Mimori Tougou

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Mimori Tougou
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Età: 13
Compleanno: 8 Aprile
Zodiaco: Ariete
Genere: Femmina
Altezza: 158 cm (5'2")
Gruppo sanguigno: AB
Nome inglese: Mimori Tougou
Nome giapponese: 東郷 美森
Nome cinese: 东乡美森
Nome coreano: 토고 미모리
Nome romanizzato: Tougou Mimori
Debutto nell'Anime: Episodio 1
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Suzuko Mimori
Suzuko Mimori
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Erika Harlacher
Erika Harlacher
Inglese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Yuki Yuna is a Hero
Yuki Yuna is a Hero
Data di rilascio: 17 Ottobre 2014

Impostazioni del personaggio

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Mimori Tougou è una delle protagoniste femminili della serie multimediale “Yuki Yuna is a Hero”, studentessa di seconda media, eroina del “club delle eroine” e reincarnazione di Sumi Washio.

Nome completo: Mimori Tougou

Genere: Femmina

Età: 14 anni

Classe: Seconda media

Data di nascita: Anno Sacro 286, 8 aprile

Altezza: 158 cm

Gruppo sanguigno: AB

Luogo di nascita: Prefettura di Kagawa (Shikoku)

Ruolo: Eroina, membro del Club delle Eroine

Hobby: Preparare dolci, cucina (spec. cucina tradizionale giapponese)

Cibi preferiti: Udon, dolce di riso “botamochi”

Doppiatrice (voce originale): Suzuko Mimori

Attrice teatrale: Rio Omori

Mimori è la migliore amica e grande confidente di Yuuna Yuuki.

Abita nella casa accanto a quella di Yuuna, e per questo le due sono praticamente sempre insieme.

Nonostante il nome di battesimo sia Mimori, nel corso dell’opera chiede espressamente di essere chiamata per cognome “Tougo”.

Yuuna la chiama “Tougo-san”, Itsuki Inubouzaki la chiama “senpai Tougo”, mentre lei usa i nomi di battesimo con suffissi affettuosi per le altre eroine, come “Yuuna-chan”.

Fisicamente ha lunghi capelli neri raccolti da un nastro blu con due linee bianche, che scendono in avanti.

Il suo seno abbondante è spesso oggetto di scherzi da parte delle amiche, che lo definiscono “taglia megalopoli” nonostante sia solo una studentessa delle medie.

È elegante, dal carattere dolce e pacato, ma con una sorprendente vena “dura” quando si tratta di disciplina, difesa della patria e… ordine in club room.

È inoltre estremamente abile con il computer e si occupa di tutti i lavori informatici del club, dai blog alle modifiche degli smartphone.

Mimori appare come una ragazza serena, gentile e molto educata.

In realtà porta dentro di sé un forte senso di responsabilità e un profondo spirito “difensivo” verso il proprio paese e le persone che ama.

Tende a prendersela molto con se stessa quando non è all’altezza delle aspettative che ritiene di dover rispettare.

Dopo la prima battaglia, non riuscendo a trasformarsi per la paura, definisce il suo comportamento “diserzione davanti al nemico”.

Ha anche un lato estremamente severo riguardo alla disciplina, soprattutto domestica e del club.

È famosa per la frase “i bambini cattivi li lego e li appendo”, e non è solo una metafora nelle opere comiche: in certe gag davvero “punisce” le amiche in modi teatrali.

Quando gli altri combinano caos o disordine (specialmente Fuu Inubouzaki), Mimori può arrivare a tenere sermoni di quattro ore.

Persino Yuuna, che di solito viene trattata con molta dolcezza, trema quando Tougo è davvero arrabbiata.

Ha inoltre un lato “osservatore militare” e “nostalgico-storico”: conosce nei dettagli storia militare, rituali, canzoni militari, armi e veicoli storici.

Talvolta le “parte l’interruttore” e inizia lunghi monologhi con linguaggio pomposo e d’epoca, che lasciano le altre a metà tra l’ammirato e lo spaventato.

È consapevole di queste proprie tendenze al “sovraccarico” e talvolta commenta da sola che la sua “disciplina mentale” è ancora insufficiente.

Quando le viene affidato il ruolo di capoclasse o leader (come sostituta di Fuu), scopre quanto è difficile mediare tra le opinioni e contenere la propria rigidità.

Rapporto con Yuuna

Per Mimori, Yuuna è al tempo stesso miglior amica, ancora di salvezza emotiva e persona più preziosa al mondo.

Il suo motivo principale per combattere è “proteggere Yuuna”, e la paura più profonda è “perdere Yuuna e restare sola”.

Questo affetto si trasforma spesso in una vera e propria “dipendenza affettiva”.

Quando vengono separate per questioni di gruppo o eventi scolastici, Mimori può entrare in una spirale di gelosia e ansia al limite del comico, ma anche molto seria.

Nel materiale esteso, arriva persino a sviluppare una sorta di “sindrome d’astinenza da Yuuna”, e l’inverso è vero in alcune gag: anche Yuuna diventa nervosa se non ha vicino Tougo.

Ha una gelosia sottile quando altre ragazze si avvicinano molto a Yuuna, specie Karin Miyoshi o le altre “versioni di Yuuna” del multiverso.

Nonostante certi momenti spinti (immaginazioni censurabili, sogni a occhi aperti, idee da “gioco del re” non ripetibili in fascia protetta), quello che guida tutto è un amore profondamente sincero e la volontà di prendersi ogni responsabilità pur di non far soffrire Yuuna.

Severità, disciplina e lato “mamma”

Per quanto possa essere dolce, Mimori ha tratti da “mamma severa” del gruppo.

Detesta la sporcizia, il caos e il pressapochismo, ed è quella che si assicura che il club delle eroine sia organizzato e presentabile.

Sa essere implacabile con chi infrange le regole del club o manca di rispetto.

Persino Fuu, che di solito fa la forte, ammette apertamente di avere paura di Tougo quando si parla di ordine e doveri.

Con Karin arriva a realizzare un vero e proprio “addestramento” alle buone maniere per farle imparare un comportamento educato davanti agli ospiti scolastici.

Il risultato è talmente intenso che Karin finisce per cambiare temporaneamente personalità, diventando una signorina fin troppo compita.

D’altro canto, Mimori è anche capace di autocritica.

Dopo alcuni episodi in cui esagera con disciplina o sacrificio, riflette sul fatto di aver superato il limite e cerca di correggere il tiro.

Gusto per l’horror e l’umorismo nero

Una caratteristica curiosa è la sua passione per il genere horror e le storie di fantasmi.

Appena ne ha occasione, porta la conversazione su racconti di fantasmi, maledizioni o leggende spettrali.

Nei campeggi scolastici e nelle notti in dormitorio, è lei a raccontare le storie più inquietanti prima di dormire.

Arriva perfino a inscenare apparizioni: si traveste da fantasma con kimono, trucco pallido e carrellino fumogeno nascosto sulla sedia a rotelle, terrorizzando Fuu e le altre.

Ha un gusto teatrale per l’orrore: mentre è vestita da fantasma, si mette anche a fare tiro al piattello con piattini volanti “fantasma”, in una combinazione assurda tra spavento e bravura nel tiro.

Nonostante la sua passione per l’horror, in realtà ha un enorme punto debole: gli insetti, in particolare il famigerato scarafaggio da cucina, che la manda in tilt istantaneamente.

Talenti informatici e creativi

Mimori è la “esperta IT” del gruppo.

Sa programmare applicazioni per smartphone, modificare sistemi operativi e gestire a tempo record blog e siti web.

Nel club delle eroine, è lei a costruire e mantenere il sito ufficiale.

In un’occasione riesce a renderlo spettacolare in un tempo ridicolo, lasciando le compagne stupefatte.

È talmente brava nell’hacking che arriva a manomettere gli avvisi di emergenza della difesa per organizzare in segreto una festa di compleanno per Yuuna.

Perfino la divisione informatica dell’organizzazione “Grande Santuario” fatica a tracciare le origini dei suoi interventi, tanto sono rapidi e puliti.

Ama anche scrivere, ma la sua prosa tende a imitare gli antichi comunicati militari, risultando pesante e antiquata.

Il suo stile viene definito “da bollettino del comando supremo”, e spesso chi legge fatica a seguirla, anche se il suo talento come editor e regista teatrale è molto apprezzato.

Mimori ha lunghi capelli neri, lisci, che in forma di eroina diventano ancora più lunghi fino alle ginocchia.

Li tiene legati con un nastro blu con due linee bianche, elemento simbolico del suo design.

Ha un viso delicato, occhi dolci e un portamento generalmente composto.

Il suo corpo è decisamente più sviluppato rispetto alla media delle sue coetanee delle medie, in particolare il seno, cosa che diventa spesso soggetto di battute.

Ama gli abiti tradizionali giapponesi e le atmosfere classiche.

Spesso nelle illustrazioni extra appare con yukata, kimono o abbigliamenti ispirati alla cultura storica giapponese.

Ha però un singolare gusto quando interpreta costumi di festa occidentali.

Per Halloween vorrebbe vestirsi da “samurai decapitato” o “fantasma della serva dei piatti”, idee talmente terrificanti che Fuu le deve porre dei limiti per non spaventare i bambini.

Tra i suoi hobby principali c’è la cucina, soprattutto dolci e piatti tradizionali.

È particolarmente orgogliosa del suo botamochi, un dolce di riso dolce che prepara spesso per Yuuna.

Quando vuole fare amicizia con qualcuno (ad esempio Karin), la prima arma che tira fuori è una scatola di botamochi fatti a mano.

In alcune scene arriva a ripetere “botamochi” con insistenza, quasi come se fosse un marchio personale.

È in grado di preparare pasti completi di livello “cuoco professionista”, come viene riconosciuto in eventi di campeggio o festival scolastici.

Ama in particolare la cucina giapponese tradizionale, ma se Yuuna lo desidera si impegna a preparare anche piatti e dolci occidentali.

Talvolta la sua passione per i carboidrati prende il sopravvento: crea bento composti semplicemente da riso bianco con bandiera e botamochi, un “triplo pugno di carboidrati” capace di stendere chiunque per sazietà.

Nonostante questo, fa attenzione alla salute delle compagne, specialmente dopo le esperienze di sacrificio fisico come il “fiorire completo” del sistema eroina.

Prima degli eventi principali di “Yuki Yuna is a Hero”, Mimori era conosciuta come Sumi Washio.

Fu adottata dalla famiglia Washio dalla famiglia Tougo per adempiere al ruolo di eroina in una generazione precedente, combattendo insieme a Sonoko Nogi e Gin Minowa.

Durante la storia prequel, un grave incidente nel combattimento contro i nemici chiamati Vertex porta a conseguenze devastanti.

Per proteggere il mondo, Sumi sacrifica gran parte delle funzioni delle gambe e altre capacità fisiche, oltre a parti importanti della memoria.

Dopo l’incidente, il suo nome torna ufficialmente a essere “Mimori Tougou”, riadottata nella famiglia Tougo.

Le cicatrici dell’incidente, però, restano sia nel corpo che nella mente: perdita dell’uso delle gambe, lacune di memoria e un profondo senso di colpa inconscio.

Quando la vediamo all’inizio di “Yuki Yuna is a Hero”, Mimori non ricorda pienamente il suo passato come Sumi.

Ricorda solo di aver avuto un “incidente” prima del liceo che l’ha costretta sulla sedia a rotelle, e di essere stata molto depressa fino all’incontro con Yuuna.

La verità sulla sua identità viene rivelata gradualmente.

Le somiglianze fisiche, il medesimo gruppo sanguigno, hobby simili e l’uso di tre spiriti combattono già suggeriscono da subito che Mimori e Sumi siano in realtà la stessa persona.

In una scena chiave, un flashback mostra la targa del suo letto d’ospedale cambiare da “Sumi Washio” a “Mimori Tougou”.

Inoltre, un’altra eroina gravemente ferita la chiama esplicitamente “Wasshi”, soprannome di Sumi, confermando definitivamente l’identità condivisa.

Alla fine, Mimori accetta sia il nome di nascita “Mimori Tougou” che il passato come “Sumi Washio”.

Questo la porta a una maggiore maturità e a un legame ancora più profondo con Sonoko e con il senso del proprio ruolo nel mondo.

All’inizio della storia principale, Mimori è paraplegica dalla vita in giù.

Si muove tramite sedia a rotelle e svolge terapie di riabilitazione quotidiana con grande impegno.

A causa dell’incidente del passato, oltre alla paralisi presenta anche vuoti di memoria selettivi.

Nonostante questo, mantiene una condizione fisica di busto e braccia talmente allenata da superare spesso le prestazioni di una persona normodotata.

È capace di stendere Yuuna con una tripla stoccata “fronte-naso-plesso solare” eseguita quasi per riflesso, oppure di vincere a braccio di ferro contro Yuuna senza muovere un centimetro.

È chiaro che non ha mai smesso di allenarsi seriamente.

Con il procedere della serie, i combattimenti e i meccanismi del sistema delle eroine iniziano a prelevare “prezzi” fisici e sensoriali dalle eroine.

Mimori paga uno di questi prezzi perdendo progressivamente l’udito dall’orecchio sinistro.

Alla fine dello scontro decisivo della prima parte, il grande albero divino che protegge il mondo restituisce alle eroine ciò che era stato loro tolto.

Mimori riacquista l’uso delle gambe e l’udito dell’orecchio sinistro, recuperando una vita fisicamente normale.

Successivamente, in un nuovo ciclo di sacrifici nella seconda parte della storia, sarà Yuuna a trovarsi temporaneamente costretta su una sedia a rotelle.

In questo frangente, i ruoli si ribaltano e Mimori assume con assoluta naturalezza il ruolo di assistente e sostegno quotidiano per Yuuna, ricambiando tutto l’aiuto ricevuto in passato.

Quando Mimori diventa eroina, indossa un costume azzurro cielo ispirato al fiore della mattina, la campanula.

Il suo colore tematico è l’azzurro cielo, e il fiore associato è la campanula, il cui significato è “legame d’amore”.

Il suo stile di combattimento è interamente basato sulle armi da fuoco e sugli attacchi a lunga distanza.

Alterna una pistola corta, un fucile a pallettoni e un fucile di precisione, utilizzando anche terminali d’attacco telecomandati grazie a uno dei suoi spiriti.

Trasformazione e mobilità

La scena di trasformazione di Mimori è famosa tra i fan per essere particolarmente sensuale.

Una serie di nastri luminescenti le si avvolgono attorno al corpo prima di formare il costume di eroina, con movimenti che sottolineano particolarmente il busto.

A differenza di quanto spesso accade in altre opere, la trasformazione non guarisce la sua paralisi alle gambe nella prima parte.

Rimane incapace di camminare, ma quattro lunghi nastri simili a tentacoli emergono dal retro del costume e le fungono da “arti ausiliari” per spostarsi, saltare e reggersi in piedi.

Questi nastri le permettono di muoversi, ma la mobilità resta inferiore a quella delle altre eroine.

Di conseguenza, Mimori è primariamente una cecchina di supporto lontano dalla prima linea, più vulnerabile agli attacchi improvvisi.

Nella seconda serie, dopo eventi legati ai suoi sacrifici e al sistema eroina, la situazione cambia.

I nastri scompaiono e vengono sostituiti da stivaletti azzurri: Mimori può ora camminare liberamente anche nella forma di eroina, con una mobilità molto migliore.

Un altro dettaglio della sua uniforme è la presenza di aperture a livello delle cosce, elemento iconico del suo design.

Sul lato sinistro del petto porta il marchio dell’eroina, con il simbolo della campanula e un indicatore del “livello di fioritura” che rappresenta il grado di sacrificio.

Durante la trasformazione e le battaglie come eroina, la sua voce diventa leggermente più bassa.

Lei stessa afferma che in quello stato si sente “più calma” e focalizzata.

Pieno fiorire (“mankai”) e piattaforma armata

Quando raggiunge il livello massimo del potere, Mimori entra nello stato di “pieno fiorire”.

Il suo costume cambia in un abito bianco ispirato a un kimono con elementi eterei, e appare una gigantesca piattaforma fluttuante armata di numerosi cannoni.

Questa piattaforma funge sia da mezzo di trasporto sia da corazzata volante multi-cannone.

È in grado di colpire multiple direzioni contemporaneamente e di concentrare il fuoco su un singolo punto con devastante precisione.

La potenza di fuoco di Mimori in questa modalità è tra le più alte dell’intera serie, seconda solo a Sonoko Nogi per capacità di attacchi a lungo raggio.

I colpi emessi dalle bocche di fuoco assumono un effetto visivo a forma di fiore, ricordando i petali delle campanule.

La piattaforma può volare fuori dall’atmosfera, attraversare lo spazio e rientrare nell’atmosfera.

È abbastanza grande e stabile da trasportare anche altre eroine, diventando di fatto un mezzo da sbarco: Yuuna e Fuu la usano per raggiungere aree altrimenti inaccessibili.

In uno scontro cruciale, Mimori ordina l’evacuazione della piattaforma (“ordine di abbandono della nave”) e la lancia in una carica suicida contro un nemico, trattandola come una vera e propria unità navale.

Questa scena riassume perfettamente il suo modo di pensare militarizzato e il suo attaccamento persino agli strumenti con cui combatte.

Il punto debole principale del suo “pieno fiorire” è la distanza ravvicinata.

Se un nemico riesce a entrare nel suo raggio personale e bloccare i cannoni, Mimori perde la maggior parte delle opzioni offensive, come dimostra uno scontro diretto con Yuuna che la raggiunge e la blocca a pugni.

Spiriti e armi associate

Mimori è accompagnata da quattro spiriti, più di molte altre eroine.

Ognuno di loro potenzia un diverso tipo di arma o abilità.

Spirito: “Aobozu”

“Aobozu” è il primo spirito di Mimori.

Ha l’aspetto di un grande uovo con una fessura da cui spuntano un occhio e una mano, decorato con motivi floreali blu su un lato del guscio.

È legato principalmente al fucile di precisione e alle capacità di cecchinaggio a lunga distanza.

Appare già nella storia del passato in cui Mimori era Sumi Washio, mantenendo una continuità tra le due identità.

Spirito: “Gyobudabuki”

“Gyobudabuki” è uno spirito che ricorda un tanuki (cane procione) bendato, vestito con abiti decorati da fiori blu.

È collegato principalmente alla pistola corta, migliorandone rapidità ed efficacia.

In alcune linee temporali o opere non compare direttamente, ma rimane parte integrante del “set” di spiriti di Mimori/Sumi.

Rappresenta simbolicamente l’astuzia e la sua capacità di colpire con precisione anche a media distanza.

Spirito: “Shiranui”

“Shiranui” assume la forma di una fiamma blu che arde su un candelabro, anch’esso decorato con un motivo floreale blu.

È associato al fucile a pallettoni, potenzia il fuoco a corto-medio raggio e amplia il cono d’attacco.

La sua iconografia richiama le “fiamme misteriose” delle leggende costiere, in linea con il gusto di Mimori per il macabro e il soprannaturale.

Anche se non appare in tutte le parti della saga, il suo ruolo è importante per definire il profilo bellico della protagonista.

Spirito: “Kawahotaru”

“Kawahotaru” è il quarto spirito, con aspetto di una sfera luminosa simile alla luce di una lucciola, dotata di pupilla.

Possiede motivi floreali blu sul retro.

È collegato ai piccoli terminali di attacco telecomandati di Mimori, una sorta di mini-droni offensivi.

Questi dispositivi le permettono di creare fuoco di copertura e colpire nemici fuori dal suo campo visivo diretto.

Vita scolastica e introduzione

All’inizio del racconto, Mimori vive come studentessa di seconda media che si muove tramite sedia a rotelle.

Sembra avere subito un incidente automobilistico prima dell’ingresso alle medie, e attribuisce a quello la sua paralisi e le amnesie.

Grazie all’amicizia con Yuuna, riesce a superare la depressione del passato.

Si unisce al Club delle Eroine, un gruppo scolastico che ufficialmente svolge attività di volontariato ma in realtà è collegato al sistema delle eroine.

È considerata una compagna competente, affidabile e un po’ misteriosa.

Gli altri studenti la rispettano per il suo talento, il suo comportamento composto e le sue capacità organizzative.

Prima battaglia e superamento della paura

Quando scatta per la prima volta l’allarme di emergenza, Yuuna e le altre vengono trasportate nel “mare degli alberi”, il campo di battaglia contro i Vertex.

Mimori inizialmente è paralizzata dalla paura e non riesce a trasformarsi.

Il timore di non poter combattere e di essere un peso si scontra con l’istinto di proteggere Yuuna.

Alla fine, quando la vita di Yuuna è in pericolo, Mimori trova il coraggio di attivare la trasformazione, diventando eroina e partecipando alla vittoria.

Da quel momento, diventa un pilastro fondamentale della strategia del gruppo.

Si specializza nel supporto a lunga distanza, nella raccolta di informazioni e nella copertura dei punti ciechi delle compagne.

Scoperta del sacrificio e crisi esistenziale

Con il procedere delle battaglie, Mimori e le altre scoprono la verità sul sistema delle eroine.

Ogni volta che usano il “pieno fiorire”, il grande albero divino prende in cambio parti del loro corpo o dei loro sensi.

Mimori paga con l’udito dell’orecchio sinistro.

Le altre subiscono perdite fisiche e sensoriali altrettanto gravi, e il quadro complessivo rivela che il ruolo di eroina è di fatto un sacrificio calcolato.

L’incontro con Sonoko Nogi, in condizioni gravissime dopo essere stata eroe per molto più tempo, completa il puzzle.

Sonoko, consapevole, racconta a Mimori e alle altre la verità e il prezzo che ha pagato, scatenando in Mimori una reazione di sgomento e rabbia.

Tutto ciò, sommato ai frammenti di memoria del passato come Sumi e al senso di responsabilità estrema, porta Mimori a una conclusione disperata.

Crede che il mondo in cui vivono sia “un inferno vivente senza speranza” e che continuare a combattere significhi solo prolungare le sofferenze delle eroine.

Ribellione contro il sistema e quasi-distruzione del mondo

Convinta che non ci sia più salvezza nel sistema attuale, Mimori decide di porre fine a tutto.

Conoscendo i segreti della barriera che circonda Shikoku, decide di distruggerne una parte per far entrare le entità nemiche.

Il suo piano è radicale: lasciare che i nemici raggiungano il grande albero divino e lo distruggano, ponendo fine al mondo e a quella che vede come una catena infinita di sacrifici.

Usa le sue capacità offensive e di hacking per indebolire la difesa, arrivando effettivamente a rompere un settore della barriera.

Il mondo inizia quindi a essere invaso da Vertex che avanzano verso l’albero.

Le altre eroine, scioccate e disperate, affrontano sia i nemici sia il tradimento apparente della loro compagna.

Yuuna, però, rifiuta di abbandonare Mimori.

Grazie alle parole di Karin e alla propria determinazione, raggiunge Mimori e la affronta direttamente, in uno scontro fisico e verbale.

Lo scontro culmina in un potente pugno di Yuuna, carico di amicizia e disperazione, che letteralmente “riporta alla realtà” Mimori.

La ragazza crolla emotivamente, rendendosi conto di quanto la sua visione, per quanto nata da un profondo senso di responsabilità, sia stata devastante per chi le vuole bene.

Alla fine, Mimori si unisce nuovamente alle compagne, e insieme respingono i Vertex che avevano già varcato la barriera.

Il mondo viene salvato, anche se la ferita nella barriera avrà conseguenze sulla storia futura.

Restituzione dei sacrifici e nuova vita

Dopo la vittoria, il grande albero divino “cambia regole”.

Restituisce alle eroine ciò che aveva loro sottratto: arti, sensi, funzioni corporee.

Mimori riacquista completamente l’uso delle gambe e l’udito.

Anche i ricordi legati al passato come Sumi Washio si fanno più chiari, permettendole di accettare la propria storia personale.

Al contempo, però, sembra che il sistema delle eroine sia terminato, o quantomeno sospeso.

Le ragazze possono tornare a una vita scolastica quasi normale, anche se i traumi morali e le responsabilità non svaniscono del tutto.

In questo nuovo equilibrio, Mimori si impegna con tutta se stessa a sostenere una Yuuna stanca e provata.

La parabola del suo personaggio passa da “protettrice fanatica pronta a distruggere tutto” a “amica matura che si assume il peso dei propri errori e lavora per la guarigione di tutti”.

Scomparsa e cancellazione dalla memoria

Nella seconda parte, la storia si apre con un’assenza inspiegabile: Mimori non è da nessuna parte.

Nel club delle eroine ci sono Yuuna, Fuu, Itsuki, Karin e Sonoko, ma nessuno sembra ricordare che Mimori sia mai esistita.

Fotografie, articoli e registri ufficiali sono misteriosamente privi di lei.

Persino il sito ufficiale del club, nella realtà promozionale, viene aggiornato cancellando ogni riferimento a Mimori, come parte di una metanarrazione giocata anche fuori dalla serie.

Solo grazie a piccoli indizi inconsci (Yuuna che si ferma davanti al cancello vicino a casa, Sonoko che cucina “per tre”, Fuu che taglia una torta in sei fette anziché cinque) la verità inizia a farsi strada.

Alla fine, i ricordi di Mimori riaffiorano: le ragazze si rendono conto che qualcuno a loro carissimo è stato cancellato dalla loro vita.

Sacrificio come “offerta di fuoco”

Il motivo della scomparsa è legato alla reazione della “divinità dei cieli” alla rottura della barriera nella prima serie.

La barriera non è solo un muro difensivo, ma anche il simbolo di un antico patto: restare confinati in Shikoku in cambio della sopravvivenza.

La distruzione di una parte della barriera è interpretata come violazione del patto, quindi come dichiarazione di guerra.

Le alte sfere dell’organizzazione decidono di bloccare qualsiasi piano di contrattacco e organizzare un rituale di espiazione chiamato “Festival del Fuoco Sacro”.

Servirebbero normalmente sei sacerdotesse come sacrificio, ma tra i soggetti candidati emerge Mimori, che possiede sia un potenziale da eroina sia da sacerdotessa di altissima qualità.

I calcoli indicano che sacrificare una sola persona come lei equivale al sacrificio di sei sacerdotesse normali.

Mimori, travolta dal senso di colpa per la rottura della barriera e fedele al principio “meno vittime possibili per salvare il resto”, accetta di essere la vittima.

Chiede inoltre al grande albero divino di cancellare tutti i ricordi della sua esistenza dalle persone a lei care, per impedire che cerchino di fermare il rituale.

Viene così “offerta” alla divinità dei cieli e imprigionata in un luogo oltre una sorta di “buco nero” collegato all’alta dimora divina.

Nel frattempo, il mondo all’interno della barriera viene temporaneamente risparmiato da una distruzione immediata.

Salvataggio da parte di Yuuna e conseguenze

Nonostante la cancellazione, l’affetto e i legami emotivi non possono essere completamente cancellati.

Il mondo stesso “fa trapelare” indizi che permettono a Yuuna e Sonoko di ricordare Mimori.

Yuuna affronta pericolosi passaggi dimensionali per raggiungerla nel luogo di prigionia e la libera.

Una volta che Mimori ritorna, il mondo non crolla immediatamente: il suo sacrificio è stato in qualche modo “accettato” come intento, e la minaccia è posticipata.

Ma la salvezza ha un prezzo.

La divinità dei cieli ora concentra l’attenzione su Yuuna, che viene scelta come nuova destinata a un “matrimonio divino”, un’unione sacrificale che dovrebbe calmare definitivamente l’ira divina.

Mimori intuisce rapidamente che qualcosa di terribile sta accadendo a Yuuna.

Decide allora di indagare in segreto, sfruttando ancora una volta le sue abilità da eroina (compresa una scena in cui si introduce acrobaticamente nella stanza di Yuuna attraverso una finestra, con tanto di piccolo incidente quando il petto rimane incastrato nella cornice).

Scoprendo prove fisiche e documenti, Mimori e il resto del club vengono messi di fronte alla verità della situazione di Yuuna.

Da quel momento, l’obiettivo diventa non solo proteggere il mondo, ma salvare Yuuna dal destino di sacrificio definitivo.

Conclusione del ciclo di sacrifici

Nel finale della seconda parte, tutte le linee si intrecciano: il patto con la divinità dei cieli, il sacrificio di Mimori e il nuovo destino imposto a Yuuna.

Le eroine, sostenute dagli spiriti e dalla memoria di tutte le altre generazioni di eroine cadute, decidono di rompere definitivamente il ciclo di offerte umane.

Mimori, che una volta tentò di distruggere il mondo per fermare le sofferenze, ora canalizza quella stessa determinazione nel salvare sia Yuuna sia il mondo.

Va incontro al nucleo del sistema, affrontando la divinità indirettamente e supportando Yuuna nella sua ribellione contro il “matrimonio divino”.

La serie si chiude (per quel ciclo) con una vittoria agrodolce.

Le eroine, compresa Mimori, riescono a impedire l’ennesimo sacrificio estremo, aprendo la possibilità di un futuro non fondato su offerte di vite umane.

Riapparizione e lato comico-esplosivo

Nella parte chiamata “Capitolo della Grande Fioritura”, Mimori ritorna fin da subito come uno dei poli comici e drammatici della storia.

La vediamo partecipare a una band scolastica suonando il liuto giapponese in un contesto rock, dimostrando come sempre il suo amore per gli elementi storici in situazioni moderne.

Durante partite di softair, ricopre naturalmente il ruolo di cecchina.

Quando Yuuna viene “colpita” in gioco, però, Mimori perde completamente la calma e si lancia in una reazione spropositata, mescolando termini militari e inglesismi fuori luogo per fare colpo.

In questo periodo usa di frequente parole in lingua straniera come “fire starter” o frasi tipo “parla al mio DNA”.

In parte vuole sembrare più “cool” agli occhi di Yuuna, in parte è semplicemente il suo lato eccentrico che si manifesta.

Rapporto con il Grande Santuario e i superiori

A questo punto Mimori ha recuperato le memorie complete del periodo come Sumi Washio.

Quando incontra nuovamente figure apicali del Grande Santuario, capisce immediatamente chi siano e quale ruolo abbiano giocato nella sua vita.

C’è una scena significativa in cui un anziano sacerdote, che fu un tempo suo insegnante, si inginocchia davanti a lei chiedendo perdono e aiuto.

Mimori prova emozioni contrastanti: rispetto per l’uomo che una volta ammirava, ma anche amarezza per le decisioni che lui e l’istituzione hanno preso.

Viene mostrato anche il momento in cui viene “tratta in salvo” dal rituale del Festival del Fuoco Sacro.

Da lì prende forma la sua decisione di non lasciare mai più che il mondo si regga su sacrifici silenziosi e dimenticati.

Epilogo: esploratrice su due ruote

In un epilogo ambientato quattro anni dopo, vediamo una Mimori adolescente più matura, ma ancora in perfetta sintonia con Yuuna.

Le due percorrono insieme le strade del Giappone occidentale in moto, esplorando ciò che resta oltre Shikoku.

Questa volta è Mimori a guidare, con Yuuna seduta dietro di lei.

È un ribaltamento simbolico rispetto al passato, in cui era Yuuna a “guidare” il loro cammino mentre Mimori era sulla sedia a rotelle.

La moto personalizzata di Mimori è basata su un vero modello storico, l’“Rikuo”, una grande moto prodotta su licenza da un famoso marchio americano.

La particolarità è che il telaio viene da un vecchio veicolo militare giapponese a tre ruote noto per il marchio “Kurogane”, restaurato e modificato in uno stile che rispecchia perfettamente il gusto storico e militare di Mimori.

Il nome “Kurogane” viene usato in modo quasi affettuoso per la moto.

È una sorta di “erede meccanico” del suo amato equipaggiamento passato, come la celebre arma “Shirogane” che usava in battaglia come eroina.

Adesso, invece di puntare armi verso il cielo, Mimori punta la ruota anteriore verso nuove terre.

È un’immagine che riassume la sua evoluzione: da eroina sacrificata e disposta a distruggere il mondo, a viaggiatrice che, insieme a Yuuna, cerca di costruire un futuro diverso esplorando il mondo al di là dei vecchi confini.

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(Ultima modifica: Venerdì 26 Dicembre 2025 14:44)

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Doppiatore: Juri Nagatsuma
Sumi Washio
Sumi Washio
Genere: FemminaEtà: 12
Compleanno: 8 Aprile
Doppiatore: Suzuko Mimori
Itsuki Inubouzaki
Itsuki Inubouzaki
Genere: FemminaEtà: 12
Compleanno: 7 Dicembre
Doppiatore: Tomoyo Kurosawa
Fuu Inubouzaki
Fuu Inubouzaki
Genere: FemminaEtà: 15
Compleanno: 1 Maggio
Doppiatore: Yumi Uchiyama