portamento elegante e un’intelligenza fredda e calcolatrice.

Il suo nome originale era Oliveira von Stradius, nobile del defunto Impero di Bluesphere e titolare di diritti di successione al trono.

Dopo essere diventato un demone artificiale in seguito a un’esplosione incontrollata del proprio potere magico, assume il ruolo di principale antagonista della prima parte della storia.

Nel corso degli eventi si oppone soprattutto a Shin Wolford, distinguendosi come uno degli avversari più pericolosi dell’opera.

Doppiatore: Toshiyuki Morikawa

Prima della caduta, Oliver era un duca dell’Impero di Bluesphere e un uomo noto per la sua indole saggia e benevola.

Preoccupato per la corruzione del sistema imperiale e per il disprezzo verso i popolani, promuoveva politiche favorevoli alla gente comune ispirandosi al modello di August von Earlshide.

La sua vita cambia radicalmente quando il rivale politico Herald von Richmond, deciso a impadronirsi del trono, lo fa cadere in una trappola.

Accusato ingiustamente e abbandonato perfino dal suo stesso popolo, vede i suoi sudditi insorgere e uccidere la moglie incinta, Aria, gettandolo nella disperazione.

Da quel momento il suo odio e il suo dolore provocano la trasformazione in demone artificiale.

Pur mantenendo la ragione, perde quasi tutte le emozioni, conservando solo sete di vendetta, odio e una lieve forma di compiacimento.

A prima vista Oliver appare raffinato, composto e persino signorile.

In realtà è un individuo estremamente spietato, capace di sacrificare o manipolare chiunque pur di raggiungere il proprio obiettivo.

La sua freddezza nasce dalla perdita quasi totale della sfera emotiva dopo la trasformazione.

Per questo non prova rimorso nell’usare gli altri come cavie, soldati o semplici strumenti.

Nonostante ciò, non è rappresentato come una figura puramente mostruosa.

Conserva infatti tracce della brillantezza che possedeva da umano, mostrando umiltà, lucidità intellettuale e una sorprendente capacità di riflettere sul significato dell’esistenza dei demoni artificiali.

Resta però dominato da un odio assoluto verso l’intero Impero di Bluesphere.

Dopo averlo distrutto, smette quasi del tutto di interessarsi sia agli esseri umani sia ai propri subordinati, inclusi i più devoti come Milia e Zest.

Oliver apparteneva all’alta aristocrazia imperiale ed era considerato un uomo di grande valore morale.

Si opponeva alla struttura classista dell’impero e cercava di migliorare la condizione dei cittadini comuni.

La sua rovina comincia quando i suoi avversari politici fabbricano false accuse contro di lui.

I sudditi del suo territorio, convinti della sua colpevolezza, lo tradiscono e uccidono la moglie Aria e il figlio che portava in grembo.

Quell’evento lo spezza definitivamente.

Il dolore e il rancore fanno esplodere il suo potere magico, trasformandolo in un demone artificiale dotato di mente lucida.

Dopo la trasformazione, Oliver entra in contatto con Zest e con un gruppo di agenti imperiali formato da popolani ostili all’aristocrazia.

Li recluta e inizia a preparare con pazienza la propria vendetta contro l’impero.

Successivamente si infiltra nel Regno di Earlshide sotto falsa identità.

Nasconde i suoi occhi rossi con una maschera sugli occhi e si presenta come un esule imperiale rimasto cieco dopo aver perso una lotta per la successione.

Con questa copertura diventa insegnante di magia presso l’accademia.

Qui osserva con attenzione gli studenti e individua in Kurt von Rittsburg un soggetto ideale per i suoi esperimenti.

Oliver ne guida la crescita come precettore personale, ma allo stesso tempo alimenta in lui una mentalità elitaria simile a quella della nobiltà imperiale.

Portando il ragazzo verso un forte squilibrio mentale, riesce a stabilire un metodo per provocare artificialmente la trasformazione in demone.

Dopo l’ingresso di Kurt nell’accademia superiore di magia, il piano riesce e il giovane si trasforma davvero.

Tuttavia viene eliminato da Shin Wolford, il celebre “nipote del saggio”.

Subito dopo, un investigatore che stava esaminando i rapporti di Kurt riesce a incastrare Oliver con un interrogatorio guidato.

La sua responsabilità nel lavaggio del cervello viene così scoperta.

Oliver respinge facilmente i soldati accorsi per arrestarlo e tenta la fuga.

Durante la ritirata si scontra per caso con Shin e, benché venga gravemente ferito e smascherato come demone artificiale, riesce comunque a scappare con prontezza.

Tornato nell’impero, Oliver usa le conoscenze ricavate dal caso Kurt per trasformare anche i propri subordinati in demoni artificiali.

Con il loro aiuto provoca caos nell’esercito imperiale attraverso inganni, disinformazione e attacchi mirati.

La sua campagna culmina nello sterminio completo delle forze imperiali e nella caduta di Herald von Richmond, ormai asceso al trono.

Nella versione animata è lo stesso Oliver a ucciderlo direttamente.

Dopo aver annientato la struttura politica e militare dell’impero, converte in demoni artificiali i popolani che si sottomettono a lui.

Tutti gli altri, nobili o comuni che siano, vengono eliminati senza distinzione.

La sua vendetta si compie con la cancellazione totale dell’Impero di Bluesphere.

Da quel momento il territorio viene spesso chiamato vecchio impero, mentre l’area sotto il controllo dei demoni artificiali prende il nome di territorio demoniaco e la capitale occupata viene soprannominata città demoniaca.

Una volta raggiunto il proprio scopo, Oliver perde quasi ogni interesse per ciò che lo circonda.

Rimane nel vecchio territorio imperiale senza impegnarsi in nuovi grandi progetti.

Nel corso di un esperimento per verificare se due demoni artificiali potessero avere figli, genera un bambino con Milia.

La nascita del loro figlio cambia profondamente la sua visione del futuro.

Il neonato, chiamato Silver in una versione della storia e Silvester in un’altra, non eredita la natura dei demoni artificiali.

Per Oliver questo dimostra che la sua specie non può costituire una vera nuova razza destinata a prosperare al posto dell’umanità.

Da questa conclusione nasce il suo nichilismo definitivo.

Convinto che nel mondo non esista alcun posto per i demoni artificiali, dichiara guerra all’intera umanità e annuncia l’intenzione di sterminarla.

Nello scontro finale accoglie Shin e gli Ultimate Magicians nel castello del vecchio impero.

Combatte fino all’ultimo come avversario centrale della battaglia decisiva.

Durante il conflitto arriva persino a colpire mortalmente Milia, che aveva tentato di proteggerlo.

Questo gesto suscita la furia di Shin.

Alla fine viene annientato da un incantesimo termonucleare lanciato da Shin.

Il colpo lo cancella completamente, senza lasciare traccia neppure a livello cellulare.

Nel manga la sua caduta assume toni ancora più tragici e crudeli.

Davanti a Shin, Oliver getta Sicily von Claude da un luogo elevato mentre è priva di sensi, sperando di provocare in lui lo stesso trauma che un tempo lo trasformò.

Il piano però fallisce, perché Sicily viene salvata grazie all’intervento di Thor von Flegel e degli altri compagni.

Anche Shin riesce a superare rabbia e disperazione senza trasformarsi.

Messo alle strette e persino confutato dalle parole del suo avversario, Oliver perde il poco equilibrio rimasto.

Smarrisce ogni senso della propria esistenza e la sua razionalità scompare del tutto.

A quel punto degenera in un demone artificiale privo di ragione, ancora più potente di Kyle, il mostro che in passato aveva affrontato Merlin Wolford.

Anche in questa versione viene infine distrutto dall’incantesimo termonucleare di Shin.

Shin, però, non gioisce della sua fine.

Anzi, ne piange la sorte, riconoscendo che Oliver avrebbe potuto restare un uomo nobile se non fosse precipitato nella condizione di demone artificiale.

Dopo la morte di Oliver e Milia, il loro figlio Silvester viene accolto da Shin e Sicily.

Cresce così nella famiglia Wolford come figlio maggiore, diventando un giovane brillante e gentile, molto simile a ciò che Oliver era stato in origine.

Come demone artificiale, Oliver dispone di una quantità di potere magico immensa.

A questo si aggiungono intelligenza strategica, pazienza e grande capacità di pianificazione.

È considerato uno dei combattenti più forti dell’opera, secondo solo a Shin.

Anche dopo la trasformazione mantiene lucidità sufficiente per preparare la propria vendetta per oltre due anni.

Sul piano tecnico è estremamente dotato.

Nel suo primo scontro con Shin è il primo personaggio della storia a mostrare apertamente l’uso della magia di levitazione.

Shin stesso ne studia l’esempio e sviluppa in seguito una tecnica simile.

Oliver sa inoltre improvvisare in battaglia, come dimostra quando usa una magia esplosiva per aprirsi una via di fuga.

Nello scontro finale mostra perfino la capacità di usare l’attivazione parallela degli incantesimi, tecnica tipica di Shin.

Resiste quasi senza danni agli attacchi combinati degli Ultimate Magicians, imponendosi come avversario di livello schiacciante.

Oliver non è solo un combattente, ma anche un eccellente educatore.

Durante il periodo da insegnante selezionava studenti promettenti e li invitava a seguire lezioni individuali.

Molti di coloro che ricevevano il suo addestramento miglioravano sensibilmente nelle arti magiche.

Questo lascia intuire una notevole capacità didattica, oltre a una mente profondamente analitica.

Nel manga istruisce persino Zest e gli altri sul metodo per trasformare artificialmente gli animali in mostri.

La sua competenza teorica e pratica nella manipolazione della magia è quindi vastissima.

Nonostante il suo talento, Oliver mostra anche limiti evidenti.

Il più importante è la tendenza alla superbia e al disprezzo verso gli esseri umani.

Questa arroganza lo porta talvolta a sottovalutare i propri avversari.

Nel caso di Kurt, per esempio, cade nell’interrogatorio pilotato dell’investigatore e finisce per esporsi più del dovuto.

Il rapporto più importante della sua vita umana è quello con la moglie Aria e con il figlio che lei portava in grembo.

La perdita di entrambi costituisce il trauma fondante del personaggio.

Milia è invece la figura più vicina a lui nel periodo da demone artificiale.

Pur essendo sinceramente devota a Oliver, non riceve da lui una vera reciprocità emotiva.

Il suo legame con Shin Wolford è quello di un rivale speculare.

Per intelligenza, rigore teorico, talento magico, capacità di insegnare e persino profondità degli affetti perduti, Oliver presenta molte somiglianze con il protagonista.

Proprio per questo viene spesso interpretato come una possibile versione alternativa di Shin.

In altre parole, rappresenta ciò che Shin avrebbe potuto diventare se fosse stato consumato dall’odio e trascinato nella trasformazione.

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(Ultima modifica: Venerdì 01 Maggio 2026 13:05)

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