Tsunetomo Yamamoto è il direttore dell'Ufficio Misakioku, un uomo di mezza età dalla personalità enigmatica e sempre sorridente in modo ambiguo. Apparentemente gentile e accomodante, è un maestro nell’arte della diplomazia e del mantenere le distanze, senza mai mostrare le sue vere intenzioni. La sua conoscenza del settore scientifico sembra limitata, ma rivela in diverse occasioni una sottile perspicacia e una profonda familiarità con i segreti dell’istituto e del suo passato misterioso, soprattutto riguardo a una colossale ossatura nascosta nei sotterranei. Il suo modo di agire e di comunicare suggerisce un uomo che protegge più misteri di quanti ne condivida, citando poesie o antichi testi per comunicare ciò che realmente pensa solo fra le righe.
Tsunetomo Yamamoto è un uomo di mezza età, calvo e di corporatura robusta.
Porta gli occhiali e ha occhi cadenti che gli conferiscono un’espressione bonaria.
Non è particolarmente alto: persino i suoi subordinati come Shunya Satou e la giovane dottoranda Mei Kamino lo superano in statura.
Yamamoto appare sempre con un sorriso imperturbabile sulle labbra.
È bravissimo a dire ciò che è socialmente accettabile e a compiacere chi gli sta intorno.
Non si fa mai trovare impreparato e raramente lascia trasparire le sue reali emozioni o pensieri.
Dietro questa maschera di serenità, è estremamente attento e cauto, preferendo non esporsi inutilmente.
Sa essere generoso e premuroso, per esempio offrendo un buono taxi a Mei Kamino dopo un incontro notturno.
Yamamoto ha lasciato il Ministero degli Esteri per assumere il ruolo di direttore del Misakioku, un istituto che un tempo era una struttura militare.
È responsabile di un luogo ricco di misteri non dichiarati, costruito su antichi segreti che solo i direttori dell’istituto tramandano.
Il suo lavoro consiste anche nell'affrontare emergenze e fenomeni inspiegabili collegati al passato segreto dell’organizzazione.
Yamamoto eccelle nelle relazioni umane, nel “giocare” con discorsi innocui e nell’arte della diplomazia.
Nonostante sembri poco ferrato con la tecnologia moderna, rivela invece una buona conoscenza degli strumenti e dei dispositivi più datati.
Sa come motivare i suoi subordinati, delegando ricerche e incoraggiando l’iniziativa personale quando lo ritiene utile.
Con Shunya Satou mantiene un rapporto ambiguo, mostrando rispetto per l’entusiasmo del giovane ma anche ammonendolo “gentilmente” di non lasciarsi trasportare troppo.
Con Mei Kamino e altri collaboratori è solitamente cortese, aiutandoli senza mai mostrare segni di fastidio, anche in situazioni scomode o stressanti.
- “Bello, vero… le Hawaii! Anch’io vorrei viaggiare all’estero, ma sono sempre rimasto qui a custodire questo posto…”
- “Sei uno di quelli che finisce per darsi troppo da fare e crea solo più lavoro, vero? Non te l’hanno mai detto alle tue precedenti esperienze?”
- “Perfetto, voglio mostrarti qualcosa di interessante. Seguimi, potrebbe essere che quel tizio abbia combinato qualche guaio.”
- “Se Ashihara fosse ancora vivo, avrebbe già più di cento anni, ora.”
- “Le meduse… emettono onde radio o sbaglio?”
- “Non pensi che al mondo ci sia anche il lavoro di ‘essere dimenticati’?”
Un Direttore Misterioso
Tsunetomo Yamamoto diventa direttore del Misakioku dopo il suo trasferimento dal Ministero degli Esteri.
Gestisce l’istituto con apparente nonchalance, mostrando poco interesse per questioni tecniche o riparazioni, come evidenziato dalla mancata manutenzione della fototessera aziendale.
L’Allarme e la Scoperta del Sotterraneo
Un giorno scatta un allarme dovuto a una strana anomalia.
Seguendo le linee guida, chiama il professor Sasamoto, ma riceve invece la visita della sua sostituta, Mei Kamino.
Yamamoto la accoglie senza lamentele e, dato che è troppo tardi per usare i mezzi pubblici, le offre persino un buono taxi.
I Segreti del Misakioku
Quando si cerca di localizzare l'origine dell'allarme, viene scoperta nei sotterranei un’area mai segnalata sulle mappe ufficiali.
Yamamoto sapeva già della sua esistenza, e decide di mostrare a Shunya Satou quella stanza segreta.
Qui rivela che il Misakioku era un tempo una base militare e che ufficialmente non esiste nulla sotto la struttura.
A Satou mostra un gigantesco scheletro di creatura sconosciuta, custodito in fondo alla struttura, ma lo liquida come semplice “scheletro di dinosauro” e racconta che ogni direttore, di generazione in generazione, è stato portato a vederlo – proprio come una leggenda metropolitana.
Il Mistero Continua
Successivamente, Yamamoto presta a Satou la chiave dell’archivio per permettergli di indagare ulteriormente sul passato dell’istituto e sul misterioso Michiyuki Ashihara, primo direttore del Misakioku.
Rivela conoscenze precise su tecnologie vecchie come il microfilm e i relativi strumenti, lasciando il dubbio che la sua supposta ignoranza tecnologica sia solo una facciata.
Momenti Cruciali
Man mano che gli eventi misteriosi e le minacce dei kaiju – come Godzilla Ultima e la scoperta di altri esemplari – si fanno più gravi, il tono di Yamamoto si fa anche più serio e riflessivo.
Durante la rilettura dei documenti storici con Satou, lascia cadere frasi criptiche e cita antichi testi o poesie ogni volta che si torna a parlare dei misteri dell’istituto.
Il Furto dello Scheletro
Nel culmine della vicenda, un gruppo armato guidato da Takehiro Kai fa irruzione nell’istituto per impossessarsi dello scheletro sepolto nel sotterraneo.
Nonostante un tentativo di mediazione, Yamamoto viene sopraffatto e imprigionato assieme agli altri dipendenti, mentre il prezioso reperto viene trafugato.
Quando Yamamoto rivela i segreti dell'istituto o un mistero, spesso cita poesie o testi antichi.
Ad esempio, mostra a Satou lo scheletro pronunciando versi della poetessa Taoyu Takao, come "Nel vento gelido, cadono fragili le foglie rosse…" o "Non dimenticare, perché continuo a ricordare".
Altre citazioni attingono da opere come gli Annali storici cinesi e testi filosofici, riflettendo il suo modo di custodire e trasmettere misteri senza mai svelarli completamente.
Nel suo modo di agire si nota un preciso equilibrio fra la protezione dei segreti del Misakioku e la consapevolezza dell’importanza che hanno, anche quando la verità rimane nascosta al mondo esterno.
Le allusioni poetiche e la scelta delle citazioni suggeriscono che Yamamoto ha una visione molto personale di ciò che significa “memoria”, “dimenticanza” e “utilità”.
Cita spesso:
- "Quando non ci sono più uccelli da cacciare, l'arco non serve più" (Shi Ji, Cronache dei Re di Yue)
- "Tutti conoscono l’utilità del utile, pochi l’utilità dell’inutile" (Zhuangzi)
- "Difficile governare il popolo quando ha troppa conoscenza" (Laozi)
Così sottolinea il suo intento di mantenere i misteri nascosti per proteggere la pace e l’istituzione stessa.
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