Tsukuyomi

Autore
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Tsukuyomi
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Compleanno: 12 Febbraio
Zodiaco: Acquario
Genere: Femmina
Nome inglese: Tsukuyomi
Nome giapponese: ツクヨミ
Nome cinese: 月读
Nome coreano: 츠쿠요미
Debutto del manga: Capitolo 75
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Hina Kino
Hina Kino
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Oshi no ko - My Star
Oshi no ko - My Star
Data di rilascio: 12 Aprile 2023

Impostazioni del personaggio

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Tsukuyomi è un personaggio femminile dell’opera Oshi no ko - My Star, introdotta come misteriosa bambina circondata da corvi, legata ai temi della reincarnazione, del destino e della morte, e profondamente connessa alle vicende di Aqua Hoshino e Ruby Hoshino.

Tsukuyomi appare per la prima volta nel capitolo 6 (arco “Privato”) del manga.

Ha l’aspetto di una bambina di circa 4–5 anni, ma possiede conoscenze e poteri che superano di gran lunga quelli umani.

Conosce fin dall’inizio i segreti più importanti della storia: la verità su Ai Hoshino, il fatto che Aqua Hoshino e Ruby Hoshino siano reincarnazioni, e il destino dell’anima di Ai dopo la morte.

Per questo suo ruolo di “portatrice di presagi” viene spesso percepita come inquietante e viene definita da Aqua una sorta di “divinità della sfortuna”.

Si presenta sempre con un vestito nero e accompagnata da stormi di corvi, che sembrano obbedirle e seguirla ovunque.

Parla con tono freddo, ironico e spesso pungente, pronunciando frasi enigmatiche che spingono i protagonisti a prendere decisioni drastiche.

Per molto tempo appare solo davanti ad Aqua o a Ruby, sempre uno alla volta, e questo porta i lettori a pensare che sia una creatura percepibile solo da loro.

In realtà, a detta sua, il suo corpo è umano, ha genitori e un’esistenza riconoscibile anche dalle altre persone.

Nonostante si descriva come qualcuno che “non dovrebbe interferire”, possiede un orgoglio notevole e una vena infantile: basta una provocazione ben piazzata perché rompa le proprie regole.

È proprio una di queste provocazioni che la spinge ad accettare di recitare come attrice bambina nel film “Le 15 bugie”.

Nel doppiaggio animato è interpretata da Hina Kino.

Nel romanzo “Il duetto dei due” viene descritta anni dopo come una “bellissima ragazza” da Akane Kurokawa, segno che cresce fisicamente come un normale essere umano.

Primo arco e scoperta del personaggio

Tsukuyomi compare inizialmente davanti ad Aqua e Ruby, trascinando con sé un’atmosfera inquietante e “soprannaturale”.

Fin dall’inizio dimostra di conoscere il passato di Gorou Amemiya e Sarina Tendouji, le loro morti e il legame con Ai Hoshino.

Durante un video musicale girato nel paese d’origine della vita precedente di Ruby (Sarina), Tsukuyomi la conduce al luogo dove si trova lo scheletro del suo “primo amore”, il medico Gorou.

Questo gesto rompe il fragile equilibrio emotivo di Ruby, che si trova costretta a confrontarsi con il trauma della sua vita precedente.

Informazioni sull’omicidio di Gorou

In un momento cruciale, Tsukuyomi compare davanti a Ruby, distrutta dal dolore dopo aver trovato i resti di Gorou.

Le rivela che il medico è stato assassinato da due individui: un uomo dell’età di uno studente universitario e un ragazzo delle medie.

Spiega che il medico, responsabile di un parto segreto di una famosa idol, è scomparso proprio il giorno della nascita di quei bambini.

Fa capire a Ruby che l’uomo universitario è legato alla madre di Ruby (nella vita precedente) e al medico, indirizzando la ragazza verso la vendetta.

Non svela tutto: indica il colpevole “universitario”, ma lascia l’identità del ragazzo delle medie da scoprire, dicendo a Ruby che è “il suo compito” trovarlo.

Questa omissione parziale non è una bugia, ma sposta l’attenzione e rende Ruby più ossessiva, portandola a trasformarsi in una persona che “non esita sui mezzi pur di raggiungere il fine”.

Dialoghi con Aqua

Tsukuyomi incontra più volte Aqua, spesso nei momenti in cui lui riflette sul proprio piano di vendetta, sui sentimenti delle persone che lo circondano e su Ai Hoshino.

In una scena particolarmente dura, gli dice senza mezzi termini che la storia di Ai “è completamente e definitivamente finita”, che la sua anima non si reincarnerà e non penserà mai più nulla.

Queste parole distruggono la speranza, più o meno conscia, che Ai possa vivere di nuovo da qualche parte.

Da quel momento, il rapporto di Aqua con la vendetta e il senso di colpa si fa ancora più cupo.

Successivamente, quando Aqua e Ruby chiariscono le proprie identità e si riconciliano, Tsukuyomi interviene definendo questa scelta di Aqua un “errore” dettato dalla sua dolcezza.

Secondo lei, per Aqua sarebbe stato “più facile essere odiato” dalla sorella, invece che riavvicinarsi.

In un’altra occasione, osservando Aqua che sembra aver preso una decisione definitiva, commenta che ha scelto di “ferire gli altri e di essere ferito”.

Afferma di starlo guidando verso il “destino corretto” e si definisce ironicamente “gentile”.

Partecipazione al film “Le 15 bugie”

Aqua, sempre più convinto che il film “Le 15 bugie” sia fondamentale per il proprio piano, chiede a Tsukuyomi di interpretare il ruolo di lui e di Ruby da bambini.

Tsukuyomi inizialmente resta scioccata dall’idea, reagendo con irritazione e tentando di impostare di nuovo il suo ruolo “divino”, ricordando di essere simile a “un’entità che trasferisce i ricordi dei morti nei corpi dei neonati”.

Aqua però la smonta, insinuando che non abbia il coraggio o l’abilità di recitare e spingendola con provocazioni dirette.

Alla fine Tsukuyomi, ferita nell’orgoglio, accetta la sfida e si presenta al regista Taishi Gotanda e a Ruby come “bambina talento” che Aqua ha “trovato”.

Sceglie il nome d’arte Tsukuyomi proprio in questa occasione.

Nonostante dica di non essere una “divinità delle arti dello spettacolo”, la sua recitazione è così buona da convincere anche Gotanda.

Durante le prove di danza e le scene dell’infanzia, dimostra un’intelligenza e una presenza scenica notevolmente superiori alla sua apparente età.

In quei momenti viene rivelato che Tsukuyomi, nella sua vita precedente, era il corvo salvato da Gorou e Sarina davanti all’ospedale.

Scene simboliche e frasi chiave

In varie apparizioni successive, Tsukuyomi viene mostrata in immagini molto simboliche:

– seduta su un ramo in costume da bagno scolastico, circondata dai corvi;

– in piedi sopra la superficie dell’acqua illuminata dalla luna;

– mentre riflette sull’idea di “amore”.

In un monologo particolarmente significativo, si chiede perché gli esseri umani chiamino “amore” sentimenti come rimorso, rabbia, odio, invidia, gelosia, attaccamento, desiderio e disperazione.

Sottolinea come “per amore” gli esseri umani possano arrivare persino a togliere la vita a qualcuno.

Questi momenti la posizionano come una sorta di osservatrice filosofica, quasi “esterna alla specie umana”, pur essendo in un corpo umano.

Il suo sguardo sull’amore e sulla morte riflette la natura tragica di tutta la storia di Oshi no ko - My Star.

Ruolo nel romanzo “Il duetto dei due”

Nel romanzo spin-off “Il duetto dei due”, ambientato alcuni anni dopo il finale principale, Tsukuyomi appare cresciuta.

Akane Kurokawa la descrive come una “ragazza di una bellezza mozzafiato”.

Qui viene detto che Tsukuyomi appartiene al mondo dell’occulto e nasce da una famiglia di alto lignaggio religioso, una casata di sacerdoti di grande prestigio.

Viene definita una “bambina senza nome”, il che suggerisce un’identità volutamente non registrata o quasi rituale.

In questo periodo osserva e controlla Akane, che sta indagando su fenomeni occulti e potrebbe persino cercare di metterli in pratica.

Tsukuyomi sembra temere che Akane possa superare un limite pericoloso, e per questo la sorveglia da vicino.

Origine come corvo

Nel corso della storia viene rivelato che Tsukuyomi, nella sua vita precedente, era un corvo.

Questo corvo era rimasto impigliato in una rete davanti all’ospedale e venne liberato proprio da Gorou Amemiya e Sarina Tendouji.

Dopo essere stato salvato, il corvo continuò a osservare le loro vite, arrivando persino a portare foglie di acero a Sarina in ospedale come “regalo di visita”.

Quando il corvo raggiunse la fine della sua vita naturale, la sua anima si reincarnò nel corpo umano che ora conosciamo come Tsukuyomi.

Questa origine spiega perché sia circondata da corvi e sembri “comandarli”, ma non basta a giustificare da sola i suoi poteri.

Per questo molti lettori ipotizzano che in qualche fase (passata o presente) la sua anima sia entrata in contatto con un ambito sovrannaturale o divino.

Connessioni con la reincarnazione

Tsukuyomi afferma esplicitamente di essere dello stesso tipo di “esistenza” che possiede la tecnica per trasferire l’anima di un morto nel corpo di un neonato.

Sostiene che qualcuno con questa capacità ha preso le anime di Gorou Amemiya e Sarina Tendouji, morte prima della nascita dei gemelli di Ai Hoshino, e le ha reincarnate nei corpi dei bambini nati senza anima.

Si definisce “una presenza che guida gli esseri umani con la luce della luna e governa il destino”.

Tuttavia precisa di non essere una divinità dell’intrattenimento, quindi la sua connessione è chiaramente con la morte e la reincarnazione, non con lo spettacolo.

Nel mondo di Oshi no ko - My Star la reincarnazione e il trasferimento di memoria sembrano poter avvenire attraverso più metodi o “fazioni”.

Dai suoi dialoghi si deduce che Tsukuyomi conosce bene queste tecniche e forse ne possiede una parte, ma la storia non chiarisce mai del tutto se sia lei stessa ad aver gestito la reincarnazione di Aqua e Ruby oppure qualcuno a lei affine.

Legame con Ai Hoshino

Tsukuyomi afferma che la storia di Ai Hoshino è finita in modo definitivo e che la sua anima è stata “frantumata”, rendendo impossibile qualsiasi reincarnazione.

Questa informazione proviene chiaramente da una conoscenza diretta del “dietro le quinte” del sistema delle anime.

Curiosamente, alcuni lettori hanno ipotizzato, a livello di teoria, che Tsukuyomi potesse essere una reincarnazione di Ai.

Questa ipotesi nasce dal modo in cui definisce Gorou e Sarina come “bambini carini” e dal suo rapporto emotivo con i gemelli.

Tuttavia è lei stessa a negare in modo netto la possibilità che Ai si sia reincarnata.

La teoria viene quindi considerata più una lettura simbolica o metatestuale che un fatto canonico.

Famiglia e posizione sociale

Tsukuyomi afferma di avere genitori, documenti e di essere nata “come un normale essere umano”, proprio come Aqua e Ruby.

In realtà, nel romanzo viene specificato che appartiene a una prestigiosa famiglia di sacerdoti, con un forte legame con il mondo dell’occulto.

La sua descrizione come “bambina senza nome” suggerisce un ruolo rituale o un’identità volutamente indefinita.

Ciò si collega alla sua funzione nella trama: non è solo una persona, ma anche un “ruolo” che incarna concetti come destino, morte e guida.

Conoscenze sovrumane

Tsukuyomi sa che Gorou Amemiya è stato ucciso dallo stalker di Ai Hoshino e conosce i dettagli dell’omicidio pur non essendoci fisicamente.

Conosce anche le identità e i ruoli del principale responsabile e del suo complice.

È perfettamente consapevole che Aqua e Ruby sono le reincarnazioni di Gorou e Sarina.

Sa cosa è successo all’anima di Ai dopo la morte, cosa che nessun altro personaggio può affermare con certezza.

Conosce eventi passati, presenti e futuri con una prospettiva che si avvicina a quella di una “divinità narratrice”.

Questa posizione, unica nel contesto di una storia per il resto molto “umana”, la rende un canale fondamentale di informazioni e svolte.

Manipolazione dei corvi

Tsukuyomi appare quasi sempre accompagnata da numerosi corvi.

Anche nella scena della morte di Gorou erano presenti dei corvi, dettaglio che collega retroattivamente la sua presenza a quell’evento.

Non è chiaro se il suo potere consista nel comandare gli uccelli o se questi siano attratti da lei per natura.

Considerando la sua vita precedente da corvo, una lettura frequente è che fra lei e questi animali esista una sorta di affinità spirituale.

Tecnica di trasferimento dell’anima

Tsukuyomi parla con naturalezza di una tecnica che permette di trasferire i ricordi dei morti nei corpi dei neonati.

Non è del tutto chiaro se sia lei stessa a praticarla, ma si definisce “della stessa specie” di chi possiede tale potere.

In tutta la serie, questa tecnica è l’elemento chiave che ha permesso la reincarnazione di Gorou e Sarina come Aqua e Ruby.

Il fatto che esistano “più metodi” o “più fazioni” per fare ciò suggerisce un mondo occulto complesso, di cui Tsukuyomi rappresenta solo una parte.

Tsukuyomi appare fredda, distaccata e spesso crudele nelle parole, ma non è priva di affetto.

Si dimostra genuinamente legata a Aqua e Ruby, che considera “bambini insolenti e adorabili”.

Desidera che i gemelli compiano il loro “ruolo” e si realizzi il “destino corretto”.

Per questo motivo li spinge, li provoca e a volte li ferisce, emotivamente parlando.

Tende a non dire mai l’intera verità in modo diretto.

Preferisce offrire informazioni parziali, spesso spostando leggermente il punto di vista, in modo da indirizzare le scelte altrui senza assumersi apertamente la responsabilità.

Allo stesso tempo, ha una parte infantile marcata: si offende facilmente, si lascia stuzzicare, litiga con Ruby, si lascia coinvolgere in cose “umane” come la recitazione.

Questo contrasto fra “entità cosmica” e “bimba suscettibile” è uno dei tratti che la rendono più memorabile.

Aqua Hoshino

Con Aqua il rapporto è una continua sfida.

Tsukuyomi lo provoca, lo critica per la sua “dolcezza” e lo spinge verso scelte più dure e dolorose.

Aqua, dal canto suo, non si lascia intimidire dal suo atteggiamento pseudo-divino.

Arriva persino a prenderla in giro, chiedendole di recitare nel film e insinuando che possa non esserne capace.

Tsukuyomi conosce i segreti più oscuri di Aqua, inclusa la sua ossessione per la vendetta e la sua complessa rete di relazioni sentimentali.

Si pone quasi come una voce del destino, ma Aqua la tratta come una persona ruvida e un po’ fastidiosa, rompendo il suo alone di inviolabilità.

Ruby Hoshino

Con Ruby il rapporto è ancora più complicato, perché Tsukuyomi la spinge direttamente nella direzione della vendetta.

Mostrandole il cadavere di Gorou e rivelando parzialmente la verità sui colpevoli, la trasforma in una persona pronta a sacrificare qualsiasi cosa per raggiungere il proprio obiettivo.

Le due litigano spesso e Ruby arriva a provocarla e irritarla apertamente.

Nonostante ciò, Tsukuyomi rimane una delle poche figure che la comprendono davvero, considerando anche la sua vita precedente come Sarina.

Akane Kurokawa

Nel futuro narrato nel romanzo, Tsukuyomi osserva Akane, preoccupata che si addentri troppo nel mondo dell’occulto.

Akane reagisce notando quanto Tsukuyomi sia diventata bella, ma non comprende totalmente la profondità del suo ruolo.

Questo rapporto mostra Tsukuyomi nella veste di “guardiana” che protegge gli umani dal varcare confini pericolosi.

In un certo senso, la tratta come una variabile da controllare affinché il fragile equilibrio del mondo non vada in pezzi.

Hikaru Kamiki

Tsukuyomi è anche il personaggio che fornisce una chiave interpretativa importante per Hikaru Kamiki.

Quando la follia di Kamiki raggiunge l’apice, molti lettori iniziano a chiedersi se fosse un mostro fin dalla nascita, un sadico privo di empatia.

Tsukuyomi interviene definendo la sua anima “un tempo nobile”, suggerendo che non è nato malvagio ma è stato corrotto dal mondo dello spettacolo e dalle circostanze.

È paradossale che proprio la creatura più legata alle vittime di Kamiki finisca per attestare la sua umanità originaria.

Questa affermazione impedisce alla storia di trasformarlo in un “mostro metafisico”, mantenendolo nell’ambito dei mali umani, per quanto estremi.

È uno dei momenti in cui si vede come Tsukuyomi non sia solo cinica, ma interessata a preservare una certa idea di equilibrio e senso.

Tsukuyomi è l’unico personaggio che si colloca stabilmente fuori dal “mondo realistico” di Oshi no ko - My Star.

Mentre quasi tutti gli altri protagonisti sono esseri umani che agiscono in un contesto concreto (industria dell’intrattenimento, famiglie, lavoro), lei porta in scena il livello metafisico.

Incarna temi come reincarnazione, destino, punizione, amore distorto, e osserva la storia da una prospettiva più ampia.

Nonostante questo, non è un’entità onnipotente: ha limiti, regole da rispettare e può essere provocata e messa alle strette.

Il suo modo di dispensare informazioni — mai completo, mai del tutto falso — trascina i protagonisti verso i momenti chiave della trama.

È, in pratica, un catalizzatore di svolte narrative.

Al tempo stesso, il fatto che la sua vera natura rimanga in gran parte avvolta nel mistero anche dopo la conclusione della serie principale la rende un personaggio volutamente “incompiuto”.

Rappresenta il lato dell’ignoto che rimane tale: il sistema delle anime, le regole del destino, le forze che stanno dietro al dramma umano.

Molti lettori vedono in lei una “divinità soggetta a regole”, costretta a limitare la propria interferenza pur provando un affetto sincero per Aqua e Ruby.

Questa tensione tra sentimento e vincolo, tra potere e impotenza, è una delle chiavi della sua fascinazione.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:05)

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