Rod Ross è un personaggio immaginario dell’universo di Death Note, boss di un potente gruppo mafioso e figura strettamente legata a Mello, che sostiene e protegge quasi ciecamente.
Nome completo: Rod Ross
Vero nome: Dwight Gordon
Genere: Maschile
Data di nascita: 13 aprile 1968 (anime: 13 aprile 1971)
Età: 41 anni (al momento degli eventi principali)
Data di morte: 10 novembre 2009, ore 23:59
Segno zodiacale: Ariete
Altezza: 190 cm
Peso: 85 kg
Gruppo sanguigno: B
Cose che gli piacciono: tequila
Cose che non gli piacciono: calcio
Ruolo: Boss di un gruppo mafioso internazionale
Doppiatore (versione originale): Masaki Aizawa
Rod Ross è il capo di un’organizzazione mafiosa tanto influente che persino la polizia evita di affrontarla direttamente.
Opera sfruttando le falle del sistema legale, continuando a prosperare anche nel mondo in cui Kira sta “giudicando” i criminali.
È noto per riporre una fiducia assoluta in Mello, un giovane che è entrato nella sua organizzazione circa un anno e mezzo prima degli eventi e ne ha accelerato rapidamente la crescita.
Rod considera Mello infallibile e segue le sue strategie anche quando implicano rischi enormi.
Il suo vero nome, segreto per il mondo esterno, è Dwight Gordon, dato rilevante nell’universo di Death Note perché il nome reale è la chiave per essere uccisi dal quaderno.
Rod Ross è descritto dal creatore dell’opera come “il peggior individuo della serie”, in buona parte perché è un boss mafioso che non esita a commettere crimini estremamente violenti.
La sua morale è pressoché inesistente: considera le persone strumenti sacrificabili, utili solo finché servono ai suoi scopi.
Per testare l’efficacia del Death Note, arriva a far uccidere un suo stretto collaboratore che si occupava di traffico di droga, liquidandolo con la frase che “era inutile, ma almeno per una volta è servito a qualcosa”.
In altre occasioni fa uccidere tutti i sottoposti che hanno avuto contatto diretto con il quaderno, così da ridurre il rischio di fughe di informazioni.
Quando uno dei suoi uomini riesce a sottrarre il Death Note a Souichirou Yagami, invece di premiarlo, decide di far esplodere l’elicottero su cui viaggia, dichiarando che così i suoi errori passati vengono “cancellati”.
Il potere del Death Note è per lui solo un ulteriore strumento di controllo e terrore nei confronti dell’organizzazione.
Dopo che Jack Neylon diventa proprietario del quaderno, Rod lo costringe a stipulare il patto per ottenere gli occhi dello shinigami, ordinandogli di rivelare il vero nome e la durata della vita di chiunque tranne lui e Mello.
Governando con paura, Rod dimostra una freddezza assoluta e una totale mancanza di empatia per i suoi subordinati.
Curiosamente, ha anche brevi momenti in cui sembra quasi “umano”: quando Jack Neylon urla alla vista di Shidoh, Rod lo rimprovera attribuendo la sua reazione all’abuso di droga, in tono quasi preoccupato, poco in linea con l’immagine stereotipata del boss spietato.
Rod Ross è un uomo di mezza età dalla presenza imponente, alto e muscoloso, con un fisico che ispira forza e intimidazione.
È completamente rasato, con un evidente skinhhead, e porta una barba incolta che circonda la bocca, accentuando il suo aspetto minaccioso.
Il suo abbigliamento abituale è piuttosto appariscente:
indossa un completo bianco, una camicia nera e una cravatta dorata, combinazione che rimarca sia il suo status di capo sia il suo gusto vistoso e dominante.
Rod è il boss indiscusso di un’organizzazione che, di fatto, funziona più come una gang armata che come una mafia tradizionale.
È temuto tanto dalle forze dell’ordine quanto dai suoi stessi uomini, che sanno di poter essere sacrificati in qualsiasi momento.
Nel mondo in cui il giudizio di Kira ha ridotto drasticamente la criminalità, Rod riesce comunque a sopravvivere e ad espandere i suoi affari.
Sfrutta scappatoie legali, organizza traffici illeciti e, quando serve, scarica ogni responsabilità sui subordinati, “tagliando la coda della lucertola” per salvare se stesso e i vertici.
Nonostante questa capacità di sopravvivenza, le sue decisioni durante gli eventi centrali di Death Note non lo ritraggono come un genio criminale.
La cieca fiducia in Mello lo spinge ad azioni estreme, come entrare in guerra con Kira e persino ricorrere al ricatto nei confronti del presidente degli Stati Uniti, mosse che espongono lui e la sua organizzazione a pericoli enormi.
La sua frase emblematica nei confronti dei suoi uomini riassume bene questo atteggiamento:
“Se facciamo come dice Mello, non ci sarà errore. Da quando è arrivato, in un anno non ha sbagliato una sola volta.”
Il rapporto di Rod Ross con Mello è basato su una fiducia totale, quasi fanatica.
Per Rod, Mello è il cervello dell’organizzazione: il giovane porta strategie, informazioni e piani che hanno portato grandi vantaggi alla mafia in un periodo relativamente breve.
Rod segue le indicazioni di Mello senza metterle troppo in discussione, al punto da coinvolgere l’intera organizzazione in un conflitto diretto con Kira.
Questa dipendenza strategica lascia intendere che, pur essendo spietato, Rod non sia particolarmente brillante sul piano tattico e si affidi a chi ritiene più intelligente di lui.
Dal canto suo, Mello sfrutta Rod in modo freddo e strumentale.
Quando gli eventi precipitano e Rod viene trascinato verso la distruzione, Mello non mostra alcun rimorso per averlo coinvolto e condotto alla morte.
Rod Ross è coinvolto in una lunga serie di crimini gravi, tipici di un capo mafioso di alto livello.
Tra questi si includono traffico di droga, omicidi su commissione, manipolazione di prove e ricatto politico.
Utilizza i suoi uomini come carne da cannone, facendoli uccidere quando diventano scomodi o quando potrebbero costituire un rischio.
Sfrutta il Death Note per eliminare collaboratori e rivali, limitando così testimoni e possibili traditori.
Non esita a ricorrere a esplosivi, sequestri e terrorismo psicologico per mantenere il controllo.
Nonostante il mondo stia diventando sempre più pericoloso per i criminali a causa delle azioni di Kira, Rod riesce per molto tempo a evitare di diventare un bersaglio diretto.
Ciò dimostra una certa abilità nel nascondere il proprio coinvolgimento e nel circondarsi di intermediari sacrificabili.
La caduta di Rod Ross è legata al piano di Light Yagami (Kira) per recuperare il Death Note dalle mani della mafia.
Light organizza una complessa “operazione di contesa del quaderno”, usando il potere del Death Note e le sue risorse per eliminare l’intera organizzazione di Rod in un colpo solo.
Prima che il piano venga messo in atto sul campo, il nome di Rod viene scritto nel Death Note da Kira.
Di conseguenza, Rod muore per arresto cardiaco l’8 novembre 2009 alle 23:59, mentre la sua organizzazione viene spazzata via nello stesso attacco.
Nel romanzo “L change the WorLd” viene riportata una data diversa per la sua morte, il 23 luglio alle 22:30, a causa di un errore di Misa Amane nell’annotazione.
In questa versione, Rod muore in prigione per un attacco cardiaco, ancora una volta per mano di Kira.
La fine di Rod Ross conferma il paradosso del suo personaggio: un boss che ha saputo sopravvivere nel mondo di Kira sfruttando ogni fessura del sistema, ma che, appena entra in gioco direttamente contro Kira stesso, viene eliminato senza scampo insieme a tutto ciò che ha costruito.
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