Natsuo Todoroki è un personaggio maschile dell’universo di My Hero Academia, terzogenito della famiglia Todoroki e secondo figlio di Enji Todoroki, che non intraprende la via dell’eroe ma quella di un comune studente universitario, pur rimanendo profondamente segnato dai traumi familiari.
Nome: Natsuo Todoroki
Sesso: Maschio
Età: 19 anni
Data di nascita: 1 luglio (19 anni nel periodo descritto)
Altezza: 181 cm
Luogo di nascita / Provenienza: zona della prefettura di Shizuoka
Occupazione: studente universitario (successivamente abbandona l’università e trova un lavoro)
Obiettivo professionale iniziale: lavorare nel settore socio-sanitario
Stato sentimentale: ha una fidanzata, con cui in seguito vuole sposarsi senza cerimonia e senza presentarla alla famiglia
Cibo preferito: sashimi
Altro che gli piace: il mare
Voce (doppiatore originale): Shin Yuuki
Natsuo Todoroki è il terzo figlio e secondo maschio della famiglia Todoroki.
È quindi il fratello minore di Toya Todoroki e Fuyumi Todoroki, e il fratello maggiore di Shoto Todoroki.
Sua madre è Rei Todoroki, mentre suo padre è Enji Todoroki, noto come il Pro Hero Endeavor.
A differenza di Toya e Shoto, Natsuo non ha ricevuto addestramento da eroe e viene presentato come un normale civile con un Quirk non sviluppato.
Porta un forte risentimento verso il padre per il modo in cui, inseguendo le proprie ambizioni, ha ferito sua madre e i fratelli.
Questa ferita emotiva rende il suo rapporto con la famiglia, e soprattutto con Enji, complicato e pieno di ambivalenze.
Natsuo è un giovane uomo dal fisico robusto e dalla presenza imponente.
Ha i capelli bianchi e gli occhi neri, con lineamenti marcati che lo rendono piuttosto affascinante.
Tra i fratelli Todoroki, è quello che richiama di più il padre per corporatura e presenza fisica.
Già all’età di circa otto anni aveva raggiunto l’altezza di Toya e Fuyumi, nonostante fossero più grandi di lui di oltre cinque anni.
Da bambino presentava una piccola zona di capelli rossi sulle tempie, ereditata da Enji.
Con la crescita, però, tale ciocca rossa scompare e la sua chioma diventa completamente bianca, simile a quella della madre.
Natsuo appare come un ragazzo solare e socievole in presenza della madre e della sorella Fuyumi.
Tuttavia, dietro questo atteggiamento allegro, porta un forte senso di frustrazione, impotenza e colpa legato al passato della famiglia.
Non riesce a perdonare Enji per aver sacrificato la felicità e la salute dei propri familiari in nome della propria ambizione di diventare il numero uno tra gli eroi.
Nonostante ciò, fa fatica a esprimere apertamente la propria rabbia, soprattutto perché sa che sua madre e Fuyumi sperano ancora in una possibile riconciliazione familiare.
Natsuo stesso dichiara di percepire il padre come un “quasi estraneo” più che come un vero genitore.
Come Enji ha distolto lo sguardo da lui, anche Natsuo ammette di aver scelto a sua volta di evitare il padre, mantenendo le distanze.
È tormentato dal fatto di non aver fatto nulla per Toya, abbandonato dall’attenzione del padre, e per Shoto, sottoposto a un addestramento duro al limite dell’abuso.
Sa che la sua passività di allora gli pesa ancora sulla coscienza, alimentando un senso di colpa e di inadeguatezza che lo accompagna nel presente.
Natsuo è uno studente universitario che non segue la carriera eroica, ma studia per poter lavorare nel campo medico e dell’assistenza sociale.
Questo obiettivo riflette il suo desiderio di essere d’aiuto agli altri in modo concreto, lontano dalla spettacolarità dei Pro Hero.
Fin da piccolo, con la madre ricoverata in ospedale, si è abituato a condividere le faccende domestiche con la sorella Fuyumi.
Per questo, sorprendentemente, è piuttosto abile in cucina e mostra un lato molto “casalingo” e premuroso.
Durante il liceo ha vissuto un periodo di incertezza riguardo al proprio futuro.
È stata Fuyumi a incoraggiarlo dicendogli di non preoccuparsi troppo della casa e di perseguire il suo sogno, spingendolo così a scegliere l’università.
In età universitaria si fidanza e cerca di godersi, a modo suo, la vita da studente.
Dopo l’ingresso all’università va a vivere da solo, cosa che porta Fuyumi a lamentarsi del fatto che torni raramente a casa.
La sua relazione con la famiglia rimane delicata: da un lato ama profondamente la madre e i fratelli, dall’altro non riesce a superare il rancore verso Enji.
Questo conflitto interiore lo porta spesso a trattenere ciò che prova, mostrandosi sereno in superficie ma segnato dentro.
Per Natsuo, la figura del padre non è associata a ricordi familiari calorosi.
Riferendosi al loro rapporto, parla di “assenza di vere memorie familiari”, come se fossero persone quasi estranee.
Sa bene che l’ossessione di Enji per creare l’eroe perfetto non si era rivolta a lui, ma principalmente a Toya e Shoto.
Nonostante ciò, la sua vita è stata ugualmente condizionata da quell’ossessione, che ha distrutto la serenità della famiglia e portato la madre al crollo mentale.
La madre Rei e la sorella Fuyumi desiderano, in fondo, poter tornare a vivere come una famiglia unita.
Natsuo si trova così diviso tra il desiderio di proteggere la propria pace emotiva e la consapevolezza che la madre e la sorella cercano ancora una forma di ricomposizione.
Il senso di colpa verso i fratelli è un altro peso importante.
Sapendo che Toya veniva trascurato e che Shoto subiva addestramenti brutali, Natsuo rimprovera a se stesso di non aver reagito e di non aver fatto nulla per cambiare la situazione.
Tutta questa tensione fa sì che, pur non perdonando il padre, faccia fatica a “scatenare” apertamente la sua rabbia su di lui.
In parte perché teme di ferire ulteriormente la madre e Fuyumi, e in parte perché è bloccato dal proprio conflitto interno.
Dopo la grande battaglia finale che coinvolge eroi e villain, Natsuo si reca, insieme alla famiglia, all’unità di terapia intensiva dell’ospedale centrale per visitare Toya Todoroki.
In quel momento ha l’occasione di scambiare con lui le sue ultime parole, in un incontro carico di dolore e rimpianti.
Dopo la visita a Toya, Natsuo annuncia alla famiglia la sua decisione: vuole lasciare l’università, trovare un lavoro e sposarsi civilmente con la sua fidanzata.
Specificamente dichiara che non intende organizzare alcuna cerimonia e non ha intenzione di presentare la futura moglie alla famiglia.
Di fronte a Enji, Natsuo aggiunge che, da quel momento in poi, non vuole più avere rapporti con loro.
È una forma di “taglio netto” con il passato: il suo modo di mettere un punto alle colpe del padre e di prendersi cura della propria stabilità emotiva.
Questa scelta di interrompere i legami familiari non nasce da un impulso momentaneo, ma da una lunga sedimentazione di rancore, dolore e senso di impotenza.
Per Natsuo, l’indipendenza economica e il matrimonio rappresentano un nuovo inizio, lontano dall’ombra di Endeavor.
Allo stesso tempo, però, la sua visione del padre si è leggermente modificata.
Durante il conflitto finale, ha visto Enji lottare, non solo come Pro Hero, ma anche come padre che cerca di assumersi la responsabilità dei propri errori.
Alla fine, Natsuo ammette che, per la prima volta, è riuscito a vedere il padre come “qualcuno di davvero forte e degno di rispetto”.
Anche se non lo perdona e sceglie di allontanarsi, riconosce che Enji ha cercato, a modo suo, di cambiare e di affrontare ciò che ha causato.
Questa sfumatura rende il personaggio di Natsuo particolarmente umano: riesce a riconoscere uno sforzo di redenzione, pur difendendo il proprio bisogno di proteggersi e di costruirsi una vita lontana dal dolore del passato.
Natsuo possiede un Quirk di tipo ghiaccio, simile a quello della madre Rei Todoroki e della sorella Fuyumi Todoroki.
Non ha però mai svolto un vero addestramento eroico né esercitato il Quirk con costanza, quindi si ritiene che il suo potenziale complessivo sia rimasto piuttosto limitato.
A differenza di Shoto Todoroki, che ha sviluppato in modo intensivo le proprie capacità, Natsuo utilizza il Quirk poco e in maniera non specialistica.
Rimane quindi, nella pratica, un comune civile dotato di un potere latente, più che un combattente o un aspirante eroe.
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