La madre di Ritsu compare prima del figlio in scena.
Proprio come Ritsu Souma, anche lei tende ad avvertire un forte senso di vittimismo,
e si agita facilmente per questioni di poco conto, scusandosi compulsivamente.
Nonostante sia una persona di talento, non riesce ad esprimere pienamente le sue capacità
a causa della possessione da parte di uno spirito.
Fin da giovane, ha continuato a chinare il capo per il bene del figlio Ritsu,
e si pensa che questa sia la causa principale del suo comportamento.
Anche il marito si è piegato molte volte per il figlio.
Sotto le occhiaie e i capelli in disordine,
sembra fragile e malaticcia,
ma come Ritsu Souma lascia intravedere una certa forza d’animo.
Gestisce come proprietaria la locanda che funge da struttura ricreativa per la famiglia,
ma per le sue condizioni di salute lascia l’amministrazione ai dipendenti.
Tuttavia, le rare volte che si sforza di farsi vedere in pubblico,
mostra una forza e una severità tale da sorprendere perfino Tooru Honda e gli altri.
Il personaggio è stato originariamente ispirato al fantasma femminile
apparso nell’opera precedente "Colui che possiede le ali",
ma è stato rinnovato perché sarebbe stato sprecato farla riapparire semplicemente come spettro.
L’autrice stessa ha dichiarato che chiunque assistesse alle sue crisi di panico
sceglierebbe tra scappare a gambe levate o restare paralizzato dalla paura.
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