Noah è un sicario maschile dell’opera di Akimoto, inizialmente assoldato da Maynard per uccidere Arthur, ma che finisce per sviluppare un interesse particolare per Marie, trasformandosi in una presenza ambigua e giocosa nella storia.
Noah compare come assassino professionista con l’obiettivo dichiarato di eliminare Arthur.
Il suo ingaggio avviene per ordine di Maynard, che lo utilizza come strumento letale nell’ombra.
Nonostante la sua missione principale, Noah sposta ben presto la propria attenzione su Marie.
Invece di tentare di eliminarla, inizia a prenderla di mira in modo indiretto e ludico, come se fosse un “gioco” personale.
Noah è caratterizzato da un atteggiamento misterioso e imprevedibile.
Pur essendo un sicario, non agisce in modo lineare o puramente violento, ma preferisce la sottigliezza e il divertimento intellettuale.
Mostra un interesse curioso e quasi scherzoso nei confronti di Marie.
Il suo approccio non è frontale: la provoca e la stuzzica, più che cercare una semplice vittima.
La sua personalità è volutamente sfuggente, con molti aspetti ancora non definiti nemmeno dall’autore.
Questa ambiguità permette al personaggio di sorprendere costantemente sia i protagonisti sia i lettori.
Uno dei tratti più caratteristici di Noah è l’uso di trappole ingegnose e piene di spirito.
Non si limita a meccanismi di attacco diretti, ma crea situazioni che costringono Marie a ragionare, reagire e mettersi alla prova.
Queste trappole hanno spesso una componente di umorismo nero e di enigma.
È come se Noah volesse misurare l’intelligenza e la prontezza di spirito di Marie, piuttosto che semplicemente eliminarla.
Le sue azioni sembrano quindi guidate tanto dal mestiere di sicario quanto da una particolare forma di curiosità psicologica.
Il risultato è un antagonista che funziona anche come “regista nascosto” di prove e scherzi per la protagonista.
Secondo l’autore Akimoto, Noah è nato a partire da un’idea del suo editor responsabile.
Non è quindi un personaggio concepito interamente dall’autore fin dall’inizio, ma frutto di un lavoro condiviso.
Akimoto ha dichiarato che, persino per lui, molti lati di Noah sono ancora inesplorati e incerti.
Questo fa sì che il personaggio resti aperto a sviluppi futuri e a nuove interpretazioni nel corso dell’opera.
L’autore afferma anche che Noah è il personaggio più difficile da disegnare.
La difficoltà non è solo grafica, ma anche espressiva: rappresentare il suo alone di mistero e la sua sottile ironia richiede particolare attenzione.
La misteriosità di Noah, elemento centrale del suo fascino, è attribuita in gran parte ai suggerimenti e alla guida dell’editor.
Il risultato è un personaggio costruito come enigma, tanto per i lettori quanto per chi lo ha creato.
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