Kanoko Saimori è un personaggio secondario della light novel e anime "Watashi no Shiawase na Kekkon". È la matrigna di Miyo Saimori e la madre biologica di Kaya Saimori, nonché la seconda moglie di Shinichi Saimori. Donna di grande bellezza esteriore, nasconde un animo crudele e vendicativo, segnato dall'invidia e dal risentimento verso la defunta Sumi Usuba, prima moglie di Shinichi. Ha abusato fisicamente e psicologicamente di Miyo, trattandola come una serva e facendo crescere la propria figlia Kaya in una competizione tossica. Dopo il crollo della famiglia Saimori, non mostra mai pentimento, scaricando continuamente la colpa su Miyo. Interpretata da Sayaka Yamaguchi nell’adattamento live-action, la sua figura rappresenta un tipico esempio di "madre tossica" nella narrativa giapponese contemporanea.
Eleganza Crudamente Gelida
Kanoko Saimori è descritta come una donna di splendida bellezza, dal fascino elegante e un aspetto vistoso.
Nei manga e nell'anime, le sue fattezze ricordano molto quelle della figlia Kaya, ma il suo sguardo è freddo e severo.
Nel live-action, appare come una donna affascinante con capelli scuri acconciati secondo la moda Taishō dell’epoca.
Carattere Odioso e Vendicativo
Sotto una facciata di moglie raffinata, Kanoko è in realtà crudele, insensibile ed estremamente vendicativa.
È ossessionata dall'idea che qualsiasi problema che le capiti sia colpa di altri, in particolare di Miyo.
Non perdona mai i torti ricevuti, portando rancore soprattutto verso Sumi Usuba, che chiama sprezzantemente "ladra di uomini".
Ha cresciuto Kaya nella convinzione di dover essere superiore a Miyo in tutto, senza mai mostrarsi davvero affettuosa come madre.
Tendenze Abusive
Il suo amore genitoriale appare solo di facciata.
Tende a scaricare le proprie frustrazioni sulle figlie, spingendo Kaya con durezza e colpevolizzando Miyo per ogni fallimento o imprevisto.
Kanoko Saimori proviene da una famiglia senza alcuna connessione con gli individui dotati di poteri sovrannaturali e lei stessa non possiede alcuna abilità speciale.
In giovane età era innamorata di Shinichi Saimori, ma venne costretta a separarsi da lui, che fu fatto sposare con Sumi Usuba.
Questo episodio è alla radice del suo odio contro Sumi e, di conseguenza, contro la figlia Miyo.
- Miyo Saimori: la tratta come una serva, riversandole addosso violenza fisica e psicologica per anni.
- Kaya Saimori: sua figlia, su cui proietta molte aspettative. L’ha educata a sentirsi superiore a Miyo, creando un rapporto madre-figlia distorto e tossico.
- Shinichi Saimori: marito, con cui i rapporti sono freddi. Non si cura del bene della famiglia.
- Hana: una domestica licenziata ingiustamente per aver difeso Miyo.
Kanoko incarna il prototipo della “madre tossica” anche nei confronti della sua figlia naturale, Kaya.
Molti lettori pensano non abbia mai provato affetto materno autentico nemmeno per lei.
Ha una visione distorta della maternità e si preoccupa solo della propria reputazione e posizione sociale.
La sua arrogante ossessione per il ruolo di padrona di casa la porta a comportarsi in modo irresponsabile, incapace di essere una vera madre o una degna moglie di un casato nobile.
Persino dopo la rovina non mostra mai un briciolo di pentimento verso Miyo.
Le sue azioni porteranno la famiglia Saimori alla decadenza e causeranno sofferenze profonde a entrambe le figlie, tanto che per molte interpretazioni Kanoko viene considerata una vera e propria "madre avvelenatrice".
- “Davvero, sei proprio la figlia di quella ladra! È davvero una vergogna chiamare qualcuno ladro, che schifo di carattere hai...”
- “Che bambina disgustosa.”
- “Spero che tu muoia nella miseria.”
- “Sei ignobile e orrenda.”
- “A differenza di una buona a nulla come te, Kaya possiede il dono della vista.”
- “Non accampare scuse, ladra.”
- “È tutta colpa tua.”
Matrigna e Madre: L’inizio del Calvario
Dopo la morte di Sumi Usuba, Kanoko diventa la seconda moglie di Shinichi Saimori e dà alla luce Kaya.
Quando scopre che la figlia è dotata di poteri sovrannaturali, inizia ad essere sempre più ostile nei confronti di Miyo, figlia della defunta Sumi.
Con la complicità della figlia e davanti all’indifferenza del marito, trasforma la vita di Miyo in un inferno fatto di violenze, umiliazioni e lavori servili.
Il Furto dei Ricordi e l’Abuso
Kanoko getta via gli effetti personali lasciati alla povera Miyo dalla madre Sumi e, quando la bambina osa porle domande, la punisce rinchiudendola in un magazzino.
In un’occasione, rompe addirittura il suo unico ricordo materno, un pettine, davanti ai suoi occhi.
Crescita di Kaya e la Competizione Tossica
Con forza e minaccia, costringe Kaya a eccellere in tutto, tramandandole una visione distorta e arrogante della vita, senza pietà.
Se Kaya sbaglia durante le lezioni, Kanoko reagisce con rabbia, dimostrando che si preoccupa più per la propria reputazione che per la felicità della figlia.
Gli atteggiamenti tossici di Kanoko si riflettono anche su Kaya, che finirà a sua volta per emulare la madre nelle angherie contro Miyo.
Il Matrimomio di Miyo e l’Intervento di Kiyoka Kudō
Quando Miyo viene promessa in sposa a Kiyoka Kudō, Kanoko la manda via di casa felice di essersene liberata e nel contempo ricevendo una cospicua dote.
Ma il nuovo sposo si presenta per condannare il trattamento subito da Miyo e chiede una sincera richiesta di scusa — che Kanoko, però, non offrirà mai.
Il Ritorno della Violenza e la Caduta della Casa Saimori
Preso da una trama di Minoru Tatsuishi, Kanoko con Kaya rapisce Miyo e la tortura gravemente, arrivando quasi a ucciderla.
Alla fine, la famiglia Saimori affronta un disastro: un incendio devasta la casa e Kanoko urla che la colpa sia tutta di Miyo mentre la famiglia va incontro alla rovina.
Conseguenze e Disgrazia Finali
Dopo l’incendio, Kanoko e il marito si trasferiscono in una residenza modesta in campagna, abbandonando lo status sociale e gran parte dei loro beni.
Kaya viene affidata ad una famiglia severa come domestica, separata dalla madre.
La famiglia Saimori così cade in disgrazia, con Kanoko privata di tutto ciò a cui più teneva: privilegi, ricchezza e posizione.
Nonostante la terribile sofferenza inflitta a Miyo, Kanoko non ha mai mostrato autentico rimorso né empatia.
Persino alla fine, non riconosce i propri errori e continua ad accusare la figlia adottiva per ogni suo male.
Le sue ultime parole confermano un’incrollabile convinzione di essere vittima degli eventi, incapace di autoanalisi o cambiamento.
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