Gyokko

Autore
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Gyokko
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Età: 133+
Genere: Maschio
Altezza: 150-170cm
Peso: 40-80kg
Nome inglese: Gyokko
Nome giapponese: 玉壺(ぎょっこ)
Nome cinese: 玉壶
Nome coreano: 굣코
Debutto del manga: Capitolo 98
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Kousuke Toriumi
Kousuke Toriumi
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Demon Slayer - Kimetsu no yaiba
Demon Slayer - Kimetsu no yaiba
Data di rilascio: 06 Aprile 2019
Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Swordsmith Village Arc
Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba Swordsmith Village Arc
Data di rilascio: 09 Aprile 2023

Impostazioni del personaggio

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Gyokko è un demone maschio appartenente ai Dodici Kizuki, insignito del grado di Luna Superiore Cinque nell’universo di Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba, celebre per la sua ossessione malata per l’arte, il suo corpo mostruoso fuso con un vaso e la sua sconfitta per mano di Muichiro Tokito durante l’Arco del Villaggio dei Forgiatori di Spade.

Nome umano: Managi (益魚儀)

Nome da demone: Gyokko

Genere: Maschile

Affiliazione: Dodici Kizuki, Luna Superiore Cinque

Altezza: 150–170 cm (quando è nel vaso)

Peso: 40–80 kg (quando è nel vaso)

Hobby: Creare vasi, “modificare” esseri viventi

Tecnica del sangue demoniaco: “Vaso”

Prima apparizione: Volume 12 del manga, capitolo 98 “Raduno delle Lune Superiori”

Doppiatore (anime): Kousuke Toriumi

Classifica nel 2° sondaggio di popolarità ufficiale: 52° posto (49 voti)

Gyokko si presenta in genere semi-immerso in un vaso, con il corpo direttamente connesso alla ceramica, ricordando un genio della lampada in versione horror.

Il suo torso è possente e privo di braccia umane “normali”, mentre la parte inferiore è un lungo corpo nero simile a un serpente o a un lombrico.

Al posto degli occhi, sulle orbite ha due bocche con labbra verdi, mentre gli occhi compaiono sulla fronte e nella posizione dove dovrebbe esserci la bocca.

Dalla testa e da altre parti del corpo spuntano molte piccole braccia, aumentando l’effetto mostruoso e innaturale.

Tra i demoni di Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba, che spesso mantengono un aspetto umano, Gyokko è uno dei più lontani dall’umanità dal punto di vista visivo.

Il suo corpo attuale è il risultato di auto-modifiche corporee “artistiche”, realizzate dopo essere diventato demone.

Gyokko si autodefinisce “artista supremo” ed è ossessionato dall’idea di bellezza, ma solo secondo il proprio gusto distorto.

Disprezza apertamente gli esseri umani, che chiama “vite inutili”, da trasformare in “opere elevate” attraverso torture e mutilazioni.

Ha un modo di parlare cerimonioso ma velenoso, con una tendenza al sadismo verbale.

Ha l’abitudine di concludere molte frasi con un’idea di “va bene anche così” o “anche questo è buono”, come se tutto ciò che accade potesse essere reinterpretato a suo favore.

Quando le sue opere vengono criticate si infuria immediatamente, perdendo la maschera di cortesia e rivelando un carattere meschino e collerico.

Nonostante il suo atteggiamento da artista, non prova reale rispetto per altri “creativi”: perfino davanti alla dedizione di Hotaru Haganezuka, invece di ammirarlo, cerca solo di sabotarlo.

Ha una mentalità estremamente egocentrica: se percepisce di “perdere” sul piano artistico, anziché migliorarsi cerca di abbattere l’altro, boicottandone il lavoro.

Allo stesso tempo è incredibilmente autoindulgente e positivo verso se stesso: non riflette né si pente mai, e riesce sempre a reinterpretare gli errori come conferma del proprio valore.

Le sue “opere” consistono quasi sempre in cadaveri umani decorati in modi grotteschi, corpi trasformati in mostri o installazioni fatte di parti umane che urlano.

Persino Muichiro Tokito, di solito apatico, arriva a insultarlo apertamente vedendo la crudeltà e la volgarità delle sue creazioni.

Gyokko considera chi non apprezza la sua arte come privo di senso estetico: li chiama scimmie senza gusto o persone “con il cervello fatto di muscoli”.

Quando è messo alle strette, perde rapidamente la calma, passa agli insulti infantili e compie scelte tattiche pessime dettate dall’orgoglio ferito.

Nonostante tutto questo, sa effettivamente creare oggetti belli nel senso tradizionale: i suoi vasi sono finemente lavorati e vengono lodati da Doma e considerati preziosi da Muzan Kibutsuji.

Muzan li usa come fonte di denaro, vendendoli ad alto prezzo nel mondo umano, e dichiara di apprezzare “abbastanza” Gyokko proprio per la qualità delle sue ceramiche.

Quando Muichiro definisce i suoi vasi “storti” e “fatti male”, Gyokko esplode in una crisi di rabbia, dimostrando quanto la sua autostima sia legata alle sue opere.

È un personaggio volutamente sgradevole, meschino e crudele, ma proprio per questo risulta memorabile e distintivo all’interno della serie.

Da umano, Gyokko si chiamava Managi e viveva ai margini di un villaggio di pescatori.

I suoi genitori morirono in mare, e quando i loro cadaveri vennero recuperati, Managi rimase “affascinato” dalla bellezza dei corpi gonfi d’acqua.

Da quel momento sviluppò un’ossessione morbosa per i cadaveri e per la decomposizione, che iniziò a considerare una forma di arte.

Cominciò così a manipolare e “rimodellare” i resti di animali e, in seguito, di esseri umani, dimostrando che la sua devianza era presente già prima di diventare demone.

Gyokko è una delle Lune Superiori, il gruppo d’élite al servizio di Muzan Kibutsuji.

Oltre alla forza combattiva, offre un contributo pratico grazie alle sue capacità di informazione e ai vasi che fungono da merce di grande valore nel mondo umano.

I vasi di Gyokko sono venduti a caro prezzo e rappresentano una delle fonti di reddito di Muzan, utile per mantenere identità e coperture tra gli umani.

Muzan, pur trattando tutti i demoni come strumenti sacrificabili, considera i vasi di Gyokko “piuttosto belli” e per questo lo definisce uno dei suoi “preferiti”, sebbene sempre in modo freddo e crudele.

Gyokko è presente nel raduno delle Lune Superiori nella Fortezza Dimensionale Infinita dopo la morte di Daki e Gyutaro.

Durante questa riunione tenta di riferire informazioni non ancora verificate sul Villaggio dei Forgiatori di Spade e viene immediatamente punito da Muzan, che gli stacca la testa per aver parlato senza prove certe.

In un’altra scena comica fuori dalla storia principale, Muzan ordina a Gyokko di attaccare gli umani riuniti per vedere la prima alba dell’anno.

Quando Gyokko fa notare che la luce del sole lo ucciderebbe, Muzan risponde freddamente che “anche se morissi non sarebbe un problema”, lasciandolo ammutolito.

Gyokko è specializzato in tecniche a distanza e di controllo del campo di battaglia, che sfruttano vasi, acqua e creature acquatiche.

Il contatto diretto gli è inizialmente sfavorevole, quindi preferisce combattere attraverso evocazioni e spostamenti improvvisi.

Può generare vasi dal palmo delle mani e usarli sia come porta per teletrasportarsi, sia come contenitori per le sue creature e per gli spazi interni.

L’interno dei vasi sembra costituire una sorta di spazio separato, in cui può trascinare le persone per ucciderle o usarle come materiale “artistico”.

Diverse delle sue tecniche sono studiate appositamente per neutralizzare i punti forti degli Ammazzademoni:

bloccano la respirazione di combattimento, limitano i movimenti o sfruttano veleni debilitanti.

A differenza di Hantengu e della coppia DakiGyutaro, Gyokko non possiede un meccanismo speciale per sopravvivere alla decapitazione con una lama di sole.

Se la testa viene tagliata con una spada Ammazzademoni, muore come gli altri demoni, cosa che lo porta a evitare il corpo a corpo finché può.

Teletrasporto tramite vaso

Gyokko può far comparire vasi in punti distanti e collegarli tra loro come portali.

Entra in un vaso e riemerge da un altro, rendendo difficile prevedere dove colpirà e permettendogli di sfuggire facilmente agli attacchi.

Può anche creare vasi miniaturizzati, decorati con disegni specifici; da ciascun vaso esce una determinata tecnica o creatura.

Questo lo rende estremamente versatile: ogni vaso può contenere acqua, pesci, tentacoli, o vari tipi di proiettili.

Spazio interno dei vasi

L’interno dei vasi è un ambiente chiuso che non corrisponde allo spazio fisico esterno.

Gyokko può risucchiare le persone all’interno, intrappolandole in ambienti d’acqua o insieme a creature a lui fedeli.

All’interno di questi spazi ha un vantaggio assoluto, e può uccidere con calma le sue vittime.

I cadaveri vengono poi usati come base per nuove “installazioni artistiche” come statue di carne, composizioni di arti e teste, o sculture viventi che urlano.

Proiettili d’acqua (anime)

Nell’anime viene mostrata una tecnica in cui un vaso blu spara getti d’acqua ad alta pressione.

Gyokko può controllarne la traiettoria come una frusta liquida, in grado di infliggere tagli profondi.

Creazione di servitori-pesce

Gyokko può creare mostri simili a carpe koi con arti umani.

Queste creature hanno zanne e artigli affilati e attaccano ferocemente chiunque incontrino.

Sul dorso portano un vaso rovesciato che sembra fungere da nucleo o punto vitale.

Se il vaso viene distrutto, il servitore muore all’istante, ma finché rimane integro la creatura rigenera qualsiasi ferita a grande velocità.

Gyokko è in grado di crearne in grande numero per massacrare civili e Ammazzademoni di basso grado.

Durante l’attacco al Villaggio dei Forgiatori di Spade, questi servitori devono essere affrontati dagli abitanti e dalle guardie locali, causando molte vittime.

“Mille aghi – Uccisione dei pesci”

Da un vaso decorato come una boccia per pesci rossi, Gyokko genera due enormi pesci simili a pesci rossi giganti.

Questi mostri spalancano la bocca e sparano nuvole di aghi sottili intrisi di un veleno paralizzante.

Il veleno non è immediatamente letale, ma causa intorpidimento progressivo fino al blocco dei movimenti, rendendo le vittime facile preda.

Con questa tecnica Gyokko preferisce immobilizzare vivi i bersagli, per poi trasformarli con calma in “opere d’arte”.

Nell’anime viene mostrata una variante con cinque pesci generati contemporaneamente, aumentando il volume di fuoco e la saturazione dell’area.

“Bacile carcerario d’acqua”

Da un vaso con onde disegnate, Gyokko rilascia una massa enorme di acqua che forma un globo liquido chiuso.

Il bersaglio viene intrappolato all’interno, come in una gigantesca boccia d’acqua sospesa.

Questo bacile si deforma e vibra, rendendo quasi impossibile romperlo dall’interno.

Il prigioniero rischia di annegare, e soprattutto non riesce più a mantenere la respirazione di concentrazione totale, perdendo rapidamente forza.

Contro un Ammazzademoni, se questa tecnica va a segno, la lotta è praticamente decisa a favore di Gyokko.

Muichiro Tokito finisce proprio intrappolato in questa prigione, arrivando vicino alla morte per annegamento.

“Inferno dei vasi di polpo”

Da un vaso decorato a onde, Gyokko evoca tentacoli giganteschi simili a quelli di un polpo.

Questi arti colossali schiacciano e frantumano il terreno, afferrano il nemico e lo stritolano.

La carne dei tentacoli è morbida ma possiede un’enorme elasticità, che rende difficile tagliarli con normali spade.

Anche le lame Ammazzademoni rischiano di restare intrappolate e, se l’utilizzatore è debole, può vedere la propria arma piegata o spezzata.

“Diecimila pesci viscidi in planata”

Gyokko apre contemporaneamente dieci vasi, da cui fuoriesce uno sciame di diecimila pesci volanti simili a sgombri o sardine.

Questi pesci planano nell’aria, circondano il bersaglio e iniziano a morderlo in massa.

Quando vengono tagliati, sprigionano una grande quantità di liquido tossico.

Il veleno è assorbito anche attraverso la pelle, quindi basta trovarsi nelle vicinanze per correre rischi gravi, anche senza ingerirlo.

Gyokko possiede una “vera forma” a cui può accedere tramite una sorta di muta, ossia una mutazione per “scorticamento” del suo corpo.

Secondo le sue parole, questa trasformazione gli conferisce il suo aspetto “più perfetto e bello”.

In questa forma il torso rimane umanoide ma più atletico, con braccia lunghe dotate di membrane interdigitali simili a quelle di un anfibio.

La parte inferiore del corpo resta serpentiforme, ricoperta da scaglie, facendolo assomigliare a un incrocio tra un tritone e una lamia.

Le scaglie coprono gran parte del corpo e Gyokko afferma che sono più dure del diamante.

La capigliatura diventa più folta, alcuni tratti del volto cambiano e le piccole braccia sparse sul corpo scompaiono, sostituite da un aspetto più “armonico” secondo il suo standard.

Gyokko rivela di avere mostrato questa forma solo a tre persone in totale, Muichiro incluso, e insinua che gli altri due fossero anch’essi Pilastri uccisi in passato.

In tale stato abbandona in parte il combattimento a distanza e passa a una lotta molto più aggressiva e ravvicinata.

“Mano di Dio”

La tecnica più temibile di Gyokko nella sua vera forma è la cosiddetta “Mano di Dio”.

Con un semplice tocco del pugno, qualsiasi cosa viva o inanimata entra in contatto con la sua mano viene trasformata in piccoli pesci vivi.

Basta un contatto minimo: abiti, terreno, oggetti, e potenzialmente il corpo stesso del nemico vengono convertiti in pesci.

Per chi subisce l’effetto, è come venire cancellato ed essere rimpiazzato da creature acquatiche, il che equivale di fatto alla morte.

Questa tecnica è praticamente impossibile da bloccare a mani nude, perché anche lo scudo o la barriera verrebbero trasformati.

Nell’anime, tuttavia, la spada di Muichiro sembra non essere soggetta a questa trasformazione, permettendogli di parare i colpi con la lama.

Gyokko mostra un affetto bizzarro per i pesci generati dalla Mano di Dio, definendoli “pesci adorabili”.

La quantità di pesci generata da frammenti minuscoli di stoffa suggerisce che non si tratti solo di trasformazione di massa, ma di una creazione demoniaca che usa il bersaglio come catalizzatore.

“Pesci squamosi killer in formazione”

Gyokko sfrutta il movimento delle sue scaglie durissime per lanciarsi a velocità assurde in tutte le direzioni.

Rimbalza nell’aria e sul terreno come se nuotasse nello spazio, girando attorno al nemico in una danza frenetica.

Mentre si muove, attacca da ogni angolazione con la Mano di Dio, cercando di toccare anche solo un lembo di vestito o un capello.

Per un avversario medio, anche un solo contatto è fatale: è una combinazione di velocità estrema e tecnica istantaneamente letale.

Contro utilizzatori molto rapidi e basati sull’elusione, però, questo stile diventa rischioso.

Gyokko, costretto a entrare nel raggio d’azione del nemico, si espone a contrattacchi diretti alla testa o al corpo.

Preparazione e attacco al villaggio

Gyokko è colui che individua il Villaggio dei Forgiatori di Spade, una località nascosta dove vengono forgiate le spade degli Ammazzademoni.

Dopo aver fornito l’informazione verificata a Muzan Kibutsuji, riceve l’ordine di attaccare il villaggio insieme a Hantengu.

Usando le sue capacità di teletrasporto, Gyokko penetra nel villaggio tramite uno dei suoi vasi.

Gli abitanti che si avvicinano incuriositi vengono rapidamente risucchiati all’interno del vaso e divorati.

Gyokko si lamenta della “pessima qualità” della carne dei forgiatori, considerandola insipida rispetto ad altre vittime.

Per questo preferisce usarli come materiale artistico piuttosto che come semplice nutrimento.

Evoca servitori-pesce e altre creature demoniache che si sparpagliano nel villaggio, massacrando artigiani e guardie.

Nel frattempo, la sua vera attenzione è concentrata sulla creazione di installazioni fatte di corpi, con teste e arti disposti in composizioni macabre.

Primo scontro con Muichiro Tokito

Nel villaggio si trova per caso Muichiro Tokito, Pilastro della Nebbia, venuto per ottenere una nuova spada.

Muichiro scopre il massacro di forgiatori e viene colpito dalle orribili “opere” di Gyokko, perdendo la sua abituale calm

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:05)

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