Mamiya Chida è un personaggio enigmatico e centrale nella saga della Rosa Nera di Shoujo Kakumei Utena. Giovane e dal fascino androgino, è noto per aver vissuto una vita breve segnata da una malattia incurabile e da desideri mai realizzati. Il legame profondo tra Mamiya e Souji Mikage rappresenta uno degli assi portanti del dramma psicologico e delle illusioni che circondano la Rosa Nera. Nel corso della storia, la vera identità di Mamiya e la sua relazione con altri protagonisti sono svelate in un intreccio di ricordi, desideri di eternità e crudeli rivelazioni, offrendo un ritratto complesso e indimenticabile.
Mamiya Chida si presenta come un ragazzo dai tratti delicati e androgini.
È caratterizzato da capelli argentati, occhi verdi e una carnagione scura.
Il suo aspetto ricorda molto Anthy Himemiya e Dios, creando un alone di mistero intorno alla sua identità e al suo ruolo.
Mamiya appare spesso calmo e riservato, con un atteggiamento enigmatico.
Sebbene a parole neghi l’importanza dell’eternità, nel profondo desidera ardentemente vivere per sempre.
È un eccellente ascoltatore, soprattutto quando si tratta di Souji Mikage, di cui è il più fedele confidente e comprensore.
Affetto da una malattia incurabile fin dall'infanzia, Mamiya è destinato a una vita breve.
Chiama Souji Mikage "senpai" e il loro rapporto si basa su un misto di rispetto, dipendenza e reciproca comprensione.
Sua sorella, Tokiko Chida, vuole garantirgli un'esistenza eterna, ed è proprio questa ossessione che muove molte parti della trama.
- Souji Mikage: Mamiya è il partner leale di Souji, legato a lui da un rapporto profondo e ambiguo.
- Tokiko Chida: Sua sorella, che cerca disperatamente di garantirgli l’eternità attraverso la scienza.
- Anthy Himemiya: Nella saga della Rosa Nera, Anthy interpreta il ruolo di Mamiya, sfruttando la somiglianza fisica e la confusione mentale di Souji Mikage.
- Akio Ootori: Responsabile della manipolazione e dell’illusione di Mamiya tramite Anthy, per servire i suoi scopi misteriosi.
In realtà, la versione di Mamiya che appare per la maggior parte dell’arco narrativo è una creazione di Anthy Himemiya sotto la guida di Akio Ootori.
Vero Mamiya, fratello di Tokiko Chida, era un ragazzo semplice dai capelli neri e lentiggini, già morto prima degli eventi principali.
Souji Mikage ha rimosso il ricordo della sua morte, preferendo restare nell’illusione di aver donato l’eternità all’amico.
La verità viene a galla solo nel momento decisivo dello scontro con Utena Tenjou.
- "Non esiste nulla di eterno."
- "Voglio l’eternità."
Passato e Desiderio di Eternità
Mamiya Chida, fragile e condannato da una terribile malattia, cresce sotto la protezione della sorella Tokiko e deve affrontare il pensiero costante della morte imminente.
Tokiko cerca ossessivamente un modo per salvare il fratello e dona a Mamiya il sogno dell’eternità come soluzione al suo tragico destino.
Nel frattempo, Mamiya costruisce una relazione speciale con Souji Mikage, diventando il suo più grande confidente e supporto.
Illusione e Manipolazione
Con il tempo, Mikage si avvicina a Tokiko e Akio Ootori, scoprendo così verità amare e tradimenti.
A causa di questi avvenimenti, Mikage perde gradualmente il proprio desiderio di eternità.
Quando ciò avviene, si racconta che Mamiya dia fuoco al Memoriale Nemuro, provocando la morte di cento ragazzi e spingendo Mikage a proseguire verso nuovi obiettivi.
Tuttavia, nel corso della saga della Rosa Nera si svela che in realtà il vero piromane non è Mamiya, ma lo stesso Mikage, che ha inconsciamente proiettato la colpa sull'amico per sfuggire al dolore e al senso di colpa.
L’illusione di Mamiya e la rivelazione finale
Il Mamiya che i personaggi e gli spettatori vedono per gran parte della storia è in realtà un’illusione creata da Anthy Himemiya, su ordine di Akio Ootori, per manipolare Mikage.
Questa versione possiede capelli argento, occhi verdi e pelle scura, molto simili a quelli di Anthy e Dios, a rinforzare la natura onirica del personaggio.
Solo durante il duello finale contro Utena Tenjou, Mikage ricorda la vera identità di Mamiya: un ragazzo con capelli neri e lentiggini, già morto da tempo.
In quell’istante, Mikage riconosce di essere stato lui stesso il responsabile dell’incendio e capisce che la figura di Mamiya che lo ha accompagnato era solo frutto della sua mente e del desiderio di non affrontare la realtà della perdita.
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