Tarmiel è uno dei quattro arcangeli della Dea Suprema nell’universo di The Seven Deadly Sins, appartenente alla razza della dea e portatore della Grazia “Grande Mare”.
Tarmiel è uno dei Quattro Arcangeli della razza delle dee.
È un guerriero di altissimo livello, temuto dai demoni e rispettato dagli alleati.
A differenza delle altre dee, possiede un aspetto marcatamente mostruoso.
Il suo corpo presenta tre teste – una faccia centrale, una giovane a destra e una anziana a sinistra – e sei ali.
È l’unico membro della razza delle dee, a parte la Dea Suprema, a possedere più di quattro ali.
Nonostante l’aspetto alieno, ha un carattere sorprendentemente allegro e alla mano.
Nel corso della storia si reincarna e appare nel mondo usando il corpo del monaco apostata Arbus come “contenitore”.
In questa forma, la voce del personaggio è resa da due doppiatori diversi nelle varie incarnazioni.
Tarmiel ha un’indole solare, schietta e piuttosto vivace.
Non si comporta come un’algida divinità: scherza, parla liberamente e non si cura troppo di mantenere un’aura solenne.
Viene profondamente colpito dalla gentilezza di Elizabeth Liones, proprio come il suo compagno Sariel.
Questa esperienza lo porta a mettere in discussione il rigido estremismo tipico della sua razza.
È tuttavia molto indulgente con le persone a lui care.
Questa dolcezza è la sua più grande debolezza: fatica a essere spietato anche quando la situazione lo richiederebbe.
Durante lo scontro con Mael, la sua incapacità di mantenere il sangue freddo rovina la strategia di squadra.
La sua esitazione consente a Mael di assorbire i Comandamenti, con conseguenze disastrose.
Il tratto più vistoso di Tarmiel sono le tre teste:
il volto frontale,
una testa di giovane sulla destra,
una testa di anziano sulla sinistra.
Possiede inoltre sei ali, simbolo del suo rango eccezionale tra le dee.
Il suo corpo e le sue espressioni cambiano leggermente in base alla testa che prende il controllo.
Questa forma, seppur bizzarra, è strettamente legata ai suoi poteri sacri.
Le diverse bocche sono infatti usate per lanciare tecniche specifiche di attacco e difesa.
La Grazia di Tarmiel è chiamata “Grande Mare”.
È un dono conferito direttamente dalla Dea Suprema.
Con questa Grazia, Tarmiel può generare e manipolare liberamente l’acqua di mare.
Può anche trasformare il proprio corpo in liquido, rendendo inutili la maggior parte degli attacchi fisici.
Questa capacità di liquefarsi gli permette di assorbire, deviare o annullare colpi che distruggerebbero corpi materiali normali.
In combattimento, crea veri e propri oceani e correnti devastanti, controllandoli come se fossero un’estensione del suo corpo.
Tecniche sacre generali
Arca Sacra (Ark)
Tarmiel utilizza la tecnica base della razza delle dee in forma di proiettile energetico.
Invece di racchiudere il bersaglio nella luce e disintegrarlo lentamente, la lancia come un colpo diretto di pura energia luminosa.
Arca Suprema (Omega Ark)
Versione potenziata dell’Arca Sacra, che genera un’enorme massa di luce distruttiva.
Un demone a livello dei “Dieci Comandamenti” può sopravvivere, ma chiunque sia più debole viene annientato fino all’ultima particella, senza lasciare traccia.
Santo Ostinato (Saint Tenacious)
Tarmiel scatena molteplici sfere di luce che inseguono il bersaglio.
Sono di dimensioni più piccole rispetto a quelle generate da Sariel, ma estremamente insistenti e difficili da evitare.
Raggio Sacro (Ark Beam)
Dalla bocca del giovane sul lato destro sprigiona un potente raggio distruttivo di luce.
È un colpo diretto, concepito per travolgere e perforare il nemico frontalmente.
Scudo Sacro (Ark Shield)
Dalla bocca dell’anziano sul lato sinistro genera un ampio scudo circolare di luce.
Questo scudo respinge e devia gli attacchi, proteggendo Tarmiel e gli alleati alle sue spalle.
Grazia “Grande Mare”
Grande Mare
Tarmiel può materializzare un vastissimo oceano, anche in luoghi dove non esiste acqua.
All’interno di questo mare controlla onde, correnti e pressione come un vero dominatore degli abissi.
Può inoltre liquefare il proprio corpo, sfuggendo ai danni fisici e riassemblandosi a piacere.
Ciò fa di lui un avversario estremamente difficile da ferire con i mezzi convenzionali.
Colonna d’Acqua Perforante
Tarmiel genera una gigantesca colonna d’acqua che esplode dal suolo come un geyser.
Questa colonna ha un potere perforante tale da trapassare Estarossa, che in quel momento aveva assorbito due Comandamenti e possedeva una forza paragonabile a quella di un Arcangelo.
Tecnica combinata con Sariel
Castigo di Enlil
Tecnica combinata che sfrutta la Grazia “Grande Mare” di Tarmiel e la Grazia di Sariel basata sui tornado.
I due creano uno spazio chiuso in cui intrappolano il nemico.
All’interno, Tarmiel riempie l’ambiente con un oceano sconfinato senza terraferma, mentre Sariel scatena tornado devastanti.
L’interazione tra mare e vento genera una tempesta colossale.
Da questa tempesta nascono fulmini di potenza estrema, in grado di disintegrare persino corpi di demoni a livello molecolare.
Quando tali fulmini vengono concentrati sul nemico, l’effetto finale è degno del nome “castigo divino”.
La guerra santa di 3000 anni fa
Tarmiel appare per la prima volta durante la Guerra Santa di 3000 anni prima.
In quell’epoca combatte i demoni come uno dei principali comandanti della razza delle dee.
Al fianco degli altri Arcangeli e di Ludociel, svolge un ruolo decisivo nello scontro contro il Demon King e i Dieci Comandamenti.
Il suo potere è uno dei pilastri dell’offensiva divina.
Ritorno nel presente
Trascorsi 3000 anni, Tarmiel viene riportato nel mondo sfruttando il corpo del monaco corrotto Arbus come mezzo temporaneo.
Ritorna insieme a Sariel e Ludociel, con l’obiettivo di sterminare in un sol colpo i demoni guidati dai Dieci Comandamenti.
Si unisce alla squadra di sterminio capitanata da Howzer.
In questa fase collabora con cavalieri umani e altri alleati per affrontare le ondate di demoni liberati.
La sua visione del conflitto si ammorbidisce grazie al contatto con Elizabeth Liones.
La sua fiducia nelle strategie spietate della razza delle dee inizia a vacillare.
Scontro con Estarossa / Mael
Quando Estarossa rapisce Elizabeth Liones, Tarmiel si dirige ai resti del palcoscenico celeste insieme a King, Derieri e Sariel.
Lì affronta Estarossa in una battaglia violenta e caotica.
Ben presto viene rivelata la verità: Estarossa è in realtà Mael, uno dei Quattro Arcangeli, la cui identità è stata riscritta attraverso una magia proibita di Gowther.
La rottura di questo incantesimo restituisce a Mael i ricordi, ma non la sanità mentale.
Mael, in preda alla follia, inizia ad assorbire i Comandamenti, diventando sempre più pericoloso.
Per fermarlo e recuperare i Comandamenti, Tarmiel partecipa a un piano elaborato con Derieri.
Derieri concentra su Mael una serie di attacchi brutali per logorarlo e fermarlo.
Tarmiel, tuttavia, non riesce a sopportare la vista del suo compagno colpito senza sosta.
La sua compassione lo induce a interrompere la restrizione che stava applicando ai movimenti di Mael.
Questa esitazione fatale permette a Mael di reagire, uccidere Derieri e ottenere ulteriori Comandamenti.
Tarmiel tenta disperatamente di parlare a Mael, cercando di raggiungere ciò che resta del suo vecchio amico.
Ma Mael, ormai trasformato, scaglia un raggio di luce potenziato dai Comandamenti assorbiti.
Il colpo colpisce Tarmiel in pieno, uccidendolo.
La sua morte è il risultato diretto della sua incapacità di essere spietato contro qualcuno che considerava “di famiglia”.
La voce di Tarmiel è affidata a due doppiatori, a seconda della forma in cui appare.
Nella sua vera forma divina ha un doppiaggio, mentre quando utilizza il corpo di Arbus come contenitore la voce cambia per riflettere l’ospite umano.
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